Giornalisti in piazza il 9 aprile a Roma contro ritardi su equo compenso e contratto fermo

Equo compenso giornalisti

L’Ordine dei giornalisti del Lazio ha annunciato una manifestazione per il 9 aprile 2026 davanti al Ministero della Giustizia per chiedere l’ufficializzazione delle tabelle sull’equo compenso per i giornalisti. Secondo la nota diffusa martedì 24 marzo 2026, la protesta nasce dopo anni di attesa senza risposte. L’appuntamento è fissato alle 9:45 in via San Nicola De’ Cesarini, a Roma. All’iniziativa sono stati invitati i presidenti degli Ordini regionali, il Consiglio nazionale, la Federazione nazionale della stampa italiana, Stampa romana e i rappresentanti degli altri organismi di categoria. Il presidente dell’Ordine del Lazio, Guido D’Ubaldo, ha spiegato le motivazioni della mobilitazione: “arriva dopo troppi anni di attesa e siamo stanchi di aspettare. Ogni Ordine regionale viene sollecitato di continuo dai colleghi ad esprimere pareri sulla congruità dei compensi che ricevono e noi non riusciamo a rispondere in attesa di queste tabelle”. Nel documento si evidenzia come il ritardo nella definizione delle regole sull’equo compenso giornalisti non sia chiaro, soprattutto in un momento segnato dalla crisi dell’editoria. L’Ordine regionale ha inoltre chiesto ai Presidenti delle Camere di ricevere una delegazione per illustrare le difficoltà crescenti nelle redazioni. Tra i temi segnalati figura anche il blocco del contratto giornalisti, fermo da 12 anni. Questa situazione ha portato la Fnsi a proclamare due giornate di sciopero, fissate per il 27 marzo e il 16 aprile, a fronte della mancata apertura alle richieste della categoria da parte della Fieg. L’Ordine del Lazio richiama inoltre altre criticità strutturali: la riforma dell’Ordine, ancora ferma nelle Commissioni parlamentari da diverse legislature, e il problema della precarietà giornalismo, aggravato da assunzioni insufficienti. Il comunicato sottolinea che l’attività giornalistica viene definita dalle più alte cariche dello Stato “fondamentale per la tenuta della democrazia”. Per questo, conclude D’Ubaldo, “abbiamo deciso di far sentire forte e chiara la nostra voce di protesta e per questo chiediamo ai vertici del Parlamento di essere ascoltati. Se vogliamo salvaguardare la libertà di stampa e il diritto ad essere informati si deve agire. Ora”.

Equo compenso giornalisti: proposta unitaria degli editori a 17,25 euro per articolo

