USA Today, 800 dipendenti chiedono lo stop all’accordo con Palantir

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Oltre 800 dipendenti di USA Today Co., appartenenti a 31 redazioni sindacalizzate, chiedono all’editore di interrompere immediatamente la partnership con Palantir, società tecnologica statunitense specializzata nell’analisi dei dati e nell’intelligenza artificiale. La richiesta è contenuta in una dichiarazione congiunta dei lavoratori rappresentati da The NewsGuild-CWA, in maggioranza giornalisti, che sollevano dubbi sulla tutela dei dati dei lettori, sull’indipendenza delle testate e sul possibile conflitto di interessi. L’accordo era stato annunciato da USA Today Co., gruppo precedentemente conosciuto come Gannett, il 6 agosto durante la presentazione dei risultati finanziari del secondo trimestre. L’obiettivo dichiarato dall’azienda è utilizzare la tecnologia di Palantir per migliorare il modo in cui vengono raccolti, collegati e utilizzati i dati del pubblico, così da rendere più efficace e veloce la loro monetizzazione. La scelta arriva mentre gli editori devono affrontare anche la diminuzione del traffico proveniente dai motori di ricerca. I dipendenti contestano però la decisione. “Sebbene l’amministratore delegato di USA Today Co., Mike Reed, abbia promosso questa partnership come un modo per incrementare le entrate, riteniamo che essa minacci la fiducia nei nostri organi di informazione e sollevi seri interrogativi sulla sicurezza dei dati dei nostri lettori”, si legge nella dichiarazione. Al centro delle preoccupazioni c’è il ruolo di Palantir. I lavoratori ricordano che le tecnologie dell’azienda sono state utilizzate anche in sistemi di sorveglianza e nelle attività delle autorità statunitensi per l’immigrazione. Secondo i firmatari, collaborare con una società che è contemporaneamente oggetto della copertura giornalistica delle testate del gruppo potrebbe creare un conflitto di interessi. La dichiarazione richiama inoltre il lavoro dei reporter che hanno documentato operazioni contro l’immigrazione e proteste negli Stati Uniti. Un altro punto riguarda la quantità di informazioni fornite ai dipendenti. Secondo Mike Davis, giornalista dell’Asbury Park Press e vicepresidente della NewsGuild di New York, i lavoratori avrebbero saputo dell’accordo attraverso un’e-mail arrivata circa venti minuti prima della teleconferenza con gli investitori. “Parte del problema è che sappiamo molto, molto poco su come verrà utilizzato il software di Palantir”, ha spiegato Davis. I sindacati chiedono quindi maggiori chiarimenti su quali informazioni saranno elaborate, su come saranno protetti i dati personali dei lettori e sui limiti previsti dall’accordo. Nella loro dichiarazione collegano questi interrogativi anche al rapporto di fiducia tra giornali e pubblico, sostenendo che la tutela delle informazioni degli utenti sia direttamente legata alla possibilità delle testate di chiedere ai lettori di abbonarsi. L’amministratore delegato Mike Reed ha spiegato agli investitori che USA Today Co. manterrà la proprietà dei dati del proprio pubblico e che gli strumenti di intelligenza artificiale di Palantir serviranno ad aiutare il gruppo a utilizzarli in maniera più efficace. USA Today Co. controlla più di 200 quotidiani locali negli Stati Uniti e possiede anche Newsquest, importante editore britannico con oltre 150 quotidiani e settimanali. La società ha inoltre assicurato che l’accordo non coinvolgerà l’autonomia delle redazioni. “Le nostre decisioni editoriali rimangono indipendenti e sono guidate dai nostri consolidati standard giornalistici e dalle nostre politiche etiche”, aveva dichiarato USA Today Co. al momento dell’annuncio della partnership. Dopo la presa di posizione dei lavoratori, Amy Garrard, vicepresidente delle relazioni sindacali di USA Today Co., ha ribadito la posizione dell’azienda. “Rispettiamo il fatto che i dipendenti abbiano una varietà di punti di vista”, ha dichiarato. Secondo Garrard, l’accordo con Palantir è una decisione aziendale pensata per migliorare il rapporto con pubblico, inserzionisti e abbonati. La dirigente ha aggiunto che i dati restano protetti dagli impegni sulla privacy, dalle garanzie contrattuali e dalle leggi applicabili e che il giornalismo del gruppo rimane “pienamente indipendente”. Per i dipendenti restano però interrogativi anche sulla sicurezza delle informazioni utilizzate dai giornalisti. Davis ha citato il caso di un reporter investigativo che conserva appunti sensibili, informazioni sulle fonti e documenti riservati sui propri dispositivi. Secondo il giornalista, l’assenza di dettagli sufficienti sull’accordo alimenta le preoccupazioni su ciò che potrebbe accadere in futuro. La dichiarazione sindacale inserisce infine il caso Palantir nel più ampio processo di introduzione dell’intelligenza artificiale nelle redazioni di USA Today Co. I lavoratori affermano di essere favorevoli all’impiego responsabile delle nuove tecnologie quando queste sostengono l’attività dei giornalisti, ma chiedono maggiore trasparenza sulle modalità con cui vengono introdotte e utilizzate. Il documento si chiude con una richiesta precisa all’editore: interrompere immediatamente la collaborazione con Palantir.

