Vespa attacca Provenzano in diretta a Porta a Porta: scontro sulla par condicio in Rai

La puntata di Porta a Porta andata in onda ieri sera si è trasformata in un acceso confronto politico, con uno scontro diretto tra il conduttore Bruno Vespa e il deputato del Partito Democratico Peppe Provenzano, durante un dibattito che coinvolgeva anche il senatore di Fratelli d’Italia Lucio Malan. Il confronto si è acceso quando Provenzano è intervenuto mentre Malan stava parlando. Il conduttore ha cercato di mantenere l’ordine, ma il deputato ha replicato: “Stavamo interloquendo, è legittimo, siamo in uno studio democratico”. Vespa ha quindi chiesto: “Vuol venire al posto mio?”, ricevendo come risposta: “Non lo farei mai, forse dovrebbe sedersi da quella parte (indicando il posto dove siete il rappresentante di FdI)”. A quel punto la reazione del giornalista è stata immediata: “Questo non glielo consento! Lei mi deve trovare una trasmissione, con quello che vedete in giro con la par condicio… Non glielo consento! Ha fatto una battuta, se la poteva risparmiare! La prego, adesso stia zitto! Lasci parlare gli altri”. L’episodio ha rapidamente attirato l’attenzione del mondo politico e mediatico, con prese di posizione da parte di diversi schieramenti e organismi legati al servizio pubblico. I componenti del Partito Democratico nella Commissione di Vigilanza Rai hanno definito “inaccettabile e sproporzionata la reazione del conduttore Bruno Vespa” e hanno chiesto alla Rai “una netta presa di distanza dai toni inaccettabili e sproporzionati usati”, sottolineando la necessità di tutelare il ruolo imparziale della trasmissione. Il conduttore ha replicato ribadendo il proprio impegno sul tema della par condicio, definita “una religione”, aggiungendo che il Partito Democratico sarebbe stato “numericamente presente più di ogni altro partito” nella trasmissione durante la stagione. Nella sua risposta, Vespa ha anche sottolineato che Provenzano aveva avuto “un tempo di parola superiore al senatore Malan interrotto costantemente”. Sul fronte opposto, il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami ha espresso solidarietà al conduttore, dichiarando che Provenzano avrebbe “sistematicamente interrotto” Malan e che l’intervento di Vespa rientrerebbe nelle normali dinamiche di conduzione televisiva. A intervenire è stato anche il sindacato dei giornalisti Rai, Usigrai, che ha parlato di uno “scatto d’ira” diventato virale sui social e ha chiesto un intervento dei vertici aziendali, definendo “inaccettabile” la gestione dell’episodio e lo status attribuito al conduttore. Nella stessa direzione si è espresso il consigliere di amministrazione Rai Roberto Natale, che ha parlato di “invettiva priva di freni” e ha sottolineato la necessità di una risposta proporzionata nel contesto del servizio pubblico, osservando che il giornalista “fa ancora in tempo a scusarsi”.