compenso giornalisti

Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi), Ordine dei Giornalisti e Inpgi hanno presentato al Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria (DIE) una proposta unitaria sull’equo compenso giornalisti, mentre la proposta della Fieg è stata definita inaccettabile dalle organizzazioni di categoria. Il confronto si è svolto al tavolo istituito in base alla legge 233/2012, che prevede regole specifiche per garantire un compenso proporzionato ai giornalisti che lavorano senza contratto da dipendenti. L’obiettivo è stabilire criteri chiari e coerenti con quanto indicato dalla sentenza del Consiglio di Stato, che aveva annullato la delibera del 2014 in materia di equo compenso, chiedendo parametri legati alla retribuzione dei colleghi assunti. La proposta presentata congiuntamente riprende il lavoro già elaborato nel 2023 per le tabelle di liquidazione giudiziale dei compensi. Le tabelle sono parametrate ai contratti di categoria sottoscritti dalla Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi) e tengono conto delle diverse realtà del settore: quotidiani, agenzie di stampa, testate online, uffici stampa, emittenti radiotelevisive private nazionali e locali. Viene considerata anche l’anzianità di iscrizione all’Ordine, riconoscendo il tempo impiegato e la qualità del lavoro svolto. Per le testate nazionali si indicano compensi compresi tra 130 e 170 euro al giorno e tra 65 e 84 euro per la mezza giornata. Per l’emittenza locale le cifre variano da 86 a 119 euro al giorno e da 44 a 62 euro per la mezza giornata. Nelle testate locali online e nei periodici i compensi previsti vanno da 52,50 euro fino a 262,50 euro per i mensili, in base alle caratteristiche dell’attività richiesta. Le organizzazioni hanno ringraziato il sottosegretario Alberto Barachini per aver ricostituito la Commissione sull’equo compenso e per l’impegno nel riaprire un confronto che prosegue da oltre dodici anni. Al tavolo era presente anche la Fieg, che rappresenta gli editori. La proposta degli editori individua un parametro di 17,25 euro per articolo di almeno 1200 battute. Nel 2014 il criterio di riferimento era pari a 20,83 euro. Secondo Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi), Ordine e Inpgi, questa cifra non rispetta i principi di coerenza e proporzionalità richiamati dalla sentenza del giudice amministrativo. La proposta della Fieg mantiene inoltre soglie di accesso che prevedono una fascia al di sotto del minimo, alla quale non si applicherebbe l’equo compenso. Il presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, ha dichiarato: “l’equo compenso non si può calcolare solo in termini quantitativi, occorre tenere conto dei parametri di qualità, delle caratteristiche del lavoro e del tempo necessario al giornalista per produrre quanto richiesto. Riteniamo pertanto che le tabelle possano essere il punto di riferimento per attuare finalmente quanto prevedono la Costituzione e le leggi in materia”. La segretaria generale della Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi), Alessandra Costante, ha affermato: “La proposta degli editori è molto distante non solo dalle sentenze, ma anche dall’assicurare dignità e professionalità ai collaboratori che finirebbero per guadagnare ancora meno di quanto previsto dalla delibera annullata. Gli editori continuano a voler ridurre surrettiziamente il costo del lavoro sfruttando cococo e partite Iva”. Il presidente dell’Inpgi, Roberto Ginex, ha spiegato: “Oggi un giornalista libero professionista dichiara in media circa 17 mila euro di reddito annui, mentre un giornalista che è titolare di un cococo dichiara in media circa 10 mila euro annui. L’ammontare dei redditi incide in modo significativo anche sulla possibilità o meno di raggiungere il requisito di anzianità contributiva minima necessaria per ottenere il diritto alla prestazione pensionistica, con la conseguenza che, in presenza di bassi redditi, i nostri iscritti, al raggiungimento dell’età anagrafica di 66 anni, si trovino nella condizione di non poter accedere alla pensione. Con il sistema contributivo in vigore – aggiunge Ginex – il volume dei redditi che si percepiscono nel corso della vita lavorativa da giornalista autonomo diventa assolutamente centrale, per poter accedere domani ad un assegno pensionistico con le tutele previste dall’articolo 36 della Costituzione”. (Foto generata con AI)

L’Ordine dei giornalisti segnala un cronista per uso dell’IA: è il primo caso in Italia

News & AI

Nei giorni scorsi una testata giornalistica genovese ha pubblicato un articolo corredato, in calce, da una nota che dichiarava l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella redazione del contenuto. Proprio questa modalità di impiego dell’IA, pur esplicitata, è stata ritenuta non conforme alle regole deontologiche. Per questo motivo il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti della Liguria ha deciso di segnalare il caso agli organi disciplinari competenti. Secondo quanto riportato dall’Ansa, si tratterebbe del primo caso in Italia in cui un giornalista viene deferito dall’Ordine per un uso considerato scorretto dell’intelligenza artificiale. In una comunicazione diffusa anche sui social, il Consiglio ha richiamato i colleghi a un uso responsabile dell’IA e al rispetto dell’articolo 19 del nuovo codice deontologico, che stabilisce che “l’intelligenza artificiale non può in alcun modo sostituire l’attività giornalistica”. E quando vi si fa ricorso “la/il giornalista ne rende esplicito l’utilizzo nella produzione e nella modifica di testi, immagini e sonori, di cui assume comunque la responsabilità e il controllo, specificando il tipo di contributo”. Sul tema è intervenuta anche la segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, che ha ricordato come il sindacato chieda da tempo agli editori di regolamentare l’impiego dell’intelligenza artificiale nel lavoro giornalistico. “Quando però sono gli stessi giornalisti a usarla in modo scorretto, tanto da finire davanti alla commissione di disciplina, resta l’amaro in bocca”, ha osservato. Costante ha aggiunto che non si tratta solo di superficialità, ma di una mancata comprensione delle conseguenze: “Un utilizzo inappropriato dell’IA mina le fondamenta stesse dell’informazione e della libertà di informazione. Se poi sono gli stessi colleghi a farsi sostituire dall’IA, diventa difficile sostenere anche le battaglie sindacali”. (Foto creata con AI)

