Corriere della Sera accusato da Zakharova di far parte della “mafia mondiale”

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha accusato oggi il quotidiano italiano Corriere della Sera, sostenendo che farebbe parte di una presunta “mafia mondiale” che, secondo lei, proteggerebbe il governo ucraino. La dichiarazione è arrivata dalla Russia, dove Zakharova ha riferito che “recentemente il quotidiano italiano Corriere della Sera si è rifiutato di pubblicare un’intervista a Sergei Lavrov, in cui il ministro riportava, tra l’altro, fatti che dimostrano la natura neonazista del regime di Kiev”. L’episodio citato riguarda un’intervista che il ministero degli Esteri russo aveva proposto dopo aver ricevuto le domande del giornale. Il ministero aveva inviato una risposta molto lunga, con numerose accuse verso l’Ucraina e altri Paesi, e non aveva accettato richieste di chiarimento o possibilità di confronto. Il quotidiano aveva quindi scelto di non pubblicare il materiale. Non è la prima volta che Zakharova critica media italiani o occidentali, “essendo evidentemente poco abituata alla democrazia e di conseguenza a una stampa libera e indipendente”. Il Corriere della Sera ha replicato, affermando: “Ancora una volta ci vediamo costretti a ripetere che non prendiamo lezioni da un Paese dove la libertà di espressione e di dissenso è ormai cancellata”. (In foto, Maria Zakharova)
La Stampa, Gino Cecchettin direttore per un giorno, nella ricorrenza contro la violenza sulle donne

Gino Cecchettin guiderà La Stampa come direttore per un giorno in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, firmando un numero speciale dedicato alla sensibilizzazione sul tema. L’iniziativa nasce per portare nelle pagine del quotidiano l’esperienza diretta di un padre che, l’11 novembre 2023, ha perso la figlia Giulia, 22 anni, uccisa dall’ex fidanzato a Fossò. La redazione ha scelto di affidargli la direzione simbolica dell’edizione del 25 novembre per costruire insieme un giornale che renda più accessibili informazioni, strumenti e testimonianze sulla violenza di genere. Nell’edizione speciale verrà distribuita la guida “Facciamo rumore”, pensata per aiutare chi vive situazioni di rischio e per spiegare a chi osserva come riconoscere segnali e comportamenti utili. La guida, accompagnata da una spilla con la stessa frase, riprende l’espressione usata da Elena Cecchettin, sorella di Giulia, per incoraggiare la reazione pubblica contro il silenzio che spesso circonda i casi di violenza. Il materiale allegato offre indicazioni chiare e immediate, con un linguaggio semplice per raggiungere lettori di tutte le età. Tra le informazioni principali c’è il “Signal for Help”, un gesto silenzioso che consente di chiedere aiuto senza attirare l’attenzione dell’aggressore. Il movimento è composto da tre passaggi: alzare la mano con il palmo in avanti, piegare il pollice verso l’interno, chiudere le altre dita sopra il pollice. La guida illustra quando può essere usato e come chi lo vede può intervenire in sicurezza, ricordando che la priorità è evitare azioni dirette che potrebbero esporre a rischi. La raccomandazione è di chiamare il 112 indicando di aver visto il segnale e, una volta possibile, contattare il 1522, numero nazionale antiviolenza e antistalking attivo 24 ore su 24. Il documento contiene inoltre i riferimenti dei Centri