Corriere Milano: ora su WhatsApp, Instagram e newsletter

Il Corriere Milano rinnova la sua presenza nel mondo digitale con tre nuovi strumenti pensati per coinvolgere sempre di più i lettori. Da oggi, una newsletter mattutina, un numero WhatsApp dedicato alle segnalazioni e una pagina Instagram aggiornata saranno i canali attraverso cui informare e farsi informare in tempo reale. WhatsApp è ormai il mezzo di comunicazione più usato, superando le telefonate e i messaggi tradizionali. Per questo motivo, il Corriere Milano ha attivato un numero dedicato: (+39) 335/7314467. Qui si potranno inviare foto, video e testi brevi per segnalare notizie urgenti direttamente alla redazione. Questo canale, però, non sarà uno spazio di conversazione: nessun gruppo, nessuna risposta diretta, ma un modo rapido per dare voce ai cittadini e trasformarli in vere e proprie sentinelle del territorio. La redazione, a sua volta, potrà richiedere materiali ai lettori per approfondire le notizie più rilevanti. Un altro grande cambiamento riguarda la newsletter, che cambia nome e orario di spedizione. Prima conosciuta come “Le Cinque Giornate di Milano”, ora si chiamerà Incoeu (“oggi” in dialetto milanese) e arriverà nella casella di posta alle 7:30 del mattino. Questo cambiamento ha un obiettivo preciso: offrire un punto di riferimento quotidiano per iniziare la giornata informati. Ogni edizione conterrà il fatto del giorno, le notizie principali, il meteo, e, grazie alla collaborazione con ViviMilano, un consiglio gastronomico del critico Valerio M. Visintin. Il sabato e la domenica la newsletter assumerà un taglio diverso, con contenuti più approfonditi per chi ha più tempo da dedicare alla lettura. L’iscrizione è gratuita e si può effettuare su www.corriere.it/newsletter o tramite QR code. Infine, il Corriere Milano sbarca su Instagram con l’account @corrieremilano.
Citynews espande Dossier in sette nuove città. Dal 18 marzo contenuti per abbonati

La sezione premium Dossier di Citynews amplia la sua presenza, raggiungendo nuove città oltre a Bologna, Forlì, Ravenna, Rimini e Monza. Da oggi, anche i lettori di Genova, Udine, Trieste, Firenze, Bari, Foggia e Pescara potranno accedere a questa innovativa area dedicata all’inchiesta giornalistica. Come per le prime edizioni, l’accesso sarà inizialmente gratuito previa registrazione, ma dal 18 marzo i contenuti saranno riservati agli abbonati. Citynews si distingue da anni per un’informazione accurata e tempestiva a livello nazionale, e con Dossier rafforza ulteriormente il suo impegno nella produzione di contenuti approfonditi e di qualità. Secondo Luca Lani, CEO di Citynews, il flusso costante di informazioni odierno rende cruciale il ruolo dell’approfondimento giornalistico, consolidando il rapporto di fiducia tra lettori e redazioni. Per sostenere l’evoluzione di Dossier, Citynews ha potenziato le proprie redazioni con team specializzati nell’inchiesta e nell’analisi dei fatti. La sezione offrirà reportage esclusivi e approfondimenti inediti, garantendo agli abbonati un’esperienza di lettura senza pubblicità su tutto il network.
