Gruppo Monrif lancia quattro nuovi magazine tematici dedicati a mobilità, turismo, salute e sport

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Sabato 28 giugno 2025 prende avvio una nuova proposta editoriale del Gruppo Monrif, che introduce in edicola quattro nuovi magazine mensili a rotazione, distribuiti con i quotidiani QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno. I supplementi, in uscita ogni sabato con un sovrapprezzo di 50 centesimi, si intitolano QN Mobilità, QN Itinerari, QN Salus e Quotidiano Sportivo Weekend, e sono pensati per offrire contenuti tematici approfonditi a un pubblico trasversale. L’intero progetto sarà supportato da un’infrastruttura digitale e social, con contenuti aggiuntivi accessibili online, tra cui video, podcast, articoli web e rubriche interattive. Il primo numero in uscita sarà QN Mobilità, previsto per il 28 giugno, con articoli su mobilità estiva, trasporti aerei stagionali e tendenze nel comparto delle quattro ruote. I numeri successivi affronteranno argomenti come nautica, mobilità urbana, auto elettriche, sharing e innovazione tecnologica nel settore dei trasporti. Dal 5 luglio sarà disponibile QN Itinerari, mensile dedicato alla valorizzazione del territorio e alla promozione del turismo di prossimità. Il primo numero sarà incentrato su Sardegna e Toscana. Le edizioni successive toccheranno altre aree del Paese, come Sicilia, Trentino e Sudtirolo, in linea con un’idea di viaggio sostenibile e ispirato. Il terzo appuntamento sarà con QN Salus, in edicola dal 12 luglio, che esordirà con approfondimenti su ortopedia ed epatite. Il mensile tratterà di prevenzione, salute pubblica, nutrizione, oncologia, cardiologia, pediatria e medicina di genere, con articoli redatti da medici, esperti sanitari e giornalisti scientifici. Il 19 luglio debutterà invece Quotidiano Sportivo Weekend, dedicato all’universo dello sport con uno sguardo sia ai grandi eventi internazionali che alle storie locali. Le pagine ospiteranno ritratti di atleti, analisi tecniche, approfondimenti su manifestazioni e spazi dedicati alla narrazione sportiva al di là del risultato. (Credits foto copertina: @primaonline)

