A Bolzano arriva WeNews, sito di notizie scritte con AI. Il sindacato: “Rischi per democrazia e sicurezza”

WeNews, sito di informazione che dichiara di realizzare i propri contenuti utilizzando fonti aperte, come giornali e comunicati stampa, successivamente controllati dall’intelligenza artificiale, è approdato in Trentino-Alto Adige. L’arrivo della piattaforma ha spinto il Sindacato Giornalisti del Trentino-Alto Adige Südtirol a diffondere una nota con cui esprime “vivo allarme” per l’avvio dell’attività del portale in regione. Nel comunicato, diffuso venerdì 10 luglio 2026, il sindacato riferisce che WeNews farebbe capo a un editore, o presunto tale, con sede a Hong Kong, in Cina. La nota evidenzia inoltre che i nomi indicati come autori degli articoli pubblicati sul sito non risulterebbero appartenere a giornalisti. Tra gli aspetti richiamati dal Sindacato Giornalisti del Trentino-Alto Adige Südtirol figura anche l’utilizzo di articoli e comunicati provenienti da fonti aperte. Secondo il comunicato, la vicenda ha suscitato preoccupazione all’interno del sindacato regionale e della Fnsi e potrebbe interessare anche gli editori rappresentati dalla Fieg, in relazione all’utilizzo gratuito di articoli dei quotidiani senza l’indicazione della fonte. Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sulle regole che disciplinano il settore dell’informazione. Nel comunicato si legge: “La notizia oltre a provocare vivo allarme nel Sindacato regionale e nella Fnsi e possiamo immaginare anche dagli editori della Fieg, per l’utilizzo gratuito degli articoli dei quotidiani senza citarne la fonte, pone problemi di democrazia e di sicurezza nazionale, perché in mancanza di provvedimenti governativi e parlamentari, qualsiasi soggetto basato in uno Stato estero può fondare un sito giornalistico in Italia e non rispettare le regole alle quali sono tenuti i professionisti dell’informazione e gli editori e veicolare contenuti fake”. La nota si conclude affermando: “Situazione tanto più allarmante nel contesto geopolitico in cui si trova l’Italia in questo momento storico”.
Il Cdr di Repubblica chiede a Orfeo di lasciare subito la direzione, ma lui respinge le accuse

Repubblica vive una giornata di forte tensione interna. È in corso l’assemblea di redazione chiamata a votare una mozione di sfiducia nei confronti del direttore dimissionario Mario Orfeo, dopo l’annuncio del suo futuro passaggio al gruppo Qn Media. La votazione si concluderà in serata. La richiesta di interrompere subito la guida del quotidiano è arrivata nella riunione di redazione della mattina, quando il Comitato di redazione (Cdr) ha chiesto a Orfeo di lasciare l’incarico prima della nomina del successore. Secondo la ricostruzione pubblicata da Professione Reporter, a parlare per primo è stato Matteo Pucciarelli, rappresentante del Cdr, che avrebbe detto: “Riteniamo che non sia opportuno che tu da oggi faccia il giornale. È venuta meno la fiducia, non si possono avere due padroni”. Sempre secondo la stessa ricostruzione, tra il direttore e i rappresentanti della redazione sarebbe seguito un confronto particolarmente acceso, anche sul piano personale. Orfeo avrebbe respinto le contestazioni e annunciato iniziative nei confronti del rappresentante sindacale, prima di dare regolarmente avvio alla riunione. Nel pomeriggio l’assemblea dei giornalisti è stata convocata per esprimersi su un documento che richiama il “palese conflitto di interessi” tra la direzione del quotidiano e il futuro incarico annunciato da Orfeo in un gruppo editoriale concorrente. Nel testo si legge: “L’assemblea delle giornaliste e dei giornalisti di Repubblica, considerato il palese conflitto di interessi tra la direzione di Repubblica e il futuro e annunciato incarico in un gruppo editoriale concorrente, sfiducia il direttore dimissionario Mario Orfeo”. Il documento aggiunge inoltre che il direttore “ha risposto mancando di rispetto all’intero Comitato di redazione, quindi alla redazione tutta”, parlando di una “totale incompatibilità ambientale” tra il direttore uscente e la redazione. Il Cdr sarebbe inoltre intenzionato a chiedere all’amministratrice delegata Mirja Cartia d’Asero di sospendere Orfeo dalle funzioni di direttore fino alla nomina del successore, affidando temporaneamente la guida del giornale ai vicedirettori. Secondo quanto avrebbe spiegato lo stesso Orfeo ai colleghi, la decisione di lasciare la direzione sarebbe legata anche alla