antiviolenza di Torino e provincia. L’iniziativa arriva in un momento in cui i nuovi dati raccolti da Eurostat, aggiornati a marzo 2024, mostrano che una donna su tre nell’Unione Europea ha subito nel corso della vita violenza fisica, minacce e/o violenza sessuale. Le percentuali indicano che il 13% ha subito violenza fisica o minacce senza componenti sessuali, mentre il 17% ha vissuto episodi di violenza sessuale. Numeri che continuano a delineare un fenomeno diffuso e radicato. Nel numero diretto da Gino Cecchettin saranno presenti storie, dati, interventi specialistici e testimonianze raccolte per offrire ai lettori un quadro chiaro della situazione, con l’obiettivo di rendere l’informazione uno strumento di supporto concreto. (In foto, Gino e Giulia Cecchettin)
Angelucci ridefinisce le direzioni: Cerno al Giornale, Capezzone al Tempo

Il 1° dicembre, nel gruppo editoriale che fa capo all’imprenditore Antonio Angelucci, cambia chi dirige due dei suoi quotidiani più importanti: Tommaso Cerno diventerà direttore del Giornale al posto di Alessandro Sallusti, mentre la guida del Tempo, finora affidata allo stesso Cerno, potrebbe passare a Daniele Capezzone, oggi direttore editoriale di Libero. Il gruppo conferma invece la direzione di Mario Sechi a Libero, che quindi non subirà modifiche. La scelta di affidare Il Giornale a Cerno arriva dopo mesi in cui si parlava di un possibile riassetto interno. Cerno, udinese e cinquantenne, è considerato la figura più spostata sulla scacchiera editoriale del gruppo. La sua carriera è iniziata al Messaggero Veneto, poi è passato a L’Espresso, che ha diretto nel 2016. In seguito è diventato condirettore di Repubblica e, successivamente, parlamentare del Partito Democratico. Negli ultimi anni si è gradualmente spostato verso quotidiani dell’area centrodestra, fino ad approdare al Tempo. Secondo quanto filtrato, Sallusti avrebbe rifiutato il ruolo di direttore editoriale del Giornale, oggi nelle mani di Vittorio Feltri, e per lui potrebbe aprirsi una presenza più stabile negli studi televisivi di Mediaset come analista-commentatore. Le discussioni interne sulla sua uscita dal gruppo avevano generato reazioni, tra cui quelle attribuite proprio a Feltri, e per questo gli editori avevano inizialmente frenato. Ora però il passaggio a Cerno diventa operativo. Durante il suo anno e otto mesi alla guida del Tempo, Cerno è stato descritto come un direttore molto energico, capace di introdurre nuovi ritmi e idee che hanno riportato attenzione su una testata considerata in difficoltà. Il suo metodo di lavoro è definito “solista”: costruisce il giornale seguendo intuizioni personali, senza sempre condividerle in anticipo con la redazione, che comunque riconosce il suo impegno. In un recente incontro pubblico, Cerno ha spiegato come secondo lui sia cambiato il lavoro dei giornalisti: “prima il giornale andava in cerca della notizia, ora la notizia arriva anche al giornale via social network e il valore aggiunto del giornalista non è più nel riportarla così com’è, ma solo nell’approfondimento e nella testimonianza personale”. Ha aggiunto che il compito dei quotidiani è “selezionare le notizie e scegliere quelle che vanno approfondite”, perché devono raccontare qualcosa che non si trova già nei flussi online. Per lui, i giornalisti devono “tornare a essere testimoni diretti”.
