Avvenire lancia il nuovo inserto “Gutenberg”: ogni venerdì in edicola

Avvenire lancia Gutenberg

Con il mese di ottobre, Avvenire amplia la sua offerta editoriale portando in edicola nuove proposte. Dopo il debutto di Pop Up, un inserto dedicato ai ragazzi dagli 11 ai 14 anni, pubblicato ogni primo martedì del mese, è ora il turno di Gutenberg, in uscita ogni venerdì. L’inserto, disponibile sia in versione cartacea che digitale, si propone di approfondire temi culturali e religiosi, con ampi riferimenti all’arte, alla letteratura, alla teologia e al sociale. Con venti pagine a colori in formato tabloid, Gutenberg arricchisce la storica sezione “Agorà”, la pagina culturale del quotidiano attiva da oltre trent’anni. Questo progetto rappresenta in realtà un ritorno alle origini: tra il 1991 e il 1993, Avvenire aveva già lanciato un inserto culturale con lo stesso nome, che poi diede vita alla sezione Agorà. La prima parte dell’inserto sarà monografica, concentrandosi su un tema specifico attraverso interviste, inchieste, reportage e dibattiti. Gli argomenti esplorati toccheranno temi attuali come le periferie, le migrazioni, l’ambiente, le nuove tecnologie, la disabilità e l’inclusione. Come afferma il direttore di Avvenire, Marco Girardo, l’obiettivo è quello di “allargare la piazza”, incoraggiando un dibattito aperto e senza timore di esplorare nuovi orizzonti. La seconda parte, intitolata Percorsi, offrirà una guida alle ultime novità letterarie, artistiche, cinematografiche e musicali, organizzate per tema piuttosto che per supporto o genere.

L’ultimo saluto di Maurizio Molinari ai lettori di Repubblica

Maurizio Molinari

Maurizio Molinari, nell’editoriale di addio ai lettori di Repubblica, saluta il quotidiano che ha guidato per anni e che oggi passa nelle mani del suo successore, Mario Orfeo. Molinari descrive il ruolo di Repubblica come un baluardo a difesa della democrazia e dei diritti, impegnato a proteggere la società dall’assalto di populismi e autocrazie. Il quotidiano si distingue per la capacità di rappresentare il cambiamento, identificando e promuovendo diritti nuovi che nascono in ogni generazione, e rafforzando così la democrazia dall’interno. Nel suo messaggio, Molinari sottolinea l’importanza di difendere i diritti di tutte le identità: dalle donne, colpite da femminicidi e abusi, alle famiglie, siano esse tradizionali o omogenitoriali. Repubblica, con il suo giornalismo di qualità, punta a proteggere le libertà individuali e a combattere per una comunità sempre più inclusiva, anche in campo digitale. Il giornalismo di Repubblica, ribadisce Molinari, ha sempre combattuto contro due grandi minacce: il populismo, che cerca di minare il principio di rappresentanza democratica, e le autocrazie, che vogliono far implodere le democrazie. Il quotidiano ha sempre sostenuto l’importanza della verità contro le fake news, ricordando come la libertà di informazione sia il nemico principale dei regimi autoritari. Molinari riconosce anche il ruolo innovativo di Repubblica nell’era digitale, con una redazione capace di coniugare il giornalismo tradizionale con le sfide tecnologiche, raggiungendo nuove audience e mantenendo alti gli standard di trasparenza e credibilità. L’editoriale si chiude con i ringraziamenti di Molinari all’editore Gedi, ai redattori che hanno contribuito al successo del quotidiano, e alla sua famiglia per il supporto. Augura infine buon lavoro a Mario Orfeo, certo che Repubblica continuerà a essere protagonista nella difesa dei diritti e nell’innovazione, nel solco tracciato dal fondatore Eugenio Scalfari.