Wired chiude l’edizione cartacea nel Regno Unito

Nel 2026 la rivista Wired non pubblicherà più l’edizione cartacea nel Regno Unito e punterà sulla crescita degli abbonati digitali a livello globale, segnando un cambiamento strategico nel modello editoriale del marchio. Secondo quanto riportato da Press Gazette, la decisione arriva dopo una riorganizzazione della redazione londinese avvenuta alla fine del 2025, quando sette giornalisti hanno lasciato l’ufficio e il team è stato ridotto e ristrutturato per concentrarsi sullo sviluppo del pubblico e su reportage dedicati a Regno Unito ed Europa. Parallelamente, la direzione globale ha scelto di rafforzare il posizionamento internazionale del brand attraverso una strategia orientata al digitale e agli abbonamenti diretti. La direttrice editoriale globale, Katie Drummond, ha spiegato che la priorità è costruire un modello sostenibile basato sugli abbonamenti: “la creazione di un ‘business in abbonamento sostenibile e in crescita è il futuro di Wired…”. Ha inoltre precisato che, pur riconoscendo il ruolo della pubblicità e del commercio, l’obiettivo è non dipendere da fattori esterni: “non voglio che Wired sia in balia di fattori che non posso controllare, a differenza di come controllo il giornalismo”. I dati mostrano una crescita significativa del digitale: nel 2025 gli abbonati diretti sono aumentati del 20% e quelli esclusivamente digitali sono raddoppiati. Negli Stati Uniti, i ricavi da abbonamenti sono cresciuti del 24%, confermando la centralità del modello digitale nella strategia aziendale. Nonostante i cambiamenti, Londra resta un punto chiave per la redazione globale, che conta circa 120 persone e prevede un incremento del personale entro il 2026. La città ospita in particolare il team dedicato allo sviluppo del pubblico, con attività su newsletter, social media e video. Secondo Drummond, l’obiettivo è rendere Wired una piattaforma percepita come globale, accessibile e rilevante per lettori in diversi Paesi. La riorganizzazione ha comportato anche l’uscita di figure di rilievo, tra cui il vicedirettore editoriale globale e caporedattore per il Regno Unito Greg Williams, oltre ad altri ruoli editoriali e creativi. Tuttavia, la direzione ha dichiarato che l’organico sarà progressivamente ricostruito con nuove assunzioni mirate, tra cui un vicedirettore incaricato di selezionare reportage investigativi da Regno Unito e Unione Europea. Il passaggio al digitale si inserisce in un trend già avviato: nel 2024 la versione britannica della rivista era passata da sei a quattro uscite annuali, fino alla decisione di interrompere completamente la stampa nel 2026. La scelta riflette il cambiamento delle abitudini del pubblico, sempre più orientato verso contenuti online, app, newsletter e piattaforme social. Secondo i dati disponibili, nella seconda metà del 2025 Wired contava oltre 480mila abbonamenti complessivi, di cui più della metà digitali. Nel Regno Unito e in Irlanda, la tiratura media nel 2024 era di poco superiore alle 32mila copie, con una quota significativa distribuita gratuitamente o tramite servizi digitali aggregati. Il marchio continuerà comunque a pubblicare edizioni cartacee in altri mercati, come Italia e Giappone, mentre in Messico e Medio Oriente l’offerta è focalizzata esclusivamente sul digitale. L’espansione internazionale include anche nuove redazioni locali, con l’obiettivo di produrre contenuti direttamente nei territori in cui avvengono le notizie. La strategia editoriale punta su contenuti originali e investigativi, definiti internamente come “Story Zero”, cioè storie pubblicate prima che diventino di dominio pubblico. Questa impostazione mira a rafforzare il valore del giornalismo e a distinguere Wired in un contesto competitivo, caratterizzato da cambiamenti negli algoritmi dei motori di ricerca e dei social media. Il traffico digitale ha registrato variazioni significative: a febbraio 2026 il sito wired.com ha totalizzato 14,5 milioni di visite globali, in calo rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, il pubblico diretto — cioè gli utenti che accedono senza intermediari — è in crescita costante, con un aumento globale dell’85% e un raddoppio negli Stati Uniti nel 2025. La direzione ha evidenziato come in passato il traffico proveniente da piattaforme esterne, come i social network, abbia generato numeri elevati ma poco rappresentativi del reale coinvolgimento dei lettori. L’attuale strategia mira invece a costruire una relazione diretta con il pubblico attraverso strumenti proprietari come newsletter, app e contenuti esclusivi. Parallelamente, Wired sta investendo nel miglioramento del design digitale, nella riapertura dei commenti e nell’interazione tra giornalisti e lettori tramite eventi e sessioni in streaming. È inoltre previsto il lancio di una nuova app entro il 2026. Il settore commerciale, in particolare le recensioni di prodotti tecnologici, è stato influenzato dal calo del traffico proveniente dai motori di ricerca. In risposta, l’azienda sta riorientando l’offerta verso contenuti considerati più autorevoli e riconoscibili dal pubblico. (In foto, Katie Drummond)