volontà di non gestire una fase nella quale potrebbero essere previsti interventi sull’organico. Una prospettiva che avrebbe aumentato le preoccupazioni all’interno della redazione. La fase di cambiamento coinvolge anche Lirio Abbate, che ha deciso di lasciare Repubblica per diventare vicedirettore de Il Giornale, con delega alle inchieste investigative e giudiziarie. In un’intervista, Abbate ha spiegato che il rapporto professionale con Orfeo si era progressivamente deteriorato e che aveva iniziato a valutare nuove opportunità dopo essere stato escluso, a suo giudizio, dalle principali scelte editoriali. L’offerta è arrivata da Tosinvest attraverso Giampaolo Angelucci, che gli ha proposto il nuovo incarico nel quotidiano diretto da Tommaso Cerno. Abbate ha accettato firmando una lettera preliminare. Lo stesso giornalista ha però raccontato di essere rimasto sorpreso dalle dimissioni di Orfeo, aggiungendo che, se fossero arrivate prima, probabilmente non avrebbe lasciato Repubblica. L’accordo con il nuovo editore, tuttavia, era già stato definito. Intanto continua la ricerca del nuovo direttore. Tra i nomi circolati nelle ultime ore figurano Stefano Cappellini, Carlo Bonini e Claudio Tito come possibili candidature interne, mentre tra i profili esterni vengono indicati Emiliano Fittipaldi, Marco Damilano e Fabio Vitale. Tra le indiscrezioni è comparso anche Giuseppe De Bellis, attuale Executive Vice President Sport, News & Entertainment di Sky Italia. Tuttavia, durante la riunione sarebbe stato riferito che l’azienda avrebbe già individuato il successore di Orfeo e che sarebbero necessari solo alcuni giorni per completare i passaggi tecnici prima dell’annuncio ufficiale. Al momento non sono arrivate conferme ufficiali su questa ricostruzione. La vicenda rappresenta il primo momento di forte confronto tra la redazione e la nuova proprietà di GEDI dopo l’acquisizione da parte di Antenna Group. Nel documento approvato dopo le dimissioni del direttore, i giornalisti chiedono anche un progetto editoriale per il futuro del quotidiano e un confronto con il nuovo editore. È atteso a Roma martedì il presidente di Antenna Group, Theodore Kyriakou.
Mario Orfeo lascia Repubblica, i giornalisti chiedono un nuovo direttore e un piano industriale

Repubblica chiede un nuovo direttore e un piano industriale dopo l’addio di Mario Orfeo. La richiesta arriva dalla redazione del quotidiano attraverso un comunicato approvato dall’assemblea con 256 voti favorevoli, 8 astensioni e un voto contrario. Nel documento, i giornalisti si rivolgono all’editore Theo Kyriakou e alla nuova amministratrice delegata Mirja Cartia D’Asero, chiedendo la presentazione di un piano industriale. La redazione parla della necessità di “un serio progetto di rilancio che coinvolga” i giornalisti del quotidiano e considera urgente anche la nomina di un nuovo direttore, dopo la decisione di Mario Orfeo di lasciare la guida di Repubblica. Orfeo ha annunciato che da settembre assumerà il ruolo di direttore editoriale del gruppo di Leonardo Del Vecchio. Prima di intervenire durante l’assemblea della redazione, ha incontrato il comitato di redazione, spiegando di non essere mai stato coinvolto nei progetti del nuovo editore, nonostante l’esperienza maturata negli anni, anche durante il periodo trascorso in Rai, dove ha ricoperto gli incarichi di direttore del Tg1, del Tg3 e direttore generale. Nel confronto con i giornalisti, Orfeo ha inoltre ribadito di non aver mai voluto essere ricordato come il direttore dei tagli al personale. Ha anche spiegato di aver dato la propria disponibilità a restare alla guida di Repubblica fino alla scadenza del periodo di preavviso, prevista per settembre. Una possibilità che, secondo quanto riportato nel comunicato approvato dall’assemblea, non è condivisa dalla redazione. Dopo l’annuncio delle dimissioni di Orfeo è arrivata anche la posizione dell’editore Gedi, espressa attraverso una nota ufficiale. Nel comunicato si legge: “Prendiamo atto della decisione di Mario Orfeo e desideriamo ringraziarlo per il lavoro svolto con professionalità e dedizione, rivolgendogli i migliori auguri di successo per il prosieguo del suo percorso professionale”. La società aggiunge inoltre che: “La storia cinquantennale di la Repubblica proseguirà nel solco della sua tradizione di qualità dell’informazione, forte del valore dei suoi giornalisti e di un piano di investimenti e crescita su cui il gruppo è al lavoro”.
