Il Secolo XIX rinnova sito e app con un ecosistema digitale dedicato ai lettori

Nuovo sito Il Secolo XIX

Il Secolo XIX ha lanciato il nuovo sito ilsecoloxix.it e una nuova app, avviando un progetto di rinnovamento della propria offerta digitale. L’iniziativa rappresenta uno dei principali investimenti nella trasformazione della storica testata e rientra nella strategia di sviluppo di Blue Media, la media company del Gruppo MSC dedicata alle attività editoriali e informative. Il nuovo progetto è stato sviluppato mettendo al centro le esigenze dei lettori e delle comunità della Liguria. Per la prima volta ogni provincia dispone di una homepage dedicata, con notizie, cronaca ed eventi selezionati in base al territorio di riferimento. Le edizioni locali di Genova, Savona, Levante, Imperia e La Spezia sono affiancate da sezioni dedicate ad argomenti come Genoa, Sampdoria, blue economy, cultura, salute, animali e tecnologia. Le informazioni locali vengono integrate con le principali notizie nazionali e internazionali. L’intera piattaforma è stata progettata seguendo una logica mobile-first, perché oltre il 95% dei lettori utilizza lo smartphone per consultare l’edizione digitale. Per questo motivo il sito presenta una grafica pensata per la lettura verticale e una navigazione più semplice. La homepage mette subito in evidenza la sezione “Ultima ora”, dedicata alle notizie in aggiornamento, e i principali argomenti del momento attraverso specifici topic. Anche la nuova app è stata realizzata per seguire gli aggiornamenti in tempo reale. Gli utenti possono ricevere notifiche push, personalizzare i contenuti in base alla città e ai propri interessi e accedere a dirette video, reportage, interviste e podcast. Il piano editoriale prevede inoltre l’introduzione di nuovi formati digitali, podcast di approfondimento e rubriche video dedicate ai quartieri di Genova e alle province liguri. Il rapporto tra redazione e pubblico viene ampliato con nuove funzionalità. Ogni articolo riporta la firma e il volto del giornalista attraverso una pagina personale che raccoglie il profilo professionale e i contenuti pubblicati. Debutta inoltre il pulsante “Inviaci una segnalazione”, che permette ai cittadini di inviare informazioni direttamente alla redazione, favorendo la partecipazione dei lettori. Il sito e l’app distribuiscono inoltre i contenuti anche attraverso i principali social network. Cambia anche il sistema di accesso ai contenuti. Gli utenti registrati possono consultare gratuitamente i contenuti Basic, mentre approfondimenti, reportage, longform e produzioni esclusive fanno parte dell’offerta Premium, riservata agli abbonati. Per celebrare i 140 anni della testata, l’editore ha annunciato che fino al 30 settembre 2026 tutti gli utenti che completeranno la registrazione potranno accedere gratuitamente ai contenuti del nuovo sito.

Da oggi il Corriere costa di più: le ragioni spiegate dal direttore

Luciano Fontana

Il Corriere della Sera aumenta da oggi il prezzo di copertina di 20 centesimi, una decisione che arriva dopo undici anni senza variazioni. A comunicarlo ai lettori è il direttore Luciano Fontana, che ha spiegato le motivazioni della scelta in un editoriale pubblicato sul quotidiano. L’apertura del messaggio è rivolta direttamente ai lettori: “Cari lettori, da oggi il Corriere della Sera costerà 20 centesimi in più. Trovo giusto spiegarvi perché abbiamo preso questa decisione che comporta per tutti voi un piccolo sacrificio”. Nel testo, il direttore ricorda che il prezzo del giornale era rimasto invariato dal 2015, nonostante, nel frattempo, siano cresciuti i costi necessari per realizzare ogni copia. Tra questi vengono indicati l’aumento del costo della carta, della stampa, della distribuzione e, più in generale, delle spese legate alla produzione di un quotidiano. Fontana spiega che, fino a oggi, il giornale aveva scelto di assorbire questi rincari, diversamente da molti altri quotidiani, ma che questa possibilità non è più sostenibile. L’editoriale sottolinea anche il ruolo che i lettori hanno nel sostenere il lavoro della redazione. Secondo il direttore, acquistare il giornale rappresenta un gesto di fiducia verso un’informazione costruita attraverso la verifica dei fatti, il loro approfondimento e la contestualizzazione. Viene ricordato che il Corriere della Sera, che celebra i suoi 150 anni di storia, continua a sviluppare un sistema informativo che comprende il quotidiano cartaceo, il sito web, le piattaforme digitali, podcast, newsletter, Corriere Tv, sedici edizioni locali, supplementi, festival ed eventi dedicati ai lettori. Nel messaggio viene ribadita anche l’identità editoriale del quotidiano, descritta attraverso il riferimento al pluralismo, all’indipendenza e al rifiuto della faziosità. Fontana evidenzia il lavoro della redazione e degli editorialisti come elemento centrale per garantire un’informazione verificata e affidabile in un contesto caratterizzato dalla rapida diffusione di contenuti provenienti da molte fonti diverse. L’editoriale guarda inoltre alle trasformazioni che stanno interessando il settore dell’informazione. Il direttore ricorda il percorso di sviluppo digitale affrontato negli ultimi anni dal quotidiano e indica tra le prossime sfide quella dell’intelligenza artificiale, spiegando che sarà affrontata mantenendo al centro le esigenze dei lettori. Nel testo viene inoltre sottolineato che la solidità economica di un giornale rappresenta una condizione importante per garantirne la libertà e l’indipendenza. Il messaggio si chiude con un invito rivolto ai lettori a partecipare al confronto con la redazione attraverso l’indirizzo di posta elettronica dedicato, scrivialcorriere@corriere.it, per inviare osservazioni e proposte considerate utili per il lavoro del quotidiano. Fontana conclude ricordando che la fiducia accordata ogni giorno dai lettori non viene considerata un’abitudine, ma una responsabilità condivisa.