Wikipedia vieta contenuti IA: rischio errori e dati fuorvianti

Wikipedia ha deciso di vietare la pubblicazione di articoli scritti con intelligenza artificiale, aggiornando ufficialmente le proprie linee guida e introducendo regole più restrittive per i contributori. Secondo quanto riportato, la piattaforma Wikipedia ha stabilito che i contenuti generati da modelli linguistici di grandi dimensioni (Llm) non potranno essere pubblicati direttamente perché “spesso violano” i principi fondamentali dell’enciclopedia, che richiedono verificabilità, affidabilità delle fonti e controllo umano. La decisione è stata presa dopo un confronto interno tra gli editor volontari, che hanno votato a favore del divieto. La nuova regola prevede due eccezioni precise. Gli strumenti di intelligenza artificiale possono essere utilizzati per fare traduzioni e per apportare piccole modifiche a testi già esistenti, ma solo con una revisione attenta da parte di una persona. Il tema dell’uso dell’IA è al centro di un dibattito tra i contributori della piattaforma, perché questi strumenti possono produrre errori o informazioni non corrette. Il fondatore di Wikipedia, Jimmy Wales, ha descritto questi problemi come un “pasticcio”, riferendosi ai casi in cui l’intelligenza artificiale genera contenuti fuorvianti o inventati, fenomeno spesso chiamato “allucinazione” dell’IA. Nel frattempo, cresce anche la competizione tra Wikipedia e gli strumenti basati su intelligenza artificiale. Secondo dati della società di analisi Similarweb, servizi come ChatGPT stanno aumentando il numero di utenti e, in alcuni casi, stanno superando o riducendo il traffico verso Wikipedia, soprattutto negli Stati Uniti.
Il New York Times licenzia un freelance per una recensione scritta con l’AI

Il New York Times ha interrotto la collaborazione con il giornalista freelance Alex Preston dopo aver scoperto che una sua recensione conteneva parti molto simili a un articolo pubblicato mesi prima dal Guardian e firmato da Christobel Kent. La vicenda riguarda il romanzo “Watching Over Her” dello scrittore Jean-Baptiste Andrea. A gennaio, Preston aveva pubblicato una recensione sul quotidiano statunitense. Alcuni lettori attenti hanno però notato somiglianze evidenti con una recensione uscita ad agosto sul giornale britannico. Le frasi risultavano molto simili, con piccoli cambiamenti nell’ordine delle parole o nelle espressioni utilizzate. Dopo la segnalazione, il New York Times ha avviato un’indagine interna. È emerso che il giornalista aveva utilizzato uno strumento di intelligenza artificiale per scrivere la bozza del testo. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Preston, il sistema avrebbe inserito contenuti già esistenti senza che lui si accorgesse della loro origine. Il giornale ha pubblicato una nota ufficiale spiegando l’accaduto: “Un lettore ha recentemente segnalato al Times che questa recensione conteneva linguaggio e dettagli simili a quelli presenti in una recensione dello stesso libro pubblicata sul Guardian. Abbiamo parlato con l’autore, un recensore freelance, che ci ha detto di aver utilizzato uno strumento di IA che ha incorporato materiale dalla recensione del Guardian nella sua bozza, senza che lui lo identificasse e lo rimuovesse. Il suo affidamento all’IA e l’uso di contenuti non attribuiti a un altro autore rappresentano una chiara violazione degli standard del Times”. Le somiglianze tra i due articoli erano numerose e facilmente riconoscibili. In entrambi i testi, ad esempio, il personaggio di Stefano veniva descritto con gli stessi aggettivi, semplicemente invertiti. Anche il giudizio finale sul romanzo risultava quasi identico, con descrizioni dell’Italia come “un paese di contraddizioni” segnato dalla guerra e rappresentato attraverso immagini molto simili. Una frase pubblicata dal Guardian recitava: “soprattutto una canzone d’amore per un paese di contraddizioni, ferito, devastato dalla guerra, diviso, smarrito e miracoloso: un’Italia dove la vita è costume e rappresentazione artistica, e dove i circhi nascono nelle terre abbandonate”. Nella versione del Times, il contenuto appariva praticamente uguale, con minime modifiche nella struttura della frase. Dopo aver accertato i fatti, il quotidiano statunitense ha deciso di interrompere ogni rapporto con Preston. La direzione ha inoltre informato il Guardian dell’accaduto e ha aggiunto una segnalazione in fondo alla recensione, includendo anche un collegamento all’articolo originale. Il giornalista ha riconosciuto l’errore e ha rilasciato una dichiarazione: “Sono enormemente imbarazzato da quanto accaduto e realmente dispiaciuto. “Ho commesso un grave errore usando uno strumento di AI su una bozza di recensione che avevo scritto, e non sono riuscito a identificare e rimuovere il linguaggio sovrapposto di un’altra recensione che l’AI ha inserito. Ho assunto immediatamente la responsabilità e mi sono scusato con il New York Times, e voglio anche scusarmi con Christobel Kent e con il Guardian”.