Paragon, spiata Dagospia: accertamenti sui telefoni

Roberto D'Agostino

Il telefono di Roberto D’Agostino, fondatore del sito di informazione Dagospia, è tra i dispositivi per cui la Procura di Roma ha disposto accertamenti tecnici irripetibili nell’ambito del procedimento relativo allo spyware Graphite, il software spia prodotto dalla società israeliana Paragon Solutions e usato dai servizi segreti italiani. Oltre a D’Agostino, risultano coinvolti altri sei soggetti, tra cui tre giornalisti e tre attivisti della ong Mediterranea Saving Humans, parte lesa nell’indagine. L’attività tecnica è stata disposta su richiesta della Procura e sarà formalmente conferita lunedì. I telefoni sotto esame, oltre a quello di D’Agostino, appartengono all’influencer olandese Eva Vlaardingerbroek, al direttore di Fanpage.it Francesco Cancellato, al capo della cronaca di Napoli Ciro Pellegrino, e agli attivisti Luca Casarini, Giuseppe Caccia e don Mattia Ferrara. L’inchiesta, aperta contro ignoti, riguarda reati previsti dall’articolo 617 del codice penale, tra cui accesso abusivo a sistema informatico e installazione illecita di dispositivi di intercettazione. Secondo quanto emerso, i dispositivi avrebbero ricevuto notifiche da Apple che avvisavano della possibile compromissione tramite spyware. Il malware identificato è Graphite, uno strumento di sorveglianza militare il cui utilizzo è stato attribuito ai servizi di intelligence italiani, ma per il quale non sono ancora emersi mandanti ufficiali. In almeno due casi, Citizen Lab ha confermato l’uso del software attraverso analisi forensi. Il telefono di D’Agostino è attualmente sotto esame da parte della Polizia postale, dopo la denuncia presentata dallo stesso alla Procura di Roma. L’indagine si svolge in coordinamento con la Procura di Napoli, che ha aperto un fascicolo autonomo. Nel frattempo, anche il Copasir ha annunciato di aver riaperto l’esame della documentazione, alla luce dei nuovi elementi emersi e delle segnalazioni da parte di altri giornalisti. Una relazione preliminare era già stata consegnata al Parlamento lo scorso 5 giugno, ma potrebbe ora essere aggiornata e integrata. A livello internazionale, la coalizione americana per i diritti digitali AccessNow ha inviato una lettera formale a Paragon Solutions, chiedendo chiarimenti sulle modalità con cui la società monitora l’uso del proprio software e sugli strumenti adottati per impedire abusi post-contrattuali, come nel caso italiano. AccessNow interroga l’azienda su “quali procedure siano in atto per rilevare e segnalare abusi”, sull’eventuale “impegno a condurre audit indipendenti” e su “quali misure intenda adottare per porre rimedio ai danni causati”. Diverse reazioni sono arrivate dal mondo politico. Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha parlato di “#ItalianWatergate” e chiesto spiegazioni pubbliche: “Se anche Dagospia è stata spiata e il Governo italiano continua a far finta di nulla, siamo in presenza di un fatto gravissimo”. Analoghi appelli sono giunti da parlamentari del Pd, di Azione, di Italia Viva e di Avs, che chiedono trasparenza e risposte istituzionali su eventuali responsabilità pubbliche o private nell’uso di tecnologie di sorveglianza contro la stampa. L’Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, in una nota congiunta, affermano di voler bilanciare il diritto di cronaca con la riservatezza delle indagini in corso sul caso Paragon. Esprimono sostegno al lavoro della magistratura e ribadiscono la gravità delle intercettazioni tramite spyware Graphite, chiedendo che l’inchiesta fornisca risposte rapide su quanti giornalisti siano stati spiati, da chi e con quale finalità. (In copertina, Roberto D’Agostino)

Il GdB corre per i bambini dell’Ospedale Civile: in duemila per sostenere il reparto TMO pediatrico