Mario Orfeo si dimette da Repubblica e passa a QN Media

Mario Orfeo lascerà la direzione di Repubblica e dal 9 settembre assumerà il ruolo di Direttore Editoriale di QN Media, il gruppo editoriale che pubblica Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e QN. La nomina rientra nel progetto di sviluppo avviato dall’editore Leonardo Maria Del Vecchio, che punta a riorganizzare il gruppo e a rinnovare l’offerta informativa. Nel nuovo incarico, Mario Orfeo lavorerà al fianco dell’editore Leonardo Maria Del Vecchio e dell’amministratore delegato con il compito di coordinare la strategia editoriale e seguire i nuovi progetti di crescita. Il piano prevede anche il lancio, nel prossimo autunno, del nuovo QN, destinato a trasformarsi in una testata di opinione di fascia alta, con un linguaggio contemporaneo e l’obiettivo di rivolgersi anche a un pubblico più giovane. La direttrice responsabile delle testate del gruppo resterà Agnese Pini, che continuerà a guidare il lavoro giornalistico dei quotidiani e parteciperà al progetto di rinnovamento. Il piano comprende una nuova veste grafica ispirata ai principali quotidiani europei, una maggiore attenzione alla leggibilità dei contenuti e una piattaforma digitale completamente riprogettata insieme all’edizione cartacea. Il progetto prevede inoltre che Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno mantengano il proprio ruolo nell’informazione locale, rafforzando il legame con i rispettivi territori. Le tre testate entreranno in un ecosistema editoriale digitale pensato per raggiungere nuovi lettori e sviluppare ulteriori opportunità di crescita. Nel comunicato diffuso dal gruppo viene spiegato che: “Nel nuovo ruolo, Mario Orfeo affiancherà l’editore, Leonardo Maria Del Vecchio, e l’amministratore delegato, nel percorso di crescita del gruppo, con una funzione di indirizzo e di coordinamento della strategia editoriale e dei nuovi progetti di sviluppo”. Lo stesso comunicato aggiunge che “Agnese Pini è confermata Direttrice Responsabile delle testate del gruppo e contribuirà all’ambizioso progetto di rilancio del nuovo QN”. Con questo passaggio, Mario Orfeo, che ha 60 anni, conclude l’esperienza alla guida di Repubblica, incarico assunto il 7 ottobre 2024 dopo Maurizio Molinari. Al momento non è stato comunicato il nome della persona che assumerà la direzione del quotidiano. Negli ultimi giorni alcuni organi di stampa hanno pubblicato indiscrezioni secondo cui le dimissioni di Orfeo sarebbero collegate a presunte incomprensioni con il nuovo editore di Repubblica, Theodore Kyriakou, proprietario del gruppo Antenna, che a marzo ha acquisito GEDI, il gruppo editoriale di cui fa parte il quotidiano. Al momento non sono state rese note conferme ufficiali su questa ricostruzione. Nel corso della sua carriera, Mario Orfeo ha diretto numerose testate nazionali. È stato direttore de Il Mattino, Il Messaggero, Tg1, Tg2 e Tg3, diventando l’unico giornalista nella storia della Rai ad aver guidato tutti e tre i principali telegiornali della televisione pubblica. Tra il 2017 e il 2018 ha ricoperto anche l’incarico di amministratore delegato della Rai. In passato aveva già lavorato nella redazione di Repubblica, dove è rimasto dal 1990 al 2002 occupandosi prima della cronaca di Napoli, poi di sport, politica e infine del ruolo di caporedattore centrale. (In foto, Mario Orfeo – Roberto Serra/Getty Images)
Corriere della Sera amplia il progetto “Giochi” con eventi live e numeri speciali

Corriere della Sera porta il progetto Corriere Giochi anche fuori dal digitale con una serie di eventi dal vivo dedicati a chi ama quiz e giochi. Il primo appuntamento è in programma l’8 luglio nella Sala Buzzati di Milano, dove lettori, giornalisti, creator e ospiti si ritroveranno per partecipare a sfide di squadra e momenti di incontro. Corriere Giochi è una piattaforma che propone ogni giorno giochi e quiz online. Adesso il progetto si amplia con iniziative aperte al pubblico, trasformando le attività digitali in esperienze da vivere insieme. Durante il pomeriggio i partecipanti saranno divisi in squadre e prenderanno parte a diverse prove basate sia sui quiz della piattaforma sia su “Prima Pagina – Rivivi la storia con il grande giornalismo del Corriere”, il gioco da tavolo realizzato per celebrare i 150 anni di Corriere della Sera. La vittoria andrà alla squadra che riuscirà a collaborare meglio durante le sfide. All’evento parteciperanno anche alcune firme del quotidiano, tra cui Manuela Croci, Daniele Dallera, Angela Frenda, Mario Garofalo, Candida Morvillo, Fabrizio Roncone, Roberta Scorranese e Beppe Severgnini. Insieme a loro saranno presenti ospiti del mondo dello sport, della cultura e dello spettacolo, tra cui Simone Barlaam, Dino Meneghin, Maurizio Nichetti e Davide Oldani. La conduzione dell’incontro sarà affidata al vicedirettore Venanzio Postiglione. Al termine dell’iniziativa è previsto un aperitivo e tutti i partecipanti riceveranno un ricordo della giornata. Il progetto coinvolgerà anche l’edicola. Il 4 e l’11 agosto Corriere della Sera distribuirà gratuitamente insieme al quotidiano due numeri speciali di Corriere Giochi, ciascuno composto da 64 pagine dedicate a quiz e passatempi. Fino a metà agosto resterà inoltre disponibile, in abbinamento al giornale, anche il gioco in scatola “Prima Pagina. Rivivi la storia con il grande giornalismo del Corriere”. Il calendario degli eventi proseguirà poi il 3 e il 4 ottobre a Milano durante il COMBO Festival, manifestazione dedicata ai giochi da tavolo organizzata da Ludo Labo, Studiolabo e Cranio Creations. L’iniziativa rappresenta una nuova fase del progetto Corriere Giochi, che affianca alle attività online appuntamenti in presenza rivolti agli appassionati.