Matt Brittin alla guida della BBC, al posto di Tim Davie

Matt Brittin guiderà la BBC dal 18 maggio, prendendo il posto di Tim Davie dopo le sue dimissioni legate alle polemiche sul montaggio di un discorso di Donald Trump trasmesso nel programma Panorama prima degli eventi dell’assalto al Campidoglio del 2021. La nomina del nuovo direttore generale della BBC riguarda Matt Brittin, ex presidente per Europa, Medio Oriente e Africa di Google. L’ingresso ufficiale è previsto per il 18 maggio, in un momento considerato delicato per l’emittente pubblica britannica, impegnata su più fronti istituzionali e legali. Brittin ha dichiarato: “Non vedo l’ora di iniziare questo lavoro. È un momento di reale rischio, ma anche di reale opportunità”, aggiungendo di sentirsi “onorato ed entusiasta” per l’incarico. Parlando della BBC, ha sottolineato che si tratta di “una risorsa straordinaria, unicamente britannica, con oltre 100 anni di innovazione nella narrazione, nella tecnologia e nello sviluppo della creatività”. Ha inoltre evidenziato il ruolo globale dell’emittente: “Ora, più che mai, abbiamo bisogno di una BBC che prosperi e che funzioni per tutti in un mondo complesso, incerto e in rapido cambiamento. Al suo meglio, ci mostra – a noi e al mondo – chi siamo”. Nel delineare le priorità future, Brittin ha indicato la necessità di rafforzare la presenza della BBC nei luoghi dove nascono le storie e dove si trovano gli spettatori, puntando su innovazione e sviluppo digitale. “Dobbiamo costruire sui punti di forza attuali, affrontare le sfide con coraggio e prosperare come servizio pubblico adatto al futuro”, ha affermato. Il presidente della BBC, Samir Shah, ha definito Brittin “un leader eccezionale”, sottolineando la sua esperienza nella gestione di organizzazioni complesse e nei processi di trasformazione. Shah ha inoltre evidenziato che la nomina avviene durante la revisione della Royal Charter, il documento che regola il funzionamento dell’emittente, e ha dichiarato: “È in corso la revisione della Carta e appare chiaro che sia necessaria una riforma radicale della BBC, del suo modello di finanziamento e del quadro in cui opera. La posta in gioco non è mai stata così alta”. Dal settore media e tecnologia arrivano valutazioni positive. La giornalista Katie Razzall ha descritto Brittin come “un leader ispiratore e un grande giocatore di squadra”, mentre Peter Barron ha evidenziato il suo orientamento al servizio pubblico e la volontà di rafforzare la posizione della BBC in un contesto caratterizzato da piattaforme di streaming, disinformazione online e nuovi modelli di consumo dei contenuti. Tra le questioni più urgenti che il nuovo direttore generale dovrà affrontare figura la causa per diffamazione avviata da Donald Trump, relativa proprio alla vicenda editoriale che ha portato alle dimissioni del precedente vertice. Parallelamente, Brittin sarà chiamato a negoziare con il governo britannico il futuro del canone e della Royal Charter, in scadenza nel 2027. La ministra della Cultura Lisa Nandy ha già indicato l’intenzione di rendere la Carta permanente, con l’obiettivo di garantire maggiore stabilità all’emittente.
