Netflix apre all’informazione con i video di grandi editori internazionali

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Netflix amplia la propria offerta e dal 3 agosto introdurrà sulla piattaforma una nuova selezione di video brevi realizzati da importanti editori e media internazionali. I nuovi contenuti saranno disponibili per tutti gli abbonati negli Stati Uniti, in Canada, nel Regno Unito, in Irlanda, in Australia e in Nuova Zelanda. L’iniziativa rappresenta una nuova fase per Netflix, che oltre a serie televisive, film, documentari e programmi di intrattenimento offrirà anche clip della durata compresa tra tre e venti minuti. I video saranno dedicati a diversi argomenti, tra cui cucina, viaggi, moda, benessere, design e spettacolo, con l’obiettivo di ampliare le possibilità di scelta degli utenti. I contenuti arriveranno grazie ad accordi con numerosi editori e media company. Tra questi figurano BuzzFeed, Condé Nast, Hearst Magazines, PMX, divisione di Penske Media, People Inc. e Tastemade. All’interno del catalogo saranno presenti video provenienti da marchi conosciuti come Architectural Digest (AD), Bon Appétit, Condé Nast Traveler, Vanity Fair, Vogue, Wired, Cosmopolitan, Elle, Harper’s Bazaar, Billboard, Rolling Stone, The Hollywood Reporter, Variety, Entertainment Weekly, Food & Wine, InStyle, People e Travel + Leisure. Nel catalogo saranno inseriti sia video già pubblicati in passato sia nuove serie che continueranno ad essere aggiornate nel tempo. Tra i programmi annunciati figurano “Open Door” di AD, “I Draw, You Cook” di BuzzFeed, “Where is the Lie” di Elle, “My Life in Pictures” di People e “Struggle Meals” di Tastemade. Con questa novità la piattaforma punta ad aumentare il tempo che gli utenti trascorrono ogni giorno davanti ai propri contenuti. L’introduzione dei video brevi arriva dopo gli investimenti effettuati dall’azienda anche nel settore dei video podcast e conferma la strategia di ampliare l’offerta oltre ai contenuti tradizionali. La scelta richiama il modello dei servizi specializzati nei video online, in particolare YouTube, che continua a rappresentare uno dei principali concorrenti nel settore. Secondo i dati Nielsen relativi ad aprile negli Stati Uniti, YouTube ha raggiunto una quota del 13,4% del tempo dedicato alla visione televisiva, mentre Netflix si è fermata al 7,8%. La stessa Netflix aveva già indicato YouTube come una delle principali sfide per il proprio business durante la presentazione dell’offerta per Warner Bros. Discovery.

Apple, Cook lascia dopo 15 anni: Ternus nuovo CEO

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Il gruppo Apple ha annunciato un cambio al vertice: dal 1° settembre 2026 Tim Cook lascerà il ruolo di amministratore delegato, passando la guida a John Ternus, attuale responsabile dell’ingegneria hardware. La decisione è stata comunicata con una nota ufficiale della società di Cupertino, che ha spiegato come il passaggio avverrà in modo graduale. Cook continuerà a guidare l’azienda durante l’estate e lavorerà insieme al successore per garantire una transizione ordinata. Successivamente assumerà il ruolo di presidente esecutivo. “Cook continuerà nel suo ruolo di ceo per tutta l’estate, lavorando a stretto contatto con Ternus per una transizione fluida”, si legge nel comunicato. La successione rappresenta uno degli eventi più rilevanti degli ultimi anni nel settore tecnologico globale. Apple adotta una strategia già utilizzata in passato: preparare con anticipo il cambio di leadership per evitare instabilità e assicurare continuità nelle attività e nei mercati finanziari. John Ternus, 51 anni, lavora in azienda dal 2001. Non è un manager finanziario ma un ingegnere. Nel suo ruolo di senior vice president dell’Hardware Engineering ha seguito lo sviluppo di prodotti centrali come iPhone, iPad e Mac. Tra i progetti più importanti c’è il passaggio ai chip Apple Silicon, che ha segnato una svolta tecnica per i dispositivi dell’azienda. Negli ultimi mesi, Ternus ha assunto responsabilità sempre più ampie. A inizio 2026 ha ricevuto anche la supervisione del design dei prodotti e ha presentato pubblicamente nuovi dispositivi, tra cui il MacBook Neo. Il suo profilo indica un orientamento verso lo sviluppo del prodotto fisico, in una fase in cui l’azienda sta lavorando all’integrazione dell’intelligenza artificiale nei propri dispositivi. Tim Cook era entrato in azienda nel 1998 ed è diventato amministratore delegato nel 2011. Durante la sua gestione, Apple ha registrato una crescita significativa. Il valore di mercato è passato da circa 350 miliardi di dollari a circa 4.000 miliardi, mentre i ricavi annuali sono aumentati da 108 miliardi nel 2011 a oltre 416 miliardi nel 2025. Nel periodo della sua guida, l’azienda ha ampliato la propria presenza internazionale, arrivando in più di 200 Paesi e gestendo oltre 500 negozi. Parallelamente, ha sviluppato un sistema integrato di servizi digitali come App Store, Apple Music e iCloud, che contribuiscono in modo rilevante ai ricavi complessivi. Il cambiamento ai vertici include anche altre modifiche nella governance. Arthur Levinson, presidente non esecutivo da quindici anni, diventerà lead independent director dal 1° settembre 2026. Nella stessa data, John Ternus entrerà nel consiglio di amministrazione. Inoltre, Johny Srouji è stato promosso a chief hardware officer. (In foto, Tim Cook e John Ternus)

