Giappone e India dominano la classifica mondiale dei giornali

La diffusione dei quotidiani nel mondo continua a registrare numeri elevati in alcuni Paesi, nonostante il calo generale della stampa cartacea. Secondo gli ultimi dati di Press Gazette, Giappone e India dominano la classifica globale, confermando l’importanza culturale e sociale della lettura dei giornali in questi Paesi. Lo Yomiuri Shimbun è oggi il quotidiano più diffuso al mondo, con una tiratura media di 6,2 milioni di copie per l’edizione mattutina e 1,5 milioni per quella serale, come certificato dall’ABC per il 2023. Pubblicato in Giappone, il giornale guida la classifica globale dei quotidiani cartacei con la maggiore diffusione. Il Giappone, con 123 milioni di abitanti, è il dodicesimo Paese più popoloso al mondo, ma resta leader nella circolazione dei quotidiani. Al secondo posto si colloca l’Asahi Shimbun, anch’esso giapponese, con 3.568.000 copie giornaliere nell’edizione mattutina e 1,1 milioni in quella serale. A seguire, il quotidiano indiano Dainik Bhaskar registra 3.567.000 copie al giorno, posizionandosi di pochissimo dietro Asahi. L’unico altro giornale che supera le 3 milioni di copie è il People’s Daily, organo ufficiale del Partito Comunista Cinese, che dichiara una tiratura internazionale complessiva di circa tre milioni di copie, dato confermato anche da altre fonti, tra cui State Media Monitor. La classifica mondiale evidenzia un dominio di Giappone e India, con la maggioranza dei titoli presenti nella top ten. In India, con una popolazione di 1,5 miliardi di persone, la diffusione dei giornali resta elevata, mentre in Giappone incide fortemente la cultura della lettura e la consegna a domicilio delle edizioni mattutine e serali. Secondo il Guinness World Records, nel 2010 lo Yomiuri Shimbun raggiunse un record storico di 10 milioni di copie per l’edizione mattutina e 3,5 milioni per quella serale. Fuori dalla top ten, i principali quotidiani europei e americani restano distanti. Nel Regno Unito, il Daily Mail è il più venduto con 627.000 copie, mentre negli Stati Uniti guida il Wall Street Journal con 473.000 copie giornaliere. USA Today ne vende poco più di 100.000 al giorno. Anche il Bild in Germania è sceso sotto il milione di copie, mentre The Sun si aggira intorno alle 600.000 copie quotidiane. In Indonesia, Kompas distribuisce circa 300.000 copie, mentre in Pakistan il Daily Jang registra 700.000 copie nei giorni feriali e 875.000 la domenica. Parallelamente, il consumo di notizie online continua a crescere. Secondo una classifica di Press Gazette basata su dati Similarweb, Yahoo News Giappone è il sito di informazione più visitato al mondo, con 920 milioni di accessi mensili. Lo segue il portale brasiliano Globo, che a maggio ha registrato 795,7 milioni di visite. (In copertina, lo Yomiuri Shimbun)
Il Tempo, 3 euro lordi ad articolo: condannato l’editore

Tre euro lordi ad articolo, condannato l’editore Angelucci. È quanto stabilito dal Tribunale del Lavoro di Roma nella causa intentata da una giornalista contro Il Tempo Srl, società editoriale del quotidiano romano controllato dalla famiglia Angelucci. La giudice Tiziana Orrù ha riconosciuto che la collaborazione della giornalista Giada Oricchio, attiva dal 2006, non era occasionale ma stabile, organica e continuativa. Per questo motivo, l’editore è stato condannato ad assumerla come collaboratrice fissa ai sensi dell’articolo 2 del Contratto nazionale di lavoro giornalistico e a versarle 266 mila euro di retribuzioni arretrate, oltre a 88 mila euro di contributi previdenziali non pagati, interessi e rivalutazioni compresi. La sentenza è arrivata il 18 giugno 2025, al termine di un lungo contenzioso iniziato nel 2023, quando Oricchio ha deciso di adire le vie legali dopo 17 anni di lavoro sottopagato. Secondo quanto emerso in udienza e riportato dal Fatto Quotidiano, il