Dazn licenzia due giornalisti: scoppia la protesta

DAZN

Decisione inconcepibile, scrive l’associazione Lombarda giornalisti, chiedendo di revocare i licenziamenti. Dopo una profonda riorganizzazione, annunciata a partire dall’estate scorsa, nelle ultime settimane sulla redazione di Dazn sono piombate due lettere di licenziamento per altrettanti giornalisti. La decisione ha messo in allarme i giornalisti, portandoli a proclamare lo stato di agitazione. “L’azienda dopo aver avviato un piano di riorganizzazione aziendale che ha quasi dimezzato la redazione giornalistica, ha sempre manifestato di non voler ricorrere allo strumento dei licenziamenti. Volontà espressa anche dalle dichiarazioni pubbliche rilasciate dal Ceo di Dazn Italia”, hanno scritto i giornalisti dello streamer sportivo, in una nota pubblicata sul sito dell’Associazione Lombarda giornalisti. La redazione non ha nascosto anche il suo “sconcerto” per i due licenziamenti, avvenuti “nonostante” – si legge ancora nel testo – “in questi mesi l’azienda abbia avviato un percorso di uscite volontarie non traumatiche attraverso incentivi all’esodo e forme di collaborazione”. “Proprio per questo di fronte a questa unilaterale decisione aziendale, la redazione di Dazn proclama lo stato di agitazione ed esprime massima solidarietà ai colleghi”. Dall’Alg è arrivata pronta la solidarietà per i colleghi. L’associazione ha definito la decisione di Dazn “inconcepibile se sono vere le affermazioni di grande rilancio che da luglio i vertici aziendali hanno presentato al mercato”, chiedendo di revocare “immediatamente” i provvedimenti. “Delle due l’una: o Dazn è in crisi e non corrisponde al vero quanto decantato dai vertici aziendali negli ultimi mesi, o vuol far pagare l’annunciato rilancio 2024 al corpo redazionale anche a rischio di compromettere la qualità della sua offerta”, ha rilevato poi Paolo Perucchini, presidente Alg. “Come fiori all’occhiello della sua offerta Dazn sbandiera i diritti di trasmissione delle partite di calcio della Serie A e della Serie B, ma anche dell’Eurolega, dell’EuroCup e della Serie A di basket. Ma nel frattempo ristruttura pesantemente la sua redazione giornalistica e, ora spinge sui licenziamenti individuali. “Un atteggiamento inconcepibile, che non fa onore a un gruppo che vuole rappresentare lo sport italiano in televisione”.

Restyling per Affaritaliani.it: focus su qualità e fruibilità da cellulare

Affaritaliani.it nuovo sito

Affaritaliani.it si rinnova con un importante restyling grafico, studiato per migliorare l’esperienza degli utenti, in particolare su dispositivi mobili. A sei mesi dall’acquisizione da parte di Marcello Antelmi, Paolo Ardito e Fabio Massa, il quotidiano online, fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino – che continua a guidarlo insieme al condirettore Marco Scotti – entra in una “fase decisamente operativa” con il lancio di un nuovo look. “Abbiamo voluto investire in un progetto che non solo valorizza la qualità delle notizie, ma che permette anche ai lettori di fruirne in modo più rapido e intuitivo, soprattutto da cellulare, che ormai è il principale strumento di accesso all’informazione. Il nostro obiettivo è mantenere viva l’essenza di Affaritaliani.it, il primo quotidiano online d’Italia, arricchendola con strumenti moderni e una grafica innovativa. Siamo orgogliosi di proseguire il cammino tracciato da Angelo Maria Perrino, con una forte attenzione alla qualità e alla credibilità delle informazioni che da sempre contraddistinguono questo giornale” dichiarano Marcello Antelmi, Paolo Ardito e Fabio Massa, editori di Affaritaliani.it. La nuova grafica mantiene centrali le storiche sezioni come economia, cronache e politica, affiancandole a nuove aree tematiche in espansione come Mediatech, Sport, Cultura e Spettacoli. La veste aggiornata è più agile, leggibile e rende l’accesso ai contenuti più intuitivo, senza tradire il legame con le origini del sito.