Reed Hastings lascia Netflix dopo quasi 30 anni

Reed Hastings

L’addio di Reed Hastings da Netflix è stato annunciato ufficialmente: il fondatore non si ricandiderà al consiglio di amministrazione dopo l’assemblea di giugno, segnando la fine di un lungo percorso alla guida del gruppo. La decisione riguarda una delle figure più importanti nella storia dello streaming. Hastings, già co-ceo fino al gennaio 2023 e oggi presidente del consiglio, ha comunicato il suo ritiro attraverso una lettera diffusa insieme ai risultati finanziari. Nel documento si legge: “Netflix ha cambiato la mia vita in tanti modi“. Fondata nel 1997 insieme a Marc Randolph, l’azienda è partita come servizio di noleggio DVD per posta. Questo sistema permetteva alle persone di ricevere film a casa senza andare in negozio. Circa dieci anni dopo, la società ha introdotto lo streaming, cioè la possibilità di guardare film e serie direttamente su internet. Oggi la piattaforma conta oltre 325 milioni di abbonati nel mondo ed è tra i principali servizi di video on demand. L’uscita di Hastings arriva in una fase delicata. La società è impegnata nella competizione con altri operatori come Disney+, Prime Video e Paramount, oltre alla crescita di piattaforme social come YouTube. In questo contesto si inserisce anche la recente mancata acquisizione di Warner Bros Discovery, operazione conclusa invece da Skydance Media insieme a Paramount. Sul piano economico, i dati del primo trimestre mostrano un utile netto di 5,28 miliardi di dollari, superiore alle attese degli analisti che prevedevano 3,29 miliardi. Tuttavia, questo risultato include un pagamento di 2,8 miliardi di dollari legato alla chiusura delle trattative per Warner Bros Discovery. Senza questa voce straordinaria, l’utile risulta inferiore alle stime. Il fatturato si è attestato a 12,25 miliardi di dollari, leggermente sopra le previsioni. La reazione dei mercati è stata immediata: il titolo Netflix ha registrato un calo di circa -9,6% nelle contrattazioni after-hours successive alla chiusura di Wall Street, riflettendo l’impatto dell’annuncio sull’uscita del fondatore e sui risultati finanziari.