compenso medio per i suoi articoli variava tra 2 e 10 euro lordi, anche per oltre 200 pezzi al mese, pubblicati su carta e poi sul sito web del quotidiano. Gli argomenti trattati spaziavano dallo sport alla politica, fino a temi di attualità come la pandemia da Covid-19 o la guerra in Ucraina. Scriveva anche nei fine settimana e durante le festività, rispondendo direttamente alle richieste della redazione. “La sentenza è stata impugnata e la Società sta compiendo ogni opportuna valutazione in merito alla gestione del contenzioso”, ha dichiarato Tosinvest, la holding finanziaria degli Angelucci, che ha acquisito Il Tempo nel 2016. L’obbligo di risarcimento si riferisce proprio a questo periodo: i dieci anni precedenti sono stati esclusi dalla decisione, in quanto coperti da un concordato preventivo della vecchia società editrice, guidata dall’imprenditore Domenico Bonifaci. In quegli anni Oricchio lavorava con un contratto co.co.co., poi trasformato in cessione di diritti d’autore, senza miglioramenti economici significativi. Durante il procedimento, la giudice Orrù ha invitato più volte la parte datoriale a valutare una transazione extragiudiziale, ma la proposta è stata respinta. Nella motivazione della sentenza, la giudice ha richiamato l’orientamento della Corte di Cassazione, secondo cui ciò che conta è “l’inserimento continuativo e organico delle prestazioni nell’organizzazione dell’impresa”, indipendentemente dalla forma contrattuale. A fornire assistenza legale alla giornalista è stata Giuliana Quattromini, avvocata del lavoro e membro dell’Associazione Comma 2, che tutela i diritti dei collaboratori non contrattualizzati. “È sempre più difficile far comprendere certe situazioni ai giudici, questa volta abbiamo trovato un giudice che ha voluto comprendere”, ha dichiarato Quattromini dopo il verdetto. Secondo dati citati da Il Fatto Quotidiano, oggi in Italia ci sono circa 26 mila collaboratori non assunti a fronte di meno di 14 mila giornalisti contrattualizzati, di cui solo duemila lavorano in Rai. La Fnsi, il sindacato dei giornalisti, da tempo chiede l’introduzione di regole stringenti contro il sottosalario e le false collaborazioni, che restano una pratica diffusa anche in testate nazionali. (In foto, Antonio Angelucci)
L’app del Times guida la crescita digitale del quotidiano: +8% di abbonati, niente articoli scritti da intelligenza artificiale

Il Times of London ha ridisegnato nel maggio scorso la propria app per dispositivi mobili, divenuta oggi la piattaforma centrale della strategia digitale del quotidiano britannico. A dichiararlo a PressGazette è Edward Roussel, responsabile del settore digitale di Times Media, secondo cui la maggioranza dei 629.000 abbonati digitali preferisce leggere il giornale attraverso l’app. Questo dato rappresenta un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente, e riflette un cambiamento profondo nelle abitudini di fruizione dei contenuti, sempre più orientate verso l’ambiente mobile. Il passaggio al digitale ha segnato un punto di svolta per la testata. Da quando è stato introdotto il paywall nel 2010, il gruppo è passato da una perdita di 72 milioni di sterline nel 2009 a un utile di 61 milioni nell’anno fiscale concluso a giugno 2024. La testata ha mantenuto un fatturato stabile, confermando la sostenibilità del modello a pagamento e proseguendo l’espansione internazionale: circa un terzo degli utenti digitali si trova infatti fuori dal Regno Unito. Roussel ha spiegato che la scelta di potenziare l’app nasce direttamente dalle preferenze degli utenti: “È ciò che preferiscono i nostri abbonati”. Tre gli elementi considerati determinanti: le notifiche, la fluidità nella lettura grazie alla funzione di cambio pagina, e l’ampia offerta di contenuti, dai giochi quotidiani alla possibilità di accedere in modo diretto all’edizione digitale. La nuova versione