Questionario Inpgi sul lavoro autonomo, online fino al 31 marzo 2026

L’Inpgi ha avviato una nuova ricerca sul lavoro giornalistico autonomo in occasione dei suoi 100 anni, invitando le giornaliste e i giornalisti iscritti a partecipare compilando un questionario anonimo entro il 31 marzo 2026. L’iniziativa rientra nel programma celebrativo del centenario dell’Istituto (1926–2026) e si concentra sull’analisi delle condizioni professionali e previdenziali di chi lavora senza un contratto fisso, cioè in forma autonoma. Il progetto, intitolato “Giornalisti, lavoro autonomo e previdenza”, nasce con l’obiettivo di raccogliere dati aggiornati su come lavorano oggi i giornalisti e su quali siano le loro condizioni economiche e di tutela. Secondo quanto comunicato ufficialmente, “l’obiettivo è raccogliere dati al fine di fare un’analisi aggiornata sulle condizioni professionali, economiche, di lavoro e previdenziali delle giornaliste e dei giornalisti iscritti all’Inpgi, per disporre di uno strumento di conoscenza utile a orientare le scelte future dell’Istituto e rendere le tutele sempre più aderenti alle esigenze degli iscritti”. Il questionario – clicca qui per compilarlo – è stato progettato per essere semplice e veloce: la compilazione richiede circa 10 minuti e avviene in forma anonima, così da garantire la riservatezza delle informazioni raccolte. Tutti i dati serviranno a costruire una fotografia chiara e aggiornata del settore, utile per comprendere meglio come cambia il lavoro giornalistico nel tempo. La ricerca è stata commissionata alla Fondazione Paolo Murialdi, che ha affidato la parte scientifica al team guidato dal professor Christian Ruggiero del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CoRiS) della Università La Sapienza di Roma. Il coinvolgimento di enti accademici e di ricerca serve a garantire un’analisi rigorosa e basata su metodi scientifici. L’Inpgi sottolinea l’importanza della partecipazione degli iscritti per ottenere risultati completi e rappresentativi. “La partecipazione di ciascuno è fondamentale: i risultati costituiranno una base di analisi preziosa per comprendere meglio il presente e costruire politiche previdenziali più efficaci e consapevoli”. I dati raccolti permetteranno di capire meglio come lavorano oggi i giornalisti autonomi, quali difficoltà incontrano e quali strumenti di tutela possono essere migliorati. Le informazioni serviranno anche a supportare decisioni future in ambito previdenziale, cioè legate a pensioni e protezioni sociali. (In foto, la Sede dell’Inpgi)
Giornalisti in sciopero: mobilitazione nazionale e tappe nelle piazze italiane

Giornalisti in piazza oggi, 27 marzo 2026, in tutta Italia per lo sciopero nazionale proclamato dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana per il rinnovo del contratto Fieg-Fnsi, scaduto da circa dieci anni. La mobilitazione coinvolge molte città e vede la partecipazione di giornaliste e giornalisti che chiedono diritti, tutele e nuove regole per lavorare. È come quando un gruppo di persone chiede di aggiornare le regole di un gioco diventate vecchie: qui si parla del lavoro di chi racconta le notizie ogni giorno. Secondo la Fnsi, le richieste riguardano sia i lavoratori dipendenti sia quelli autonomi. Gli editori, rappresentati dalla Fieg, hanno avanzato proposte che il sindacato considera non accettabili. La giornata del 27 marzo è parte di una mobilitazione più ampia, dopo lo sciopero del 28 novembre 2025 e in vista di una nuova astensione prevista per il 16 aprile. Le iniziative si svolgono con modalità diverse, tra presìdi, assemblee e incontri pubblici per spiegare le ragioni dello sciopero giornalisti e della vertenza sul contratto lavoro. Il percorso di mobilitazione prosegue