Nasce 24Ore Salute, con focus su ricerca e sanità

Il Gruppo 24 ORE amplia la propria offerta editoriale con il lancio di 24Ore Salute, una piattaforma multimediale e crossmediale dedicata ai temi della salute, della medicina, della ricerca e dell’innovazione. Questo progetto nasce per offrire un punto di riferimento autorevole, aggregando in un unico hub i contenuti prodotti da Il Sole 24 Ore, Radiocor, Radio 24, 24Ore Podcast, Lab24 e 24 ORE Eventi. Il cuore dell’iniziativa è il nuovo sito 24oresalute.com, pensato per raccogliere e valorizzare le informazioni più rilevanti del settore. La piattaforma si distingue per una copertura informativa ampia e per la capacità di dialogare con diverse community di riferimento. Grazie a un’interfaccia modulare, il sito offre contenuti sempre aggiornati su sanità, medicina, innovazione, territori, imprese e startup. Il progetto si basa su tre pilastri fondamentali: multimedialità, profondità e completezza informativa. Il Gruppo 24 ORE conferma così il proprio impegno nel fornire notizie accurate e approfondite, spaziando dalle novità scientifiche ai temi normativi e alle attività delle imprese del settore. Tra i contenuti principali troviamo le pagine settimanali Salute24 su Il Sole 24 Ore, gli approfondimenti di Sanità24 a cura di Radiocor, i programmi di Radio 24 come Obiettivo Salute e una serie di podcast tematici. A queste produzioni si aggiungono eventi di rilievo come l’Healthcare Summit. Uno degli elementi distintivi di 24Ore Salute è la capacità di integrare contenuti audio e video, con la creazione di nuove videorubriche settimanali come Salute24. La piattaforma offrirà anche un’area dedicata all’analisi dei dati, sviluppata da Lab24, con l’obiettivo di realizzare un Osservatorio Salute, utile per monitorare trend e statistiche del settore sanitario. L’iniziativa è in continua evoluzione e prevede già lo sviluppo di nuovi servizi, tra cui la declinazione scientifica del marchio “L’Esperto Risponde”, un progetto che coinvolgerà professionisti del settore per supportare il pubblico con pillole audio-video e video chat live. Inoltre, verranno organizzati eventi di approfondimento e pubblicati nuovi libri a tema. Un ulteriore passo sarà la costituzione di un comitato scientifico multidisciplinare, incaricato di definire un manifesto programmatico per la salute informata, promuovendo un uso responsabile delle informazioni medico-scientifiche. Il target di 24Ore Salute è ampio: da un lato i cittadini, che potranno accedere a contenuti affidabili per diventare pazienti informati, dall’altro gli stakeholder e la business community, che troveranno un contesto autorevole per approfondire l’evoluzione del sistema sanitario e della ricerca scientifica. Tra i principali destinatari figurano aziende, istituzioni, associazioni, fondazioni del terzo settore, professionisti e enti ospedalieri. Il lancio ufficiale della piattaforma è avvenuto l’11 febbraio, in occasione della Giornata Internazionale del Malato, con un’intervista esclusiva al Ministro della Salute Orazio Schillaci, il quale ha sottolineato l’importanza di un’informazione seria e accessibile per il cittadino, soprattutto in materia di prevenzione. Fabio Tamburini, Direttore de Il Sole 24 Ore, ha evidenziato come 24Ore Salute rappresenti un presidio unico nel panorama informativo, contrastando la disinformazione nel settore medico. Federico Silvestri, Direttore Generale Media & Business del Gruppo 24 ORE, ha aggiunto che la piattaforma nasce con una visione di lungo termine e con l’ambizione di diventare un punto di riferimento per il settore.
Trump schernisce “Time” dopo la cover con Elon Musk: “Esiste ancora?”