dell’app ha introdotto una struttura editoriale più dettagliata, con nuove sezioni come “Vita e Stile” e “Cultura”, che permettono una navigazione più intuitiva e personalizzata. L’obiettivo, ha affermato Roussel, è fornire una selezione finita di articoli, composta da circa 35 storie principali al giorno, per non sopraffare il lettore. In parallelo, l’edizione cartacea, che registra oggi una tiratura di circa 150.000 copie giornaliere, mantiene una posizione di rilievo nella versione digitale, posizionata accanto alla sezione “home” e ai puzzle, che contano ogni giorno 20 giochi diversi. In tema di intelligenza artificiale, Roussel ha chiarito che il Times non prevede di utilizzarla per la produzione di articoli. “Non crediamo che questa sia una buona esperienza per i nostri lettori”, ha dichiarato, aggiungendo che il fact-checking resta una prerogativa esclusivamente umana. L’uso dell’IA sarà riservato a funzioni di supporto editoriale, come il suggerimento automatico di immagini o articoli, e al miglioramento della funzione di ricerca interna. L’impatto delle AI Overviews di Google sul traffico web del Times non si è ancora concretizzato in termini negativi: secondo i dati Ipsos Iris, il traffico da parte di utenti britannici è aumentato del 7% su base annua, raggiungendo quota 12 milioni di utenti mensili. Tuttavia, Times Media si prepara a un possibile cambiamento nei flussi di riferimento, puntando sulla condivisione diretta degli articoli da parte degli utenti, che nel solo ultimo mese hanno condiviso 1,7 milioni di storie. L’approccio del Times si distacca da quello di testate come Mail Online, proponendo un’esperienza giornalistica terminabile, con contenuti progettati per essere letti in modo completo e conclusivo. Roussel ha sottolineato che l’elevata qualità editoriale è la chiave per garantire la fedeltà degli abbonati e spingerli a tornare almeno dieci volte al mese, criterio che la redazione considera indicativo del coinvolgimento del lettore. Sul fronte del racconto visivo, il giornale sta investendo in formati immersivi per approfondimenti digitali, come dimostra il recente speciale multimediale per il ventesimo anniversario degli attentati del 7 luglio 2005, realizzato con lo strumento di narrazione Shorthand. Interrogato su quale sia l’insegnamento principale emerso da oltre vent’anni di attività nel giornalismo digitale, Roussel ha dichiarato: “Resta davvero vicino ai tuoi lettori e sii un ottimo ascoltatore per loro… Il mondo non è fermo… ma la qualità è il metro del successo. E se riesci a mantenerla elevata, ci sarà sempre un mercato”. (In copertina, l’app del Times. Credits: PressGazette)
Corriere lancia “Corriere Giochi” con quiz e cruciverba

È online dal 15 luglio 2025 Corriere Giochi, la nuova sezione digitale lanciata dal Corriere della Sera dedicata esclusivamente al mondo dei giochi online. L’iniziativa si rivolge ai lettori digitali con una proposta editoriale pensata per allenare mente, memoria e logica, confermando la strategia del gruppo editoriale di diversificare l’offerta attraverso prodotti tematici, come già avvenuto con “Le lezioni del Corriere” e “Le serie del Corriere”. Corriere Giochi comprende diverse tipologie di contenuti interattivi. Tra questi, Il Quiz del Corriere, curato da Paolo Virtuani, propone domande legate a attualità e cultura generale, con approfondimenti quotidiani. A questo si affianca In altre parole, ideato da Massimo Gramellini, un gioco che sfida l’utente a indovinare la “parola del giorno” in sei tentativi, ispirandosi a fatti recenti. Completano l’offerta Il Cruciverba del Corriere, firmato da enigmisti professionisti con griglie di diversa difficoltà, e Il Crucipuzzle, a tema e corredato da contenuti di approfondimento. La sezione include inoltre L’Apegramma, esercizio linguistico in cui il lettore deve individuare il maggior numero possibile di