Editoriale Nazionale accelera sul nuovo QN: presentato il piano industriale

Editoriale Nazionale entra nella fase operativa del nuovo piano industriale con la presentazione alle redazioni del progetto che porterà, il prossimo autunno, al lancio del nuovo QN. L’amministratore delegato Gabriele Benedetto ha riunito in videocollegamento oltre 400 tra giornalisti, poligrafici e dipendenti del gruppo per illustrare le linee guida della trasformazione prevista nei prossimi mesi. La riunione, convocata nella mattinata di sabato, ha coinvolto tutte le principali testate del gruppo, tra cui Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e QN Quotidiano Nazionale. La partecipazione dell’intera organizzazione ha rappresentato uno dei primi momenti di confronto collettivo dall’ingresso del nuovo editore Leonardo Maria Del Vecchio, che ha acquisito il controllo di Editoriale Nazionale attraverso LMDV Media. Nel corso dell’incontro, Benedetto ha illustrato il percorso che accompagnerà il rilancio del gruppo editoriale. Il progetto prevede la nascita di un nuovo QN, pensato come quotidiano d’opinione di fascia alta, con un linguaggio contemporaneo e una struttura capace di raggiungere anche un pubblico più giovane. L’obiettivo annunciato è andare oltre il semplice rinnovamento grafico della testata, costruendo un prodotto editoriale completamente ripensato. La nuova veste grafica sarà ispirata ai principali quotidiani europei e punterà a rendere più semplice la lettura, valorizzando i contenuti informativi. Il quotidiano sarà però soltanto una parte di un progetto più ampio, nel quale carta, digitale, servizi e nuove modalità di fruizione saranno sviluppati insieme come un unico ecosistema editoriale. La direttrice Agnese Pini ha illustrato la nuova linea editoriale, mentre il vicedirettore Armando Stella ha presentato il progetto dedicato al digitale. Il nuovo giornale nascerà insieme a una piattaforma tecnologica completamente rinnovata, nella quale i contenuti saranno progettati fin dall’origine per essere distribuiti su più canali. Tra gli strumenti previsti rientrano anche nuove soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, inserite nel più ampio percorso di innovazione del gruppo. Anche il settore commerciale sarà interessato dal cambiamento. L’amministratrice delegata di Speed, Sara Riffeser Monti, ha illustrato la strategia che accompagnerà il lancio del nuovo prodotto editoriale. Il progetto punta a rafforzare il posizionamento del gruppo sul mercato pubblicitario, con l’obiettivo di attrarre investimenti di maggiore qualità e ampliare le opportunità di sviluppo. Se il cronoprogramma sarà rispettato, il nuovo QN verrà presentato ufficialmente all’inizio di ottobre durante un evento dedicato agli stakeholder del gruppo. La trasformazione rappresenta uno dei principali progetti avviati dopo il passaggio di controllo di Editoriale Nazionale a LMDV Media, completato nel maggio 2026. L’operazione ha portato Leonardo Maria Del Vecchio alla guida del gruppo che pubblica Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e QN Quotidiano Nazionale, aprendo una nuova fase di sviluppo editoriale. Il piano si inserisce in un contesto complesso per il settore dei quotidiani. Negli ultimi anni il mercato ha registrato una riduzione delle copie vendute e un progressivo spostamento dei lettori verso le piattaforme digitali. La strategia presentata dal management punta proprio a integrare prodotto editoriale, innovazione tecnologica e raccolta pubblicitaria in un unico modello di business. Accanto alla presentazione del progetto, nelle redazioni restano aperte alcune questioni organizzative. I rappresentanti sindacali hanno ribadito la necessità di avviare un confronto sulle condizioni di lavoro, sugli organici e sulle tematiche economiche rimaste irrisolte negli anni caratterizzati da riorganizzazioni e contenimento dei costi. Tra i temi ancora da definire c’è quello dei prepensionamenti. La procedura, avviata dopo gli accordi sindacali e il confronto con il Ministero del Lavoro, è stata sospesa nelle scorse settimane dopo una richiesta di ulteriori verifiche da parte dell’INPS sulla disponibilità delle risorse. Secondo quanto comunicato successivamente dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, il monitoraggio dell’istituto previdenziale è ancora in corso: le posizioni già autorizzate dal Ministero risultano coperte, mentre resta da definire il quadro relativo agli eventuali nuovi finanziamenti. Lo stop ha lasciato in attesa i giornalisti che avevano programmato l’uscita dall’azienda e incide anche sul percorso di riorganizzazione previsto dal nuovo piano industriale. Per questo motivo, dopo la presentazione della strategia dedicata al nuovo QN, l’attenzione si sposta ora sul confronto operativo tra management e rappresentanze dei lavoratori, chiamati ad accompagnare l’attuazione della trasformazione annunciata per Editoriale Nazionale. (In foto, Leonardo Maria Del Vecchio)