La nuova copertina del Time ha provocato un acceso dibattito sulla politica americana e il ruolo sempre più influente di Elon Musk. Lo sfondo rosso, le aquile, le stelle e strisce, e soprattutto la sua figura seduta alla Resolute Desk nella Casa Bianca, evocano immagini di potere e controllo. Il titolo è eloquente: “Dentro la guerra di Elon Musk contro Washington”. Un’affermazione che rispecchia perfettamente il clima politico attuale, in cui il miliardario ha assunto un ruolo di primo piano. Da tempo Elon Musk non è più soltanto un imprenditore visionario: la sua alleanza con Donald Trump durante la campagna elettorale lo ha catapultato al centro del dibattito politico. Ha finanziato il Tycoon, si è mostrato pubblicamente al suo fianco, ha indossato il cappellino MAGA, e ha festeggiato con lui a Mar-a-Lago. Questo sostegno ha portato a una ricompensa senza precedenti: la creazione di un nuovo dipartimento governativo, il Doge (Dipartimento per l’Efficienza Governativa), con Musk alla guida. Mai prima d’ora un cittadino privato, per di più miliardario con aziende supervisionate dalle autorità federali, aveva avuto un simile potere all’interno del governo. Il Doge ha una missione apparentemente impossibile: ridurre la spesa pubblica di 2 milioni di miliardi di dollari, abbattere la burocrazia, eliminare regolamenti considerati superflui e ristrutturare le agenzie federali. Tuttavia, l’ambizioso piano sta incontrando ostacoli significativi. Donald Trump potrebbe aver sottovalutato la determinazione di Elon Musk, che non sembra disposto a farsi fermare da niente e nessuno. Il 1° febbraio il team Doge Musk ha preteso l’accesso totale alla sede centrale dell’USAID, l’agenzia governativa che si occupa di aiuti umanitari e sviluppo internazionale. Lo staff dell’agenzia si è opposto, provocando la reazione furiosa del miliardario. Su X ha scritto parole pesantissime: “L’USAID è un’organizzazione criminale”. E poi, in un secondo post, ancora più duro: “È ora che muoia”. Le conseguenze sono state immediate. In meno di una settimana, quasi tutto il personale dell’USAID è stato messo in congedo, gli uffici in tutto il mondo sono stati chiusi, interrompendo operazioni vitali per milioni di persone. Un chiaro segnale a tutte le altre agenzie federali: la volontà di Musk non va contrastata. L’episodio, come sottolinea il Time, mette in luce uno scontro epocale tra il potere istituzionale consolidato e l’approccio radicale del team di Musk, definito “squadra di demolitori politici”. Ma la domanda più inquietante rimane: “Chi c’è davvero dietro al Resolute Desk?”. La provocatoria copertina arriva in un momento in cui Elon Musk gode di un’influenza senza precedenti. Non è un caso che il Time lo abbia già nominato Persona dell’Anno per la seconda volta. Un riconoscimento che stride con la reazione sarcastica di Donald Trump, il quale, durante una conferenza con il primo ministro giapponese, ha commentato: “No, non ho visto la copertina. Time esiste ancora?”. Salvo poi correggere il tiro e lodare il lavoro del suo alleato: “Sta facendo un ottimo lavoro”.
Il Piccolo e Messaggero Veneto in sciopero per 48 ore

Le assemblee dei giornalisti de Il Piccolo e del Messaggero Veneto hanno annunciato due giorni di sciopero (in data da definirsi), in segno di protesta contro le scelte di riorganizzazione del gruppo editoriale Nem, accusato di penalizzare le testate friulane. La decisione è stata comunicata lunedì 27 gennaio 2025 e rilanciata dall’Assostampa Friuli Venezia Giulia, che ha espresso solidarietà ai giornalisti delle due storiche redazioni. Il motivo dello sciopero risiede nella scelta dell’editore di destinare le ultime quattro assunzioni esclusivamente alle testate venete, lasciando vacanti due posti a Il Piccolo e al Messaggero Veneto, senza prevedere alcuna sostituzione. Questa decisione, pur formalmente legittima, ha sollevato critiche per il mancato equilibrio territoriale, andando a ridurre ulteriormente gli organici nelle redazioni friulane, già provate da un anno di