parole a partire da un insieme prestabilito di lettere, e il Sudoku del Corriere, disponibile in due livelli di difficoltà, per stimolare la logica. Corriere Giochi è accessibile da sito web e tramite app dedicata, ed è disponibile in abbonamento. Il prezzo promozionale per il primo anno è di 5 euro per l’accesso ai soli giochi o 12 euro per la versione combinata con l’abbonamento a corriere.it. Gli utenti già abbonati a Corriere Tutto avranno l’accesso incluso automaticamente, mentre gli altri abbonati digitali potranno usufruire gratuitamente della nuova sezione per il primo anno. Il lancio è accompagnato da una campagna pubblicitaria multicanale pianificata sui mezzi del gruppo RCS e su emittenti televisive nazionali come RAI, La7, Sky e Discovery. Gli spot sono stati realizzati da due agenzie: Fosbury per le creatività su stampa e digitale, e Conic per la parte televisiva. Il piano promozionale coinvolge anche emittenti radiofoniche come RDS, Radio Monte Carlo e Virgin Radio.
Facebook condannata per le foto di Oriana Fallaci: multa da 151mila euro per violazione del copyright

Il Tribunale di Torino ha condannato Meta, società madre di Facebook, al pagamento di 151.000 euro per violazione del diritto d’autore, accertando la diffusione non autorizzata di 54 fotografie realizzate dal fotoreporter Gianni Minischetti alla giornalista Oriana Fallaci. Le immagini, pubblicate e condivise migliaia di volte sulla piattaforma, erano state più volte segnalate senza che venisse effettuata la loro rimozione. Secondo i giudici, Facebook ha tratto profitto dall’illecita circolazione dei contenuti, ospitati sui propri server e rilanciati dagli utenti in modo virale. La sentenza arriva dopo un procedimento avviato dal fotografo, che si è affidato agli avvocati Giovanni Manganaro, Nicola Gianaria, Fabrizio Lala ed Enrico Chiarello, contestando la mancata tutela delle proprie opere. Tra le fotografie oggetto del giudizio figura anche il celebre scatto di Oriana Fallaci con le Torri Gemelle sullo sfondo, utilizzato in rete anche a scopi satirici, celebrativi e critici. In totale, la diffusione documentata ha superato le 1.045 condivisioni dal 2022, ma l’autore sostiene che il fenomeno sia attivo da oltre un decennio: “Io è dal 2013 che gli segnalo il problema con lettere dagli avvocati e diffide”, ha dichiarato Minischetti. “C’è addirittura una mail in risposta da Facebook dove dicono ‘siamo prontamente a rimuoverle’. Dopodiché non si sono più fatti sentire”. La linea difensiva di Meta ha sostenuto che gli utenti abbiano agito senza scopo di lucro, invocando libertà di espressione e diritto di cronaca. Per estensione, l’azienda ha negato di aver ottenuto vantaggi economici dalla condivisione, posizione contestata dalla parte attrice. “Dire che la partecipazione dell’utente non sia fonte di diretto guadagno per Meta è un falso storico”, ha commentato l’avvocato Manganaro. La profilazione dei dati, le interazioni elevate e la conseguente monetizzazione con gli inserzionisti pubblicitari rappresentano, secondo i legali, prove indirette dei benefici economici ricavati dalla piattaforma. Nel 2021, il Consiglio di Stato ha già sanzionato Meta per aver promosso servizi “gratuiti” senza indicare chiaramente che i dati degli utenti venivano sfruttati a fini commerciali. Sul fronte fiscale, la Procura di Milano ha aperto un’indagine contro Meta per un’evasione stimata in 4 miliardi di euro, legata proprio alla monetizzazione indiretta dei servizi digitali. Il tribunale ha inoltre stabilito che Facebook, in qualità di fornitore di servizi, ha l’obbligo – secondo la direttiva sul commercio elettronico – di eliminare tempestivamente i contenuti illeciti una volta segnalati. In questo caso, la rimozione è avvenuta solo dopo l’avvio del processo e come “atto di prudenza”. La sentenza impone ora il divieto assoluto di caricamento o condivisione