Il Giornale rinnova carta e digitale nel segno di Montanelli

Nuova grafica Il Giornale

Il Giornale si prepara a uscire in edicola con una nuova veste grafica a partire da mercoledì 22 luglio, avviando un progetto di rinnovamento che coinvolge sia l’organizzazione delle pagine sia la trasformazione digitale della testata. Il giorno successivo, 23 luglio, entrerà infatti in funzione anche Arc XP, il nuovo Content Management System scelto da Editoria Italia per gestire siti web, applicazioni, contenuti multimediali, abbonamenti e pubblicità digitale. L’iniziativa coincide con il venticinquesimo anniversario della scomparsa di Indro Montanelli, fondatore del quotidiano. Il cambiamento viene presentato dalla testata come un intervento sulla forma e sull’organizzazione dell’informazione, senza modificare l’identità editoriale del giornale. Nell’editoriale che anticipa il debutto della nuova grafica, il direttore Tommaso Cerno scrive: “Cambiamo pelle, non anima”. E aggiunge: “Ci siamo rifatti il guardaroba, non il carattere”. Secondo Cerno, i lettori continueranno a trovare gli stessi valori che hanno caratterizzato il quotidiano, con pagine progettate per rendere la lettura più chiara e immediata. Nel testo il direttore ricorda anche precedenti interventi grafici realizzati nel corso della sua carriera, spiegando come l’introduzione del colore e di un maggiore spazio dedicato alle fotografie non abbia modificato l’identità delle testate coinvolte. Per Cerno, la grafica rappresenta uno strumento per facilitare la lettura e valorizzare le notizie. “La grafica è molto più della grafica”, scrive, spiegando che una buona impaginazione deve aiutare il lettore a orientarsi tra i contenuti. L’obiettivo dichiarato è offrire “titoli che si fanno leggere, pagine che respirano, notizie ordinate secondo una gerarchia onesta”. Anche la nota diffusa dall’editore sottolinea che non si tratta di un semplice restyling, ma di “una diversa architettura dell’informazione, pensata per restituire centralità alle notizie, forza alle scelte editoriali e ordine alla complessità del presente”. La nuova impostazione prevede una prima pagina più selettiva, aperture più definite e un percorso di lettura organizzato secondo una gerarchia visiva più evidente, con l’obiettivo di distinguere in modo più chiaro i fatti principali dagli approfondimenti. Il progetto comprende inoltre il rinnovamento tecnologico della redazione. Dal 23 luglio sarà operativo Arc XP, la piattaforma sviluppata dall’esperienza del Washington Post e adottata da Editoria Italia per accompagnare la trasformazione digitale delle proprie testate. Il sistema consentirà di gestire da un’unica infrastruttura la pubblicazione dei contenuti, i servizi digitali, gli abbonamenti e la raccolta pubblicitaria, mettendo a disposizione delle redazioni nuovi strumenti per la produzione e la distribuzione delle notizie. Presentando il progetto, Tommaso Cerno ha dichiarato: “Stiamo progettando il Giornale del futuro e lo facciamo nel segno del nostro fondatore Indro Montanelli”. Il direttore ha aggiunto che la testata continuerà a richiamarsi alla storia del quotidiano pur affrontando una nuova fase di sviluppo. Anche l’art director Mauro Brolis ha spiegato che si tratta di “una grafica diversa che accontenterà i vecchi e i nuovi lettori”, mentre il direttore del progetto Sergio Juan ha indicato tre principi alla base del nuovo impianto editoriale: “L’Identità (il tempo storico de il Giornale). Il Giornale ha una storia, una voce e un’identità riconoscibili. Il progetto nasce per rafforzarle e renderle ancora più presenti nel nostro tempo. Il Tempo (del lettore). Ogni giorno chiediamo al lettore qualcosa di prezioso: il suo tempo. Per questo ogni scelta è pensata per aiutarlo a orientarsi, capire che cosa conta e trovare ciò che merita davvero la sua attenzione. E infine il Futuro (il tempo futuro del quotidiano). Quello de il Giornale nasce dalla capacità di evolvere, continuando a essere autorevole, riconoscibile e rilevante per i propri lettori”.