con una manifestazione nazionale prevista il 1° aprile 2026 a Torino, organizzata dalla Fnsi insieme all’Associazione Stampa Subalpina. La segretaria Silvia Garbarino ha invitato la cittadinanza a partecipare. Gli appuntamenti nelle città italiane: Roma: manifestazione in Largo di Torre Argentina dalle 10.30 Milano: presidio in Largo la Foppa (MM Moscova) dalle 11 Bologna: iniziativa davanti alla Regione Emilia-Romagna, dalle 10.15 alle 12 Bolzano: presidio in piazza Mazzini alle 11 Trento: appuntamento in piazza Dante alle 15 Perugia: iniziativa in piazza Italia alle 10.30 Terni: presidio in piazza Tacito alle 10.30 Aosta: manifestazione in piazza Chanoux dalle 11 Cagliari: incontro sotto il bastione di San Remy alle 11 Pescara: assemblea promossa dal sindacato regionale Potenza: assemblea organizzata dall’Associazione stampa locale Nelle Marche, il flash mob inizialmente previsto è stato rinviato al 16 aprile a causa delle condizioni meteo. A Firenze, una manifestazione si era già svolta il 19 marzo, collegata anche alla difesa della sede Rai. In Trentino-Alto Adige, i sindacati confederali regionali hanno espresso “pieno sostegno” ai giornalisti in sciopero.
The New York Times raggiunge il record di 2.300 giornalisti e 12 milioni di abbonati

Il New York Times ha raggiunto un nuovo record interno con 2.300 giornalisti in redazione, segnando una crescita significativa mentre altri grandi quotidiani riducono il personale e affrontano difficoltà economiche. Nel discorso annuale “State of the Times”, l’editore A.G. Sulzberger ha comunicato ai dipendenti che la redazione è oggi più ampia del 50% rispetto a dieci anni fa, evidenziando un’espansione costante. Considerando anche le sezioni Opinioni, sport, The Athletic e altre testate, il numero totale supera i 3.000 giornalisti, mentre l’intera New York Times Company conta circa 5.900 dipendenti, in aumento rispetto ai 3.710 del 2016. I dati mostrano che il quotidiano ha rafforzato la propria struttura mentre altri concorrenti, come il Washington Post, hanno ridotto gli organici. Il Post ha recentemente licenziato oltre 300 giornalisti, secondo quanto riferito dal direttore esecutivo Matt Murray. La crescita del Times è accompagnata da risultati economici in aumento. Nel quarto trimestre del 2025 l’azienda ha registrato un utile netto di 129,8 milioni di dollari su ricavi di 802,3 milioni. Nel terzo trimestre, i ricavi totali hanno raggiunto 700,8 milioni di dollari, in crescita del 9,5% su base annua, mentre l’utile netto è salito a 81,6 milioni, con un aumento del 27,3%. Un elemento centrale è l’aumento degli abbonamenti. Il Times ha superato per la prima volta i 12 milioni di abbonati, arrivando a 12,33 milioni nel terzo trimestre e chiudendo il 2025 con 12,78 milioni, grazie soprattutto alla crescita digitale. Solo nel terzo trimestre sono stati aggiunti 460.000 nuovi abbonati digitali. I ricavi da abbonamenti sono aumentati del 9,1%, arrivando a 494,6 milioni di dollari, mentre quelli digitali hanno registrato una crescita del 14%, fino a 367,4 milioni. Anche la pubblicità digitale ha mostrato un aumento significativo, pari al 20,3%, sostenuto dalla domanda degli inserzionisti e da nuove offerte pubblicitarie. La CEO Meredith Kopit Levien ha dichiarato: “Il terzo trimestre è stato un altro trimestre eccezionale per il New York Times, e i nostri risultati dimostrano che la nostra strategia sta funzionando come previsto”. Ha aggiunto che l’azienda punta a “diventare ancora più indispensabile per un numero maggiore di persone”. Parallelamente, il modello di business si è ampliato includendo servizi come giochi, cucina e il sito di recensioni Wirecutter, oltre ai contenuti sportivi di The Athletic. Questa diversificazione ha contribuito a