Boston Globe investe sul locale per trasformare i lettori in abbonati

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Il Boston Globe punta sul giornalismo locale, sui contenuti specializzati e sui prodotti capaci di creare abitudini nei lettori per aumentare gli abbonamenti digitali e ridurre la dipendenza dal traffico proveniente dai motori di ricerca. La strategia è stata illustrata a Press Gazette dall’amministratrice delegata Linda Henry e dal responsabile dei ricavi consumer Tom Brown. Il quotidiano propone ai nuovi lettori sei mesi di accesso a un dollaro, con l’obiettivo di trasformare chi prova il servizio in un abbonato stabile. Parallelamente, Globe Media sta sperimentando formule che riuniscono Boston Globe, Boston.com e Boston Magazine in un unico abbonamento. I risultati degli ultimi anni mostrano una crescita della base pagante. Secondo Brown, dal 2019 il numero complessivo degli abbonati è aumentato del 30%, mentre gli abbonati digitali sono cresciuti del 180%. Ad aprile 2026 il Globe contava 313 mila abbonati digitali a pagamento, circa 50 mila dei quali collegati a più di 40 abbonamenti aziendali e di gruppo. Per allargare ulteriormente il pubblico, il giornale sta aumentando la copertura di alcune aree del New England, tra cui Rhode Island, New Hampshire e Cambridge, e investendo su temi come economia, politica e sport scolastico. Il Globe ha inoltre sviluppato nuove newsletter e prodotti rivolti a pubblici specifici. Un’altra parte della strategia riguarda giochi e puzzle. Circa 20 mila abbonati li utilizzano regolarmente e, secondo Brown, esiste una “correlazione diretta tra l’utilizzo dei giochi e la fidelizzazione degli abbonati”. I giochi rappresentano inoltre circa il 17% dell’utilizzo complessivo del sito da parte dei non abbonati. Questi prodotti assumono maggiore importanza mentre cambia il rapporto tra editori e motori di ricerca. Il traffico organico proveniente dalla ricerca verso il sito del Boston Globe è diminuito del 3% nel primo trimestre del 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le risposte generate dall’intelligenza artificiale possono infatti fornire direttamente agli utenti alcune informazioni senza portarli sui siti delle testate. “Le panoramiche basate sull’intelligenza artificiale stanno certamente influenzando i contenuti sempre attuali e gli argomenti per i quali i lettori cercano solo una risposta rapida”, ha spiegato Brown. L’impatto, secondo il manager, è invece minore sugli articoli originali, locali e di approfondimento. Per questo il Globe sta spostando l’attenzione dal semplice numero di clic alla capacità di trasformare i lettori in abbonati. Tra le metriche considerate più importanti ci sono ora le conversioni per milione di visitatori, insieme alla capacità degli articoli di aumentare il coinvolgimento e la fedeltà del pubblico. Anche l’intelligenza artificiale viene utilizzata all’interno dell’azienda. “La consideriamo uno strumento aziendale fondamentale per potenziare i nostri dipendenti, ampliare le loro capacità e accrescere la loro esperienza”, ha spiegato Henry. La direttrice individua però nel giornalismo locale e originale l’elemento centrale della strategia: “L’intelligenza artificiale può riassumere una riunione del consiglio comunale, ma non può essere presente di persona a coltivare le fonti che permettono ai lettori di comprendere veramente cosa è successo e perché”. Accanto al digitale rimane anche il giornale cartaceo. Negli ultimi dati disponibili la diffusione print era di 45.600 copie, in diminuzione del 20% in un anno, mentre gli aumenti dei prezzi hanno permesso di mantenere stabili i ricavi. Globe Media continua inoltre a sviluppare pubblicità, eventi e produzioni cinematografiche e televisive legate al proprio giornalismo.