Netflix Italia deve rimborsare fino a 500 euro per aumenti illegittimi dal 2017

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Il Tribunale di Roma ha stabilito che Netflix Italia deve rimborsare fino a 500 euro gli abbonati attivi dal 2017, perché alcuni aumenti di prezzo applicati negli anni sono stati giudicati illegittimi e non dichiaravano motivazioni precise. La decisione arriva dopo l’azione promossa da Movimento Consumatori. Oltre ai rimborsi, la sentenza prevede anche una riduzione dei prezzi attuali degli abbonamenti, in misura pari agli aumenti considerati non legittimi. Gli utenti, quindi, potrebbero pagare meno rispetto a quanto richiesto oggi. Il numero delle persone coinvolte è molto alto. In Italia, infatti, gli abbonati Netflix sono passati da circa 1,9 milioni nel 2019 a circa 5,4 milioni nell’ottobre 2025. Questo significa che milioni di clienti potrebbero avere diritto alla restituzione delle somme pagate in più. “Se Netflix non provvederà immediatamente a ridurre i prezzi e a rimborsare i clienti – dichiara Alessandro Mostaccio, presidente di Movimento Consumatori – avvieremo una class action per garantire a tutti gli utenti la restituzione di quanto indebitamente pagato”. I legali che hanno seguito il caso, Paolo Fiorio e Corrado Pinna, hanno infatti precisato: “La decisione riguarda milioni di consumatori”. Netflix ha fatto sapere che presenterà ricorso contro la sentenza. Attraverso un portavoce, la società ha dichiarato: “In Netflix, i nostri abbonati vengono prima di tutto. Prendiamo molto sul serio i diritti dei consumatori e crediamo che le nostre condizioni siano sempre state in linea con la normativa e le prassi italiane”.

Paramount compra Warner Bros per 111 miliardi di dollari

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La Paramount Skydance ha superato Netflix nella corsa per l’acquisto di Warner Bros Discovery, dopo che il consiglio di amministrazione di Wbd ha definito l’ultima offerta della società guidata dalla famiglia Ellison una “Proposta Superiore”. Secondo quanto comunicato, Netflix ha annunciato di non voler aumentare la propria proposta economica, rinunciando così alla competizione. La decisione è arrivata dopo che il board di Warner Bros Discovery ha preferito l’offerta di Paramount Skydance, pari a 31 dollari per azione, rispetto a quella precedente presentata dalla piattaforma di streaming. Nel comunicare il ritiro, Netflix ha dichiarato: “La transazione che avevamo negoziato avrebbe creato valore per gli azionisti”. La società ha però precisato che “al prezzo richiesto per eguagliare l’ultima offerta di Paramount Skydance, l’accordo non è più finanziariamente attraente”. E ancora: “Riteniamo che saremmo stati dei validi custodi dei marchi iconici di Warner Bros. e che il nostro accordo avrebbe rafforzato l’industria dell’intrattenimento, preservando e creando più posti di lavoro nel settore della produzione negli Stati Uniti. Ma questa transazione è sempre stata un’opzione ‘nice to have’ al giusto prezzo, non un ‘must have’ a qualsiasi prezzo”. La proposta complessiva di Paramount per acquisire Warner Bros Discovery è pari a 111 miliardi di dollari. L’operazione prevede la nascita di un gruppo con ricavi annuali stimati intorno ai 70 miliardi di dollari, capace di produrre e distribuire contenuti cinematografici, televisivi e sportivi su scala globale. Con l’acquisizione, Paramount potrà controllare l’intero catalogo di Warner Bros Discovery, che comprende marchi cinematografici e televisivi di rilievo internazionale, oltre al servizio streaming Hbo Max e all’emittente televisiva Cnn. L’offerta sarà ora sottoposta al voto dell’assemblea degli azionisti di Warner Bros prevista per il 20 marzo. In caso di approvazione, inizierà il percorso di autorizzazione da parte delle autorità competenti, comprese quelle Antitrust, che dovranno valutare l’impatto dell’operazione sul mercato dell’intrattenimento e dell’informazione. Netflix, nel suo comunicato, ha inoltre evidenziato: “L’attività di Netflix è sana, solida e in crescita organica, sostenuta dal nostro catalogo e dal nostro servizio di streaming leader del settore. Quest’anno investiremo circa 20 miliardi di dollari in film e serie di qualità e amplieremo la nostra offerta di intrattenimento. In linea con la nostra politica di allocazione del capitale, riprenderemo anche il nostro programma di riacquisto di azioni” e “continueremo a fare ciò che abbiamo fatto per oltre 20 anni: soddisfare i nostri membri, far crescere la nostra attività in modo redditizio e generare valore per gli azionisti a lungo termine”.