La Stampa, la nuova direzione ottiene un ampio consenso dalla redazione

La Stampa Di Rosa

La redazione de La Stampa ha espresso un ampio consenso nei confronti del direttore Antonio Di Rosa e dei due nuovi vicedirettori, confermando con il voto interno la fiducia nella nuova guida del quotidiano. La consultazione si è svolta il 20 luglio, a poche settimane dall’insediamento del nuovo vertice editoriale, entrato in carica il 1° luglio dopo il passaggio di proprietà del giornale da Gedi alla Sae di Alberto Leonardis. Su 128 votanti, il direttore Antonio Di Rosa ha ottenuto 119 voti favorevoli, un voto contrario e 5 schede bianche. Anche i due vicedirettori hanno ricevuto un ampio sostegno dalla redazione. Il vicedirettore vicario Luciano Tancredi ha raccolto 101 voti favorevoli, 4 contrari e 17 schede bianche, mentre il vicedirettore Alessandro De Angelis ha ottenuto 98 voti favorevoli, 5 contrari e 19 schede bianche. Il voto rappresenta uno dei primi passaggi significativi della nuova fase del quotidiano, iniziata con il cambio di proprietà e con il rinnovo della direzione. I numeri emersi dalla consultazione mostrano una larga fiducia nei confronti della nuova squadra chiamata a guidare il giornale. Tra i cambiamenti introdotti dalla nuova direzione c’è anche una diversa organizzazione del lavoro editoriale. Negli ultimi anni La Stampa aveva pubblicato molti articoli firmati da collaboratori esterni. Con la nuova gestione, invece, è tornato a crescere il ruolo dei giornalisti della redazione, che sono nuovamente i principali autori dei contenuti del quotidiano.

Mario Orfeo lascia Repubblica con un editoriale di ringraziamento

Repubblica

Mario Orfeo ha salutato i lettori di Repubblica con un editoriale pubblicato oggi, 13 luglio 2026, nel quale ripercorre l’esperienza alla guida del quotidiano e ringrazia redazione, editori e pubblico. Nel testo non compaiono riferimenti al nuovo incarico che assumerà da settembre come direttore editoriale di QN Media, gruppo entrato recentemente nella proprietà di Leonardo Maria Del Vecchio attraverso Lmdv Media. Nel messaggio di congedo, Orfeo definisce la direzione di Repubblica “un onore e un privilegio” e ricorda il percorso professionale iniziato nel giornale, citando gli insegnamenti dei direttori Eugenio Scalfari ed Ezio Mauro. L’ex direttore ripercorre i due anni trascorsi alla guida della testata, soffermandosi sul lavoro svolto insieme alla redazione per il rinnovamento della grafica, dei contenuti e dello sviluppo digitale. L’editoriale richiama anche alcune delle principali iniziative editoriali e giornalistiche portate avanti durante la sua direzione. Tra queste vengono ricordati l’investimento nell’innovazione tecnologica, la manifestazione di piazza del Popolo dedicata all’Europa, la copertura della guerra in Ucraina, gli articoli sulla guerra nella Striscia di Gaza, il racconto dell’attività politica del governo Meloni e la posizione assunta dal quotidiano durante il referendum sulla giustizia. Nel testo viene inoltre ribadita l’identità del giornale, richiamando la definizione di quotidiano “indipendente ma non neutrale” utilizzata da Eugenio Scalfari nel primo editoriale della testata. Nella parte finale del messaggio, Orfeo ringrazia la redazione, il personale del giornale e gli editori Theo Kyriakou e John Elkann per la fiducia ricevuta durante il suo incarico. Rivolge quindi un augurio a Stefano Cappellini, che assume la direzione ad interim, e conclude con un messaggio dedicato ai lettori: “Infine un grazie speciale ai lettori, anima del giornale: è stato bellissimo”.