Il Pd vuole acquistare l’Unità: “Siamo pronti a farlo subito”

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Il Partito democratico è pronto ad acquistare l’Unità da Romeo Editore e punta a riportare il quotidiano nella propria area politica dopo la sospensione delle pubblicazioni annunciata il 7 luglio. Il partito ha comunicato la propria posizione sui social, spiegando di lavorare da oltre un anno al ritorno della storica testata. “L’Unità deve tornare a casa. Da oltre un anno il Partito democratico lavora perché l’Unità torni nella disponibilità della comunità politica alla quale la sua storia è legata. Lo abbiamo fatto con discrezione, serietà e prudenza. Oggi, dopo la sospensione delle pubblicazioni, sentiamo il dovere di dire con chiarezza che la nostra disponibilità è piena e concreta”. Lo scrive il Pd sui social. Il quotidiano è di proprietà dell’imprenditore Alfredo Romeo, che attraverso Romeo Editore lo aveva acquistato nel novembre 2022 per 910 mila euro, aggiudicandosi l’asta fallimentare del Tribunale di Roma dopo il fallimento della precedente gestione Pessina. Il 7 luglio 2026 è stata annunciata la sospensione delle pubblicazioni. La società aveva spiegato che la decisione era arrivata dopo il mancato esito della trattativa con il Pd e le ulteriori perdite economiche accumulate. L’editore aveva inoltre riferito di avere manifestato la disponibilità a cedere la testata a un prezzo simbolico. Ora il Pd conferma l’interesse, ma presenta una diversa ricostruzione del confronto. “Siamo pronti ad acquistare subito la testata a un prezzo superiore a quello dell’acquisto all’asta del 2022”, afferma il partito. La proposta prevede che l’Unità passi direttamente al Pd, senza compartecipazioni societarie. Tra le soluzioni esaminate ci sarebbe stato anche un affitto pluriennale con successivo riscatto. Il partito sostiene di poter finanziare direttamente l’operazione. Secondo i dati comunicati, il bilancio 2025 del Pd si è chiuso con un utile superiore a 3,6 milioni di euro e un patrimonio netto oltre i 5,5 milioni. A luglio 2026, inoltre, 524.840 cittadini avrebbero destinato al partito il 2×1000, per oltre 8,1 milioni di euro. Il Pd ha accolto anche l’appello rivolto alle due parti da personalità della cultura e dell’informazione, tra cui Edith Bruck, Dacia Maraini, Gad Lerner, Nadia Urbinati, Anna Foa, Moni Ovadia e Ivano Fossati. L’obiettivo indicato è riportare il giornale in attività in tempi brevi. “Sarebbe bello poter presentare la nuova Unità già nei giorni di settembre alla Festa nazionale di Reggio Emilia”, afferma il Pd, precisando che il progetto dovrebbe seguire lo spirito indicato da Antonio Gramsci: “non un bollettino di partito ma uno strumento attento a raccogliere le voci e le opinioni di una larga parte del Paese”.