GdB Run

Alle 10.30 in punto è partita da piazza Vittoria, nel cuore del centro storico di Brescia, l’edizione 2025 della “GdB Run”, manifestazione podistica non competitiva organizzata dal Giornale di Brescia a scopo solidale. Oltre 2.000 tra runner e camminatori hanno risposto all’appello, riempiendo le vie cittadine con un’onda gialla di entusiasmo e partecipazione. La corsa ha lo scopo di raccogliere fondi per l’adeguamento del reparto di Trapianto di midollo osseo pediatrico dell’Ospedale Civile, attivo dal 1990, centro di riferimento nazionale con un tasso di sopravvivenza del 95% e oltre 700 trapianti pediatrici già effettuati. La manifestazione, trasmessa in diretta su Teletutto e Radio Bresciasette, si inserisce nel programma delle celebrazioni per gli 80 anni del Giornale di Brescia. A dare il via ufficiale, sulle note dell’inno nazionale cantato dalla soprano Alessia Pintossi, sono stati il presidente del gruppo Editoriale Bresciana Pierpaolo Camadini e la direttrice del Giornale Nunzia Vallini. “È anche grazie a voi se riusciremo in questo obiettivo”, ha detto Camadini rivolgendosi ai partecipanti. Il tracciato di 6,5 chilometri ha attraversato alcune delle zone più rappresentative della città, tra cui via Musei, il Parco dell’Acqua e la chiesa di San Francesco, per tornare infine in piazza Vittoria. In campo anche 60 volontari, numerose associazioni e il supporto tecnico della Uisp, per garantire la sicurezza e la riuscita dell’iniziativa. Premi previsti per i primi tre classificati uomini e donne, per i gruppi più numerosi e per i bambini fino a 12 anni che taglieranno per primi il traguardo. Per loro è prevista una visita alla redazione del Giornale di Brescia con le famiglie. Il progetto di ristrutturazione del reparto di Trapianto di midollo osseo pediatrico prevede l’ampliamento degli spazi da 300 a 490 mq, con l’obiettivo di realizzare entro il primo semestre del 2026 un’area rinnovata, funzionale e adeguata agli standard attuali. Il costo complessivo ammonta a 1,5 milioni di euro, coperti in parte dalle donazioni della Fondazione della Comunità Bresciana e del Fondo Folonari (500mila euro ciascuno) e da Ail Brescia, che curerà direttamente i lavori. I restanti fondi saranno raccolti tramite donazioni private, anche grazie alla GdB Run. “Per ogni euro raccolto con le quote di partecipazione, noi lo raddoppieremo”: l’annuncio lo ha dato il presidente dell’Editoriale bresciana Pierpaolo Camadini, chiudendo la presentazione della GdB Run con la ciliegina sulla torta. “Lo ha deciso il nostro Cda – ha spiegato – speriamo di dover spendere molto: vorrà dire che coloro che aderiranno all’invito di partecipare alla corsa saranno in tanti”. Quindi, verrà interamente devoluta al progetto non solo la quota di partecipazione – 10 euro per gli adulti, 5 per gli under 12 – ma anche la donazione extra del GdB, che raddoppierà le quote di iscrizione, aggiungendo l’equivalente. I costi vivi della manifestazione sportiva sono totalmente assorbiti dagli sponsor. “È una restituzione sul territorio – ha aggiunto –: il nostro giornale da sempre il giornale ha unito la comunità e con questa corsa intende fare altrettanto”. Nunzia Vallini ha sottolineato: “Ci sono corse che non si misurano in chilometri, ma in battiti del cuore”. (Foto copertina di Stefano Avanzi)

La Stampa cambia veste e aumenta il prezzo del giornale

La Stampa nuova grafica

La Stampa si presenta oggi con una nuova veste grafica, un aumento del prezzo di copertina e un ampliamento dell’offerta editoriale, mantenendo saldi i propri valori fondanti. Il rinnovamento, operativo da questa mattina, è stato annunciato dalla direzione del quotidiano con un messaggio rivolto ai lettori in prima pagina. Il nuovo prezzo passa da 1,70 euro a 1,90, con un costo di 2,40 euro il sabato e la domenica, quando in edicola escono anche gli inserti Tuttolibri e Specchio. Secondo quanto comunicato dalla testata, il progetto si basa su tre parole chiave: visione, chiarezza e curiosità. Il restyling grafico è stato studiato per migliorare la leggibilità, anche grazie a caratteri più grandi, e per riflettere un’idea di informazione che guarda al futuro senza perdere il legame con il territorio. Fondata nel 1867, La Stampa conferma il proprio radicamento nel Nord Ovest, con uno sguardo costante sull’Italia e sul mondo. L’operazione di rilancio coinvolge anche i contenuti, con un’espansione delle sezioni dedicate a economia nazionale e locale, inchieste, interviste, analisi e approfondimenti su politica, esteri, società, spettacoli, cultura e sport. Il quotidiano sottolinea l’importanza di una rete di collaboratori composta da giornalisti e da alcuni tra i più noti economisti, filosofi, sociologi, politologi e intellettuali italiani ed europei. “La notizia, la nostra ossessione, non ci basta”. L’obiettivo dichiarato è “capire sempre di più e sempre meglio le dinamiche che condizionano le nostre esistenze”, interrogandosi sul “perché” dei fatti. In un contesto caratterizzato da fake news, infodemia e manipolazioni digitali, La Stampa ribadisce il proprio ruolo di presidio dell’informazione verificata, del pluralismo e della libertà di espressione. Il quotidiano intende distinguersi anche per l’uso consapevole dei nuovi media, senza rinunciare al valore della carta stampata, integrata da una presenza su piattaforme digitali. Il giornale si rivolge direttamente ai lettori con un appello alla fiducia e alla partecipazione attiva, indicando nella comunità un elemento essenziale del proprio modello editoriale. “Solo un popolo informato può compiere scelte libere”, è la citazione da Papa Leone XIV, utilizzata come incipit per sottolineare il senso della missione informativa. La redazione invita inoltre i lettori a inviare suggerimenti, ponendosi in ascolto delle esigenze del pubblico, e si impegna a garantire una produzione giornalistica di qualità, trasparente e affidabile, collegata in tempo reale con Roma, Washington, Mosca, Pechino, Alba e Torino.