A Bolzano arriva WeNews, sito di notizie scritte con AI. Il sindacato: “Rischi per democrazia e sicurezza”

WeNews

WeNews, sito di informazione che dichiara di realizzare i propri contenuti utilizzando fonti aperte, come giornali e comunicati stampa, successivamente controllati dall’intelligenza artificiale, è approdato in Trentino-Alto Adige. L’arrivo della piattaforma ha spinto il Sindacato Giornalisti del Trentino-Alto Adige Südtirol a diffondere una nota con cui esprime “vivo allarme” per l’avvio dell’attività del portale in regione. Nel comunicato, diffuso venerdì 10 luglio 2026, il sindacato riferisce che WeNews farebbe capo a un editore, o presunto tale, con sede a Hong Kong, in Cina. La nota evidenzia inoltre che i nomi indicati come autori degli articoli pubblicati sul sito non risulterebbero appartenere a giornalisti. Tra gli aspetti richiamati dal Sindacato Giornalisti del Trentino-Alto Adige Südtirol figura anche l’utilizzo di articoli e comunicati provenienti da fonti aperte. Secondo il comunicato, la vicenda ha suscitato preoccupazione all’interno del sindacato regionale e della Fnsi e potrebbe interessare anche gli editori rappresentati dalla Fieg, in relazione all’utilizzo gratuito di articoli dei quotidiani senza l’indicazione della fonte. Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sulle regole che disciplinano il settore dell’informazione. Nel comunicato si legge: “La notizia oltre a provocare vivo allarme nel Sindacato regionale e nella Fnsi e possiamo immaginare anche dagli editori della Fieg, per l’utilizzo gratuito degli articoli dei quotidiani senza citarne la fonte, pone problemi di democrazia e di sicurezza nazionale, perché in mancanza di provvedimenti governativi e parlamentari, qualsiasi soggetto basato in uno Stato estero può fondare un sito giornalistico in Italia e non rispettare le regole alle quali sono tenuti i professionisti dell’informazione e gli editori e veicolare contenuti fake”. La nota si conclude affermando: “Situazione tanto più allarmante nel contesto geopolitico in cui si trova l’Italia in questo momento storico”. Sul caso WeNews sono intervenuti anche il Governo e gli organismi di categoria. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini, ha annunciato di aver segnalato il sito all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), sostenendo che la piattaforma pubblichi contenuti realizzati esclusivamente tramite agenti di intelligenza artificiale, senza l’impiego di giornalisti e senza un direttore responsabile iscritto all’albo. Secondo Barachini, modelli di questo tipo rappresentano un rischio per la qualità dell’informazione e per il corretto funzionamento del dibattito democratico. Anche la Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi) e il Sindacato Giornalisti del Trentino-Alto Adige Südtirol hanno presentato un esposto all’Agcom, chiedendo un intervento nei confronti di quella che definiscono una forma di “pseudo-informazione” prodotta da una società con sede a Hong Kong. Le organizzazioni sindacali chiedono inoltre una regolamentazione più chiara dell’impiego dell’intelligenza artificiale nel settore dell’informazione. Sulla vicenda è intervenuto anche l’Ordine dei Giornalisti, che ha depositato un esposto all’Agcom e al Ministero della Giustizia, invitando le autorità a valutare anche un eventuale sequestro amministrativo cautelare del sito. Secondo l’Ordine, WeNews si presenta come una testata giornalistica pur non risultando registrata secondo la normativa italiana, senza un direttore responsabile iscritto all’albo e senza giornalisti identificabili, elementi che – secondo l’esposto – potrebbero indurre i lettori a ritenere di trovarsi di fronte a una redazione giornalistica tradizionale anziché a contenuti generati dall’intelligenza artificiale.