Il Secolo XIX rinnova sito e app con un ecosistema digitale dedicato ai lettori

Nuovo sito Il Secolo XIX

Il Secolo XIX ha lanciato il nuovo sito ilsecoloxix.it e una nuova app, avviando un progetto di rinnovamento della propria offerta digitale. L’iniziativa rappresenta uno dei principali investimenti nella trasformazione della storica testata e rientra nella strategia di sviluppo di Blue Media, la media company del Gruppo MSC dedicata alle attività editoriali e informative. Il nuovo progetto è stato sviluppato mettendo al centro le esigenze dei lettori e delle comunità della Liguria. Per la prima volta ogni provincia dispone di una homepage dedicata, con notizie, cronaca ed eventi selezionati in base al territorio di riferimento. Le edizioni locali di Genova, Savona, Levante, Imperia e La Spezia sono affiancate da sezioni dedicate ad argomenti come Genoa, Sampdoria, blue economy, cultura, salute, animali e tecnologia. Le informazioni locali vengono integrate con le principali notizie nazionali e internazionali. L’intera piattaforma è stata progettata seguendo una logica mobile-first, perché oltre il 95% dei lettori utilizza lo smartphone per consultare l’edizione digitale. Per questo motivo il sito presenta una grafica pensata per la lettura verticale e una navigazione più semplice. La homepage mette subito in evidenza la sezione “Ultima ora”, dedicata alle notizie in aggiornamento, e i principali argomenti del momento attraverso specifici topic. Anche la nuova app è stata realizzata per seguire gli aggiornamenti in tempo reale. Gli utenti possono ricevere notifiche push, personalizzare i contenuti in base alla città e ai propri interessi e accedere a dirette video, reportage, interviste e podcast. Il piano editoriale prevede inoltre l’introduzione di nuovi formati digitali, podcast di approfondimento e rubriche video dedicate ai quartieri di Genova e alle province liguri. Il rapporto tra redazione e pubblico viene ampliato con nuove funzionalità. Ogni articolo riporta la firma e il volto del giornalista attraverso una pagina personale che raccoglie il profilo professionale e i contenuti pubblicati. Debutta inoltre il pulsante “Inviaci una segnalazione”, che permette ai cittadini di inviare informazioni direttamente alla redazione, favorendo la partecipazione dei lettori. Il sito e l’app distribuiscono inoltre i contenuti anche attraverso i principali social network. Cambia anche il sistema di accesso ai contenuti. Gli utenti registrati possono consultare gratuitamente i contenuti Basic, mentre approfondimenti, reportage, longform e produzioni esclusive fanno parte dell’offerta Premium, riservata agli abbonati. Per celebrare i 140 anni della testata, l’editore ha annunciato che fino al 30 settembre 2026 tutti gli utenti che completeranno la registrazione potranno accedere gratuitamente ai contenuti del nuovo sito.

