È morto a 50 anni Daniele Compatangelo, corrispondente La7 da Washington

Daniele Compatangelo, giornalista di La7 e corrispondente da Washington, è morto all’età di 50 anni. La scomparsa è avvenuta in modo improvviso nella sua abitazione negli Stati Uniti. Secondo quanto appreso dall’Adnkronos, il decesso sarebbe stato causato da un malore riconducibile a problemi cardiaci. La notizia ha suscitato cordoglio nel mondo dell’informazione italiana. Compatangelo era il punto di riferimento di La7 per l’attualità politica statunitense e seguiva da anni gli avvenimenti provenienti dalla capitale americana, raccontando ai telespettatori italiani i principali sviluppi della politica degli Stati Uniti. Appena un mese fa il suo nome era finito al centro della cronaca per un’intervista telefonica al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, trasmessa durante la trasmissione “L’aria che tira”. In quell’occasione il presidente americano, riferendosi alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, aveva dichiarato: “Mi ha implorato di fare una foto con lei. Voleva una foto con me così tanto. L’avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena”. Le dichiarazioni avevano dato origine a un acceso confronto politico e diplomatico tra Roma e Washington. Nato a Savona nel 1975 e cresciuto a Torino, Compatangelo aveva vissuto anche a Roma prima di trasferirsi stabilmente negli Stati Uniti. Nel corso di una carriera lunga circa 25 anni aveva collaborato con numerose testate italiane, tra cui Sky e Il Secolo XIX, oltre a svolgere attività negli uffici stampa. Aveva inoltre seguito otto edizioni dei Giochi Olimpici, da Sydney 2000 a Londra 2012. Nel 2011 il documentario investigativo “The Los Angeles Breakdown” aveva ricevuto la Menzione d’Onore ai 53° Southern California Journalism Awards di Los Angeles. I suoi reportage e documentari erano stati trasmessi da RSI, Rai e Mediaset. Al momento della scomparsa ricopriva anche la carica di presidente della White House Foreign Correspondents’ Association (WHFCA), l’associazione dei corrispondenti che seguono l’attività della Casa Bianca e del governo degli Stati Uniti. Il direttore di La7, Andrea Salerno, ha ricordato il giornalista con un messaggio diffuso dalla rete: “Siamo attoniti. Tutta La7 si stringe ai suoi cari. Daniele era un collaboratore prezioso e raro. Per la sua voglia di raccontare sempre e con precisione e allegria. Era un bravo giornalista. Mancherà”.
Gruppo RTL 102.5 apre lo store digitale con prodotti esclusivi

Il Gruppo RTL 102.5 ha annunciato il lancio del nuovo store online unificato dedicato ai brand RTL 102.5, Radio Zeta e Radiofreccia. Da oggi le collezioni ufficiali delle tre emittenti sono disponibili sulla piattaforma RTL 102.5 Play, all’indirizzo store.rtl.it, con una proposta che comprende abbigliamento, borse, zaini e accessori lifestyle. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di offrire agli ascoltatori un punto unico dove trovare prodotti ispirati all’identità delle tre radio. In questo modo l’esperienza di ascolto viene affiancata da una proposta di articoli pensati per essere utilizzati nella vita di tutti i giorni. “Era da tempo che sognavamo che questo intero sistema di loghi si evolvesse, diventando qualcosa di fisico e reale, tutto da indossare e da vivere. Vedere l’identità visiva delle nostre radio trasformarsi in uno stile quotidiano per la nostra community è il coronamento di un lungo e intenso percorso creativo. Finalmente diamo una veste tangibile a un legame invisibile, permettendo alla nostra community di portare addosso l’energia e i valori in cui si riconoscono ogni giorno”, commentano Marta Suraci, Head of Marketing and Communication del Gruppo RTL 102.5, e Federico Pepe, direttore artistico di Le Dictateur Studio e autore della brand identity. Secondo quanto comunicato dal gruppo, il progetto punta a rafforzare il rapporto con una community composta da milioni di ascoltatori quotidiani. Tutti i prodotti sono stati sviluppati seguendo standard qualitativi e di design definiti dal gruppo. Ogni emittente mantiene una propria identità attraverso una linea dedicata: RTL 102.5 propone una collezione dallo stile contemporaneo e trasversale, affiancata dalla Linea Tech, una capsule collection con dettagli riflettenti pensata per lo sport e per gli spostamenti in città. Per Radio Zeta è stata realizzata la Linea Fluo, caratterizzata da grafiche dai colori vivaci e da un design che richiama il pubblico della Generazione Zeta. Per Radiofreccia, invece, debutta una collezione ufficiale ispirata al mondo del rock, con prodotti dedicati agli ascoltatori che si riconoscono nello stile musicale dell’emittente. Per il lancio del nuovo store online, il Gruppo RTL 102.5 ha annunciato anche una promozione dedicata al debutto della piattaforma: tutti gli utenti che effettueranno il primo ordine entro il 31 luglio riceveranno un omaggio speciale esclusivo.