Mario Orfeo nuovo direttore di Repubblica: cambio ai vertici di Gedi

Mario Orfeo

Cambio ai vertici di Repubblica: da lunedì, Mario Orfeo sarà il nuovo direttore del quotidiano, subentrando a Maurizio Molinari. Oltre alla direzione, ci sarà un rinnovamento anche ai vertici di Gedi, con John Elkann che lascia la presidenza. Il suo posto verrà preso da Maurizio Scanavino, attuale amministratore delegato, mentre Gabriele Comuzzi, suo vice, sarà il nuovo amministratore delegato. La notizia, anticipata da Dagospia, ha spinto il comitato di redazione a riunirsi d’urgenza. In un messaggio inviato ai giornalisti si legge: “Cari, siamo in riunione con il Cdr – si legge nel testo del messaggio, inviato in chat a tutti i colleghi – Visto che Dagospia ha già dato la notizia: Elkann lascia la presidenza di Gedi che viene assunta da Scanavino, amministratore delegato diventa Gabriele Comuzzi (ex vice di Scanavino), da lunedì Molinari lascia la direzione di Repubblica e la direzione editoriale del gruppo Gedi e al suo posto come direttore di Repubblica arriva Mario Orfeo. Molinari diventa editorialista e collaboratore di Repubblica“. Orfeo, napoletano di 58 anni, torna così a Repubblica, dove ha lavorato tra il 1990 e il 2002 come capo redattore centrale. Ha diretto quotidiani come Il Mattino e Il Messaggero, oltre al Tg1, ed è stato anche direttore generale della Rai. Il suo ritorno alla guida del quotidiano porta con sé la necessità di trovare un successore al Tg3, da lui diretto dal 2020. L’addio di Elkann potrebbe aprire scenari di un possibile disimpegno di Exor da Gedi, anche se per ora si tratta di mere supposizioni. Tuttavia, è certo che da lunedì, nella sede di Largo Fochetti, ci sarà un nuovo direttore, il sesto nella storia del giornale, il quarto negli ultimi otto anni. Questo cambiamento arriva in un momento delicato per Repubblica, segnato dai due giorni di sciopero dei giornalisti che hanno denunciato “gravi ingerenze” da parte dell’editore durante l’Italian Tech Week di Torino, un evento gestito direttamente da Exor. Lo stesso Molinari, che resterà come editorialista, ha dovuto fronteggiare altre difficoltà, come la sfiducia ricevuta dalla redazione dopo la decisione di eliminare 100.000 copie dell’inserto economico Affari&Finanza, probabilmente per via di pressioni di Stellantis, una delle principali aziende del gruppo. In una dichiarazione, il nuovo presidente Scanavino ha espresso gratitudine all’azionista per la fiducia e ha augurato buon lavoro a Orfeo, affermando: “Assumo il nuovo incarico con l’obiettivo di lavorare insieme all’Amministratore Delegato Gabriele Comuzzo per accelerare l’evoluzione in atto e conseguire ambiziosi obiettivi di redditività per il futuro”.

Avvenire presenta Pop Up per giovani lettori

Avvenire presenta Pop Up

Avvenire amplia l’offerta per i giovani con Pop Up, il nuovo inserto mensile destinato ai ragazzi dagli 11 ai 14 anni, in uscita a partire dal 1° ottobre. Disponibile sia in versione cartacea che digitale, Pop Up sarà pubblicato ogni primo martedì del mese e si affiancherà allo storico Popotus, il giornale di attualità per i bambini, nonché ad altri progetti rivolti a scuole e famiglie. Il nuovo inserto verrà distribuito anche in 500 istituti scolastici e 2.000 classi a livello nazionale, confermando il forte legame del quotidiano diretto da Marco Girardo con il mondo dell’educazione. Pop Up, composto da 16 pagine in formato tabloid, si distingue per l’utilizzo di caratteri speciali che ne garantiscono l’alta leggibilità. Il suo obiettivo è quello di rendere accessibili ai ragazzi i grandi temi dell’attualità attraverso un linguaggio semplice ma autorevole, capace di trasmettere competenza e serietà. Tra i vari argomenti trattati si trovano l’educazione digitale e civica, l’economia civile e l’ambiente, con lo scopo di fornire agli adolescenti gli strumenti per orientarsi in modo consapevole e sicuro nel mondo dell’informazione. L’inserto sarà inoltre arricchito da recensioni di serie TV, libri, videogiochi e giochi da tavolo, concludendo ogni numero con un fumetto che offrirà spunti di riflessione su tematiche di interesse giovanile. Avvenire, con questa iniziativa, si impegna a parlare alle nuove generazioni in modo inclusivo e coinvolgente, rimanendo fedele alla propria missione educativa.