Da oggi il Corriere costa di più: le ragioni spiegate dal direttore

Luciano Fontana

Il Corriere della Sera aumenta da oggi il prezzo di copertina di 20 centesimi, una decisione che arriva dopo undici anni senza variazioni. A comunicarlo ai lettori è il direttore Luciano Fontana, che ha spiegato le motivazioni della scelta in un editoriale pubblicato sul quotidiano. L’apertura del messaggio è rivolta direttamente ai lettori: “Cari lettori, da oggi il Corriere della Sera costerà 20 centesimi in più. Trovo giusto spiegarvi perché abbiamo preso questa decisione che comporta per tutti voi un piccolo sacrificio”. Nel testo, il direttore ricorda che il prezzo del giornale era rimasto invariato dal 2015, nonostante, nel frattempo, siano cresciuti i costi necessari per realizzare ogni copia. Tra questi vengono indicati l’aumento del costo della carta, della stampa, della distribuzione e, più in generale, delle spese legate alla produzione di un quotidiano. Fontana spiega che, fino a oggi, il giornale aveva scelto di assorbire questi rincari, diversamente da molti altri quotidiani, ma che questa possibilità non è più sostenibile. L’editoriale sottolinea anche il ruolo che i lettori hanno nel sostenere il lavoro della redazione. Secondo il direttore, acquistare il giornale rappresenta un gesto di fiducia verso un’informazione costruita attraverso la verifica dei fatti, il loro approfondimento e la contestualizzazione. Viene ricordato che il Corriere della Sera, che celebra i suoi 150 anni di storia, continua a sviluppare un sistema informativo che comprende il quotidiano cartaceo, il sito web, le piattaforme digitali, podcast, newsletter, Corriere Tv, sedici edizioni locali, supplementi, festival ed eventi dedicati ai lettori. Nel messaggio viene ribadita anche l’identità editoriale del quotidiano, descritta attraverso il riferimento al pluralismo, all’indipendenza e al rifiuto della faziosità. Fontana evidenzia il lavoro della redazione e degli editorialisti come elemento centrale per garantire un’informazione verificata e affidabile in un contesto caratterizzato dalla rapida diffusione di contenuti provenienti da molte fonti diverse. L’editoriale guarda inoltre alle trasformazioni che stanno interessando il settore dell’informazione. Il direttore ricorda il percorso di sviluppo digitale affrontato negli ultimi anni dal quotidiano e indica tra le prossime sfide quella dell’intelligenza artificiale, spiegando che sarà affrontata mantenendo al centro le esigenze dei lettori. Nel testo viene inoltre sottolineato che la solidità economica di un giornale rappresenta una condizione importante per garantirne la libertà e l’indipendenza. Il messaggio si chiude con un invito rivolto ai lettori a partecipare al confronto con la redazione attraverso l’indirizzo di posta elettronica dedicato, scrivialcorriere@corriere.it, per inviare osservazioni e proposte considerate utili per il lavoro del quotidiano. Fontana conclude ricordando che la fiducia accordata ogni giorno dai lettori non viene considerata un’abitudine, ma una responsabilità condivisa.

Corriere, Cairo racconta su due pagine i dieci anni in Rcs e il Cdr replica con una nota