delle fotografie in questione; in caso di violazione, è prevista una sanzione di 100 euro per ogni giorno di permanenza dei contenuti online. Nel corso del dibattimento, è emerso che alcune immagini risultano ancora attive. “Sostengono che servono agli utenti per socializzare tra di loro. Con le mie fotografie devono socializzare?”, ha dichiarato Minischetti, criticando la deturpazione dei suoi lavori: “Le hanno tutte storpiate, tagliate, gli hanno aggiunto delle scritte ignobili. Un massacro totale. E alla fine chi ci ha guadagnato? Meta”. La sentenza si inserisce in un contesto europeo complesso, in cui le Big Tech stanno esercitando pressioni politiche per evitare l’introduzione della cosiddetta digital tax e l’applicazione delle normative del GDPR e dell’AI Act. Secondo i legali, il verdetto italiano rappresenta un precedente significativo, dal momento che storicamente le multinazionali preferiscono risolvere simili controversie tramite accordi extragiudiziali. “Mette i server provider in uno stato di maggiore attenzione”, ha dichiarato Manganaro, sottolineando che “non basta più dire ‘lo ha caricato qualcun altro’”. Al momento, Meta non ha impugnato la sentenza né ha annunciato ricorso. Il caso potrebbe dunque costituire una base per azioni legali analoghe da parte di altri autori, rilanciando il dibattito sulla tutela del diritto d’autore nel digitale.
Il Sole 24 Ore annuncia grandi eventi autunnali per i 160 anni

Il Sole 24 Ore ha presentato il palinsesto ufficiale delle celebrazioni per i suoi 160 anni di attività, con un programma articolato che si estenderà per tutto l’autunno 2025. Le iniziative sono state annunciate ieri sera, durante un evento ospitato nella sede milanese del quotidiano, in viale Sarca, alla presenza di stakeholder, partner, clienti e rappresentanti del mondo dell’informazione e dell’impresa. A introdurre la serata è stata Maria Carmela Colaiacovo, presidente del Gruppo 24 ORE, seguita dagli interventi del direttore Fabio Tamburini e dell’amministratore delegato Federico Silvestri. Il primo appuntamento in programma si terrà a Roma, l’8 ottobre, presso la Galleria del Cardinale Colonna, con un convegno istituzionale dal titolo “L’evoluzione dei media d’informazione: sfide e strategie tra presente e futuro”. Seguirà l’Opinion Readers Meeting, l’8 e il 9 novembre, al MUDEC di Milano, due giornate aperte al pubblico dedicate all’incontro con le redazioni, tavole rotonde, workshop, talk e attività per i più giovani. Le celebrazioni culmineranno il 19 novembre con un concerto aperto alla cittadinanza nel Duomo di Milano, con la Filarmonica della Scala diretta da Lorenzo Viotti. Nel corso dell’evento è stato anche annunciato che Il Sole 24 Ore ha ricevuto il Global Brands Award 2025, assegnato dal magazine britannico Global Brands Magazine, in due categorie: “Most Innovative Business News Platform” e “Excellence in Financial & Economic Journalism”. Un riconoscimento internazionale che affianca la testata italiana a nomi come The New York Times, Der Spiegel e Le Monde. Le iniziative legate al 160° anniversario sono iniziate nei mesi precedenti con la campagna “Opinion Reader”, una call to action che ha coinvolto centinaia di lettori nella scelta di otto testimonial protagonisti della comunicazione istituzionale. A Trento, durante il Festival dell’Economia, sono stati presentati due progetti originali: la mostra digitale “16per10 – 160 anni di informazione alla luce del Sole” e il podcast “Edizione straordinaria!”, curato dallo storico Paolo Colombo. A giugno è partito da Palermo anche il Silent Reading Tour, una serie di incontri in tutta Italia per promuovere la lettura ragionata e condivisa del quotidiano. Durante la serata milanese, la presidente Colaiacovo ha affermato: “160 anni non sono solo una ricorrenza editoriale, ma un tassello della storia del Paese”. L’amministratore delegato