Il Sole 24Ore chiude gli eventi per i suoi 160 anni con un concerto nel Duomo di Milano

Il Sole 24 Ore ha celebrato ieri sera a Milano i suoi 160 anni con un concerto speciale diretto dal Maestro Lorenzo Viotti, che ha guidato la Filarmonica della Scala sotto le arcate del Duomo, offrendo al pubblico un evento accessibile anche in streaming. L’iniziativa, organizzata grazie all’ospitalità della Veneranda Fabbrica del Duomo, ha portato in scena la Ciaccona dalla Partita n. 2 in re minore BWV 1004 di Johann Sebastian Bach e la Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, scelte per segnare il momento conclusivo di un anno intero di celebrazioni. L’appuntamento, sostenuto da UniCredit come main partner e da Berlucchi Franciacorta come event partner, ha riunito numerosi ospiti. Tra loro, in veste di ospitante, monsignor Gianantonio Borgonovo, arciprete del Duomo di Milano, che ha dichiarato: “La Veneranda Fabbrica del Duomo e il Capitolo Metropolitano, custodi del Mistero che il Duomo non cessa di manifestare nel cuore della Civitas milanese, accolgono con gioia questo concerto, per celebrare insieme i primi 160 anni de Il Sole 24 Ore. La Filarmonica della Scala, con il rigore sacro della Ciaccona di Bach e la monumentalità della Sinfonia n. 5 di Čajkovskij che si confronta con il tema del fato, ci invita alla riflessione. Ad multos annos!”. Il coordinatore artistico della Filarmonica, Damiano Cottalasso, ha sottolineato il valore del luogo ricordando il “Duomo, che insieme al Teatro alla Scala incarna l’essenza di Milano e il suo tratto distintivo più profondo. L’immensità dello spazio e la dimensione sacra trasformano ogni esecuzione, rendendola sempre un momento particolare, questa volta anche come omaggio al giornale che da oltre un secolo e mezzo racconta la storia, l’economia, la cultura del Paese”. Nel corso della serata è stato ricordato il lungo percorso del giornale, fondato nel 1865. La presidente del Gruppo 24 Ore, Maria Carmela Colaiacovo, ha affermato: “Dal 1865 a oggi, attraversando tre secoli, non ha mai tradito la propria missione: essere un presidio di autorevolezza, indipendenza e competenza al servizio di imprese, istituzioni, professionisti e di tutti i cittadini. Siamo orgogliosi di celebrare 160 anni di storia con un concerto speciale nella suggestiva cornice del Duomo insieme ai nostri stakeholder e lettori: una comunità che si riconosce nel valore imprescindibile di un’informazione di qualità come bene essenziale per il Paese”. L’amministratore delegato del Gruppo 24 Ore, Federico Silvestri, ha evidenziato il valore simbolico dell’evento: “Il concerto esclusivo della Filarmonica della Scala in Duomo – sottolinea l’ad del Gruppo 24 Ore, Federico Silvestri – rappresenta il culmine di un intero anno di iniziative dedicate a celebrare la storia e l’evoluzione del nostro giornale e il suo ruolo nel sistema economico, culturale e informativo del Paese. In questi 160 anni abbiamo costruito un patrimonio di credibilità che è il nostro bene più prezioso e che sarà il faro che ci guiderà anche per il futuro. Viviamo quindi questo anniversario con un forte senso di responsabilità e, soprattutto, uno straordinario stimolo a proiettarci nelle sfide future, mantenendo sempre elevata la qualità del nostro ecosistema informativo capace di generare un grande valore per il Sistema Paese”. A chiudere la serata gli interventi dedicati al lavoro giornalistico. Il direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, ha osservato: “Diciamo, senza timore di smentita che in 160 anni di vita Il Sole 24 Ore ne ha viste di tutti i colori. Ci sono stati anni splendidi e altri maledetti. Inutile perdersi in dettagli. L’augurio, per i prossimi 160 anni, è che siano sempre migliori. Di sicuro l’impegno è a continuare il lavoro quotidiano nella ricerca di notizie che i lettori non conoscano già, d’interviste non banali e di analisi degne di essere lette. Sempre all’insegna della dialettica, mai forzando i fatti in funzione delle opinioni”. (In foto, il direttore Fabio Tamburini)