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L’intervista pubblicata dal Corriere della Sera per celebrare i dieci anni di Urbano Cairo alla guida di Rcs MediaGroup ha acceso un confronto interno alla redazione. Alle due pagine dedicate al presidente ed editore del gruppo è infatti seguita una presa di posizione del Comitato di redazione (Cdr), che ha definito inopportuna la scelta editoriale e ha espresso perplessità sui tempi della pubblicazione. L’intervista, firmata da Fabrizio Roncone e accompagnata da numerose fotografie, ripercorre il percorso che ha portato Cairo ad acquisire il controllo di Rcs nel 2016 e racconta i principali risultati raggiunti durante il suo mandato. Tra i dati evidenziati compare soprattutto l’evoluzione dei conti economici dell’azienda. Cairo afferma che, al momento del suo ingresso, il gruppo aveva un debito di circa 430 milioni di euro e che nei cinque anni precedenti aveva accumulato perdite per 1,3 miliardi di euro. Secondo quanto dichiarato nell’intervista, oggi il gruppo registra utili compresi tra 50 e 60 milioni di euro all’anno, con il debito azzerato. Nel racconto, l’editore ricostruisce anche la nascita dell’operazione che lo portò a investire in Rcs. Spiega di aver acquistato inizialmente una piccola quota della società e di aver poi deciso di proseguire fino al lancio dell’Offerta pubblica di acquisto (Opa) nel 2016. Cairo ricorda inoltre le difficoltà affrontate negli anni precedenti con La7, acquisita nel 2013, e descrive il lavoro svolto per ridurre i costi e rilanciare le attività editoriali del gruppo. L’intervista affronta anche il funzionamento dell’azienda. Cairo spiega di seguire personalmente i bilanci e le note spese, sottolineando l’importanza del controllo dei costi. Parla poi del ruolo dei direttori del Corriere della Sera, Luciano Fontana, e della Gazzetta dello Sport, Stefano Barigelli, esprimendo apprezzamento per il loro lavoro. Sul tema dell’Intelligenza artificiale, afferma che molti giornalisti la utilizzano già e dichiara che i posti di lavoro non sono in discussione. Nel corso della conversazione trovano spazio anche alcuni passaggi dedicati alla politica. Cairo esprime valutazioni su diversi leader nazionali, tra cui Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani, Giuseppe Conte, Matteo Renzi e Roberto Vannacci. Alla domanda su un possibile ingresso diretto in politica risponde di non essere nelle condizioni di farlo perché impegnato nella gestione del gruppo editoriale. L’editore ricorda inoltre il momento che considera più difficile della sua esperienza in Rcs, cioè lo sciopero della redazione del Corriere della Sera nel giugno 2023, nato durante una vertenza interna su smart working e aggiornamento professionale. Nell’intervista afferma: “Quello sciopero non lo meritavo. Ho salvato un’azienda che era sul baratro”. Dopo la pubblicazione dell’intervista è arrivata la risposta del Comitato di redazione. In una comunicazione inviata ai giornalisti, il Cdr spiega di aver ricevuto numerose segnalazioni da parte dei colleghi e ritiene “inopportuna la scelta di dedicare uno spazio così ampio, ben due pagine, a un’intervista all’editore”. Il Comitato aggiunge che “scelte di questo genere comportano un rischio concreto: renderci autoreferenziali e trasmettere ai lettori un’immagine di scarsa indipendenza della testata”. Il Cdr osserva inoltre che l’intervista arriva dopo altri due giorni consecutivi nei quali il nome dell’editore era già comparso in prima pagina del quotidiano. Il 31 luglio il giornale aveva pubblicato i risultati economici di Rcs, mentre il 1° agosto aveva dedicato spazio ai conti di Cairo Communications e ai risultati di La7. Nella stessa nota, il Comitato di redazione replica anche alle dichiarazioni sullo sciopero del 2023, ricordando che si trattò di “un’azione sindacale forte, certo, ma decisa dall’assemblea di redazione in modo compatto e soprattutto in risposta alla chiusura totale dell’azienda sulle vertenze aperte”. Il Cdr sottolinea inoltre che quella protesta avvenne in un periodo nel quale Rcs presentava bilanci positivi. Un’ulteriore osservazione riguarda il momento scelto per pubblicare l’intervista. Il Comitato evidenzia che proprio nei giorni precedenti l’azienda aveva comunicato un aumento di 20 centesimi del prezzo del quotidiano in edicola, in vigore dal 5 agosto. Per questo motivo il Cdr scrive che i lettori “meritano pagine di notizie, quelle che hanno reso unico il Corriere della Sera”, collegando la critica alla contemporanea decisione sul prezzo del giornale.

Secolo XIX, Andrea Castanini guida il quotidiano ad interim

Secolo XIX redazione

Il Secolo XIX ha affidato la direzione del quotidiano ad Andrea Castanini con un incarico ad interim dopo la separazione tra la testata e Michele Brambilla, mentre il gruppo editoriale MSC prosegue le valutazioni sul futuro direttore. Nelle ultime settimane sono circolate diverse indiscrezioni sui possibili successori. Tra i nomi indicati figurano Mario Sechi, Luca Ubaldeschi e, secondo quanto riportato dall’emittente ligure Primocanale, anche Marco Imarisio, firma del Corriere della Sera. Il cambio alla guida del quotidiano arriva al termine di mesi segnati da rapporti difficili tra il Secolo XIX e il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci. Lo scontro tra le parti è diventato pubblico e ha coinvolto anche Gianluigi Vago, presidente di Blu Media, la società editrice controllata da MSC. Tra gli episodi che hanno caratterizzato questa fase rientra anche il caso del cosiddetto “vademecum elettorale”. La vicenda riguarda documenti e dossier che, secondo quanto denunciato dall’ex direttore Michele Brambilla, sarebbero stati predisposti dallo staff della comunicazione della Regione Liguria con osservazioni sull’attività del quotidiano durante la campagna elettorale. Brambilla ha dichiarato che quei materiali sarebbero stati inviati all’editore e non alla direzione del giornale, respingendo l’ipotesi di qualsiasi accordo con la Regione e sostenendo che rappresentassero un tentativo di influenzare la linea editoriale della testata. Sul caso sono intervenuti anche l’Ordine dei Giornalisti e la magistratura, mentre la vicenda ha alimentato il dibattito sull’autonomia dell’informazione. Nel frattempo Brambilla ha lasciato Genova e il Secolo XIX sta attraversando una fase di transizione organizzativa. La gestione del quotidiano è stata affidata ad Andrea Castanini, giornalista di lunga esperienza e profondo conoscitore della redazione, della città e del territorio ligure. Secondo quanto riferisce Primocanale, Castanini rappresenterebbe una figura in grado di garantire continuità immediata grazie alla conoscenza degli equilibri interni della testata e del contesto locale. Sempre secondo l’emittente ligure, una sua eventuale conferma alla direzione raccoglierebbe consenso sia all’interno della redazione sia in diversi ambienti istituzionali ed economici, mentre il gruppo MSC prosegue le valutazioni per la nomina del futuro direttore del Secolo XIX. (In foto, la redazione)