Federica Sciarelli lascia “Chi l’ha visto?” dopo 22 anni

Federica Sciarelli si prepara a lasciare la conduzione di “Chi l’ha visto?” dopo 22 anni alla guida dello storico programma Rai dedicato ai casi di persone scomparse e alle vicende di cronaca. La conferma è arrivata attraverso una nota diffusa da Viale Mazzini, che ha annunciato l’avvio di riflessioni sul futuro professionale della giornalista e sul destino della trasmissione. Secondo quanto comunicato dalla Rai, la decisione arriva “in vista dello scadere del contratto che lega la professionista alla tv pubblica”. L’azienda ha spiegato che le parti “stanno ragionando insieme sul futuro professionale della giornalista e sui possibili progetti che la vedano protagonista nelle prossime stagioni”. Le valutazioni in corso non riguardano soltanto il percorso della conduttrice, ma anche il futuro di “Chi l’ha visto?”, uno dei programmi più riconoscibili del servizio pubblico. Nella nota, infatti, la Rai ricorda come Sciarelli sia da oltre vent’anni “il volto di riferimento” della trasmissione, sottolineando il ruolo centrale che il programma continua ad avere nell’offerta editoriale dell’emittente. Per questo motivo, parallelamente alle discussioni sul futuro della giornalista, sono in corso riflessioni anche su chi potrebbe raccogliere la sua eredità alla conduzione. Al momento non sono state ufficializzate decisioni, ma nelle ultime ore sono emerse alcune indiscrezioni sui possibili successori. Secondo quanto rilanciato dall’agenzia Adnkronos, tra i nomi presi in considerazione figurerebbero Massimo Giletti ed Eleonora Daniele. Si tratta, al momento, di ipotesi non confermate ufficialmente dalla Rai, che non ha fornito indicazioni sui tempi delle eventuali scelte.
Gian Marco Chiocci racconta il rapporto con la premier e afferma che sul Tg1 “non mette becco” perché “si fida”

Il direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci, è finito al centro delle polemiche dopo alcune dichiarazioni rilasciate durante un’intervista all’emittente ligure Telenord. Parlando del suo rapporto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Chiocci ha detto di essere suo amico da tempo, di stimarla molto e di esserle grato per l’opportunità ricevuta in Rai. Poi ha aggiunto una frase che ha attirato particolare attenzione: “Sul Tg non mette becco, perché comunque si fida”. Le parole del direttore hanno immediatamente fatto discutere perché riguardano il rapporto tra il governo e il principale telegiornale del servizio pubblico. Chiocci guida il Tg1 dal giugno 2023, quando fu nominato durante il primo anno dell’esecutivo guidato da Meloni. Prima aveva diretto l’agenzia di stampa Adnkronos e il quotidiano Il Tempo. Nella stessa intervista, il giornalista ha anche dichiarato di essere “profondamente di destra” e ha sostenuto che, se alle prossime elezioni dovesse vincere il centrosinistra, con ogni probabilità verrebbe sostituito nel suo incarico. Le dichiarazioni hanno provocato reazioni all’interno della stessa redazione del Tg1. Caterina Proietti, componente del comitato di redazione, l’organismo che rappresenta i giornalisti della testata, ha definito le parole del direttore “lesive della dignità professionale”. Secondo Proietti, affermare che la presidente del Consiglio non interviene perché si fida del direttore rischia di creare dubbi sull’autonomia che deve esistere tra il giornalismo e il potere politico. Sulla vicenda è intervenuto anche l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai. In una nota diffusa il 17 giugno, l’organizzazione ha preso le distanze dalle dichiarazioni di Chiocci. “Il Tg1 non è grato alla Premier