L’Ordine del Lazio, quota associativa del 2026 sale a 110 euro. “Costi alti e morosi”

OdG Lazio

L’Ordine dei giornalisti del Lazio ha annunciato che nel 2026 la quota di iscrizione passerà da 100 a 110 euro, spiegando che la decisione nasce dall’aumento dei costi di gestione e dalle mancate entrate dovute a un’alta percentuale di morosità. La comunicazione è stata inviata via PEC agli iscritti, insieme alle istruzioni per il pagamento tramite PagoPA. Nel messaggio si legge: “Nei prossimi giorni riceverete via pec il bollettino pagoPA per il rinnovo della quota di iscrizione all’Ordine dei Giornalisti per l’anno 2026. Questa volta siamo costretti ad aumentare la quota annuale a 110 euro, a causa dei rincari dei costi di gestione e delle mancate entrate dovute a un’alta percentuale di morosità”. La quota rimane a 100 euro solo per chi paga entro il 31 gennaio. Dal 1° febbraio l’importo diventa 110 euro, ma la somma da versare sale a 120 euro perché include gli interessi di mora. Per i giornalisti pensionati, che abbiano comunicato ufficialmente lo stato di quiescenza, la cifra è di 50 euro entro il 31 gennaio e 60 euro dopo quella data. Le altre categorie prevedono importi diversi:– Elenco speciale, professionisti provvisori e pubblicisti provvisori: 150 euro (175 oltre il 31 gennaio).– Elenco stranieri: 120 euro (142 oltre il 31 gennaio). Nel comunicato viene richiamato l’articolo 28 del DPR 115/1965, che permette la quota ridotta ai pensionati dall’anno successivo alla maturazione del diritto, previa comunicazione all’Ordine. Non è previsto il rimborso delle annualità già pagate. Per richiedere la riduzione è possibile rivolgersi agli uffici dell’Ordine o inviare il modulo compilato agli indirizzi odglazio@cert.odg.roma.it e info@odg.roma.it. Dal 2026 i pagamenti saranno effettuati solo tramite PagoPA.

Ordine dei Giornalisti: dal 2026 serve una card con standard di sicurezza UE

Press card giornalisti

Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha avviato le procedure di verifica per introdurre una card professionale elettronica destinata a sostituire il tradizionale tesserino cartaceo. La decisione nasce in risposta al Regolamento UE 2019/1157, che stabilisce requisiti minimi di sicurezza per i documenti d’identità rilasciati nell’Unione Europea e rende obsoleti i tesserini attualmente in uso. A partire dal 2026, infatti, il tesserino in formato cartaceo non potrà più essere utilizzato come documento valido di riconoscimento. Il Consiglio nazionale sta esaminando diverse soluzioni tecniche e organizzative per garantire una transizione efficiente verso il nuovo formato, tra cui la possibilità di avviare una collaborazione istituzionale con la Zecca dello Stato. L’ipotesi prevede che le nuove press card elettroniche siano emesse in accordo con gli Ordini regionali e distribuite direttamente agli iscritti. Tra le opzioni in discussione, si valuta anche la durata del documento, che potrebbe essere annuale o pluriennale, e la modalità di invio, con spedizione postale all’indirizzo del giornalista registrato presso l’Albo. L’obiettivo dichiarato è garantire uno strumento conforme agli standard europei e utile per l’identificazione professionale dei giornalisti iscritti. La transizione rientra in un più ampio processo di digitalizzazione e adeguamento normativo che coinvolge tutte le professioni ordinistiche e mira a migliorare l’affidabilità, la sicurezza e il riconoscimento dei documenti professionali, soprattutto in ambito comunitario e internazionale. Il Consiglio nazionale ha confermato che “le valutazioni sono in corso” e che ogni aggiornamento verrà condiviso con gli iscritti attraverso i canali ufficiali dell’Ordine. (Foto di copertina generata con Chat GPT)