Il Cdr di Repubblica chiede a Orfeo di lasciare subito la direzione, ma lui respinge le accuse

Mario-Orfeo-foto-Imagoeconomica

Repubblica vive una giornata di forte tensione interna. È in corso l’assemblea di redazione chiamata a votare una mozione di sfiducia nei confronti del direttore dimissionario Mario Orfeo, dopo l’annuncio del suo futuro passaggio al gruppo Qn Media. La votazione si concluderà in serata. La richiesta di interrompere subito la guida del quotidiano è arrivata nella riunione di redazione della mattina, quando il Comitato di redazione (Cdr) ha chiesto a Orfeo di lasciare l’incarico prima della nomina del successore. Secondo la ricostruzione pubblicata da Professione Reporter, a parlare per primo è stato Matteo Pucciarelli, rappresentante del Cdr, che avrebbe detto: “Riteniamo che non sia opportuno che tu da oggi faccia il giornale. È venuta meno la fiducia, non si possono avere due padroni”. Sempre secondo la stessa ricostruzione, tra il direttore e i rappresentanti della redazione sarebbe seguito un confronto particolarmente acceso, anche sul piano personale. Orfeo avrebbe respinto le contestazioni e annunciato iniziative nei confronti del rappresentante sindacale, prima di dare regolarmente avvio alla riunione. Nel pomeriggio l’assemblea dei giornalisti è stata convocata per esprimersi su un documento che richiama il “palese conflitto di interessi” tra la direzione del quotidiano e il futuro incarico annunciato da Orfeo in un gruppo editoriale concorrente. Nel testo si legge: “L’assemblea delle giornaliste e dei giornalisti di Repubblica, considerato il palese conflitto di interessi tra la direzione di Repubblica e il futuro e annunciato incarico in un gruppo editoriale concorrente, sfiducia il direttore dimissionario Mario Orfeo”. Il documento aggiunge inoltre che il direttore “ha risposto mancando di rispetto all’intero Comitato di redazione, quindi alla redazione tutta”, parlando di una “totale incompatibilità ambientale” tra il direttore uscente e la redazione. Il Cdr sarebbe inoltre intenzionato a chiedere all’amministratrice delegata Mirja Cartia d’Asero di sospendere Orfeo dalle funzioni di direttore fino alla nomina del successore, affidando temporaneamente la guida del giornale ai vicedirettori. Secondo quanto avrebbe spiegato lo stesso Orfeo ai colleghi, la decisione di lasciare la direzione sarebbe legata anche alla volontà di non gestire una fase nella quale potrebbero essere previsti interventi sull’organico. Una prospettiva che avrebbe aumentato le preoccupazioni all’interno della redazione. La fase di cambiamento coinvolge anche Lirio Abbate, che ha deciso di lasciare Repubblica per diventare vicedirettore de Il Giornale, con delega alle inchieste investigative e giudiziarie. In un’intervista, Abbate ha spiegato che il rapporto professionale con Orfeo si era progressivamente deteriorato e che aveva iniziato a valutare nuove opportunità dopo essere stato escluso, a suo giudizio, dalle principali scelte editoriali. L’offerta è arrivata da Tosinvest attraverso Giampaolo Angelucci, che gli ha proposto il nuovo incarico nel quotidiano diretto da Tommaso Cerno. Abbate ha accettato firmando una lettera preliminare. Lo stesso giornalista ha però raccontato di essere rimasto sorpreso dalle dimissioni di Orfeo, aggiungendo che, se fossero arrivate prima, probabilmente non avrebbe lasciato Repubblica. L’accordo con il nuovo editore, tuttavia, era già stato definito. Intanto continua la ricerca del nuovo direttore. Tra i nomi circolati nelle ultime ore figurano Stefano Cappellini, Carlo Bonini e Claudio Tito come possibili candidature interne, mentre tra i profili esterni vengono indicati Emiliano Fittipaldi, Marco Damilano e Fabio Vitale. Tra le indiscrezioni è comparso anche Giuseppe De Bellis, attuale Executive Vice President Sport, News & Entertainment di Sky Italia. Tuttavia, durante la riunione sarebbe stato riferito che l’azienda avrebbe già individuato il successore di Orfeo e che sarebbero necessari solo alcuni giorni per completare i passaggi tecnici prima dell’annuncio ufficiale. Al momento non sono arrivate conferme ufficiali su questa ricostruzione. La vicenda rappresenta il primo momento di forte confronto tra la redazione e la nuova proprietà di GEDI dopo l’acquisizione da parte di Antenna Group. Nel documento approvato dopo le dimissioni del direttore, i giornalisti chiedono anche un progetto editoriale per il futuro del quotidiano e un confronto con il nuovo editore. È atteso a Roma martedì il presidente di Antenna Group, Theodore Kyriakou.