Nem amplia l’offerta con IlNordEst.Economia

I quotidiani del gruppo Nem

Il gruppo Nem (Nord Est Multimedia), editore di testate come Il Mattino di Padova, Tribuna di Treviso, La Nuova Venezia, Corriere delle Alpi, Il Piccolo e Messaggero Veneto, lancia una nuova sezione dedicata all’economia: IlNordEst.Economia. Come spiega il direttore editoriale Paolo Possamai, l’obiettivo è diffondere notizie di comune interesse su un’area vasta, mantenendo però le specificità locali per i singoli quotidiani. Il nome, inoltre, accompagnerà altre iniziative economiche, considerato un “fattore fondante di un corpo sociale”, come sottolinea Possamai. Questa novità fa parte di un progetto più ampio di Nem, che fin dalla sua nascita un anno fa ha dichiarato il suo impegno a “dare voce al Nord Est”. L’iniziativa comprende anche la creazione di un nuovo sito web, ilnordest.it, ancora in fase di sviluppo. Il portale offrirà contenuti in stile magazine, con approfondimenti su temi economici, e ingloberà NordestEconomia, un progetto lanciato dallo stesso Possamai durante il periodo GEDI. Oltre a IlNordEst.Economia, Nem prevede di ampliare ulteriormente l’offerta editoriale con altre sezioni tematiche come IlNordEst.Weekend, IlNordEst.Sport e IlNordEst.Guide, tutte con l’intento di arricchire il panorama informativo e ampliare la visione dai confini provinciali a una prospettiva più ampia. La grafica di queste nuove sezioni sarà curata da Paolo Tassinari, designer di fama internazionale.

Russia contro Domani: “Cronista italiano a Kursk, atto inaccettabile”

Domani

La Russia ha espresso una protesta formale contro il giornalista italiano Davide Maria De Luca, reporter per Domani, per aver pubblicato reportage dalla regione di Kursk, entrata in territorio russo accompagnato da militari ucraini. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha lanciato un monito ai diplomatici italiani, sottolineando che le autorità russe non accettano la presenza di giornalisti stranieri nella zona di conflitto. De Luca ha condiviso su X (ex Twitter) il suo viaggio nella regione di Kursk a bordo di un veicolo blindato delle forze armate ucraine, raccontando di aver avuto l’opportunità di parlare con civili russi. In risposta, Zakharova ha criticato il lavoro del cronista, affermando che gli avvertimenti non vengono presi sul serio, un chiaro riferimento agli episodi precedenti che hanno coinvolto altri giornalisti italiani. Il direttore di Domani, Emiliano Fittipaldi, ha dichiarato che questa protesta rappresenta un grave attacco alla libertà di informazione e ha espresso piena solidarietà a De Luca. Fittipaldi ha inoltre sottolineato come diversi giornalisti stranieri, inclusi Stefania Battistini e Simone Traini della Rai, siano stati presi di mira dalle autorità russe per aver attraversato illegalmente il confine, solo per aver svolto il proprio lavoro di cronisti sul campo. L’FSB, i servizi di sicurezza russi, ha aperto indagini penali contro altri tre giornalisti stranieri, tra cui due americani e un rumeno, accusati di essere entrati illegalmente in Russia. Secondo l’FSB, dal 17 agosto sono stati avviati procedimenti contro 12 giornalisti stranieri, tra cui anche italiani. Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, ha condannato il comportamento russo, affermando che la Russia di Putin “perseguita il diritto di cronaca e cerca di intimidire l’Italia attraverso la caccia ai suoi giornalisti”. Ha definito tale condotta “inaccettabile” e ha ribadito l’importanza della libertà di stampa.  