L’Espresso compie 70 anni con mostra, talk e incontro al Quirinale. Attesa per l’archivio digitalizzato del giornale

A Roma, oggi, l’editore Donato Ammaturo e il direttore Emilio Carelli hanno incontrato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per celebrare i 70 anni de L’Espresso, il settimanale fondato nel 1955 da Arrigo Benedetti. L’appuntamento ha aperto una giornata dedicata ai festeggiamenti, iniziata al Quirinale e proseguita nel pomeriggio a Palazzo Brancaccio, dove sono stati organizzati incontri, interventi e una mostra di copertine storiche. Nella nota diffusa dal settimanale si legge che l’incontro con il Capo dello Stato è stato considerato “un onore che rafforza il senso della nostra responsabilità pubblica”. Ammaturo ha ricordato che il futuro dell’informazione passa da un lavoro continuo sulla qualità e sull’autorevolezza, principi indicati come fondamentali anche per gli anni a venire. Carelli ha ringraziato il Presidente per l’attenzione verso la stampa, spiegando che al Quirinale è stata portata la testimonianza di una comunità che ritiene il giornalismo “una missione e un servizio al Paese”. Nel pomeriggio, a Palazzo Brancaccio, si sono alternati giornalisti, artisti, studiosi e personalità istituzionali. La mostra ha esposto prime pagine che hanno segnato momenti importanti della storia italiana e internazionale, come quelle dedicate al caso Moro, all’allarme Aids, alle vicende di Falcone, al traffico di droga, all’operazione contro Bin Laden e alla mafia, con l’immagine di Matteo Messina Denaro. Le copertine sono state presentate come parte della memoria collettiva costruita dal settimanale. Gli incontri sono iniziati con il racconto del lavoro visivo della testata, guidato dall’art director Stefano Cipolla e dall’illustratore Andrea Calisi. Sono poi intervenuti reporter e inviati che hanno parlato del mondo arabo, della musica come forma di impegno e del lavoro delle organizzazioni internazionali. La relatrice speciale dell’Onu, Francesca Albanese, ha spiegato che l’imparzialità significa “portare avanti il lavoro nonostante gli attacchi”, ricordando i sacrifici degli ultimi tre anni. Durante la giornata si è discusso anche del ruolo della televisione nel contrasto alla violenza di genere. La giornalista Serena Bortone ha dichiarato che “la tv è fondamentale” per costruire una società più equilibrata. Non sono mancati interventi sui temi più attuali del giornalismo, dall’importanza dell’inchiesta al rapporto tra stampa e potere. Il conduttore Corrado Formigli ha parlato del recente sciopero al Sole 24 Ore e del bisogno dei giornalisti di poter interrogare chi governa. Tra gli ospiti c’erano anche figure impegnate nella lotta alla mafia, come Nicola Gratteri, e rappresentanti della politica nazionale e locale. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha spiegato che la sua presenza su TikTok nasce dall’idea che “raccontare i nostri interventi è un dovere”. Sono intervenuti anche giovani dirigenti politici e la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, con un messaggio video. Carelli ha ricordato il “gruppo di giornalisti coraggiosi” che fondò il settimanale, spiegando che L’Espresso ha attraversato decenni di storia raccontando diritti, terrorismo, criminalità organizzata e conflitti, come quello di Gaza. Ha inoltre annunciato la prossima pubblicazione online dell’intero archivio digitalizzato, dalla nascita del giornale a oggi.
Il ministro russo Lavrov accusa il Corriere della Sera di censura