pesanti sacrifici. Le assemblee denunciano inoltre un insieme di problematiche che aggravano la situazione: dal prezzo per copia più alto rispetto a quello delle testate venete, che penalizza le vendite nel Friuli Venezia Giulia, a infrastrutture tecnologiche obsolete che ostacolano il lavoro quotidiano. I giornalisti segnalano guasti frequenti al software, interruzioni di rete, un archivio malfunzionante e difficoltà operative che vanno dalla mancanza di personale poligrafico fino a telefoni muti e orari di apertura ridotti per assenza di front office. Nonostante l’azienda abbia comunicato di aver raggiunto l’equilibrio economico già nel primo anno, il gruppo Nem non ha ancora definito un piano per il reclutamento di nuovi collaboratori né per l’assunzione di giovani praticanti, preferendo puntare su costose figure esterne di vertice. Questa scelta, secondo i giornalisti, demotiva il personale interno, che da tempo regge il carico di lavoro con impegno straordinario. Le assemblee sottolineano che Il Piccolo e il Messaggero Veneto rappresentano un presidio essenziale per il territorio e chiedono all’editore e alla direzione di aprire immediatamente un confronto con i Comitati di redazione. L’obiettivo è salvaguardare l’autonomia e l’autorevolezza delle testate, garantendo livelli occupazionali adeguati e un supporto concreto al lavoro giornalistico. (Credits foto copertina: FNSI)
Abbonamenti HuffPost: tre livelli per ogni esigenza

HuffPost, una delle organizzazioni di notizie online più apprezzate al mondo, ha recentemente introdotto un innovativo programma di abbonamento a livelli pensato per migliorare l’esperienza dei suoi 60 milioni di lettori globali mensili. Questo programma – articolato in Silver, Gold e Platinum – offre un accesso esclusivo a contenuti premium e numerosi vantaggi riservati agli iscritti, evolvendosi dall’iniziativa di contributi volontari lanciata nel 2023. Tra i benefici proposti figurano esperienze senza pubblicità, accesso anticipato a nuove funzionalità e l’opportunità di partecipare a focus group esclusivi. Il piano Silver HuffPoster, disponibile a 5 dollari al mese, offre contenuti dedicati via e-mail e riduce le richieste di supporto finanziario. L’abbonamento Gold HuffPoster, a 10 dollari mensili, include tutti i vantaggi del livello Silver e rimuove completamente la pubblicità dal sito web e dall’app HuffPost. Per chi cerca un’esperienza ancora più esclusiva, il livello Platinum HuffPoster, al costo di 20 dollari al mese, include non solo i vantaggi dei livelli precedenti ma anche l’accesso anticipato alle nuove funzionalità, l’appartenenza al Platinum Club e una tote bag HuffPost gratuita per gli abbonamenti annuali. Secondo Kate Palmer, Executive Editor di HuffPost, il programma mira a fornire ai lettori un modo concreto per sostenere il giornalismo libero e pluripremiato in un contesto in cui la stampa indipendente affronta sfide crescenti. Allo stesso tempo, gli iscritti possono beneficiare di un’esperienza di lettura migliorata e di vantaggi personalizzati. HuffPost, rinomato per il suo giornalismo originale che spazia dalla politica allo stile di vita, continua a guidare il settore con una media di 60 milioni di lettori globali al mese e una lunga lista di riconoscimenti, tra cui il Premio Pulitzer e il National Magazine Award. Per unirsi alla comunità di sostenitori e scoprire tutti i vantaggi offerti, basta visitare il sito huffpost.com/membership.
Internazionale abbandona X dal 23 gennaio 2025: le ragioni della decisione nell’editoriale di De Mauro