Citynews modera 150mila commenti al mese con l’AI

AI in redazione

Citynews ha implementato un sistema basato su intelligenza artificiale per la moderazione automatica dei commenti pubblicati dagli utenti sulle proprie piattaforme editoriali. L’iniziativa, operativa su tutte le 57 testate del gruppo, è nata per gestire un volume mensile che supera i 150 mila commenti, con l’obiettivo di garantire un ambiente di confronto rispettoso, contenendo allo stesso tempo la diffusione di contenuti offensivi e linguaggi discriminatori. Lo ha confermato Luca Lani, CEO del gruppo editoriale, che ha dichiarato: “Sulle nostre 57 testate gestiamo circa 150 mila commenti al mese ed è evidente quanto l’AI sia ormai indispensabile per affrontare volumi simili. Oggi gli algoritmi riescono a riconoscere insulti mascherati, espressioni discriminatorie e contenuti lesivi del rispetto reciproco. L’obiettivo non è mai sostituire il giudizio umano, ma potenziarlo, liberando i giornalisti dal peso della moderazione quotidiana e permettendo loro di concentrarsi sul cuore del proprio lavoro: l’informazione di qualità“. La scelta di mantenere attiva un’area commenti all’interno delle app rappresenta un caso quasi unico nel panorama editoriale italiano, in cui molte testate hanno progressivamente disabilitato tali spazi per l’impossibilità di gestire comportamenti scorretti da parte degli utenti. Il sistema adottato da Citynews è stato progettato da un team interno composto da tecnici ed esperti editoriali. L’intelligenza artificiale è capace di intercettare automaticamente contenuti problematici, anche partendo da frammenti di testo o espressioni ambigue. Tra i casi rilevati figurano “inizio di un insulto potenzialmente offensivo”, “linguaggio volgare”, “insulti generici” e “incitazioni all’odio”. Il processo non è finalizzato alla censura, ma al rispetto delle regole di community, promuovendo un ambiente digitale inclusivo. Gli utenti possono comunque segnalare manualmente eventuali anomalie o errori del sistema, contribuendo così al suo miglioramento. “Durante la fase di test – ha aggiunto Lani – il sistema ha dimostrato un’ottima precisione anche nei casi più complessi, come gli insulti velati o i doppi sensi. E continua a migliorare: gli utenti potranno segnalare eventuali errori, contribuendo così al suo affinamento costante”. L’adozione dell’intelligenza artificiale da parte di Citynews rappresenta un passo concreto nella direzione di un’informazione partecipativa e attenta al dialogo tra lettori, all’interno di uno spazio pubblico che vuole rimanere aperto ma anche sicuro. Il progetto riflette una strategia editoriale orientata alla responsabilità sociale, che utilizza l’innovazione tecnologica per rafforzare la coesione delle comunità digitali e la fiducia nei media. (Foto di copertina creata con Chat GPT)

Class Editori presenta MF-GPT, prima AI generativa autonoma italiana su 40 anni di contenuti