Il ministero degli Esteri russo ha accusato il Corriere della Sera di essersi rifiutato di pubblicare un’intervista con il ministro Serghei Lavrov, sostenendo che il quotidiano italiano avesse cambiato posizione dopo aver ricevuto il testo finale. Secondo la nota ufficiale diffusa dal ministero e rilanciata dalla Tass, il Corriere aveva accettato l’offerta di un’intervista esclusiva, aveva inviato molte domande e aveva ricevuto rapidamente le risposte pronte per la pubblicazione. La Russia ha dichiarato che “il quotidiano ha rifiutato di pubblicare le risposte di Lavrov”, spiegando che la redazione avrebbe giudicato il contenuto troppo complesso e con molte affermazioni da verificare. Nel comunicato si parlava di “palese censura” e si richiamava il diritto dei cittadini italiani a un’informazione completa, citando l’articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Il ministero ha anche diffuso due versioni dell’intervista: una integrale e una attribuita alla redazione italiana, nella quale, secondo la Russia, sarebbero stati tolti alcuni passaggi sulla situazione in Ucraina. La direzione del Corriere della Sera ha respinto le accuse, dichiarando che il materiale ricevuto dal ministero russo era “un testo sterminato pieno di accuse e tesi propagandistiche”. Il quotidiano ha spiegato di aver chiesto un’intervista con possibilità di confronto diretto, ricevendo però un rifiuto. La redazione ha affermato che le condizioni imposte da Mosca non rispecchiavano i criteri di un giornalismo libero, sottolineando: “Quando il ministro Lavrov vorrà fare un’intervista secondo i canoni di un giornalismo libero e indipendente saremo sempre disponibili”. Nel corso della giornata è intervenuta anche Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, che ha accusato il quotidiano di aver reagito con un presunto “attacco di panico”. Zakharova ha dichiarato che la redazione sarebbe stata pronta a pubblicare solo un terzo dell’intervista e che i tagli avrebbero riguardato anche parti legate al concetto di neonazismo, più volte citato dal ministro nelle sue risposte. La portavoce ha affermato che le ragioni del rifiuto sarebbero state politiche e che “i media sono così intimiditi che il dovere giornalistico e l’etica professionale hanno ceduto”. In un contesto internazionale segnato dal conflitto, sono arrivate anche le parole di Svetlana Tikhanovskaya, leader dell’opposizione democratica bielorussa in esilio, in visita al Parlamento britannico. Tikhanovskaya ha dichiarato che “l’Ucraina combatte per tutti noi, per i nostri valori comuni e il nostro futuro”, collegando la resistenza del Paese alla difesa delle democrazie europee. Ha ricordato la detenzione del marito Siarhei Tikhanovsky, arrestato durante la campagna elettorale contro il presidente Aleksandr Lukashenko, e ha raccontato l’impatto emotivo del loro incontro dopo cinque anni di prigionia. Tikhanovskaya ha spiegato che, secondo lei, la Russia non avrebbe mai considerato la Bielorussia e l’Ucraina come Stati pienamente indipendenti e che l’obiettivo di Mosca sarebbe stato mantenere una forma di controllo politico. Ha affermato che i Paesi europei avrebbero dovuto continuare a sostenere Kiev, perché ogni esitazione sarebbe stata percepita dalla Russia come un punto debole. Ha indicato che eventuali negoziati sulla guerra sarebbero arrivati solo quando l’Ucraina avrebbe avuto una posizione forte, ricordando che i conflitti terminano spesso con accordi che richiedono tempo e stabilità. Riguardo al presidente russo Vladimir Putin, Tikhanovskaya ha parlato di una strategia che, a suo parere, mirava a mantenere il mondo democratico sotto pressione e in costante incertezza. Ha detto di credere che i Paesi democratici fossero abbastanza uniti e preparati per contrastare queste tensioni. Guardando al futuro della Bielorussia, ha spiegato che la popolazione aveva un forte desiderio di avvicinarsi all’Europa e che un percorso chiaro verso l’integrazione europea avrebbe aiutato la società a rafforzare le proprie istituzioni. Tikhanovskaya ha concluso affermando che “il compito del mondo democratico è mostrare alla Russia che non ha il diritto di considerare altri Paesi come i suoi satelliti: quell’epoca sovietica è finita”. (In foto, Serghei Lavrov)