Elezione Ordine dei Giornalisti: Bartoli al secondo mandato, Caroprese vice

Bartoli e Caroprese

Carlo Bartoli è stato confermato presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti martedì 6 maggio 2025, durante la seduta di insediamento del nuovo Consiglio nazionale che si è svolta nella sede di via Sommacampagna a Roma. Bartoli ha ottenuto 47 voti su 60 consiglieri; 11 le schede bianche, mentre un voto è andato rispettivamente a Gianluca Amadori e Elena Golino. Il presidente, al suo secondo mandato, ha evidenziato come l’aumento del consenso rispetto alla precedente elezione – avvenuta con 33 voti – rappresenti un segnale di sostegno al percorso già intrapreso. Contestualmente è stato eletto il nuovo vicepresidente: Francesco Caroprese, che ha ricevuto 50 voti. Già vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, Caroprese aveva già fatto parte del Consiglio nazionale tra il 2014 e il 2017. La sua elezione rafforza la continuità istituzionale all’interno dell’organismo di categoria. Sono stati inoltre confermati Paola Spadari nel ruolo di Segretaria generale, con 41 voti, e Gabriele Dossena in quello di tesoriere, con 46 voti. Entrambi già in carica, proseguiranno il loro incarico anche per il nuovo mandato, contribuendo alla stabilità della struttura operativa. Nel corso della stessa seduta, il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha proceduto alla nomina del nuovo esecutivo, con la partecipazione di membri sia tra i professionisti che tra i pubblicisti. Per i primi sono stati confermati Gianluca Amadori e Andrea Ferro, già presenti nel precedente esecutivo, e si aggiunge il neo eletto Piero Ricci, ex presidente dell’Ordine dei giornalisti della Puglia. Per la componente dei pubblicisti sono stati confermati Giuseppe Murru e Cristina Deffeyes. Rinnovata anche la composizione del collegio dei revisori dei conti, dove sono stati confermati Giancarlo Ghirra, Antonella Monaco e Francesca Piccioli. (In foto, Bartoli e Caroprese – @odg.it)

Riforma Ordine dei Giornalisti: più pubblicisti nei Consigli. Costante (Fnsi): “è un gioco di potere”

Alessandra Costante Fnsi

La Commissione Cultura della Camera dei deputati ha adottato mercoledì 9 aprile 2025 come testo base per la riforma dell’Ordine dei giornalisti una proposta di legge presentata da Fratelli d’Italia, con Andrea Mascaretti come primo firmatario. La proposta, selezionata tra diversi disegni di legge che miravano alla semplificazione del sistema elettorale, introduce modifiche anche alla composizione del Consiglio nazionale dell’Ordine e dei Consigli regionali. Attualmente il Consiglio nazionale è composto da 40 giornalisti professionisti e 20 pubblicisti; la nuova composizione prevista dal testo base porterebbe i professionisti a 36 e i pubblicisti a 26. Cambia anche la composizione dei Consigli regionali: oggi formati da sei professionisti e tre pubblicisti, passerebbero a cinque professionisti e quattro pubblicisti. Il testo stabilisce inoltre che la durata del mandato per i consiglieri regionali e nazionali, così come per i revisori dei conti, venga estesa da tre a quattro anni. Viene introdotto un limite al numero di mandati consecutivi per i membri dei Consigli e un massimo di due mandati non consecutivi per i revisori. Per quanto riguarda le elezioni, la proposta prevede un sistema riformato con una sola tornata elettorale e l’introduzione della doppia preferenza di genere, sostituendo l’attuale sistema articolato in tre turni. La proposta di Fdi, che ora passerà alla fase di esame degli emendamenti, è l’unica tra quelle finora discusse in Commissione ad affrontare sia la riforma del sistema elettorale sia la rappresentanza dei pubblicisti negli organi dell’Ordine. A margine dell’adozione del testo base, è intervenuta la segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, attraverso una nota ufficiale. Costante ha ricordato come, secondo la legge n. 69 del 1963, i giornalisti pubblicisti sono tali pur esercitando un’altra professione prevalente e ha osservato che l’Ordine non è composto esclusivamente da giornalisti professionisti, ma anche da soggetti con altri impieghi, quali insegnanti, avvocati, ferrovieri, ingegneri e altre categorie. Nella nota si evidenzia che i principali problemi dell’informazione in Italia non risiederebbero nella proporzione tra pubblicisti e professionisti, ma in fattori quali l’elevato numero di iscritti all’Albo, con oltre 100mila membri, di cui meno del 40% attivi come giornalisti con posizione previdenziale aperta. La segretaria della Fnsi ha inoltre fatto riferimento alla mancanza di norme sull’intelligenza artificiale, al sottofinanziamento del settore, alla sottoccupazione e al ruolo dominante delle grandi piattaforme digitali. Costante ha infine definito la proposta un tentativo di redistribuzione interna del potere all’interno dell’Ordine. (in foto, Alessandra Costante, segretaria generale Fnsi)