Silvestri ha dichiarato: “Questo anniversario rappresenta anche un nuovo inizio, con lo sguardo rivolto al futuro e la responsabilità del nostro ruolo nel sistema informativo italiano”. Ha poi aggiunto che il gruppo ha recentemente lanciato un nuovo canale televisivo, parte del progetto di ampliamento del sistema multicanale del Gruppo 24 ORE, che include stampa, radio, digitale e ora anche TV. Secondo il direttore Tamburini, “la ricetta per una buona informazione è molto semplice: dare ogni giorno ai lettori e agli ascoltatori notizie e approfondimenti che non conoscono già, farlo nella maniera più piacevole possibile, rispettare la regola secondo cui i fatti vanno separati dalle opinioni e le opinioni meglio se contrapposte per spingere la dialettica. Il gruppo Sole 24 Ore è impegnato da sempre al rispetto di queste regole, dando garanzia di qualità, in un mondo dominato dalle notizie false, e di analisi approfondite, in un mondo dominato dalla superficialità. Senza timori reverenziali e senza reticenze”. (In foto, Silvestri, Colaiacovo e Tamburini. Credits: Primaonline)
Luciano Fontana confermato da Cairo al Corriere della Sera

Durante la presentazione dei nuovi palinsesti di La7, svoltasi a Milano, Urbano Cairo, presidente di Cairo Communication e amministratore delegato di Rcs Mediagroup, ha smentito categoricamente le indiscrezioni su un possibile cambio alla direzione del Corriere della Sera. Interrogato sul futuro del quotidiano di via Solferino, Cairo ha dichiarato: “Un cambio di direzione? Se ne parla da nove anni”. Ha quindi confermato la piena fiducia nell’attuale direttore Luciano Fontana, sottolineando che “ha fatto e sta facendo un lavoro eccellente, è motivatissimo, e non c’è nulla in vista da quel punto di vista”. Nel corso del suo intervento, Cairo ha ricordato come queste voci circolino fin dal suo ingresso in Rcs: “Già sei mesi dopo il mio ingresso dicevano che Fontana era a rischio. In realtà, ha celebrato i dieci anni alla guida del Corriere il primo maggio scorso”. Ha poi ricostruito la cronologia: “Io sono arrivato il 3 agosto 2016, quando lui era in carica da un anno e tre mesi. Sono ormai otto anni e nove mesi che lavoriamo insieme, e ho dovuto smentire questa ipotesi almeno una volta l’anno”. (In foto, Urbano Cairo e Luciano Fontana. Credits: Primaonline)
Adnkronos aggiorna il sito e segue il piano Digital First

È online il nuovo sito dell’agenzia di stampa Adnkronos, progettato per offrire un’esperienza di consultazione più immediata e funzionale. Il restyling, completato nel mese di luglio 2025, risponde all’esigenza di rendere l’informazione più accessibile e fruibile da qualsiasi dispositivo, secondo un approccio mobile-first. Il nuovo portale è stato realizzato con una struttura a griglia modulare, supportata da un sistema CDN per migliorare la velocità di caricamento anche in condizioni di rete non ottimali. Il progetto si inserisce all’interno della strategia di crescita “Digital First”, fondata sull’analisi dei comportamenti di navigazione di migliaia di utenti e finalizzata a ottimizzare la fruizione dei contenuti. I menù di navigazione sono stati riorganizzati in un doppio livello, per mettere in evidenza le notizie più rilevanti e semplificare l’accesso alle diverse aree tematiche. Tra le principali novità figura anche una nuova sezione video, potenziata attraverso l’integrazione della piattaforma Dailymotion Pro, che consente la visione dei filmati in alta qualità, anche con connessioni lente, e con la possibilità di attivare i sottotitoli. Il direttore responsabile dell’agenzia, Davide Desario, ha dichiarato: “Oggi le agenzie di stampa non si rivolgono più soltanto agli addetti ai lavori ma attraverso il sito internet hanno il dovere di parlare un linguaggio chiaro e diretto anche al grande pubblico. E il sito Internet, insieme alle pagine social dell’agenzia, è l’interfaccia