Daily Mail accusato di usare migliaia di foto social senza autorizzazione

Il Daily Mail è stato citato in giudizio negli Stati Uniti con l’accusa di aver utilizzato migliaia di immagini pubblicate sui social media senza l’autorizzazione degli autori e senza corrispondere alcun compenso. Secondo quanto riportato da PressGazette, l’azione legale è stata presentata a New York dal fotografo Matthew Moore, che ha avviato una class action a nome proprio e di tutte le persone negli Stati Uniti che, secondo la denuncia, avrebbero subito situazioni simili negli ultimi tre anni. Secondo il ricorso, il comportamento contestato rappresenterebbe una pratica abituale della testata e violerebbe la normativa statunitense sul diritto d’autore e il Digital Millennium Copyright Act (DMCA). I legali chiedono al tribunale di accertare se il metodo descritto sia contrario alla legge e di riconoscere gli eventuali risarcimenti previsti. La denuncia afferma che, in un controllo effettuato nell’arco di nove giorni del mese di giugno, sarebbero stati individuati 107 articoli contenenti almeno una fotografia presa dai social media con il solo riferimento alla piattaforma di provenienza, come ad esempio “© Instagram”. Secondo gli autori dell’azione legale, se per ogni presunta violazione fosse riconosciuto un risarcimento compreso tra 2.500 e 25.000 dollari, il valore complessivo delle contestazioni potrebbe superare dieci milioni di dollari all’anno. Tra le accuse contenute nella causa c’è anche quella secondo cui il quotidiano avrebbe attribuito le immagini esclusivamente alla piattaforma social dalla quale erano state prelevate. La denuncia sostiene che questo sistema renderebbe più difficile ai veri titolari del copyright accorgersi dell’utilizzo delle proprie fotografie, poiché le piattaforme, in base ai rispettivi termini di utilizzo, non detengono i diritti d’autore sulle immagini pubblicate dagli utenti. Il caso presentato da Matthew Moore riguarda una fotografia dell’attrice Annie Sertich. Il fotografo spiega di aver realizzato lo scatto, di averne consegnato una copia all’attrice mantenendo però i diritti d’autore e che, successivamente, l’immagine è stata pubblicata sul profilo Instagram della stessa Sertich. Secondo la denuncia, il Daily Mail avrebbe utilizzato quella fotografia in un articolo del 24 dicembre 2025 dedicato alla serie VHS Dates, indicando come unico riferimento il nome di Instagram. I legali sostengono inoltre che la fotografia non sarebbe stata incorporata direttamente dalla piattaforma né acquisita tramite uno screenshot, ma copiata e caricata nel sistema editoriale del giornale. La causa evidenzia anche un aspetto legato alla normativa statunitense sul copyright. Secondo quanto riportato nella denuncia, molte persone non potrebbero promuovere un’azione per violazione del diritto d’autore perché la registrazione dell’opera dovrebbe essere effettuata entro tre mesi dalla prima pubblicazione oppure prima dell’inizio della presunta violazione. Per questo motivo la class action intende rappresentare sia gli autori delle fotografie ripubblicate con il solo riferimento alla piattaforma social, sia coloro che dispongono di una registrazione del copyright negli Stati Uniti. Nel testo depositato in tribunale si legge che il caso di Moore “non è stato un episodio isolato… riflette una pratica commerciale uniforme, centralizzata e continua. Gli imputati costruiscono e monetizzano le loro piattaforme di notizie ad alto traffico, basate sulla pubblicità, in parte grazie alla raccolta sistematica e non retribuita di fotografie scattate da persone comuni e pubblicate sui propri account social”. La denuncia aggiunge che il Daily Mail riconoscerebbe e pagherebbe regolarmente le fotografie fornite dalle agenzie di stampa e dalle banche immagini, mentre lo stesso, secondo l’accusa, non avverrebbe per le immagini pubblicate dagli utenti sui social network. Nel ricorso è inoltre riportata la seguente affermazione: “Pubblica prima e paga solo se viene scoperta, scommettendo sul fatto che le persone a cui ruba il lavoro non scopriranno mai che è stato utilizzato e che, se lo scoprissero, non potrebbero permettersi di perseguire il caso.” Gli avvocati ricordano inoltre che il Daily Mail sarebbe stato coinvolto in altre controversie simili negli ultimi quindici anni. Tra queste viene citata la causa avviata nel 2010 dall’agenzia fotografica Mavrix Photo, che chiedeva oltre un milione di dollari per il presunto utilizzo non autorizzato di immagini su carta stampata e online. Quel procedimento, secondo quanto riportato nella denuncia, si è concluso con un accordo economico riservato. (Foto creata con AI)