e non ha bisogno della sua fiducia, se non nella misura in cui ha bisogno di quella di qualsiasi altro cittadino”, ha scritto il sindacato. L’Usigrai ha inoltre ricordato che il Tg1 esiste da molti decenni e che il suo rapporto con il pubblico è stato costruito dal lavoro delle redazioni nel tempo. Nella nota si legge anche che la trasparenza e l’equidistanza della testata non possono essere messe in discussione da rapporti personali con esponenti politici, qualunque sia il loro schieramento. Il sindacato ha poi collegato il caso al tema della governance Rai, sostenendo che le parole del direttore confermano le critiche rivolte da anni all’influenza della politica nelle nomine dei vertici dell’azienda. Per questo motivo ha ribadito la richiesta di una riforma delle regole che disciplinano la gestione della Rai. Anche Stampa Romana, l’associazione dei giornalisti del Lazio, ha espresso solidarietà ai giornalisti del Tg1. In una nota ha affermato che un direttore Rai che collega apertamente il proprio ruolo a una nomina politica rappresenta un elemento che rende ancora più urgente una riforma capace di garantire maggiore autonomia al servizio pubblico. L’associazione ha inoltre ricordato che la storia del Tg1 è stata costruita nel tempo dal lavoro di generazioni di giornalisti attraverso servizi, inchieste e attività sul territorio. Per questo, secondo Stampa Romana, l’autonomia professionale della redazione deve restare separata dai rapporti personali e politici dei dirigenti che guidano la testata.
CBS News scommette su Trevor Phillips e rilancia 60 Minutes

CBS News avrebbe scelto il giornalista britannico Trevor Phillips come nuovo corrispondente per gli affari globali, mentre la storica trasmissione 60 Minutes cerca di ripartire dopo settimane segnate da cambiamenti ai vertici, licenziamenti e una profonda riorganizzazione interna della rete americana. La nomina, anticipata da Breaker ma non ancora confermata ufficialmente dall’emittente, rappresenta uno dei più importanti movimenti recenti nella strategia editoriale guidata dalla direttrice delle notizie Bari Weiss. L’operazione assume particolare rilievo anche perché Phillips arriverebbe da Sky News, emittente guidata dal presidente esecutivo David Rhodes, ex presidente di CBS News. L’arrivo del giornalista britannico si inserisce in una fase delicata per CBS News, impegnata in un processo di trasformazione che ha coinvolto numerosi settori della redazione. Restano ancora da definire i dettagli del ruolo che Phillips dovrebbe ricoprire all’interno dell’organizzazione, compresa la sua collocazione nella struttura dedicata alla copertura internazionale. Anche la sede londinese della rete è stata interessata da recenti cambiamenti. Claire Day, che ricopriva il ruolo di caporedattrice, è stata infatti rimossa dall’incarico. Secondo quanto emerso nel settore, la decisione sarebbe maturata sullo sfondo di tensioni editoriali che avrebbero riguardato anche la copertura del conflitto israelo-palestinese. Nel frattempo la supervisione delle notizie estere è stata affidata a Shayndi Raice, giornalista finanziaria ed ex firma del Wall Street Journal, a conferma di un assetto ancora in fase di definizione. Trevor Phillips è una figura molto conosciuta nel Regno Unito grazie a una carriera sviluppata tra informazione, politica e attività istituzionale. Dopo le prime esperienze nel mondo dei media, ha acquisito notorietà nel 2003 diventando presidente della Commission for Racial Equality durante il governo di Tony Blair. Dal 2007 al 2012 ha guidato la Equality and Human Rights Commission, mentre nel 2022 ha ricevuto il titolo di cavaliere