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Class Editori ha annunciato il lancio di MF-GPT, il primo sistema di intelligenza artificiale generativa autonoma sviluppato interamente in Italia. La presentazione è avvenuta durante la quarta edizione degli Stati Generali dell’Intelligenza Artificiale, organizzati dalla stessa casa editrice. Il progetto rappresenta l’esito di un percorso di sviluppo condotto sotto la direzione di Roberto Bernabò, giornalista e responsabile dell’innovazione digitale del gruppo, con il coordinamento operativo di Andrea Pazzaglia, ingegnere nucleare laureato al Politecnico di Milano. MF-GPT è stato costruito utilizzando esclusivamente il patrimonio informativo originale del gruppo, costituito da quasi quattro decenni di contenuti editoriali prodotti attraverso testate cartacee, digitali, canali televisivi – tra cui Class Cnbc, Class Tv Moda e Up Tv – e piattaforme come l’agenzia MF-Newswires e il Centro studi finanziari. La casa editrice ha scelto di non vendere né cedere tali contenuti, rifiutando proposte provenienti da attori esterni del settore tecnologico. Il fondatore Paolo Panerai ha motivato la decisione dichiarando: “Abbiamo deciso di fare come The New York Times, il grande quotidiano americano che non ha ceduto alle offerte dei vari padroni del digitale e ha tenuto per sé tutti i diritti e i contenuti dei suoi media”. Ha poi aggiunto: “AI generativa è una straordinaria evoluzione della tecnologia, ma se diventa monopolio dei dominatori del digitale, il mondo è destinato a un pessimo futuro”. A partire dalla chiusura degli Stati Generali, sarà possibile per i cittadini registrarsi sulla piattaforma MF-GPT e partecipare alla fase di addestramento dell’intelligenza artificiale, contribuendo all’evoluzione del sistema. Secondo quanto comunicato da Class Editori, la costruzione del progetto ha visto anche la partecipazione delle aziende Nebuly per l’analisi dell’interazione utente, Cutowl per l’interfaccia grafica e Softlab per l’infrastruttura tecnologica e la gestione dei dati. “Per tutti noi è una straordinaria soddisfazione tagliare per primi il traguardo dell’AI generativa con MF GPT”, ha affermato Panerai durante la presentazione. Ha poi ricordato l’importanza della collaborazione con l’Università Bocconi, ripercorrendo le origini del gruppo editoriale: “Senza quella spinta fondamentale, nata dalla collaborazione fra la maggiore università di economia in Italia e un gruppo di giornalisti con la vocazione all’informazione autonoma a favore della democrazia, oggi non avremmo potuto mettere a frutto i contenuti di quasi 40 anni di notizie, analisi, dati, commenti al servizio dei cittadini, con il più moderno strumento della tecnologia”. (In foto, da sinistra: Andrea Pazzaglia, Roberto Bernabò e Paolo Panerai. Foto milanofinanza.it)