compensare il calo degli abbonamenti cartacei, scesi del 3% a 127,2 milioni di dollari, a causa del passaggio degli utenti al digitale. L’azienda ha inoltre investito in nuovi formati, come i video e i podcast, integrati anche nelle sezioni Cooking e sport, e ha avviato l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per migliorare l’esperienza degli utenti, ad esempio attraverso la lettura automatica degli articoli e il marketing mirato. Il gruppo dispone di 1,1 miliardi di dollari in liquidità e ha registrato un costo di 2,4 milioni di dollari legato alla causa per violazione del copyright contro OpenAI e Microsoft. Il quotidiano punta a raggiungere 15 milioni di abbonati entro il 2027, proseguendo una strategia che combina crescita digitale, diversificazione dei contenuti e sviluppo tecnologico.
Mattarella riceve il Tg2 al Quirinale per i 50 anni

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale, nella mattina di martedì 17 marzo 2026, una delegazione del Tg2 in occasione dei 50 anni della testata giornalistica. All’incontro hanno partecipato il direttore Antonio Preziosi e l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, insieme ad altri rappresentanti della redazione. Dopo l’intervento introduttivo del direttore Preziosi, il Capo dello Stato ha rivolto un saluto ai presenti, richiamando il valore del lavoro giornalistico in un momento segnato da eventi complessi e dalla diffusione di false notizie. Mattarella ha citato un recente messaggio di Papa Leone, sottolineando l’importanza di raccontare i fatti in modo corretto e responsabile. “Vorrei far mio l’augurio di Papa Leone, che ieri vi ha rivolto e che lei ha ricordato, quello di raffigurare le tragedie che si intensificano in questo periodo, appunto, non come raffigurazioni spettacolari, ma come informazione che trasmette una correttezza di notizie per spettatrici e spettatori”, ha dichiarato il Presidente. Nel suo intervento, Mattarella ha spiegato che il lavoro dei giornalisti rappresenta una funzione essenziale per la società, perché garantisce una informazione chiara e affidabile. Ha evidenziato che, tra le difficoltà attuali, ci sono anche le insidie delle notizie non verificate, spesso diffuse anche in relazione ai conflitti in corso. “È una condizione importante, perché è quella che sostanzia il ruolo fondamentale che svolgete, come tutti i vostri colleghi, della parte televisiva e della carta stampata e sul web. Tra tante difficoltà crescenti, tra tante insidie di false notizie diffuse anche sulla guerra in questo periodo. Svolgete un compito di garanzia, di informazione, di libertà, di fondamentale sostegno alla vita democratica”. Il Presidente della Repubblica ha poi ringraziato la redazione del Tg2 per il lavoro svolto negli ultimi decenni, ricordando l’importanza storica della nascita della testata come momento di innovazione per il servizio pubblico. Ha sottolineato anche come il mondo dell’informazione e quello delle istituzioni attraversino continui cambiamenti, legati alle nuove tecnologie e alle modalità di comunicazione. Mattarella ha infine espresso apprezzamento per l’impegno passato e presente dei giornalisti, augurando alla redazione di continuare il proprio lavoro anche nei prossimi anni, in un contesto che continuerà a evolversi. (Credits foto: www.quirinale.it)
Tg2 celebra 50 anni al MAXXI di Roma. Preziosi: “Il passato ci serve per guardare al futuro”