per rendere questo dialogo con il Paese reale sempre più attivo e bidirezionale”. Il nuovo sito di Adnkronos si propone quindi come uno strumento al servizio di un’informazione più inclusiva, che punta su ordine, chiarezza e autorevolezza. Con oltre 10 milioni di utenti unici mensili e più di 40 milioni di pagine visualizzate, l’agenzia rafforza la propria presenza nell’ecosistema digitale nazionale. Ogni scelta tecnica ed editoriale è stata orientata dalla volontà di mantenere la centralità delle notizie e l’utente al centro, seguendo la linea tracciata fin dalle origini dall’editore Pippo Marra, da sempre attento all’innovazione tecnologica e alle trasformazioni della comunicazione.
Sardinia Post chiude dopo 13 anni di attività. Redazione in due fino a oggi: “Abbiamo fatto il possibile”

Ha cessato ufficialmente le pubblicazioni Sardinia Post, testata giornalistica nata nel 2012, dopo quasi tredici anni di attività. La notizia è stata comunicata ieri alla redazione da Ico 2006 srl, società editrice della testata, che ha avviato le procedure di liquidazione a seguito del mancato accoglimento da parte del Tribunale di Cagliari, lo scorso 16 gennaio, del piano di ristrutturazione del debito presentato secondo quanto previsto dal Codice della crisi d’impresa. Nel documento inviato alla direzione e alla redazione, Ico 2006 ha ricostruito le fasi che hanno portato allo stop definitivo della testata. Le difficoltà economiche sono iniziate durante la pandemia e si sono aggravate con la crisi del precedente socio unico, la Onorato Armatori srl, che ha determinato una riduzione di circa il 50% dei ricavi. Nel 2021 le quote erano passate a una nuova compagine, guidata da Defendini Logistica srl, la quale, a distanza di 18 mesi, ha attraversato a sua volta una crisi aziendale irreversibile. A fine 2023 era stato firmato un accordo con Sae Sardegna spa, editrice de La Nuova Sardegna, che prevedeva l’affitto del ramo d’azienda editoriale e un’opzione di acquisto subordinata al buon esito dell’iter giudiziario. Tuttavia, il rigetto del piano di ristrutturazione da parte del Tribunale ha interrotto ogni possibilità di continuità. Nel periodo successivo, la direzione è stata assunta da uno dei due giornalisti rimasti operativi, in un contesto fortemente ridimensionato. L’obiettivo era garantire, nonostante le limitate risorse, il proseguimento delle pubblicazioni del sito e del bimestrale cartaceo Sardinia Post Magazine, nella speranza di attrarre nuovi investitori. Tuttavia, da gennaio a oggi, non si sono concretizzate proposte per il salvataggio dell’attività editoriale. La decisione di cessare immediatamente le pubblicazioni è stata presa dal liquidatore incaricato dal Tribunale, con l’obiettivo di evitare l’accumulo di ulteriori debiti. Al momento, la testata risulta “congelata”: ne sarà determinato il valore sul mercato e sarà oggetto di liquidazione. In tale scenario, potrà essere acquisita da terzi, liberi da passività pregresse. L’Associazione della Stampa Sarda, con il supporto della Federazione nazionale della Stampa italiana, ha espresso solidarietà ai giornalisti coinvolti e sta lavorando per individuare possibili soluzioni in grado di offrire una nuova prospettiva occupazionale, salvaguardando la presenza di un’informazione indipendente nel panorama regionale. Nel corso degli anni, Sardinia Post si era distinta per la sua linea editoriale autonoma, rappresentando una voce alternativa nel panorama informativo dell’isola. Nonostante le difficoltà, la redazione ha continuato a pubblicare contenuti fino alla comunicazione ufficiale della chiusura. La proprietà ha ringraziato i collaboratori e i lettori che hanno sostenuto il progetto editoriale, specificando che l’attuale interruzione non equivale alla fine definitiva della testata. Tuttavia, a oggi, non esistono le condizioni economiche per proseguirne le attività.