Una nuova Press Card per i giornalisti: ecco il progetto

Press-Card-bozzetti-pilota

Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha avviato una collaborazione con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per sviluppare un nuovo tesserino per giornalisti, trasformandolo in una moderna Press Card. Questa iniziativa rappresenta un’opportunità significativa per semplificare e rendere più sicura la gestione del documento di iscrizione all’Ordine professionale, garantendo al contempo elevati standard di sicurezza. Il formato preliminare della Card prevede l’integrazione di caratteristiche anticontraffazione, simili a quelle adottate nei documenti di riconoscimento ufficiali. Il progetto, già delineato in una prima bozza, potrebbe in futuro essere incluso nell’IT-Wallet, il portafoglio digitale promosso dall’Istituto Poligrafico in collaborazione con PagoPa e sotto il coordinamento del Dipartimento per la Trasformazione Digitale. Un aspetto rilevante della nuova Press Card è l’introduzione della scritta PRESS, che consentirà di identificare immediatamente i giornalisti italiani, garantendo maggiore sicurezza soprattutto in contesti sensibili e in scenari internazionali. Questo elemento contribuirà a migliorare la tutela dei professionisti dell’informazione, riconoscendone il ruolo in situazioni critiche. Per dare avvio al progetto, il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, e il vicepresidente, Angelo Baiguini, hanno incontrato l’amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico, Francesco Soro. Durante l’incontro, le parti hanno concordato sull’importanza del progetto, ritenendolo un passo avanti nell’innovazione delle procedure dell’Ordine e un’esperienza utile anche per altre categorie professionali regolamentate. Nelle prossime settimane, l’Istituto Poligrafico presenterà una serie di proposte grafiche per la nuova Press Card, sviluppate in base alle indicazioni fornite dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. (In foto, i primi bozzetti-pilota per la Press Card)

Elezioni OdG Lombardia: chi può votare e come farlo

OdG Lombardia

Gli iscritti all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia sono chiamati a partecipare alle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale, del Collegio dei revisori dei conti e dei consiglieri nazionali. Le operazioni di voto si svolgeranno secondo le disposizioni della legge 3 febbraio 1963 n. 69 e del Dpr 4 febbraio 1965 n. 115. Sono convocati i professionisti e i pubblicisti iscritti all’Albo per esprimere le proprie preferenze. Le votazioni si terranno in due modalità: telematica e in presenza. La prima convocazione è fissata per mercoledì 12 marzo e giovedì 13 marzo 2025 (voto telematico, ore 10:00-20:00) e domenica 16 marzo 2025 (voto in presenza, ore 10:00-18:00) presso la sede dell’Ordine in via Antonio da Recanate 1, Milano. Se non si raggiunge il quorum, la seconda convocazione avrà luogo il 19 e 20 marzo 2025 per il voto telematico e il 23 marzo 2025 per il voto in presenza presso The Westin Palace Hotel in Piazza della Repubblica 20, Milano. Gli iscritti dovranno eleggere 6 professionisti e 3 pubblicisti per il Consiglio regionale, 2 professionisti e 1 pubblicista per il Collegio dei revisori dei conti e 8 professionisti e 1 pubblicista per il Consiglio nazionale. Il voto in presenza avverrà su schede cartacee ritirabili al seggio, mentre per il voto telematico sarà necessario seguire le istruzioni fornite. I professionisti possono votare solo per i professionisti e i pubblicisti solo per i pubblicisti. Se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta, si procederà con un ballottaggio nelle giornate di 2 e 3 aprile 2025 (telematico) e 6 aprile 2025 (in presenza) presso The Westin Palace Hotel. Le operazioni di scrutinio saranno pubbliche. Per essere eleggibili, i candidati devono essere iscritti all’Albo da almeno 5 anni. Gli elettori devono essere in regola con il pagamento delle quote annuali e possedere una PEC registrata presso l’Ordine. Chi non è in regola potrà sanare la propria posizione prima del voto. L’identità degli elettori sarà verificata mediante tessera professionale, documento di identità o riconoscimento da parte di un componente del seggio. Per il voto telematico, accessibile tramite SPID o CIE, l’elettore dovrà confermare la propria identità e seguire la procedura guidata. Il sistema consentirà di digitare le prime lettere del nominativo desiderato, selezionare i candidati e scaricare la ricevuta di voto. Chi vota online non potrà esprimere il proprio voto in presenza. Aggiornamenti e istruzioni dettagliate saranno disponibili nella sezione “Speciale elezioni 2025” del sito ufficiale www.odg.it.