per il contributo fornito nel campo dei diritti umani. Nel settore giornalistico ha condotto programmi di approfondimento politico prima di approdare alla trasmissione domenicale di Sky News. Attualmente è anche presidente della campagna per la libertà di espressione Index on Censorship e senior fellow del think tank Policy Exchange. Nel corso degli anni alcune sue dichiarazioni sulla comunità islamica hanno generato discussioni nel dibattito pubblico britannico. Come editorialista del quotidiano The Times, Phillips ha inoltre raccontato il proprio legame con gli Stati Uniti. In un articolo dedicato anche a Donald Trump ha scritto: “Ammetto di essere di parte in tutto questo”, spiegando: “Sono figlio di immigrati, due volte: prima a Londra e poi a New York. Appartengo a una comunità che ha prosperato enormemente grazie alla vita in America. È una società che premia ambizione e duro lavoro”. La possibile nomina arriva mentre l’attenzione resta concentrata sulla situazione di 60 Minutes, uno dei programmi simbolo dell’informazione televisiva americana. La trasmissione è stata recentemente colpita dal cosiddetto “giovedì nero”, una fase che ha portato all’uscita di dirigenti editoriali e giornalisti di primo piano. Tra gli episodi più rilevanti figura anche l’allontanamento di Scott Pelley, storico volto del programma, dopo uno scontro con il nuovo produttore esecutivo Nick Bilton. Secondo quanto riportato da Status, Bilton starebbe ora cercando di inaugurare una fase diversa per favorire la ripartenza della trasmissione. Tra i primi segnali vi sarebbe stata la valorizzazione pubblica dei corrispondenti rimasti in redazione, Lesley Stahl, Bill Whitaker e Jon Wertheim, definiti elementi fondamentali per il futuro del programma. Un altro passaggio significativo è stata la nomina di Maria Gavrilovic come vice produttrice esecutiva. La giornalista è considerata vicina a Scott Pelley e la sua promozione è stata interpretata come un elemento di continuità rispetto alla precedente gestione editoriale. Bilton avrebbe inoltre rassicurato la redazione sull’indipendenza editoriale della trasmissione, affermando: “Non saremo mai indirizzati dalla proprietà dell’azienda”. Secondo alcune testimonianze raccolte dalla stampa specializzata, il produttore non avrebbe escluso la possibilità di reintegrare almeno uno dei giornalisti allontanati durante la precedente fase di riorganizzazione, definita dallo stesso Bilton con il termine “epurazione”.
San Marino RTV inaugura Studio 2, prepara la visita del Papa e annuncia 12 nuovi format

San Marino RTV inaugura il nuovo Studio 2 e accelera il percorso di rinnovamento tecnologico ed editoriale avviato negli ultimi diciotto mesi. Il nuovo spazio multifunzionale diventa il principale punto di riferimento per l’informazione, gli approfondimenti e le produzioni dell’emittente di Stato della Repubblica di San Marino. L’inaugurazione è stata anche l’occasione per presentare uno degli appuntamenti istituzionali più attesi dei prossimi mesi: la visita di Papa Leone XIV a San Marino, prevista per il 22 agosto. In quell’occasione San Marino RTV svolgerà il ruolo di host broadcaster, garantendo la distribuzione del segnale internazionale ai media di tutto il mondo. Il direttore generale Roberto Sergio ha definito la copertura dell’evento papale “qualcosa di incredibile, di straordinario”, parlando di uno sforzo organizzativo e tecnologico “titanico”. L’emittente realizzerà una diretta televisiva integrale di 12 ore, utilizzando droni, motociclette e tecnologie mobili di ultima generazione per seguire tutte le fasi della visita. Durante la presentazione è stato inoltre