Mario Orfeo lascia Repubblica, i giornalisti chiedono un nuovo direttore e un piano industriale

Repubblica-nel-toto-nomi-post-Orfeo-in-pole-Emiliano-Fittipaldi-e-Claudio-Tito-1024x768

Repubblica chiede un nuovo direttore e un piano industriale dopo l’addio di Mario Orfeo. La richiesta arriva dalla redazione del quotidiano attraverso un comunicato approvato dall’assemblea con 256 voti favorevoli, 8 astensioni e un voto contrario. Nel documento, i giornalisti si rivolgono all’editore Theo Kyriakou e alla nuova amministratrice delegata Mirja Cartia D’Asero, chiedendo la presentazione di un piano industriale. La redazione parla della necessità di “un serio progetto di rilancio che coinvolga” i giornalisti del quotidiano e considera urgente anche la nomina di un nuovo direttore, dopo la decisione di Mario Orfeo di lasciare la guida di Repubblica. Orfeo ha annunciato che da settembre assumerà il ruolo di direttore editoriale del gruppo di Leonardo Del Vecchio. Prima di intervenire durante l’assemblea della redazione, ha incontrato il comitato di redazione, spiegando di non essere mai stato coinvolto nei progetti del nuovo editore, nonostante l’esperienza maturata negli anni, anche durante il periodo trascorso in Rai, dove ha ricoperto gli incarichi di direttore del Tg1, del Tg3 e direttore generale. Nel confronto con i giornalisti, Orfeo ha inoltre ribadito di non aver mai voluto essere ricordato come il direttore dei tagli al personale. Ha anche spiegato di aver dato la propria disponibilità a restare alla guida di Repubblica fino alla scadenza del periodo di preavviso, prevista per settembre. Una possibilità che, secondo quanto riportato nel comunicato approvato dall’assemblea, non è condivisa dalla redazione. Dopo l’annuncio delle dimissioni di Orfeo è arrivata anche la posizione dell’editore Gedi, espressa attraverso una nota ufficiale. Nel comunicato si legge: “Prendiamo atto della decisione di Mario Orfeo e desideriamo ringraziarlo per il lavoro svolto con professionalità e dedizione, rivolgendogli i migliori auguri di successo per il prosieguo del suo percorso professionale”. La società aggiunge inoltre che: “La storia cinquantennale di la Repubblica proseguirà nel solco della sua tradizione di qualità dell’informazione, forte del valore dei suoi giornalisti e di un piano di investimenti e crescita su cui il gruppo è al lavoro”.