Giorgio Bardaglio è il nuovo direttore del Giornale di Brescia

Dal 1° luglio 2026 cambia la guida delle principali testate del Gruppo Editoriale Bresciana. Giorgio Bardaglio assume l’incarico di direttore responsabile del Giornale di Brescia, di Teletutto e di Radio Bresciasette, succedendo a Nunzia Vallini, che diventa direttore editoriale del Gruppo dopo undici anni alla guida del quotidiano e diciassette anni alla direzione delle emittenti televisiva e radiofonica. Nel nuovo ruolo, Nunzia Vallini affiancherà l’editore nelle attività legate alle sfide dell’informazione e allo sviluppo della strategia editoriale e multimediale del Gruppo. Il presidente di Editoriale Bresciana Spa, avv. Pierpaolo Camadini, ha spiegato che il passaggio di consegne si inserisce in un percorso già avviato: “L’avvicendamento si inserisce in un percorso di piena continuità con la strategia di trasformazione e innovazione che negli ultimi anni ha interessato tutti i mezzi del Gruppo – commenta il presidente di Editoriale Bresciana Spa, avv. Pierpaolo Camadini – e che ha consentito alla storica testata, che ha recentemente superato il traguardo degli ottant’anni di presenza qualificata nel territorio bresciano, di raggiungere 341mila lettori nel giorno medio, secondo i dati Audicom della rilevazione integrata carta-web del febbraio 2026. Questi risultati sono il frutto di un lavoro condiviso tra editore, direzioni, redazioni e struttura tecnico-produttiva e commerciale, che ha potuto contare negli ultimi decenni sulla professionalità e sulle qualità personali di Nunzia Vallini. A lei va il nostro ringraziamento per quanto realizzato e per il contributo che continuerà ad offrire nel nuovo ruolo accanto all’editore, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il legame tra le testate e il territorio”. Secondo i dati Audicom della rilevazione integrata carta-web di febbraio 2026, il Giornale di Brescia ha raggiunto una media di 341 mila lettori al giorno. Il traguardo arriva dopo oltre ottant’anni di attività della testata sul territorio bresciano. Alla guida delle testate del Gruppo arriva Giorgio Bardaglio, che fino a oggi ha ricoperto il ruolo di vicedirettore del Giornale di Brescia. Ad affiancarlo come vicedirettore sarà Carlo Muzzi. Il loro compito sarà proseguire il percorso editoriale iniziato nel 1945, utilizzando gli strumenti dell’informazione contemporanea per raccontare ogni giorno la realtà della comunità bresciana. Il modello del Gruppo Editoriale Bresciana continua a basarsi sull’integrazione tra carta stampata, televisione, radio e piattaforme digitali. L’obiettivo indicato dall’editore è offrire un servizio informativo coordinato e vicino al territorio, valorizzando le diverse modalità con cui i cittadini possono accedere alle notizie. Nel messaggio rivolto ai nuovi responsabili, l’editore ha espresso gli auguri di buon lavoro a Giorgio Bardaglio e Carlo Muzzi, estendendo il ringraziamento a tutte le persone che lavorano ogni giorno nelle redazioni e nelle strutture del Gruppo. Nel testo viene inoltre sottolineato il valore del rapporto di fiducia costruito negli anni tra il Giornale di Brescia, Teletutto, Radio Bresciasette e la comunità bresciana, indicando la prosecuzione del percorso di innovazione, indipendenza e qualità dell’informazione come parte della strategia editoriale del Gruppo. (In foto, Giorgio Bardaglio e Nunzia Vallini)
Corriere della Sera rilancia su AI, digitale e abbonamenti