Nek “Direttore per un Giorno” de il Resto del Carlino

Nek

Il cantautore Nek è il protagonista dell’appuntamento con “Direttore per un Giorno”, iniziativa organizzata da il Resto del Carlino nell’ambito delle celebrazioni per i 140 anni della testata. L’evento si svolge nella redazione centrale di via Mattei, dove l’artista emiliano affianca i giornalisti nel lavoro quotidiano, partecipando alle riunioni editoriali e alla definizione dei contenuti. L’iniziativa segna per Nek un ritorno a dieci anni dalla sua prima esperienza da direttore simbolico del quotidiano, avvenuta nel 2014 in occasione del 130° anniversario. La sua presenza rientra nel programma di incontri speciali pensati per coinvolgere personalità del mondo della cultura e dello spettacolo nel percorso celebrativo del giornale. Nell’arco della giornata del 28 maggio prossimo, Nek prende parte attiva alla selezione delle notizie, portando il proprio sguardo su temi di attualità e contribuendo al lavoro di redazione con riflessioni nate dal confronto diretto con i professionisti dell’informazione. A rendere ancora più partecipativo il format è il coinvolgimento del pubblico: attraverso la piattaforma online www.ilrestodelcarlino.it/chiediloanek, i lettori hanno avuto la possibilità di inviare domande rivolte direttamente all’artista. Alcune di queste sono state selezionate e vengono proposte oggi nel corso degli incontri in redazione. A chiusura dell’iniziativa, nella giornata di successiva – giovedì 29 maggio -, è prevista la pubblicazione di un editoriale firmato da Nek, in cui saranno raccolti pensieri, osservazioni e spunti maturati nel corso dell’esperienza. Il testo sarà pubblicato sull’edizione cartacea e digitale del quotidiano. All’interno della sede del giornale, fondata nel 1885 e storicamente legata al tessuto sociale e culturale emiliano-romagnolo, il progetto “Direttore per un Giorno” prosegue con l’obiettivo di avvicinare il pubblico al mondo dell’informazione, creando occasioni di scambio tra giornalismo, territorio e mondo artistico. La direttrice di QN Quotidiano Nazionale, Agnese Pini, ha evidenziato il valore simbolico dell’iniziativa nell’ambito del percorso di apertura della testata verso esperienze trasversali. Il vicedirettore del Carlino, Valerio Baroncini, ha sottolineato come la presenza di figure riconosciute dal pubblico contribuisca ad arricchire il lavoro della redazione con punti di vista differenti ma coerenti con i valori del giornale. L’appuntamento con Nek si inserisce in un programma più ampio di eventi, incontri e pubblicazioni pensati per celebrare l’anniversario del quotidiano, consolidando il legame con i lettori e con il territorio attraverso proposte editoriali che uniscono storia, innovazione e partecipazione.

Il settimanale “7” del Corriere della Sera si rinnova: nuova grafica, due firme inedite e contenuti digitali

7 - nuovo numero maggio 2025

Venerdì 23 maggio, il settimanale “7” del Corriere della Sera, diretto da Barbara Stefanelli, esce in edicola con una nuova veste grafica e una riorganizzazione dei contenuti editoriali e digitali. Il progetto punta a migliorare l’accessibilità alla lettura e a rafforzare l’identità del magazine attraverso una struttura più chiara e un ampliamento dell’offerta. Al centro del nuovo numero, una copertina dedicata a Lady Gaga con un’intervista esclusiva, affiancata da un portfolio di immagini realizzato dal fotografo Douglas Kirkland. Nel nuovo assetto, il settimanale si articola in due sezioni principali: una prima parte che raccoglie sette approfondimenti — uno per ogni giorno della settimana — su temi di attualità, politica, cronaca, esteri, scienza, società e personaggi, e una seconda parte orientata alla narrazione delle passioni quotidiane. In quest’ultima trovano spazio contenuti su viaggi, moda, benessere, tecnologia, cultura, gastronomia, design, sport, ambiente, animali, auto, moto e biciclette, in un formato pensato per offrire spunti concreti e fruibili. Tra le principali novità, l’inserimento di due rubriche inedite affidate a Padre Paolo Benanti, studioso di etica applicata e intelligenza artificiale, e a Liliana Segre, senatrice a vita e voce storica della memoria civile italiana. Le loro firme si aggiungono a quelle già presenti, tra cui Massimo Gramellini, Lilli Gruber, Antonio Polito, Fabrizio Roncone, Silvia Avallone, Teresa Ciabatti, Chiara Gamberale e Rosella Postorino. Secondo quanto dichiarato da Urbano Cairo, presidente e amministratore delegato di RCS MediaGroup, il rinnovamento grafico e redazionale è stato concepito per rispondere all’evoluzione del pubblico, mantenendo il settimanale come riferimento informativo per una platea intergenerazionale. Il progetto editoriale è supportato da una campagna di comunicazione multicanale che coinvolge mezzi cartacei e digitali, radio nazionali e piattaforme online, con una pianificazione curata da Hi! Comunicazione. L’edizione digitale di “7” sarà arricchita con contenuti esclusivi e un’integrazione pensata per i canali social, in linea con una strategia che punta ad ampliare la fruizione del magazine anche oltre la lettura tradizionale. La nuova impostazione si propone così di offrire un’esperienza editoriale che combini profondità e leggerezza, senza rinunciare al rigore giornalistico e al racconto della contemporaneità. (In copertina, la prima cover – 23 maggio 2025)