The Guardian accelera sul digitale: 55 nuove assunzioni tra UK, USA e Australia

The Guardian

The Guardian avvierà un piano di 55 nuove assunzioni a tempo indeterminato distribuite tra Regno Unito, Stati Uniti e Australia. I nuovi inserimenti interesseranno i settori editoriale, sviluppo prodotto, analisi dei dati e commerciale e fanno parte di un investimento multimilionario pensato per rafforzare il futuro della testata nel lungo periodo. L’obiettivo del progetto è rendere The Guardian “più visivo, digitale, globale e sperimentale”. Il piano rientra nel programma di trasformazione pluriennale conosciuto internamente come Project Berger, finanziato dal consiglio di amministrazione dello Scott Trust, la società proprietaria del giornale. Lo Scott Trust gestisce il fondo che sostiene economicamente il quotidiano, il cui valore lo scorso anno era pari a 1,25 miliardi di sterline. Alla guida dell’area commerciale del progetto è stato nominato James Fleetham, direttore pubblicitario del giornale. Una parte importante delle nuove assunzioni sarà dedicata alla crescita dei contenuti video e audio. Il Guardian vuole raggiungere un pubblico sempre più ampio utilizzando linguaggi diversi dal solo testo. Per questo motivo saranno rafforzate le attività dedicate ai video, ai podcast, ai contenuti per i social media e alle produzioni multimediali. Già nei mesi scorsi la testata aveva inserito sette nuove figure nel team audio e video, comprese due persone dedicate ai video collegati ai podcast sui social media e un professionista incaricato di contribuire alla realizzazione di un nuovo podcast video negli Stati Uniti. Durante quest’anno saranno creati altri ruoli per sostenere la produzione di video dedicati ai commenti, agli approfondimenti e allo sport. È inoltre in fase di costituzione un nuovo team video negli Stati Uniti che lavorerà su inchieste visive, visualizzazioni dei dati e contenuti destinati alle piattaforme social. Nuove opportunità saranno disponibili anche all’interno di Guardian Studios, il polo dedicato ai progetti giornalistici incentrati sui video e sulle personalità. La direzione degli studi è stata affidata a Leah Green, già impegnata in passato nei podcast Today in Focus e Comfort Eating with Grace Dent, rientrata al Guardian dopo un periodo trascorso lontano dalla testata. Nel corso del Congresso mondiale dei media WAN-IFRA di Marsiglia, la direttrice Katharine Viner aveva spiegato che il rapporto tra articoli scritti e altri formati di contenuto necessita di un riequilibrio. “Attualmente pubblichiamo ogni 24 ore l’equivalente di due romanzi. Sono davvero tante parole, e mi vanto di essere sempre aggiornato su tutto ciò che pubblichiamo, ma, sapete, pubblicare due romanzi ogni 24 ore è piuttosto impegnativo”. Viner aveva aggiunto: “Quindi penso che le proporzioni siano decisamente sbilanciate, e penso in particolare che la nostra presenza sui social media – siamo davvero molto forti nell’audio, siamo abbastanza forti nei video, ma penso che potremmo fare molto di più rivolgendoci a un pubblico più giovane o a un pubblico che desidera qualcosa di un po’ diverso“. Anche la redazione australiana avrà un ruolo centrale nello sviluppo della presenza del Guardian sui social media. L’Australia è infatti l’unica sede del gruppo a disporre già di professionisti dedicati esclusivamente a questo settore. Il team ha inoltre formato giornalisti delle redazioni britannica e statunitense per sviluppare competenze nella presentazione dei contenuti sulle piattaforme digitali. Sempre durante il congresso di Marsiglia, Viner ha parlato del rapporto tra giornalismo e creator digitali. “Ovviamente alcune di queste informazioni non sono basate sui fatti, e di alcune non ci si può fidare, ma ciò che hanno fatto è stato qualcosa che credo alcune testate giornalistiche non abbiano fatto, ovvero costruire relazioni strette con il loro pubblico, comprendere a fondo le piattaforme su cui operano, e in realtà penso che dovremmo unire i nostri valori giornalistici a questa comprensione”. La direttrice ha aggiunto: “Quindi, quello che stiamo cercando di fare è riflettere maggiormente su cosa significhi essere un influencer del Guardian, che aspetto avrebbe, un’informazione di cui ci si possa davvero fidare, ma che sia al contempo appropriata alla piattaforma”. Nell’anno finanziario 2024/25 The Guardian contava in media 1.671 dipendenti, di cui 913 nell’area editoriale e 758 nelle attività non editoriali. Se l’organico dovesse restare invariato, le 55 nuove assunzioni rappresenterebbero un incremento di circa il 3%. Presentando i nuovi investimenti, Katharine Viner ha dichiarato: “Essere innovativi è fondamentale per il futuro del Guardian. I nostri investimenti in corso mirano a compiere i prossimi passi di trasformazione, combinando la nostra reputazione globale per il giornalismo di altissima qualità e di maggiore impatto con un giornalismo più visivo, digitale, globale e sperimentale”. Ha inoltre aggiunto: “In un momento in cui le persone si trovano ad affrontare una crescente disinformazione e tecnologie divisive, il giornalismo è fondamentale per contrastarle. Queste nuove posizioni aiuteranno il Guardian a raggiungere questo obiettivo, servendo comunità e pubblico con un reale impatto globale”. Secondo i dati diffusi dalla testata, oltre l’80% delle entrate ottenute fuori dal Regno Unito non esisteva dieci anni fa. Nell’esercizio concluso il 31 marzo 2026, i ricavi provenienti dai lettori digitali, tra sostenitori ricorrenti e donazioni una tantum, sono aumentati del 17%, raggiungendo i 125 milioni di sterline. Anche l’amministratrice delegata Anna Bateson ha illustrato gli obiettivi del piano di crescita: “Con la crescente digitalizzazione e globalizzazione dell’attività del Guardian, intendiamo effettuare ulteriori investimenti per massimizzare la portata e l’impatto del giornalismo del Guardian e per garantire la sostenibilità finanziaria del giornale a lungo termine”. Bateson ha concluso: “Oltre a investire in posizioni editoriali di livello mondiale, investiremo anche in team di prodotto, ingegneria, commerciali e altri settori, per garantire di servire nuovi pubblici e mantenere il Guardian finanziariamente sostenibile a lungo termine”.