Leonardis rilancia La Stampa con focus su territori e scuole

Alberto Leonardis

L’editore de La Stampa, Alberto Leonardis, ha illustrato i progetti per il futuro del quotidiano in un’intervista rilasciata al Foglio, spiegando la strategia con cui intende sviluppare la testata diretta da Antonio Di Rosa. Nel corso del colloquio, il presidente e amministratore delegato di SAE ha parlato degli obiettivi editoriali, dell’organizzazione del giornale e dell’arrivo di nuovi collaboratori. Leonardis ha descritto il ruolo raggiunto dal proprio gruppo nel panorama dell’editoria italiana, affermando: “Sono il secondo editore italiano, prima di me c’è solo Urbano Cairo. Ormai sono il secondo per copie vendute”. Successivamente ha illustrato uno dei progetti principali dedicati a La Stampa, spiegando di voler rafforzare la presenza del quotidiano anche attraverso la rete delle testate locali del gruppo. “Voglio fare il panino. Inserirò La Stampa in tutti i miei giornali locali e saremo il secondo giornale italiano, ma ho un altro grande progetto. Fare della Stampa il giornale delle aree interne. Voglio che La Stampa sia il giornale delle aree dimenticate”. L’idea illustrata dall’editore è quella di dedicare maggiore attenzione ai territori meno presenti nel dibattito nazionale, raccontando le realtà locali e le comunità che vivono lontano dai grandi centri urbani. Accanto a questo progetto, Leonardis ha annunciato anche nuove iniziative rivolte a lettori di differenti fasce di età e ambiti professionali. “Faremo allegati per le scuole, allegati per le industrie. E abbiamo un nuovo parco firme”. Nello stesso passaggio ha aggiunto: “Massimo Giannini con tutto il rispetto ma… Il Tirreno l’ho venduto, non era più funzionale ai miei progetti”. Nel corso dell’intervista è stato affrontato anche il tema delle nuove firme che collaboreranno con il quotidiano. Leonardis ha confermato la presenza del professor Giovanni Orsina tra gli editorialisti e ha annunciato l’arrivo dello scrittore Gianrico Carofiglio, dichiarando: “Scriverà per noi Gianrico Carofiglio, amato dalla sinistra. Un colpo”. L’editore ha inoltre anticipato ulteriori ingressi nella squadra del giornale. Secondo quanto dichiarato, inizieranno a scrivere per La Stampa anche Virman Cusenza, già direttore de Il Messaggero, e Franco Bechis, direttore di Open.