Nell’era dei social network e delle rivoluzioni tecnologiche, la disinformazione è diventata una potente arma di controllo sociale. La scrittrice e attivista Djarah Kan denuncia apertamente questa deriva, puntando il dito contro figure come Elon Musk, il miliardario sudafricano che, secondo Kan, incarna un delirio di onnipotenza capace di minacciare i progressi sociali e civili ottenuti con secoli di lotte. Musk, con le sue promesse di colonizzazione di Marte, macchine volanti e tecnologie invasive come l’internet nel cervello, è visto come il simbolo di un’élite tecnologica pronta a sacrificare i diritti fondamentali sull’altare del profitto e del controllo. Questa riflessione non arriva solo da Kan, ma è stata ripresa dal direttore Giovanni De Mauro nell’editoriale del numero 1598 di Internazionale, a pagina 3. De Mauro sottolinea come i social media, gestiti da pochi miliardari, siano diventati strumenti che minano la democrazia e alimentano una pericolosa deriva autoritaria. La disinformazione non è più un problema isolato o relegato agli analfabeti funzionali, ma una strategia deliberata utilizzata da governi autoritari e partiti di destra per manipolare l’opinione pubblica, destabilizzare governi democratici e influenzare le scelte elettorali delle masse. Un caso emblematico di questa situazione è rappresentato dalla piattaforma X (ex Twitter), di proprietà di Musk. Un tempo luogo di confronto e circolazione di informazioni, oggi X è diventata uno spazio ostile, dominato dalla polarizzazione e dalla manipolazione di massa. Di fronte a questa situazione, molte testate giornalistiche europee hanno deciso di abbandonare la piattaforma. Tra queste, Le Monde, The Guardian, La Vanguardia, e, più recentemente, anche Internazionale. La scelta di chiudere gli account su X (dal 23 gennaio 2025) è un gesto simbolico ma significativo, che evidenzia come queste piattaforme siano sempre più incompatibili con i principi di trasparenza e democrazia. De Mauro, riprendendo le parole di Kan, sottolinea l’urgenza di affrontare questa deriva. Continuare a ignorare il problema equivale a consegnare il potere decisionale a una ristretta élite, che usa la disinformazione per consolidare il proprio controllo. La democrazia, fragile e complessa, non può sopravvivere in un sistema che tollera la diffusione incontrollata di fake news e manipolazioni. La disinformazione, oggi, rappresenta il fondamento di una nuova dittatura tecnologica, mascherata da progresso e innovazione. (In copertina, Elon Musk nella Capitol One Arena a Washington, il 20 gennaio 2025)
CNHI impone congedi non retribuiti a 46 dipendenti

Il rientro dalle vacanze si è trasformato in un’amara sorpresa per decine di dipendenti della CNHI, azienda editoriale statunitense che gestisce 77 giornali locali. A 46 dipendenti, pari al 3% della forza lavoro, è stato imposto un congedo obbligatorio non retribuito di quattro settimane. La misura, secondo quanto dichiarato dall’azienda, è stata presa per affrontare un contesto economico difficile e un quarto trimestre deludente, solitamente trainato dalle entrate pubblicitarie natalizie. La CNHI, con sede a Montgomery, Alabama, è un’azienda specializzata in testate di piccole dimensioni, con una tiratura media di 10.000 copie. Appartiene al piano pensionistico Retirement Systems of Alabama e negli ultimi anni ha cercato di adattarsi alle sfide di un settore in crisi. Tuttavia, le difficoltà economiche del mercato e l’eventuale aumento dei costi della carta da giornale, derivante da una possibile guerra tariffaria con il Canada, minacciano ulteriormente i già fragili equilibri finanziari. L’assenza di comunicazioni trasparenti da parte della dirigenza ha generato ansia tra i dipendenti, molti dei quali temono che i congedi temporanei possano preludere a licenziamenti permanenti. Alcuni lavoratori hanno espresso delusione per la mancanza di preavviso e il silenzio dell’azienda sulle prospettive future. Sebbene CNHI abbia mantenuto un basso profilo, le sue operazioni sono state caratterizzate da continui cambiamenti. Nel 2024 ha venduto dieci giornali, segnale di una strategia volta a snellire le attività e ridurre i costi. Nonostante queste difficoltà, l’azienda rimane un punto di riferimento per l’informazione locale in molte comunità degli Stati Uniti. Dean Ridings, CEO di America’s Newspapers, ritiene che regolamentazioni più flessibili aiuterebbero il settore, ma prevede un 2025 difficile, aggravato da possibili tariffe sulla carta canadese.