annunciato il lancio di un nuovo palinsesto, in programma dal 29 settembre, con almeno dodici produzioni originali inedite. L’obiettivo è ampliare ulteriormente l’offerta editoriale attraverso contenuti realizzati internamente e nuove soluzioni digitali. I Capitani Reggenti, Alice Mina e Vladimiro Selva, hanno definito San Marino RTV un “prezioso patrimonio di risorse umane e professionali”, evidenziando il ruolo dell’emittente nella valorizzazione dell’identità culturale, storica e sociale del Paese e nella capacità di raggiungere pubblici differenti. Nel corso dell’evento Roberto Sergio ha ricordato il percorso compiuto dall’azienda negli ultimi diciotto mesi. “Un anno e mezzo fa abbiamo annunciato una rivoluzione televisiva per San Marino Rtv. Abbiamo rispettato i tempi, abbiamo rispettato gli impegni. Abbiamo uno studio virtuale. Ora ci dovremmo concentrare sulla radio e sul web, che sono le due prossime sfide per arrivare a compiere la prima parte di un piano industriale molto sfidante, ma che stiamo realizzando con grande entusiasmo consapevoli di aver già chiuso due bilanci positivi e risanato i conti della televisione”, ha dichiarato. Secondo il direttore generale, i risultati ottenuti comprendono anche la crescita della visibilità dell’emittente. Durante la finale del San Marino Song Contest, il canale 550 ha raggiunto per una serata la decima posizione tra i canali televisivi italiani, rafforzando la presenza del marchio San Marino RTV. La trasformazione dell’emittente è stata attribuita anche alla collaborazione tra istituzioni e azienda. Il Segretario di Stato all’Industria, Rossano Fabbri, ha sottolineato che il percorso è stato possibile grazie al lavoro congiunto delle strutture coinvolte e al sostegno delle istituzioni nel progetto di internazionalizzazione della radiotelevisione sammarinese. Sulla stessa linea il Segretario di Stato per l’Informazione, Federico Pedini Amati, che ha richiamato il percorso avviato nell’agosto 2024, mentre il presidente del Consiglio di amministrazione Pasquale Valentini ha evidenziato il valore delle professionalità interne e di una comunicazione coerente con l’identità del Paese. Tra gli obiettivi futuri figura anche una maggiore apertura internazionale. Roberto Sergio ha annunciato l’intenzione di sviluppare collaborazioni con altri piccoli Stati europei, tra cui Malta, Cipro, Albania e Montenegro, per favorire lo scambio di produzioni e contenuti culturali tra diverse realtà televisive. La visita di Papa Leone XIV rappresenterà anche un banco di prova per la crescita delle attività digitali e social dell’emittente. Nei primi cinque mesi del 2026 il canale YouTube di San Marino RTV ha registrato 6.207.352 visualizzazioni, con un aumento del 106% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le ore complessive di visualizzazione hanno raggiunto quota 900.300, in crescita del 118%, mentre le impression sono salite a 58,1 milioni. Gli iscritti hanno raggiunto quota 84.109, con un incremento del 39%. I contenuti dell’emittente sono stati visualizzati in oltre 120 Paesi, con l’Italia che rappresenta il principale mercato di riferimento. Il picco di traffico è stato registrato nel mese di marzo grazie alla finale del San Marino Song Contest, che ha superato i 2,3 milioni di visualizzazioni e generato quasi 300 milioni di contatti. Tra i progetti annunciati per i prossimi mesi figurano anche RTV Play, piattaforma ispirata ai servizi di streaming che ospiterà archivio storico e contenuti esclusivi, e la Visual Radio, iniziativa destinata ad ampliare ulteriormente la distribuzione multipiattaforma dei contenuti prodotti da San Marino RTV.