Paramount presenta una nuova offerta per comprare Warner Bros. Discovery, già promessa a Netflix

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È arrivata una nuova offerta per Warner Bros. Discovery e adesso la decisione finale si avvicina. Nella notte tra il 23 e il 24 febbraio è scaduto il termine di sette giorni che Netflix aveva concesso a Warner Bros. Discovery per parlare con Paramount Skydance e ricevere un’ultima proposta. Proprio allo scadere del tempo, la nuova offerta è stata consegnata. Per capire cosa sta succedendo, si può immaginare una grande azienda come una casa molto importante che due compratori vogliono acquistare. Netflix ha già firmato un accordo per comprare Warner Bros. Discovery per 82,7 miliardi di dollari. Questo accordo è stato accettato dal consiglio di amministrazione, ma deve ancora essere approvato dagli azionisti, cioè dai proprietari delle azioni della società. L’assemblea che dovrà votare è stata convocata per il 20 marzo. Nel frattempo, Paramount Skydance non si è ritirata e ha lavorato a una proposta alternativa. Secondo fonti statunitensi, l’offerta potrebbe superare i 100 miliardi di dollari. Inoltre, PSKY avrebbe previsto anche il pagamento della penale da 2,8 miliardi di dollari che WBD dovrebbe versare a Netflix se decidesse di annullare l’accordo già firmato. Netflix ha spiegato di aver concesso una “waiver”, cioè un permesso temporaneo che sospende alcuni obblighi contrattuali. In pratica, per una settimana Warner Bros. Discovery è stata libera di parlare con Paramount Skydance senza violare l’intesa già sottoscritta. Durante questo periodo, se fosse arrivata una nuova offerta, WBD avrebbe dovuto comunicarla a Netflix. Nel comunicato ufficiale, Netflix ha dichiarato: “Abbiamo l’unico accordo firmato e raccomandato dal board con WBD, ed è il nostro l’unico percorso certo per generare valore per gli azionisti di WBD […] l’operazione Netflix è incentrata su crescita, opportunità e su un rinnovato impegno nella creazione di film e contenuti televisivi di livello mondiale, non su consolidamento e licenziamenti […] al contrario, Paramount Skydance è fuorviante nei confronti degli azionisti di WBD sui reali rischi normativi che l’operazione comporta a livello globale […] I finanziamenti esteri alla base dell’offerta di Paramount Skydance stanno già sollevando serie preoccupazioni in materia di sicurezza nazionale e il gruppo è ben lontano dall’aver ottenuto tutte le autorizzazioni regolatorie necessarie. La sua proposta comporta significative sovrapposizioni orizzontali che preoccuperebbero le autorità antitrust a livello globale […] Paramount Skydance ha promesso una rapida riduzione della leva finanziaria dopo la fusione, obiettivo che potrebbe essere raggiunto solo attraverso tagli occupazionali senza precedenti […] un piano industriale che dipende da 16 miliardi di dollari di risparmi di costo dovrebbe rappresentare un inequivocabile campanello d’allarme per regolatori, decisori politici, sindacati e creativi […] la solida generazione di cassa di Netflix sostiene la nostra struttura di offerta interamente in contanti, preservando al contempo un bilancio sano e la flessibilità necessaria per cogliere future priorità strategiche”. Warner Bros. Discovery ha intanto confermato di aver ricevuto la proposta rivista di PSKY proprio allo scadere dei sette giorni. L’importo non è stato reso pubblico. Il consiglio di amministrazione ha comunicato che sta esaminando l’offerta con i propri consulenti finanziari e legali. Nella nota ufficiale si legge: “A seguito dell’interlocuzione con PSKY durante il periodo di deroga limitata di sette giorni, abbiamo ricevuto una proposta rivista da parte di PSKY per l’acquisizione di WBD, che stiamo esaminando in consultazione con i nostri consulenti finanziari e legali. Aggiorneremo i nostri azionisti dopo la revisione da parte del Board. L’accordo di fusione con Netflix rimane in vigore e il Board continua a raccomandare l’operazione con Netflix. Agli azionisti di WBD si consiglia di non intraprendere alcuna azione in questo momento in merito all’offerta pubblica di acquisto modificata di PSKY”. Adesso la procedura prevede un altro passaggio importante: Netflix ha quattro giorni di tempo per decidere se pareggiare l’offerta rivale o presentare un rilancio. Dopo questo eventuale confronto finale, la parola passerà agli azionisti il 20 marzo. In quella data sarà presa la decisione definitiva sull’operazione di acquisizione.