Spionaggio sui giornalisti: Fnsi e Odg denunciano il caso Paragon

FNSI conferenza stampa denuncia Paragon

La Federazione nazionale della Stampa italiana e l’Ordine nazionale dei giornalisti hanno presentato una denuncia contro ignoti alla Procura di Roma per fare luce sullo spionaggio ai danni di giornalisti tramite lo spyware Graphite di Paragon. L’iniziativa, annunciata in conferenza stampa il 19 febbraio 2025, vuole ottenere risposte su chi abbia autorizzato l’uso di questa tecnologia e con quale finalità. La segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, ha sottolineato come questa vicenda rappresenti una violazione del codice penale e della Costituzione, che sancisce la libertà di stampa. Al suo fianco erano presenti il presidente della Fnsi Vittorio di Trapani, il presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli, la segretaria del Cnog Paola Spadari e l’avvocato Giulio Vasaturo, che fornisce supporto legale. Bartoli ha denunciato l’assenza di chiarezza da parte del governo, che dopo venti giorni di silenzi e versioni contrastanti non ha ancora fornito risposte adeguate. Ha ricordato che Graphite non è un software accessibile a chiunque, ma viene utilizzato solo da soggetti specifici. Mancano ancora due elementi fondamentali per ricostruire il caso: chi ha effettuato lo spionaggio e perché. Di Trapani ha ribadito l’urgenza di ottenere risposte e ha escluso la possibilità di invocare il segreto di Stato per vicende che riguardano la libertà di informazione. Ha inoltre evidenziato che l’Unione Europea, con il Media Freedom Act, vieta la sorveglianza sui giornalisti, tutelando il diritto all’informazione dei cittadini. L’inchiesta ha coinvolto anche Luca Casarini, capomissione di Mediterranea Saving Humans, il cui telefono è stato attaccato da Graphite già nel febbraio 2024. La Ong ha rivelato che l’operazione era parte di una strategia di sorveglianza più ampia, condotta con tecniche di social engineering per colpire anche persone vicine alla vittima. Citizen Lab, che ha collaborato alle indagini, ha sottolineato la gravità della situazione, avvertendo che un attacco di questa portata implica il coinvolgimento di soggetti governativi. Nel frattempo, il governo italiano ha evitato di rispondere alle interrogazioni parlamentari sul caso, suscitando l’indignazione delle opposizioni. Il sottosegretario Alfredo Mantovano ha dichiarato che sono già state fornite le uniche informazioni divulgabili, ma l’interruzione del contratto tra Paragon e l’Italia solleva dubbi sulla gestione della vicenda. Fnsi e Odg chiedono ora a tutti i giornalisti che hanno ricevuto messaggi sospetti di segnalarli per integrare la denuncia e ampliare l’indagine, con l’obiettivo di garantire trasparenza e difendere i principi democratici. (In foto, un momento della conferenza stampa)