Il Corriere della Sera punta sull’intelligenza artificiale, accelera la trasformazione digitale, prepara nuovi prodotti editoriali e fissa un obiettivo preciso: raggiungere un milione di abbonati digitali entro due anni. È questa la strategia illustrata dal direttore Luciano Fontana in un documento presentato alla redazione, che definisce le linee guida per affrontare i cambiamenti del mercato dell’informazione e l’evoluzione delle tecnologie digitali. La sfida dell’intelligenza artificiale. Nel documento l’intelligenza artificiale viene indicata come il principale cambiamento che sta interessando il settore dell’informazione. Secondo il piano, questa tecnologia non rappresenta soltanto un nuovo strumento di lavoro, ma modifica il modo in cui le persone cercano, leggono e utilizzano le notizie. Per questo il quotidiano intende rafforzare il rapporto diretto con i lettori e valorizzare i contenuti originali prodotti dai giornalisti, come inchieste, interviste, analisi e approfondimenti. Nel testo si legge: “L’Intelligenza artificiale non rappresenta semplicemente una nuova tecnologia a disposizione delle redazioni. È qualcosa di più: sta modificando il modo in cui le persone scoprono, consumano e interagiscono con le notizie”. Accordi con le piattaforme AI. Tra gli obiettivi indicati figura anche l’avvio di negoziati con le piattaforme AI. Il Corriere spiega che i propri contenuti vengono già utilizzati per verificare notizie e analisi, ma senza accordi economici. La strategia prevede quindi la definizione di partnership e modelli di collaborazione con le piattaforme, insieme agli altri grandi editori, per tutelare il valore economico della produzione giornalistica e della proprietà intellettuale. L’obiettivo degli abbonati digitali. La crescita degli abbonamenti digitali rappresenta il punto centrale del piano editoriale. Il traguardo fissato è raggiungere un milione di abbonati entro i prossimi due anni. Per ottenere questo risultato saranno sviluppati nuovi servizi e strumenti destinati ad aumentare il numero di utenti registrati, rafforzare la fidelizzazione dei lettori e ampliare l’offerta digitale. Nuovi prodotti editoriali. Il piano prevede la realizzazione di nuovi contenuti con particolare attenzione agli approfondimenti e alla spiegazione delle notizie. Saranno valorizzate sia le firme storiche del giornale sia nuovi giornalisti e nuovi volti. Proseguirà inoltre l’esperienza delle videolezioni già avviate, con nuovi corsi affidati a professori universitari ed esperti, insieme alla produzione di ulteriori serie dedicate alla storia, alla scienza, all’economia e ad altri temi di attualità. Archivio storico e “Chiedi al Corriere”. Tra i progetti annunciati figura il completo rinnovamento dell’Archivio storico, che raccoglie i contenuti pubblicati dal 1876. Il nuovo sistema permetterà di consultare articoli, fotografie, audio e video attraverso un motore di ricerca conversazionale e percorsi tematici. È previsto anche il lancio del servizio “Chiedi al Corriere”, un sistema che risponderà alle domande degli utenti utilizzando esclusivamente gli articoli pubblicati dal quotidiano. Ogni risposta sarà accompagnata dai collegamenti alle fonti interne e potrà suggerire newsletter, podcast o altri contenuti in base agli interessi del lettore. Newsletter, app e nuovi servizi. Il progetto comprende una nuova piattaforma dedicata alle newsletter, il rifacimento dell’app del Corriere e nuovi strumenti per personalizzare la lettura delle notizie. Tra le funzioni previste ci sono una sezione dedicata agli ultimi aggiornamenti, playlist di articoli, contenuti audio, podcast da ascoltare anche in automobile e una maggiore integrazione con i giochi digitali del quotidiano. Inchieste, reportage e informazione internazionale. Il documento prevede anche lo sviluppo di un prodotto dedicato alle inchieste, ai reportage e al giornalismo investigativo. È inoltre allo studio un nuovo progetto editoriale sull’informazione internazionale, che selezionerà e tradurrà articoli, analisi e interviste provenienti da autorevoli testate straniere, affiancando anche la traduzione in inglese di alcuni contenuti italiani. Podcast, vodcast e social network. L’offerta di podcast e vodcast sarà ampliata con nuovi appuntamenti quotidiani e settimanali. Parallelamente crescerà il lavoro sui social network, con una presenza più forte su piattaforme come YouTube e LinkedIn, nuovi format dedicati e maggiore coordinamento tra il team social e la redazione. Community e iniziative per i lettori. Il piano punta anche a rafforzare la community dei lettori. Saranno sviluppati strumenti per favorire il dialogo attraverso commenti, sondaggi, chat e domande rivolte ai giornalisti. Sono inoltre previste iniziative nelle scuole per avvicinare i giovani all’informazione e incontri pubblici con i giornalisti in diverse città. Carta e offerta editoriale. Il documento conferma l’importanza dell’edizione cartacea, che continuerà a essere una parte significativa dell’attività del quotidiano. Allo