Corriere della Sera, approvata la nuova Carta dei giornalisti: decalogo per un giornalismo indipendente

Luciano Fontana

Nel maggio 2025, in occasione dei 150 anni dalla fondazione del Corriere della Sera, le giornaliste e i giornalisti della testata hanno approvato all’unanimità la Carta dei doveri dei giornalisti del Corriere della Sera, un documento che rinnova il patto di fiducia con i lettori e stabilisce linee guida per garantire un’informazione autorevole, trasparente e indipendente. La Carta, intitolata “Informazione, Pubblicità e Marketing”, si propone come bussola deontologica per distinguere chiaramente tra contenuti giornalistici e messaggi pubblicitari, adattandosi alle evoluzioni del panorama mediatico e alle nuove modalità di comunicazione digitale. I giornalisti del Corriere della Sera: Si riconoscono pienamente in quanto disposto dall’articolo 44 del Contratto nazionale di lavoro e vigileranno sul suo rispetto: “Allo scopo di tutelare il diritto del pubblico a ricevere una corretta informazione, distinta e distinguibile dal messaggio pubblicitario, e non lesiva degli interessi dei singoli, i messaggi pubblicitari devono essere chiaramente individuabili come tali quindi distinti, anche attraverso apposita indicazione dai testi giornalistici”. Prendono atto dell’affermarsi di forme di informazione sponsorizzata, veicolata tramite articoli, podcast, eventi, webinar. I giornalisti non saranno disponibili ad apporre la propria firma su questi progetti e faranno da garanti di fronte al lettore rispetto alla qualità e all’indipendenza dell’informazione. Non lasciano condizionare la propria attività dalle pressioni provenienti da esponenti del marketing aziendale e della pubblicità (che in alcun modo possono relazionarsi direttamente con i redattori): dalla richiesta di visionare gli articoli prima della pubblicazione alle interviste imposte. Si impegnano a rifuggire le collaborazioni dirette con sponsor o aziende investitrici, eliminando qualsiasi possibilità di conflitto di interesse. Nel rispetto della deontologia professionale si astengono dal postare sui social – anche sui profili personali – commenti o immagini riconducibili a prodotti o aziende collegate e collegabili a sponsorizzazioni. A tutela della professione e delle competenze interne rivendicano la gestione editoriale dei contenuti giornalistici pubblicati sul giornale così come la supervisione degli account social a cui è legata l’immagine della testata. Articoli, lanci web via social, podcast e video articoli non possono in alcuna misura essere ideati, realizzati e modificati da figure professionali diverse da quelle giornalistiche. Vigilano affinché non vengano inseriti all’interno degli articoli online link pubblicitari che rimandano a portali di acquisto di prodotti. In caso invece di branded content il link può sussistere ma la sponsorizzazione deve essere evidenziata in testa al contenuto, secondo la già citata logica della massima trasparenza. Si impegnano a non accettare regali esplicitamente o indirettamente legati alla pubblicazione di contenuti sui canali della testata. Valutano, come strumento ultimo di tutela della propria immagine professionale e correttezza deontologica, la possibilità di ritirare la firma su articoli per cui non siano rispettati i criteri qui elencati. Oltre a segnalare immediatamente al Comitato di redazione o ai fiduciari ogni tentativo di pressione da chicchessia che possa mettere in discussione i principi qui elencati. Si impegnano, attraverso gli organismi sindacali, a segnalare all’Ordine dei Giornalisti tutte le violazioni deontologiche eventualmente riscontrate sul giornale e sulle piattaforme riconducibili al Corriere della Sera. Con questa Carta si intende ribadire con forza un concetto semplice: l’informazione deve essere informazione, la pubblicità deve essere pubblicità. Il nostro ruolo in qualità di giornalisti del «Corriere della Sera» è e resta il racconto di ciò che accade nel mondo attraverso differenti punti di vista ma sempre con onestà intellettuale. Questo atteggiamento di assoluto rispetto delle regole deontologiche e di trasparenza nei confronti dei lettori dovrà riguardare l’offerta del «Corriere della Sera» in tutte le sue molteplici forme (carta, web, video, podcast, newsletter), compresa l’organizzazione di eventi. (In foto, Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera dal 2015)