Netflix acquisisce Warner Bros. Discovery in contanti (27,75 dollari per azione)

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L’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Netflix cambia forma e diventa un’operazione interamente in contanti, una scelta che rende il percorso più rapido e chiaro verso il voto degli azionisti. L’annuncio arriva dopo le anticipazioni dell’agenzia Bloomberg e conferma che il valore dell’accordo resta fissato a 27,75 dollari per azione WBD, senza variazioni legate all’andamento dei mercati finanziari. La nuova struttura dell’intesa punta a offrire maggiore certezza agli investitori e a ridurre i tempi del processo. Il voto degli azionisti di Warner Bros. Discovery è ora previsto entro aprile 2026, mentre la società ha già depositato presso la SEC il proxy statement preliminare, il documento che avvia formalmente la procedura. Netflix finanzierà l’operazione usando liquidità già disponibile, linee di credito e fondi garantiti, evitando così l’emissione di azioni o strumenti misti. Secondo le aziende coinvolte, la scelta dell’all-cash semplifica la fusione perché elimina i rischi legati alle oscillazioni del mercato. David Zaslav, amministratore delegato di Warner Bros. Discovery, ha dichiarato che l’accordo rappresenta “un passo decisivo per unire due realtà che hanno segnato la storia dello storytelling globale”. Ted Sarandos e Greg Peters, co-CEO di Netflix, hanno spiegato che la nuova struttura “rafforza la certezza finanziaria dell’operazione e permette di aumentare la capacità produttiva negli Stati Uniti, con nuovi investimenti in contenuti originali”. Prima della chiusura definitiva, Warner Bros. Discovery procederà a una riorganizzazione interna. Warner Bros. e Discovery Global verranno scorporate in due società quotate separate, un processo che dovrebbe concludersi entro sei-nove mesi. L’accordo modificato è stato approvato all’unanimità dai consigli di amministrazione delle due aziende, ma resta subordinato alle autorizzazioni delle autorità antitrust negli Stati Uniti e in Europa, oltre al voto degli azionisti WBD. La chiusura finale è stimata tra 12 e 18 mesi dalla firma iniziale. Le due società stanno lavorando con le autorità competenti, tra cui il Dipartimento di Giustizia statunitense e la Commissione Europea, per garantire un iter di approvazione regolare e trasparente.

Accenture amplia l’offerta AI con Faculty

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Accenture ha annunciato di aver raggiunto un accordo per l’acquisizione di Faculty, un’azienda del Regno Unito che lavora nel campo dell’intelligenza artificiale. La notizia riguarda il settore tecnologico, coinvolge due aziende internazionali, interessa il mercato globale e ha come obiettivo il rafforzamento dei servizi di AI utilizzati dalle organizzazioni per migliorare il modo in cui lavorano e prendono decisioni. Faculty è un’azienda fondata nel 2014 e specializzata nella creazione di sistemi di intelligenza artificiale pensati per aiutare persone e organizzazioni a capire meglio i dati. L’azienda sviluppa soluzioni che permettono di simulare situazioni, fare previsioni e scegliere le azioni più adatte. Questa tecnologia è chiamata “decision intelligence” e serve a supportare decisioni complesse in modo più ordinato e controllato. Una parte importante del lavoro di Faculty riguarda la sicurezza dell’AI: significa che i modelli di intelligenza artificiale vengono controllati in ogni fase: sviluppo, validazione, previsione e monitoraggio. L’azienda lavora su problemi come errori nei dati, rispetto della privacy e risposte non corrette dei modelli, chiamate allucinazioni. Per questo motivo collabora con realtà specializzate come OpenAI, Anthropic e UK AI Security Institute, che si occupano di valutare la sicurezza dei sistemi di intelligenza artificiale. Con il completamento dell’operazione, più di 400 persone che lavorano in Faculty entreranno a far parte dei team globali di Accenture. Si tratta soprattutto di data scientist e ingegneri, cioè professionisti che costruiscono e controllano i sistemi di AI. L’ingresso di queste competenze permetterà ad Accenture di offrire soluzioni di intelligenza artificiale a un numero maggiore di clienti, in diversi Paesi e settori. Dopo l’acquisizione, il CEO di Faculty, Marc Warner, assumerà il ruolo di Chief Technology Officer di Accenture ed entrerà nel Global Management Committee. In passato, Warner è stato Research Fellow in Fisica Quantistica presso Harvard University e membro dello UK AI Council. (In foto, Marc Warner)