Repubblica aggira lo sciopero: solidarietà da Fnsi e Usigrai

La Repubblica redazione

Il Comitato di redazione (Cdr) di Repubblica ha denunciato pubblicamente il tentativo dei vertici della testata di aggirare lo sciopero in corso delle giornaliste e dei giornalisti. La protesta, iniziata il 25 settembre 2024, nasce dal rifiuto della redazione di piegarsi alle ingerenze dell’editore e a pratiche che minano la deontologia professionale. Secondo il comunicato del Cdr, le azioni dell’azienda sono “gravemente estranee alla cultura del giornale” e rappresentano un attacco diretto ai valori storici di Repubblica. Il Cdr ha informato le associazioni di categoria, chiedendo l’apertura di un procedimento antisindacale per tutelare i diritti dei lavoratori. In prima linea a sostegno dei giornalisti in sciopero c’è Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi (Federazione Nazionale della Stampa Italiana), che ha ribadito la solidarietà del sindacato. Costante ha criticato la commistione tra pubblicità e informazione, definendola una prassi dannosa non solo per la fiducia del pubblico, ma anche per l’economia del giornale. Secondo la Fnsi, infatti, i contratti pubblicitari borderline rischiano di creare un danno economico maggiore rispetto agli eventuali benefici immediati. Anche l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, si è schierato al fianco dei colleghi di Repubblica. In una nota, l’Usigrai ha lodato la “consapevolezza” della redazione, che con larghissima maggioranza ha votato per due giorni di sciopero. I rappresentanti sindacali hanno sottolineato l’importanza di difendere la trasparenza dell’informazione e contrastare ogni forma di confusione tra pubblicità e giornalismo, a tutela dei lettori e dell’autorevolezza del giornale. Anche l’assemblea delle giornaliste e dei giornalisti di Gedi Visual, la divisione che si occupa di contenuti multimediali per il gruppo Gedi, ha espresso piena solidarietà alla redazione di Repubblica, denunciando le gravi ingerenze durante l’evento Italian Tech Week. Il Cdr di Gedi Visual ha chiesto che venga garantita l’indipendenza giornalistica, affinché non si verifichino ulteriori compromessi tra editorialità e interessi commerciali. Infine, la Stampa Romana ha dichiarato la propria disponibilità a difendere con ogni mezzo il diritto di sciopero, condannando il tentativo dell’azienda di trasmettere l’evento aggirando la mobilitazione dei giornalisti. Secondo il sindacato regionale, questa decisione è una grave violazione delle norme deontologiche e contraddice l’identità storica di Repubblica, minando la fiducia dei lettori.

Giornalisti di Repubblica in sciopero, ma l’evento di Exor va online

molinari elkann

È in corso lo sciopero dei giornalisti di Repubblica, che hanno deciso di incrociare le braccia fino alle 23:59 di domani. Nonostante ciò, sul sito del giornale continua la trasmissione in diretta dell’evento organizzato da Exor, holding di John Elkann, in occasione della Italian Tech Week a Torino. Questa situazione ha provocato una dura reazione da parte del comitato di redazione (cdr), che ha denunciato pubblicamente il comportamento dei vertici della testata, accusati di aggirare lo sciopero e di trasmettere contenuti nonostante la protesta. Il motivo dello sciopero risiede nella vendita di articoli e interviste a aziende partecipanti alla Italian Tech Week, senza una trasparente comunicazione né ai cronisti né ai lettori. Il cdr ha allertato le associazioni di categoria per valutare l’apertura di un procedimento antisindacale. Nel mirino dei lavoratori non c’è solo la proprietà, ma anche il direttore Maurizio Molinari, che ha alimentato il malcontento tra i giornalisti.