Il Tg2 compie 50 anni e celebra il traguardo con un evento al Museo MAXXI di Roma, dove è stato presentato il documentario “Tg2 50 anni di notizie”, dedicato alla storia del secondo telegiornale della Rai e al suo ruolo nell’informazione italiana. Durante la giornata celebrativa sono intervenuti dirigenti dell’azienda, giornalisti e personalità che negli anni hanno contribuito alla crescita della testata. L’iniziativa ha ricordato come il Tg2, nato il 15 marzo 1976, sia stato uno dei risultati della riforma Rai del 1975, che cambiò il sistema televisivo pubblico introducendo nuove regole e creando testate giornalistiche autonome per le diverse reti. Il primo direttore fu Andrea Barbato e tra i conduttori della prima edizione ci furono Piero Angela, Mario Pastore e Italo Moretti. Da allora il telegiornale ha raccontato ogni giorno eventi dell’Italia e del mondo, entrando nelle case di milioni di persone attraverso la televisione. Nel corso dell’evento è stato presentato il documentario “Tg2 50 anni di notizie”, realizzato da Rai Documentari in collaborazione con Rai Teche. Il film ripercorre mezzo secolo di cronaca attraverso immagini d’archivio, interviste e testimonianze. Tra i protagonisti presenti nel racconto ci sono Giovanni Allevi, Alberto Angela, Renzo Arbore, Fiorello, Lilli Gruber, Enrico Mentana, Carmen Lasorella, Paolo Garimberti, Luciano Onder, Clemente J. Mimun e padre Paolo Benanti. Il documentario è disponibile sulla piattaforma RaiPlay. Il direttore del Tg2, Antonio Preziosi, ha ricordato la nascita del telegiornale e il suo percorso nel tempo: “Il passato ci serve per guardare al futuro, forti di una storia incredibile, iniziata il 15 marzo del 1976, quando un grande direttore come Andrea Barbato e un grande giornalista come Piero Angela dettero il calcio d’inizio, l’avvio a questa grande storia, a questa grande avventura”. Preziosi ha sottolineato anche il valore del lavoro giornalistico svolto dalla redazione nel corso dei decenni: “50 anni di notizie sono tanti, ma ci danno la forza e il coraggio per andare avanti con determinazione, con la stessa serietà, con lo stesso impegno e con la stessa voglia di informare le telespettatrici e i telespettatori italiani”. Messaggi di auguri sono arrivati da diverse istituzioni. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato il ruolo del telegiornale nel panorama informativo del servizio pubblico: “Nella storia dell’offerta informativa del servizio pubblico, il Tg2 si caratterizza da sempre come il telegiornale della sperimentazione e della ricerca di nuovi generi”. Nel suo messaggio ha citato alcune notizie raccontate dal telegiornale, tra cui l’annuncio nel 2004 del sequestro a Baghdad di quattro civili italiani, tra cui Fabrizio Quattrocchi, e la diffusione nel 2021 dell’immagine del boss mafioso Matteo Messina Denaro, poi arrestato nel 2023. Anche il presidente del Senato Ignazio La Russa ha ricordato la nascita della testata come un momento di cambiamento nella televisione italiana: “Nasceva il Tg2, un nuovo telegiornale, potevi scegliere, potevi saltare quello delle 20 e prendere quello delle 20:30: fu una piccola rivoluzione”. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha inviato un messaggio alla redazione ricordando il lavoro svolto in questi decenni: “In questi cinquant’anni, la vostra testata giornalistica ha accompagnato intere generazioni attraverso il racconto dei grandi momenti e dei passaggi cruciali della nostra storia, nazionale e internazionale”. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ricordato il contesto storico della nascita del telegiornale: “Io muovevo i miei primi passi nel mondo del giornalismo quando nacque il TG2, che ha rappresentato sin da subito la libertà di scegliere”. Il vicepremier Matteo Salvini ha parlato del ruolo della testata nel raccontare i cambiamenti del Paese, mentre l’amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi ha evidenziato l’importanza del lavoro giornalistico all’interno del servizio pubblico: “I giornalisti sono importanti, sono una professionalità che va tutelata”.