Il Sole 24Ore festeggia 160 anni al Mudec di Milano

Ieri a Milano, al Mudec, si è svolta una giornata aperta al pubblico per celebrare i 160 anni de Il Sole 24Ore, nata nella stessa città nel 1865 come primo quotidiano italiano dedicato all’economia. L’evento ha riunito rappresentanti del mondo politico, economico e culturale, che hanno partecipato a incontri e tavole rotonde pensate per raccontare come il giornale avesse attraversato un secolo e mezzo di trasformazioni del Paese. Durante la mattinata è stato presentato anche il nuovo francobollo dedicato all’anniversario, emesso dal MIMIT con l’annullo filatelico di Poste Italiane, parte della serie “Le Eccellenze del sistema produttivo e del Made in Italy”. Il francobollo riproduce la testata del quotidiano su uno sfondo che richiamava il colore della sua carta e mostra una filigrana neoclassica ispirata ai motivi ornamentali dell’Ottocento. Nel corso del programma, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto a margine dell’evento, ha spiegato che “l’Unione Europea sul fronte energetico consente di acquistare gas naturale liquefatto dalla Russia. L’Italia non lo fa, ma ci sono Paesi come la Germania che hanno assoluta necessità di rifornirsi”. Ha aggiunto che “passare dal 100% di dipendenza, com’era tre anni fa, a zero richiede passaggi intermedi” e che le sanzioni europee “sono misure pesanti, ma non possiamo imporre sanzioni arrivando all’autolesionismo, cioè autosanzionandoci”. Rispondendo a una domanda sul ruolo dell’Ungheria, Pichetto Fratin aveva ricordato che “l’Italia dispone di gas naturale liquefatto e di 28 miliardi di metri cubi di capacità di rigassificazione”, mentre l’Ungheria “non ha accesso al mare per costruire rigassificatori ed era totalmente dipendente dal gas russo”. Il ministro aveva poi osservato che “il quadro geopolitico attuale, segnato da guerre e nuove contrapposizioni tra Paesi, rischia di rallentare i processi e gli accordi presi nelle precedenti Conferenze sul clima”. Durante una tavola rotonda dedicata al tema dell’energia e delle competenze, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha diffuso un videomessaggio nel quale sottolineava che “più di due aziende su tre hanno difficoltà a trovare le risorse umane necessarie, e tutto questo comporta un mancato valore aggiunto pari a circa 44 miliardi di euro”. Ha anche indicato nella formazione la via per colmare il divario, spiegando che “l’attitudine al risparmio energetico sarà una competenza che richiederà indicativamente 2.400.000 persone di nuovi assunti” e che si tratta “di circa due terzi del fabbisogno complessivo del prossimo quinquennio”. Valditara ha inoltre affermato che “serve un’alleanza tra scuola e impresa per preparare i giovani alle sfide della transizione verde”. Alla discussione hanno partecipato anche i vertici di Terna, Enel e Acea. Nel pomeriggio, una tavola rotonda dedicata all’intelligenza artificiale ha visto l’intervento del prorettore del Politecnico di Milano Giuliano Noci, che aveva spiegato che “come Europa non tocchiamo palla, siamo regolatori e fornitori seriali di principi astratti che cozzano con la felicità umana”. Ha fatto riferimento al tema della privacy dicendo che “impediamo di costruire modelli di addestramento sulla sanità, perché vogliamo rispettare la privacy”, e aveva osservato che l’AI “va governata ma non frenata”. Noci ha poi ricordato che “per l’AI Act ci sono voluti 4 anni per disciplinarlo” e ha posto la domanda: “Come può l’Europa dare le regole del gioco se non ha le carte in mano?”.