stesso tempo sarà effettuata una verifica dell’offerta, compresa una possibile revisione dei dorsi locali e di alcuni prodotti settimanali, con l’obiettivo di destinare maggiori risorse allo sviluppo digitale. La riorganizzazione della redazione. Il piano introduce una riorganizzazione del lavoro basata sul modello digital first. Tutti i giornalisti saranno coinvolti nella produzione dei contenuti destinati al web e successivamente verranno selezionati quelli da pubblicare sull’edizione cartacea. È prevista anche una diversa distribuzione degli orari di lavoro per garantire una maggiore presenza della redazione nelle prime ore della giornata e una più stretta integrazione tra carta e digitale. Per quanto riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in redazione, sarà istituita una commissione incaricata di definire le regole di impiego degli strumenti digitali. L’AI potrà essere utilizzata come supporto per il fact checking, l’individuazione delle fake news, le traduzioni, la sintesi di documenti, le trascrizioni audio e video, la preparazione di infografiche e la proposta di titoli SEO. Il documento ribadisce infine il ruolo centrale del lavoro giornalistico: “Lo ripetiamo: la centralità del lavoro dei giornalisti, la produzione di contenuti esclusivi e originali, la capacità di cercare notizie, analizzarle, approfondirle sono la nostra missione e la garanzia di futuro in un contesto molto competitivo e difficile”. (In foto, Luciano Fontana – elaborazione su immagine LaPresse)
Corriere della Sera, un gioco di carte per rivivere 150 anni di prime pagine

Il Corriere della Sera celebra i suoi 150 anni con un gioco di carte che permette di ripercorrere alcuni dei principali eventi che hanno segnato la storia d’Italia e del mondo. Il gioco è composto da 165 carte, ognuna dedicata a un avvenimento raccontato dal Corriere nel corso della sua lunga storia editoriale. Dalle vicende politiche ai grandi fatti di cronaca, passando per sport, spettacolo ed eventi internazionali, i partecipanti sono chiamati a mettere alla prova memoria e conoscenza storica. L’iniziativa rappresenta uno dei progetti scelti dal quotidiano di via Solferino per celebrare il traguardo dei 150 anni, raggiunto nel 2026. Le carte sono realizzate da Modiano e vengono vendute al prezzo di 15,90 euro, oltre al costo del giornale. Saranno disponibili in edicola per due mesi. Al centro del gioco ci sono le prime pagine, considerate da sempre il simbolo più immediato dell’identità di un quotidiano. È sulla prima pagina che viene presentata la notizia ritenuta più importante del giorno, quella destinata a catturare l’attenzione dei lettori e spesso a entrare nei libri di storia. Nel corso di un secolo e mezzo, il Corriere ha raccontato guerre, cambiamenti politici, conquiste scientifiche, tragedie, successi sportivi e momenti che hanno lasciato un segno nella memoria collettiva. Sfogliando le carte, i giocatori attraversano epoche molto diverse tra loro. Alcune domande riguardano eventi universalmente conosciuti, come lo sbarco sulla Luna o la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Altre riportano alla luce fatti meno noti ma comunque significativi, offrendo l’occasione per scoprire episodi che hanno contribuito a costruire la storia contemporanea. Il percorso raccontato dal gioco mostra anche l’evoluzione del giornalismo. Le prime pagine di fine Ottocento erano composte quasi esclusivamente da lunghi testi, senza fotografie. Con il passare dei decenni sono arrivate le immagini in bianco e nero e successivamente quelle a colori, mentre il linguaggio giornalistico si è adattato ai cambiamenti della società e dei mezzi di comunicazione. Le carte propongono eventi legati alla politica, all’economia e alle relazioni internazionali, ma anche fatti di cronaca che hanno colpito l’opinione pubblica, grandi imprese sportive e protagonisti della vita civile. Ogni notizia rappresenta una tessera di un racconto più ampio che attraversa generazioni diverse e richiama ricordi personali, momenti condivisi e passaggi fondamentali della storia collettiva. L’iniziativa prende avvio da una data simbolica: il 1876, anno di fondazione del Corriere della Sera. All’epoca l’Italia unita aveva soltanto quindici anni di vita. Da allora il quotidiano ha seguito e raccontato i principali avvenimenti nazionali e internazionali, costruendo giorno dopo giorno un archivio che oggi viene trasformato in un gioco pensato per avvicinare il pubblico alla storia attraverso le notizie che l’hanno raccontata.