Corriere della Sera, compensi a 10 euro e pagamenti in ritardo. Cairo: “mediamente superiori rispetto alla concorrenza”

Urbano Cairo

Il 20 maggio 2025, giorno in cui Rcs MediaGroup ha distribuito i dividendi agli azionisti, per un totale complessivo di 63 milioni di euro, il Comitato di redazione del Corriere della Sera ha reso nota l’esistenza di ritardi nei pagamenti dovuti ai collaboratori esterni del quotidiano. In particolare, diversi giornalisti freelance riferiscono di compensi ancora non erogati per articoli pubblicati nel mese di febbraio, con una scadenza contrattuale fissata al 30 aprile. Tra pochi giorni, inoltre, matureranno i termini anche per i testi usciti a marzo, senza che al momento sia stata fornita alcuna indicazione circa la tempistica di pagamento. I lavoratori interessati sono inquadrati attraverso contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co) o con partita Iva. Si tratta di figure che contribuiscono alla produzione ordinaria del giornale con prestazioni retribuite a compenso variabile per pezzo, in molti casi pari o inferiori a 10 euro lordi ad articolo. Secondo la segnalazione del Cdr, questo tipo di ritardi si verifica da tempo e coincide con una maggiore centralizzazione delle procedure amministrative a partire dal 2016, anno in cui il presidente Urbano Cairo ha assunto la guida del gruppo editoriale. Il rallentamento dell’iter contabile, affermano i rappresentanti sindacali interni, compromette la regolarità delle liquidazioni e rende incerta la programmazione economica per i professionisti coinvolti. Nonostante le ripetute richieste di chiarimento, fino al 20 maggio non è giunta alcuna comunicazione ufficiale da parte dell’amministrazione del gruppo editoriale in merito alle cause dei ritardi né una proiezione temporale sull’effettivo pagamento delle prestazioni già fatturate o validate. Il Comitato di redazione ha quindi ribadito la necessità di garantire uniformità nelle date di pagamento, pianificazione chiara delle scadenze, puntualità nei versamenti e la condivisione trasparente delle eventuali criticità gestionali. Tali richieste si basano sul presupposto che, in un contesto in cui il compenso medio per articolo è già molto contenuto, anche un lieve ritardo nei pagamenti produce conseguenze rilevanti sul piano economico e professionale per chi lavora stabilmente, pur senza un contratto di redazione. Nel medesimo giorno in cui è emersa la denuncia del Cdr, il presidente Urbano Cairo ha ricevuto, in qualità di principale azionista del gruppo, una quota pari a circa 22,3 milioni di euro, corrispondente alla propria partecipazione in Rcs MediaGroup. Interpellato sui pagamenti ai collaboratori, fonti aziendali hanno spiegato che il sistema di verifica interna richiede tempi di lavorazione articolati a causa del numero elevato di prestazioni da controllare. L’azienda ha inoltre sostenuto che i compensi riconosciuti ai collaboratori sarebbero mediamente superiori a quelli previsti da altre realtà editoriali, facendo riferimento all’attuale fase di trasformazione del mercato dell’informazione e alla necessità di coniugare sostenibilità aziendale e continuità produttiva. (In foto, Urbano Cairo)