Il Sole 24Ore celebra 160 anni con un francobollo

Ieri mattina, al Mudec di Milano, durante l’evento “160 ANNI insieme: informare, partecipare, crescere”, era stato presentato il francobollo dedicato ai 160 anni de Il Sole 24 Ore, emesso dal MIMIT e corredato dall’annullo filatelico di Poste Italiane. Il francobollo, valido per la posta ordinaria nazionale, riproduceva la testata del quotidiano su uno sfondo che richiamava il colore della sua carta e mostrava una filigrana neoclassica ispirata ai motivi dell’Ottocento, scelta per rappresentare il percorso storico del giornale. Secondo Flavia Scarpellini, consigliere d’amministrazione dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, l’emissione nasceva dalla capacità del quotidiano di raccontare l’evoluzione delle imprese e del lavoro in oltre un secolo di informazione. Scarpellini aveva spiegato che “dalle prime edizioni il punto di vista del giornale è sempre stato universalistico” e che il quotidiano aveva consolidato negli anni un rapporto stabile con i lettori, seguendo “piccole e grandi rivoluzioni” economiche e sociali. Aveva inoltre ricordato il passaggio a una realtà multimediale in grado di integrare carta, radio ed eventi. Il bollettino illustrativo dell’emissione era stato firmato dal direttore del quotidiano, Fabio Tamburini, che lo aveva dedicato “ai lettori del passato, del presente e del futuro”. Come aveva spiegato Annamaria Gallo, responsabile Commerciale Filatelia Macro Area Nord Ovest di Poste Italiane, il francobollo sarebbe stato messo in vendita da oggi negli uffici postali, “raccontando la storia di chi ha fatto la storia”. L’emissione prevedeva 225.000 esemplari con la testata del giornale. Durante la cerimonia, la presidente del Gruppo 24 ORE, Maria Carmela Colaiacovo, aveva ricordato che l’anniversario rappresentava “un simbolo di una storia fatta di impegno e passione” e aveva descritto Il Sole 24 Ore come “simbolo di affidabilità, passione e credibilità”, rivolto alle imprese, ai professionisti e ai lettori interessati all’informazione economica. Tamburini aveva aggiunto che “giornate come questa servono a ricordare che occorre ragionare con la testa e per questo occorre informarsi per fare scelte consapevoli”, sottolineando che il quotidiano “serve a recuperare il valore, la dialettica e il confronto”.
Il Sole 24Ore celebra 160 anni di storia, con edizione speciale in edicola, francobollo ed evento a Milano

Il Sole 24Ore festeggia i suoi 160 anni di storia con un’edizione speciale in edicola il 5 novembre 2025, accompagnata da una sovraccoperta da collezione firmata da Adriano Attus, Direttore Creativo del quotidiano. L’iniziativa anticipa la giornata-evento del 9 novembre al Mudec – Museo delle Culture di Milano, dedicata a economia, cultura, innovazione e sostenibilità, con incontri e tavole rotonde aperte al pubblico. La sovraccoperta celebrativa è un’opera visiva che traduce un secolo e mezzo di storia del giornale in una mappa colorata del tempo. L’artista Adriano Attus ha ideato una composizione geometrica formata da 70 quadratini neri, che simboleggiano gli anni segnati da grandi eventi, 8 rettangoli blu per i momenti di cambiamento e 5 quadrati rossi per le decadi fondative. Un linguaggio visivo che racconta l’evoluzione del quotidiano dalle origini tipografiche alla trasformazione digitale, fino all’attuale realtà multimediale, che unisce stampa, radio, digitale, podcast, eventi e formazione. All’interno dell’edizione speciale sarà pubblicato anche il programma completo della giornata “160 anni insieme: formare, partecipare, crescere”, che si terrà il 9 novembre dalle 10:00 alle 19:30 tra Mudec e Talent House by The Adecco Group in via Tortona, Milano. L’apertura dell’evento sarà affidata alla Presidente del Gruppo 24ORE Maria Carmela Colaiacovo e al Direttore Fabio Tamburini, che presenteranno il Francobollo celebrativo dei 160 anni, emesso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La giornata si concluderà con l’intervento dell’Amministratore Delegato Federico Silvestri. Il programma prevede 18 incontri tra talk, interviste e tavole rotonde con giornalisti del Sole 24Ore, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori e accademici. I temi centrali riguarderanno la