Deborah Turness (ex BBC): sempre più persone lasciano i tg per seguire i creator digitali

Il pubblico sta lasciando sempre di più i telegiornali tradizionali per seguire creator e personalità digitali su piattaforme come YouTube, TikTok e Substack. A dirlo è Deborah Turness, ex ceo di BBC News, intervenuta a Londra durante la tradizionale “Sir David Nicholas Lecture” dedicata al giornalismo radiotelevisivo. Nel suo discorso, Turness ha spiegato che il settore dell’informazione sta vivendo “il passaggio totale da un ecosistema informativo a un altro”. La giornalista ha raccontato di aver trascorso gli ultimi sei mesi studiando il mercato televisivo e la crescita del cosiddetto giornalismo dei creator, cioè un modello in cui le persone seguono direttamente un volto o una personalità online invece di affidarsi soltanto ai programmi televisivi tradizionali. Secondo i dati citati dall’ex dirigente della BBC, negli ultimi cinque anni circa 4 milioni di persone hanno smesso di utilizzare la televisione tradizionale, compresi i servizi di streaming, come principale fonte di informazione. Nello stesso periodo, il numero di utenti che si informano attraverso YouTube sarebbe triplicato, mentre su TikTok sarebbe aumentato di dieci volte. Turness ha descritto questo momento come “un profondo momento di rottura”, spiegando che molte persone oggi preferiscono contenuti più diretti e personali rispetto alla comunicazione definita “formale” e “patinata” dei media tradizionali. Nel suo intervento ha citato alcuni creator molto seguiti nel mondo dell’informazione e dei commenti politici, tra cui Joe Rogan, Tucker Carlson, Megyn Kelly e Mehdi Hasan, tutti con milioni di iscritti sulle piattaforme digitali. Durante la conferenza, la giornalista ha rivolto anche un messaggio alle emittenti televisive, sostenendo che il cambiamento è già in corso e che le aziende dell’informazione devono adattarsi rapidamente. “Il giornalismo dei creator non è uno spettacolo di contorno; sta diventando lo spettacolo principale”, ha dichiarato. Secondo Turness, il pubblico non sta soltanto cambiando piattaforma, ma sta scegliendo un modo diverso di ricevere le notizie, cercando un rapporto più diretto con chi racconta gli eventi. Negli Stati Uniti questo modello è già molto diffuso, ma anche diverse televisioni internazionali stanno cercando di rafforzare il rapporto tra giornalisti e pubblico attraverso podcast, video online e contenuti pensati per i social network. Nel Regno Unito, ad esempio, Sky News ha avviato strategie dedicate alla valorizzazione dei volti più conosciuti dell’emittente, seguendo dinamiche simili a quelle utilizzate dai creator digitali. Turness ha inoltre sottolineato che molte grandi aziende televisive continuano a organizzare il proprio lavoro pensando soprattutto alla messa in onda tradizionale. “La brutale verità è che la maggior parte delle grandi testate rimane strutturata attorno alla messa in onda televisiva”, ha affermato. “Eppure, se i media tradizionali vogliono prosperare – o anche solo sopravvivere – devono ricominciare da dove si trova oggi il consumatore”. Secondo l’ex dirigente della BBC, le emittenti dovranno trovare un equilibrio tra il linguaggio più personale e soggettivo tipico dei creator online e i principi di neutralità e verifica che caratterizzano il giornalismo televisivo tradizionale. Deborah Turness è considerata una delle figure più importanti del giornalismo televisivo internazionale. Nel corso della sua carriera ha guidato BBC News and Current Affairs, ITN, NBC News e ITV News. È stata inoltre la prima donna non statunitense a dirigere la divisione news di un grande network americano e la più giovane direttrice nella storia di ITV News. Durante la sua esperienza alla BBC ha seguito importanti progetti di trasformazione digitale della redazione, con investimenti nell’intelligenza artificiale, nello sviluppo di contenuti per i social media e nella creazione di BBC Verify, la struttura dedicata al fact-checking e alla verifica delle informazioni online. (In foto, Deborah Turness)
Sky News prepara una redazione digitale centrata sui video e ridurrà le news live entro il 2030