Corriere della Sera rilancia Cook: novità su carta, web e social (dal 26 giugno)

Il 26 giugno 2025 il sistema multimediale Cook di Corriere della Sera presenta a Milano un piano di rilancio che introduce nuove rubriche, firme di richiamo, restyling digitali e iniziative per eventi e social, con l’obiettivo di ampliare la copertura sul mondo food e rafforzare il rapporto con lettori e inserzionisti. A illustrarne i contenuti è la direttrice Angela Frenda, che dichiara: “Abbiamo deciso di offrire nuovi contenuti che siano sempre all’altezza delle aspettative”, evidenziando il lavoro coordinato da Isabella Fantigrossi per la parte cartacea e da Chiara Amati per il sito. Nel mensile che esce in edicola con il quotidiano entrano lo chef stellato Massimo Bottura, il docente Michele Fino e l’economista Azzurra Rinaldi, incaricati della pagina Opinioni; la scrittrice Antonella Lattanzi, chiamata a rintracciare il cibo nella letteratura; il chimico Dario Bressanini con la scienza in cucina; Roberta Corradin che racconterà storie di cuoche italiane; la pasticcera Caterina Caramelli con dolci senza zucchero o glutine; il content creator Alessio Cicchini per l’utilizzo degli scarti alimentari. Tra le novità editoriali spicca la sezione Healthy, dedicata alla cucina sana: la endocrinologa Annamaria Colao tratterà di cibo e longevità, Giulia Ciccarelli proporrà colazioni equilibrate, mentre le nutrizioniste Silvana Izzo e Valentina Rossi offriranno ricette rapide e alternative proteiche. Altri spazi fissi ospiteranno le interviste di Clara Bona a designer nelle loro cucine, “La posta del cuore” di Sofia Fabiani (@cucinarestanca) e un Q&A con personalità della cultura italiana. La sezione dedicata al vino si arricchisce con agenda eventi e borsino di notizie vitivinicole. Sul versante digitale il portale cook.corriere.it adotta una grafica integrata con il network Corriere della Sera, lancia le Guide tematiche in download, crea un’area Opinioni con le firme di Cook e apre il Magazine online come archivio storico. Viene rinominata la newsletter del venerdì, ora “The Week”, che invierà le ricette e le notizie più lette; una volta al mese Cook+ riepilogherà i contenuti del numero in edicola. Su Instagram, TikTok e Facebook verranno diffusi contenuti nativi per la community dei “Cookers”. La divisione eventi, guidata da Alessandra Dal Monte, rafforza il calendario di incontri, showcooking e talk. L’amministratore delegato di CairoRCS Media, Uberto Fornara, sottolinea i risultati economici: “La conferma del gradimento del sistema COOK da parte del mercato è evidente guardando i risultati: il 2024 si è chiuso con un incremento di ricavi del 15% e il primo semestre del 2025 ha generato il 40% di ricavi in più rispetto al pari periodo del 2024 triplicando i clienti attivi”. (Credits foto copertina: @primaonline)