geopolitica, le relazioni internazionali, l’intelligenza artificiale e la sostenibilità. Tra gli appuntamenti principali, Roberto Bongiorni e Ugo Tramballi discuteranno di geopolitica, mentre Giulio Tremonti e Donato Masciandaro affronteranno il tema delle relazioni tra Europa e Stati Uniti. Ampio spazio sarà dedicato all’intelligenza artificiale con Paolo Benanti, Guido Guidesi, Giuliano Noci e Uljan Sharka, che dialogheranno sugli effetti dell’AI generativa sul mondo del lavoro, insieme a Luca Tremolada. Sul fronte ambientale ed energetico, la tavola rotonda “Diamo nuova energia all’energia” ospiterà il ministro Gilberto Pichetto Fratin, il ministro Giuseppe Valditara, l’assessora Simona Tironi e gli amministratori delegati Giuseppina Di Foggia (Terna) e Fabrizio Palermo (Acea). Non mancheranno i momenti culturali: la “lezione domenicale” con Giuseppe Lupo e Angela Vettese esplorerà il legame tra arte ed economia, mentre il podcast di Paolo Colombo “Edizione straordinaria!” racconterà la nascita del giornale. La giornata si chiuderà con lo spettacolo di TeatroMusica dedicato alle truffe finanziarie, con i giornalisti di Plus24, Paola Soccorso (Consob) e la band Ciapter Eleven del Sole 24Ore. La partecipazione agli incontri è gratuita, previa registrazione sul sito ilsole24ore.com/evento160, dove è disponibile il programma dettagliato. L’edizione speciale del 5 novembre sarà distribuita in tutta Italia e riproposta durante l’evento al Mudec. La sovraccoperta d’autore diventa così un oggetto da collezione e un simbolo del legame tra passato e futuro del giornale. L’iniziativa sarà sostenuta da una campagna pubblicitaria multicanale su tutti i mezzi del Gruppo 24ORE. (Credits foto: Adriano Attus)
Netflix, Dude e Corriere della Sera insieme per “Il Mostro”

Mercoledì 22 ottobre, i lettori del Corriere della Sera hanno trovato una sorpresa inaspettata. Sfogliando il giornale dopo la prima pagina, al posto delle consuete pagine 2 e 3, sono comparse due facciate che sembravano uscite da un quotidiano degli anni Ottanta. Impaginazione, titoli e caratteri ricordavano infatti l’ultima parte dello scorso millennio. Tutti gli articoli riportavano un unico tema: i delitti del Mostro di Firenze, una serie di otto duplici omicidi avvenuti tra il 1968 e il 1985. Tra i titoli visibili c’erano frasi come “Spunta una Beretta 22: forse è l’arma del mostro di Firenze” e “Bimbo sopravvissuto al Mostro. Il Dna rilancia la pista sarda”. In un primo momento, i lettori hanno provato disorientamento, ma un piccolo avviso in fondo alle pagine chiariva tutto: “È stato scritto tanto. Ma per capire la storia bisogna partire dalle origini. Il Mostro di Stefano Sollima. Netflix”. In alto a destra, un’altra nota spiegava: “Sovracopertina speciale del Corriere della Sera per Netflix”, con il nome della piattaforma evidenziato in rosso. Anche l’ultima pagina del giornale presentava articoli d’epoca e la stessa dicitura: “Iniziativa speciale del Corriere della Sera per Netflix”. L’operazione ha segnato il debutto della serie “Il Mostro”, diretta da Stefano Sollima e composta da quattro episodi. La produzione, disponibile da oggi su Netflix, ripercorre le origini del caso e le indagini che hanno coinvolto per decenni investigatori, giornalisti e cittadini, ricostruendo una delle inchieste più lunghe e complesse della storia giudiziaria italiana. La serie attraversa documenti, ipotesi e testimonianze, soffermandosi su quella che è conosciuta come la “pista sarda”, ancora oggi oggetto di discussione. A firmare la campagna di comunicazione è l’agenzia Dude, che ha scelto di raccontare la serie attraverso un ritorno alle fonti giornalistiche originali. In collaborazione con CairoRcs Media, anche la metropolitana Duomo di Milano si è trasformata in un archivio vivente: le pareti e le bacheche hanno esposto veri articoli d’epoca, permettendo ai passanti di leggere e rivivere il clima dell’inchiesta. L’esperienza è stata pensata come un percorso immersivo, dove la storia prende forma attraverso le pagine stampate. Anche Firenze, città simbolo del caso, è stata coinvolta nella campagna con una domination all’interno di The Gallery, uno spazio digitale lungo 25 metri in cui scorrevano articoli, immagini e il trailer della serie.