Corriere della Sera aggiorna l’app: ecco tutte le novità

Corriere redazione

Il Corriere della Sera ha presentato una nuova versione della propria app, introducendo un aggiornamento che rinnova grafica, organizzazione dei contenuti e modalità di fruizione delle notizie su smartphone. Il progetto segue il recente restyling del sito internet del quotidiano e punta a rendere più semplice e immediata la consultazione dell’informazione digitale da parte dei lettori. Tra le principali novità figura una grafica allineata a quella del portale web del giornale. Le notizie vengono organizzate con una struttura pensata per distinguere con maggiore chiarezza breaking news, approfondimenti, interviste, analisi e commenti, così da facilitare la navigazione all’interno dell’applicazione. Nella parte superiore della schermata è stata inserita la nuova sezione “Ultime news”, che raccoglie gli aggiornamenti pubblicati dalla redazione, le dirette e gli articoli più recenti firmati dai giornalisti del quotidiano. L’obiettivo è consentire agli utenti di raggiungere rapidamente le informazioni più aggiornate. L’aggiornamento interessa anche l’area dedicata ai video, completamente riprogettata. La nuova sezione comprende uno spazio per i contenuti verticali ottimizzati per smartphone, consultabili attraverso uno scorrimento verticale a schermo intero. Accanto ai video trova spazio anche una sezione audio, dove sono raccolti podcast quotidiani, serie tematiche e audioarticoli, accessibili direttamente dall’app. Tra le funzioni integrate compare inoltre Corriere Giochi, una piattaforma che propone quiz, giochi di logica, parole e contenuti dedicati alla cultura generale. Gli utenti possono seguire i propri progressi e confrontare i risultati con altri partecipanti direttamente all’interno dell’applicazione. Una parte importante del rinnovamento riguarda la personalizzazione. Ogni lettore può scegliere se ricevere le notifiche delle ultime notizie, selezionare la propria edizione locale di riferimento e utilizzare la sezione “Per te”, che raccoglie i contenuti più vicini ai propri interessi. Debutta anche la funzione “Continua a leggere”, che permette di riprendere un articolo dal punto in cui era stato interrotto. Tra le novità viene introdotta anche Auto, una nuova applicazione pensata per accompagnare gli spostamenti in automobile. Il servizio offre l’accesso diretto ai podcast del Corriere della Sera e a una selezione di articoli disponibili in formato audio. Il lancio della nuova app arriva nell’anno in cui il Corriere della Sera celebra il 150° anniversario dalla fondazione. Secondo i dati Audicom richiamati dal quotidiano, la testata registra 26,6 milioni di utenti unici mensili e conta quasi 800 mila abbonati, ai quali sono destinate le nuove funzionalità introdotte con questo aggiornamento. (In foto, la redazione del Corriere)

Lirio Abbate lascia Repubblica: sarà vicedirettore del Giornale

Lirio Abbate

Il giornalista Lirio Abbate ha lasciato La Repubblica e assumerà il ruolo di vice direttore del Giornale con delega alle inchieste investigative e giudiziarie. Sebbene il trasferimento fosse già noto da alcuni giorni, le dimissioni dal quotidiano del gruppo GEDI sono state formalizzate il 21 luglio, segnando la conclusione del suo percorso nella redazione. Secondo quanto emerso, Abbate avrebbe lasciato La Repubblica con dispiacere, dopo aver sperato fino all’ultimo di poter proseguire la propria esperienza professionale all’interno della testata. Con il nuovo incarico entrerà a far parte della direzione del Giornale, dove seguirà in particolare le attività legate alle inchieste e alla cronaca giudiziaria. L’arrivo del giornalista investigativo è stato voluto dal direttore Tommaso Cerno, con il quale Abbate aveva già collaborato in passato durante l’esperienza all’Espresso. La nuova nomina rafforza l’area dedicata al giornalismo investigativo del quotidiano e si inserisce nel percorso di riorganizzazione editoriale avviato dalla direzione. L’ingresso di Abbate coincide con una fase di cambiamento per il Giornale. Da oggi il quotidiano è in edicola con una nuova veste grafica, presentata nell’ambito del progetto di rinnovamento della testata. Nei giorni precedenti il giornale aveva registrato anche l’uscita di Osvaldo De Paolini, condirettore con delega all’economia. Il giornalista si è dimesso il 20 luglio, spiegando di ritenere conclusa la propria esperienza dopo tre anni di lavoro e di voler dedicare questo periodo al riposo.