Sky News sta cambiando il suo modo di fare informazione e punta sempre di più su video digitali, inchieste e contenuti di approfondimento per affrontare la crescita della concorrenza e l’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore delle notizie. A spiegarlo è stato Jonathan Levy, amministratore delegato e direttore editoriale dell’emittente britannica, durante l’evento “Future of Media Trends” organizzato a Londra da Press Gazette. Levy ha detto che Sky News continuerà a seguire le breaking news, cioè le notizie dell’ultima ora, ma che oggi questo settore è diventato molto più affollato rispetto al passato. Secondo il dirigente, quando accade un fatto importante, le persone ricevono contemporaneamente notifiche da molte testate diverse. Per questo motivo, Sky News non vuole più basarsi soltanto sulle notizie immediate. “Credo che ci si stia rendendo conto che questo settore sta diventando sempre più standardizzato e competitivo. Quando scoppia una notizia importante, ricevo cinque, sei, sette notifiche contemporaneamente. Quindi sapevamo di non poterci affidare principalmente a questo”, ha dichiarato Levy. L’emittente sta lavorando a un piano che punta a trasformare Sky News in una redazione “video-first”, cioè pensata prima di tutto per i contenuti video e per il pubblico digitale. L’obiettivo è ridurre entro il 2030 la dipendenza dalla televisione tradizionale in diretta. Nei prossimi mesi arriveranno anche nuovi servizi a pagamento. Sky News lancerà infatti un’app dedicata ai contenuti sulla difesa e nuovi podcast premium con episodi extra e ascolto senza pubblicità. Secondo Levy, i contenuti più approfonditi sono meno esposti agli effetti dei riassunti automatici creati dall’IA, che stanno cambiando il traffico online dei siti di informazione. Negli ultimi mesi, diversi editori hanno registrato un calo delle visite provenienti dai motori di ricerca dopo l’arrivo delle panoramiche generate dall’intelligenza artificiale. Levy ha spiegato che Sky News è stata colpita meno rispetto ad altre testate perché gran parte dei suoi articoli riguarda notizie immediate e aggiornamenti in tempo reale. Tuttavia, ha riconosciuto che l’impatto dell’IA sul giornalismo sarà importante. “Non c’è dubbio che avranno un grande impatto”, ha detto riferendosi ai riassunti basati sull’intelligenza artificiale. Per questo motivo, Sky News vuole investire di più in giornalismo investigativo, reportage originali e analisi dettagliate. Levy ha citato il documentario di 26 minuti realizzato dal corrispondente Stuart Ramsay a Cuba sugli effetti del blocco petrolifero statunitense e gli approfondimenti politici della giornalista Beth Rigby. “Per noi, questo tipo di giornalismo è meno vulnerabile alle innovazioni tecnologiche dell’IA rispetto ad altri”, ha spiegato Levy. Secondo il direttore editoriale, anche i video online sono meno esposti al rischio rappresentato dall’intelligenza artificiale rispetto ai testi scritti. Per questo Sky News sta aumentando la produzione di contenuti video per piattaforme digitali e social network. Un ruolo importante in questa strategia è stato giocato dalla copertura della guerra in Iran. Levy ha parlato di un forte aumento delle visualizzazioni e dell’interazione del pubblico con i video pubblicati sull’app di Sky News e su YouTube, soprattutto quelli brevi. Nel marzo 2026, gli utenti hanno trascorso circa 597,5 milioni di minuti sui contenuti online di Sky News, tra sito web, app e piattaforme esterne come Apple News, MSN e Yahoo. È stato il dato più alto degli ultimi nove mesi. Levy ha spiegato che la guerra in Iran è stata una notizia molto difficile da seguire per la grande quantità di immagini e informazioni provenienti dal Medio Oriente e per la difficoltà dei giornalisti a lavorare direttamente sul posto. Ha ricordato che Dominic Waghorn, responsabile degli affari internazionali, è stato uno dei pochi giornalisti occidentali a entrare in Iran durante il conflitto. Sky News ha scelto di concentrarsi soprattutto su inchieste, analisi militari ed economiche e spiegazioni approfondite. Levy ha citato i video realizzati dall’analista economico Ed Conway e dall’esperto militare Michael Clarke come alcuni dei contenuti più apprezzati dal pubblico. Anche TikTok è diventato una parte importante della strategia digitale di Sky News. L’emittente ha raggiunto 11 milioni di follower sulla piattaforma, con una crescita accelerata proprio grazie ai contenuti sulla guerra in Iran e al lancio del progetto Artemis. Secondo Levy, TikTok serve soprattutto per raggiungere nuovi utenti, in particolare giovani e pubblico femminile, che normalmente non seguono Sky News in televisione o attraverso l’app ufficiale. “Non c’è alcun ritorno di utenti sulla nostra piattaforma tramite TikTok. Il traffico di riferimento è minimo, se non inesistente”, ha spiegato il dirigente. Levy ha aggiunto che il passaggio ai video digitali ha richiesto un cambiamento anche nel linguaggio e nello stile dei giornalisti e dei presentatori. Sky News, ha spiegato, non si limita più a trasferire i programmi televisivi online, ma crea contenuti pensati direttamente per il digitale e successivamente adattati anche alla TV. “Si tratta di invertire la rotta e di dare la priorità alla creazione di contenuti video per le piattaforme digitali”, ha dichiarato Levy.