HBO Max debutta in Italia il 13 gennaio e amplia l’offerta streaming in Italia

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Il 13 gennaio arriva in Italia HBO Max, nuova piattaforma streaming di Warner Bros. Discovery, che porta nel Paese serie, film, programmi e sport del gruppo americano, con l’obiettivo di ampliare l’offerta pay tv e raggiungere il pubblico italiano attraverso un unico servizio digitale. Il debutto avviene online, riguarda tutto il territorio nazionale e segna l’ingresso di un nuovo operatore internazionale nel mercato dello streaming, con un catalogo che include grandi franchise come Harry Potter, Superman e Batman, comunicati al pubblico anche attraverso l’immagine simbolo di un drago legato all’universo di Game of Thrones. L’arrivo di HBO Max produce effetti immediati sul sistema televisivo italiano perché dal 1° gennaio si è conclusa la collaborazione storica tra Sky e Warner Bros. Discovery. Da questa data, le nuove serie HBO e i nuovi film Warner in prima visione sono disponibili solo su HBO Max, mentre Sky mantiene esclusivamente le nuove stagioni delle serie già presenti nel proprio catalogo, senza poter offrire le stagioni precedenti. Questo significa che le raccolte complete delle serie diventano un’esclusiva della nuova piattaforma streaming. Il cambiamento coinvolge anche lo sport. L’uscita di Eurosport dall’offerta Sky comporta la perdita di eventi come i Giochi Olimpici invernali, l’Australian Open e il Roland Garros, che saranno trasmessi integralmente su HBO Max. Sky conserva invece i diritti di competizioni come la Champions League e altri campionati calcistici, mentre valuta nuove strategie per rafforzare l’offerta, anche attraverso una maggiore attenzione alle produzioni italiane. Nel catalogo di lancio di HBO Max trovano anche spazio titoli di richiamo internazionale. Sono disponibili tutte le stagioni di Industry, con la quarta proposta in anteprima, e la seconda stagione di The Pitt. Nei giorni successivi arrivano A Knight of the Seven Kingdoms, ambientata nello stesso mondo narrativo di Game of Thrones, la serie francese The Seduction e Heated Rivalry, ambientata nell’hockey su ghiaccio. È inoltre prevista per il 2027 una nuova serie dedicata a Harry Potter. Tra i contenuti legati all’Italia figurano Portobello di Marco Bellocchio con Fabrizio Gifuni, una serie che affronta il tema del femminicidio di Melania Rea e un documentario dedicato a Gina Lollobrigida.

Warner Bros rifiuta l’offerta di Paramount a favore di Netflix

Warner Bros Studios

Warner Bros. Discovery ha respinto un’offerta pubblica di acquisto ostile da 108 miliardi di dollari presentata da Paramount, ritenendola “inadeguata”, mentre ha confermato che la proposta di fusione con Netflix resta la soluzione considerata migliore. La decisione è stata presa dal consiglio di amministrazione di Warner, che ha valutato struttura, valore economico e rischi dell’operazione, sottolineando che “la struttura aggressiva della transazione” proposta da Paramount “pone dei rischi materiali per Warner”. I fatti riguardano grandi aziende dell’intrattenimento globale e si inseriscono nel contesto delle trattative avviate nel dicembre 2025, con effetti attesi sul mercato dei media, sugli azionisti e sul settore creativo. In parallelo, il consiglio di amministrazione di Netflix ha dichiarato ufficialmente il proprio “pieno sostegno” all’accordo di fusione con Warner Bros. Discovery, già annunciato il 5 dicembre 2025. Nella stessa comunicazione, il board ha raccomandato agli azionisti di WBD di respingere eventuali proposte alternative o modificate emerse successivamente, incluse quelle rese note il 22 dicembre 2025. Secondo Netflix, la valutazione è arrivata dopo una revisione “completa e rigorosa” dell’operazione, condotta con il supporto di consulenti indipendenti. Il consiglio di Netflix ha spiegato che l’operazione con Warner Bros. Discovery è ritenuta la più solida in termini di valore non solo per gli azionisti, ma anche per i consumatori, per i creatori di contenuti e per l’intera industria dell’intrattenimento. Anche i co-CEO di Netflix, Ted Sarandos e Greg Peters, sono intervenuti sul tema, spiegando che la fusione permetterebbe di unire competenze diverse ma complementari. Secondo quanto dichiarato, l’obiettivo è creare una piattaforma più forte per lo storytelling, capace di offrire maggiori opportunità ai creatori e di contribuire a un ecosistema dell’intrattenimento più competitivo e sostenibile