Editoriale Nazionale accelera sul nuovo QN: presentato il piano industriale

Leonardo Maria Del Vecchio

Editoriale Nazionale entra nella fase operativa del nuovo piano industriale con la presentazione alle redazioni del progetto che porterà, il prossimo autunno, al lancio del nuovo QN. L’amministratore delegato Gabriele Benedetto ha riunito in videocollegamento oltre 400 tra giornalisti, poligrafici e dipendenti del gruppo per illustrare le linee guida della trasformazione prevista nei prossimi mesi. La riunione, convocata nella mattinata di sabato, ha coinvolto tutte le principali testate del gruppo, tra cui Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e QN Quotidiano Nazionale. La partecipazione dell’intera organizzazione ha rappresentato uno dei primi momenti di confronto collettivo dall’ingresso del nuovo editore Leonardo Maria Del Vecchio, che ha acquisito il controllo di Editoriale Nazionale attraverso LMDV Media. Nel corso dell’incontro, Benedetto ha illustrato il percorso che accompagnerà il rilancio del gruppo editoriale. Il progetto prevede la nascita di un nuovo QN, pensato come quotidiano d’opinione di fascia alta, con un linguaggio contemporaneo e una struttura capace di raggiungere anche un pubblico più giovane. L’obiettivo annunciato è andare oltre il semplice rinnovamento grafico della testata, costruendo un prodotto editoriale completamente ripensato. La nuova veste grafica sarà ispirata ai principali quotidiani europei e punterà a rendere più semplice la lettura, valorizzando i contenuti informativi. Il quotidiano sarà però soltanto una parte di un progetto più ampio, nel quale carta, digitale, servizi e nuove modalità di fruizione saranno sviluppati insieme come un unico ecosistema editoriale. La direttrice Agnese Pini ha illustrato la nuova linea editoriale, mentre il vicedirettore Armando Stella ha presentato il progetto dedicato al digitale. Il nuovo giornale nascerà insieme a una piattaforma tecnologica completamente rinnovata, nella quale i contenuti saranno progettati fin dall’origine per essere distribuiti su più canali. Tra gli strumenti previsti rientrano anche nuove soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, inserite nel più ampio percorso di innovazione del gruppo. Anche il settore commerciale sarà interessato dal cambiamento. L’amministratrice delegata di Speed, Sara Riffeser Monti, ha illustrato la strategia che accompagnerà il lancio del nuovo prodotto editoriale. Il progetto punta a rafforzare il posizionamento del gruppo sul mercato pubblicitario, con l’obiettivo di attrarre investimenti di maggiore qualità e ampliare le opportunità di sviluppo. Se il cronoprogramma sarà rispettato, il nuovo QN verrà presentato ufficialmente all’inizio di ottobre durante un evento dedicato agli stakeholder del gruppo. La trasformazione rappresenta uno dei principali progetti avviati dopo il passaggio di controllo di Editoriale Nazionale a LMDV Media, completato nel maggio 2026. L’operazione ha portato Leonardo Maria Del Vecchio alla guida del gruppo che pubblica Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e QN Quotidiano Nazionale, aprendo una nuova fase di sviluppo editoriale. Il piano si inserisce in un contesto complesso per il settore dei quotidiani. Negli ultimi anni il mercato ha registrato una riduzione delle copie vendute e un progressivo spostamento dei lettori verso le piattaforme digitali. La strategia presentata dal management punta proprio a integrare prodotto editoriale, innovazione tecnologica e raccolta pubblicitaria in un unico modello di business. Accanto alla presentazione del progetto, nelle redazioni restano aperte alcune questioni organizzative. I rappresentanti sindacali hanno ribadito la necessità di avviare un confronto sulle condizioni di lavoro, sugli organici e sulle tematiche economiche rimaste irrisolte negli anni caratterizzati da riorganizzazioni e contenimento dei costi. Tra i temi ancora da definire c’è quello dei prepensionamenti. La procedura, avviata dopo gli accordi sindacali e il confronto con il Ministero del Lavoro, è stata sospesa nelle scorse settimane dopo una richiesta di ulteriori verifiche da parte dell’INPS sulla disponibilità delle risorse. Secondo quanto comunicato successivamente dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, il monitoraggio dell’istituto previdenziale è ancora in corso: le posizioni già autorizzate dal Ministero risultano coperte, mentre resta da definire il quadro relativo agli eventuali nuovi finanziamenti. Lo stop ha lasciato in attesa i giornalisti che avevano programmato l’uscita dall’azienda e incide anche sul percorso di riorganizzazione previsto dal nuovo piano industriale. Per questo motivo, dopo la presentazione della strategia dedicata al nuovo QN, l’attenzione si sposta ora sul confronto operativo tra management e rappresentanze dei lavoratori, chiamati ad accompagnare l’attuazione della trasformazione annunciata per Editoriale Nazionale. (In foto, Leonardo Maria Del Vecchio)