“Sky TG24 Live In” torna nella Capitale il 7 maggio al Teatro di Villa Torlonia

Il format Sky TG24 Live In torna a Roma il 7 maggio con una giornata dedicata ai temi più importanti dell’attualità italiana e internazionale. L’evento si svolgerà al Teatro di Villa Torlonia, che dalle 9.30 sarà trasformato in uno studio televisivo aperto al pubblico per incontri, dibattiti e confronti tra istituzioni, cittadini ed esperti. Il progetto del canale all news diretto da Fabio Vitale nasce con l’obiettivo di portare il dibattito fuori dagli studi televisivi, creando momenti di dialogo diretto sui temi che riguardano politica, economia, società e scenari internazionali. Durante la giornata saranno affrontati argomenti legati alla guerra commerciale che dal 2025 sta cambiando gli equilibri mondiali, al nuovo assetto della geopolitica internazionale, al conflitto in Medio Oriente, al percorso diplomatico verso la pace in Ucraina e al rafforzamento della difesa europea. Spazio anche alla situazione italiana, con approfondimenti sul quadro politico nazionale, sulle conseguenze del referendum costituzionale sulla giustizia, sulla tenuta del governo guidato da Giorgia Meloni e sulle prospettive del centrosinistra. Nel corso degli incontri si parlerà inoltre di temi sociali ed economici che coinvolgono famiglie, lavoratori e imprese. Sul palco sono attesi rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico, scientifico e culturale. L’evento sarà trasmesso in diretta su tutti i canali televisivi e digitali di Sky TG24 e si svolgerà con il patrocinio di Roma Capitale.
Instagram cancella Radio Deejay e RTL 102.5: uno torna, l’altro no

Gli account Instagram di RTL 102.5 e Radio Deejay sono stati cancellati contemporaneamente tre giorni fa, ma mentre il profilo di Deejay è tornato operativo dopo 48 ore, quello di RTL 102.5 risulta ancora sospeso sulla piattaforma di Meta. La notizia riguarda due importanti realtà radiofoniche italiane e il loro utilizzo dei social network per comunicare con il pubblico. Quando un account viene cancellato o sospeso, è come se una porta si chiudesse all’improvviso: chi segue quella pagina non può più vedere contenuti o aggiornamenti. È quello che è successo nello stesso momento a entrambe le emittenti sulla piattaforma Instagram. Dopo circa due giorni, Radio Deejay ha recuperato l’accesso al proprio profilo e ha ripreso le attività pubblicando un messaggio con tono ironico per spiegare l’assenza. “Avremmo preferito presentarvi la redazione social di Radio Deejay in un momento meno critico, ma va bene lo stesso. Come mai siamo stati assenti? Opzione 1) Ci hanno bloccato il profilo Opzione 2) Ci siamo presi 48h di riposo Opzione 3) Digei Angelo ci ha hackerato Opzione 4) Qualcuno si è dimenticato la password. Vi siamo mancati?”, si legge nel contenuto diffuso online. Diversa la situazione per RTL 102.5, che ha comunicato ufficialmente di non avere ancora accesso al proprio account. “In questi giorni, come sempre, potete informarvi in modo affidabile e credibile anche su tutti i social di RTL 102.5, ma non su Instagram”, ha spiegato l’emittente in una nota. La radio ha poi precisato che il proprio profilo “è stato improvvisamente sospeso da Meta”. Secondo quanto riportato, dopo alcuni controlli interni emergono elementi che fanno pensare a un possibile intervento esterno. “Dopo diversi accertamenti, abbiamo motivo di credere che RTL 102.5 sia vittima di un comportamento non corretto di terzi e abusivo”, si legge ancora nel comunicato ufficiale. L’emittente ha inoltre aggiunto: “Stiamo prendendo provvedimenti per tornare al più presto”. Il problema riguarda solo il canale Instagram, mentre gli altri profili social e strumenti digitali della radio continuano a funzionare normalmente. RTL 102.5 è spesso presente ai vertici delle classifiche sulle attività social delle emittenti italiane, elemento che evidenzia l’importanza di questi canali per la diffusione delle informazioni.