Trump presta giuramento, ma la copertina del Time divide l’America

Ieri, 20 gennaio, Donald Trump ha ufficialmente prestato giuramento come presidente degli Stati Uniti per il suo secondo mandato, un evento che segna il culmine del suo sorprendente ritorno politico. La rivista Time ha celebrato l’insediamento con una copertina d’impatto, raffigurante un’animazione del presidente che spinge tutto giù dalla scrivania Resolute dello Studio Ovale, accompagnata dalla didascalia: “È tornato“. La copertina ha suscitato reazioni contrastanti, con i conservatori che l’hanno accolta con entusiasmo sui social media. Trump è stato inoltre nominato “Persona dell’anno 2024” dalla stessa rivista, un riconoscimento già ottenuto nel 2016. Time ha sottolineato come il ruolo di Trump nella politica americana sia stato trasformativo, definendolo “l’agente di cambiamento più influente ad aver occupato la Casa Bianca dai tempi di Franklin Delano Roosevelt”. Nell’illustrazione della copertina, un paio di occhiali da sole da aviatore, simbolo del presidente uscente Joe Biden, sono visibili mentre vengono rimossi dalla scrivania, un gesto simbolico che ha generato commenti sul passaggio di potere. Alcuni commentatori hanno ricordato le precedenti copertine di Trump pubblicate da Time, inclusa quella del 2017 con il titolo ironico “Qui non c’è niente da vedere“. La deputata repubblicana Anna Paulina Luna ha reagito con entusiasmo, mentre l’ex membro del Congresso Matt Gaetz ha dichiarato: “Lo adoro”. Trump ha anche celebrato il suo riconoscimento come Persona dell’anno suonando la campanella d’apertura della Borsa di New York, sottolineando la sua centralità nella scena politica e finanziaria americana. Time ha concluso il proprio articolo ribadendo l’importanza del giuramento presidenziale. “Mentre assume l’incarico per la seconda volta, spetta a Trump e all’America garantire che il giuramento di preservare, proteggere e difendere la Costituzione venga mantenuto”.
Il Post, Costa direttore. Morning passa a Nicola Ghittoni

Dal prossimo 19 aprile 2024, il Post segnerà una nuova fase della sua storia. Dopo quindici anni come direttore responsabile, Luca Sofri assumerà il ruolo di direttore editoriale, concentrandosi sui progetti strategici e sulla crescita del giornale. La guida quotidiana della redazione passerà invece a Francesco Costa, che diventerà il nuovo direttore responsabile. Il cambiamento al Post non rappresenta una rottura, ma una naturale evoluzione. Sofri, a 60 anni, assume il ruolo di direttore editoriale per meglio definire i compiti e rispondere alle esigenze del giornale. Continuerà a collaborare con Francesco Costa, Elena Zacchetti e tutta la redazione, condividendo idee, progetti e decisioni strategiche. Francesco Costa esprime gratitudine verso Luca Sofri per i 15 anni di collaborazione al Post, evidenziando il valore del percorso condiviso e la continuità del loro rapporto lavorativo. Sottolinea l’importanza del momento, ritenendolo ideale per assumere il ruolo di direttore, grazie al lavoro della redazione e al sostegno crescente della comunità di abbonati. Costa promette maggiore ambizione nel raccontare il mondo e rendere il Post più utile e interessante, coinvolgendo tutti nel progetto. Uno degli aspetti più significativi di questo cambiamento sarà la transizione del celebre podcast Morning. Dopo quasi quattro anni e 899 episodi, Costa lascerà la conduzione a Nicola Ghittoni, giornalista noto per il suo lavoro alla rassegna stampa mattutina di SkyTG24. Ghittoni inizierà a occuparsi di Morning dal 10 febbraio 2024, portando la sua esperienza e la sua sensibilità al progetto. Costa, invece, sta già lavorando a un nuovo podcast settimanale di approfondimento che sarà disponibile in primavera per gli abbonati al Post. Per i lettori e gli abbonati, il passaggio di consegne non comporterà stravolgimenti. Il Post continuerà a operare nel segno della sua identità: chiarezza, precisione e utilità. La sintonia tra Sofri, Costa, Zacchetti e il resto della redazione, che ha caratterizzato i primi quindici anni del giornale, garantirà una continuità nel lavoro e nello stile. Questo cambiamento arriva in un momento significativo per il Post, che si appresta a celebrare il suo quindicesimo anniversario. Fondato nel 2010 con l’obiettivo di offrire un’informazione accurata e innovativa, il Post è diventato un punto di riferimento per la qualità e la profondità delle sue analisi. Con Sofri che assume un ruolo più strategico, Costa come guida operativa e Zacchetti come vicedirettrice responsabile, il Post guarda al futuro con ambizione. I prossimi passi includono il consolidamento del giornale come punto di riferimento per i lettori italiani, l’espansione dell’offerta di contenuti e un focus sempre maggiore sull’impatto del proprio lavoro. (In foto, Francesco Costa)