Falso lancio Adnkronos su Meloni al Quirinale: scatta la denuncia

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Nelle chat di politici e giornalisti sta circolando un falso lancio Adnkronos che annuncia un presunto incontro tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale, parlando di un clima di tensione al termine del colloquio. L’agenzia di stampa ha smentito il contenuto, precisando che il messaggio è completamente inventato e annunciando una denuncia alla Polizia Postale. Il testo falso riproduce in modo molto fedele la grafica, il formato e lo stile dei tradizionali take di Adnkronos. Proprio questa somiglianza può indurre chi lo riceve a credere che si tratti di una notizia autentica. Il messaggio, intitolato “Flash – Quirinale: Meloni al Colle per incontro con Mattarella, tensione al termine del vertice”, è stato inoltrato più volte nelle conversazioni tra esponenti politici e operatori dell’informazione. A confermare che si tratta di un contenuto contraffatto è stato il direttore responsabile di Adnkronos, Davide Desario, che ha annunciato iniziative per accertare quanto accaduto. “E’ una cosa molto grave, faremo i dovuti accertamenti e presenteremo denuncia alla polizia postale sull’accaduto. Basta controllare il nostro notiziario per verificare che si tratta di un falso”, ha dichiarato. Nel falso lancio si sostiene che Giorgia Meloni si sarebbe recata al Quirinale per un incontro con Sergio Mattarella e che, al termine del colloquio, avrebbe lasciato il Colle senza rilasciare dichiarazioni, alimentando ipotesi su presunte divergenze istituzionali. Secondo Adnkronos, nessuna di queste informazioni è stata pubblicata dall’agenzia e il testo è stato realizzato senza alcun collegamento con il notiziario ufficiale. L’episodio non rappresenta un caso isolato. Già nell’agosto del 2024 era stato diffuso un altro falso lancio Adnkronos, nel quale veniva attribuita al senatore Maurizio Gasparri una dichiarazione mai pronunciata sul generale Mori e su De Donno. Anche in quell’occasione il messaggio riprendeva fedelmente l’impaginazione dell’agenzia, rendendo difficile distinguerlo da un vero take. Il precedente aveva tratto in inganno anche l’ex deputato del Partito Democratico Davide Mattiello, che aveva spiegato come il messaggio circolasse in una chat WhatsApp frequentata da componenti degli ambienti della Commissione Antimafia. “A vista – disse all’epoca Mattiello – sembrava un lancio di Adnkronos in tutto e per tutto, con tanto di orario e sigla”. Anche Walter Verini raccontò che, prima di accorgersi della falsità del contenuto, “stavamo valutando tra di noi cosa fare” in Commissione Antimafia davanti a una frase “così forte”.

Stefano Cappellini è il nuovo direttore ad interim de La Repubblica

Stefano Cappellini

Il Gruppo Gedi ha nominato Stefano Cappellini nuovo direttore responsabile ad interim de la Repubblica, con effetto immediato. La decisione è stata comunicata dall’editore attraverso una nota ufficiale, nella quale viene spiegato che il giornalista assumerà la piena responsabilità della direzione editoriale del quotidiano fino alla conclusione della procedura per la nomina del nuovo direttore responsabile. Secondo quanto comunicato dall’editore, la scelta è stata presa anche grazie alla lunga esperienza maturata da Cappellini all’interno del giornale. Nella nota si legge infatti che, “forte della sua profonda conoscenza del giornale, della sua redazione e dei suoi valori, Cappellini assumerà la piena responsabilità della direzione editoriale della testata fino al completamento definitivo del processo di nomina del direttore responsabile”. Stefano Cappellini è entrato nella redazione de la Repubblica nel 2016. Nel corso degli anni ha ricoperto incarichi con responsabilità sempre maggiori, diventando una delle firme più conosciute nell’analisi politica e nei temi di attualità. Prima del suo ingresso nel quotidiano è stato direttore de Il Riformista e caporedattore de Il Messaggero. Nel corso della carriera ha lavorato anche come autore televisivo e saggista, pubblicando diversi libri dedicati alla politica e alla società italiana. La nomina è stata accompagnata da un messaggio dell’amministratore delegato del Gruppo Gedi, Mirja Cartia d’Asero, che ha dichiarato: “Desidero rivolgere a Stefano Cappellini i miei migliori auguri per questa nuova responsabilità. Sono certa che la sua solida esperienza, il suo lungo impegno nel giornale e le sue straordinarie qualità professionali gli consentiranno di guidare la Repubblica con autorevolezza durante questa fase di transizione”. Anche Stefano Cappellini ha commentato il nuovo incarico con una dichiarazione diffusa insieme all’annuncio ufficiale. “Ringrazio l’editore per avermi affidato la responsabilità della direzione editoriale de La Repubblica durante il processo di scelta del nuovo direttore responsabile. Il giornale ha conquistato la fiducia dei propri lettori grazie alla professionalità e all’impegno dei suoi giornalisti e di tutte le persone che contribuiscono ogni giorno con il loro lavoro attento e appassionato. Assumo questo impegno con entusiasmo e senso di responsabilità per preservare questi standard e consolidare una tradizione fondata sul giornalismo di qualità e sulla profondità di analisi”.

Mario Orfeo si dimette da Repubblica e passa a QN Media

Mario Orfeo

Mario Orfeo lascerà la direzione di Repubblica e dal 9 settembre assumerà il ruolo di Direttore Editoriale di QN Media, il gruppo editoriale che pubblica Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e QN. La nomina rientra nel progetto di sviluppo avviato dall’editore Leonardo Maria Del Vecchio, che punta a riorganizzare il gruppo e a rinnovare l’offerta informativa. Nel nuovo incarico, Mario Orfeo lavorerà al fianco dell’editore Leonardo Maria Del Vecchio e dell’amministratore delegato con il compito di coordinare la strategia editoriale e seguire i nuovi progetti di crescita. Il piano prevede anche il lancio, nel prossimo autunno, del nuovo QN, destinato a trasformarsi in una testata di opinione di fascia alta, con un linguaggio contemporaneo e l’obiettivo di rivolgersi anche a un pubblico più giovane. La direttrice responsabile delle testate del gruppo resterà Agnese Pini, che continuerà a guidare il lavoro giornalistico dei quotidiani e parteciperà al progetto di rinnovamento. Il piano comprende una nuova veste grafica ispirata ai principali quotidiani europei, una maggiore attenzione alla leggibilità dei contenuti e una piattaforma digitale completamente riprogettata insieme all’edizione cartacea. Il progetto prevede inoltre che Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno mantengano il proprio ruolo nell’informazione locale, rafforzando il legame con i rispettivi territori. Le tre testate entreranno in un ecosistema editoriale digitale pensato per raggiungere nuovi lettori e sviluppare ulteriori opportunità di crescita. Nel comunicato diffuso dal gruppo viene spiegato che: “Nel nuovo ruolo, Mario Orfeo affiancherà l’editore, Leonardo Maria Del Vecchio, e l’amministratore delegato, nel percorso di crescita del gruppo, con una funzione di indirizzo e di coordinamento della strategia editoriale e dei nuovi progetti di sviluppo”. Lo stesso comunicato aggiunge che “Agnese Pini è confermata Direttrice Responsabile delle testate del gruppo e contribuirà all’ambizioso progetto di rilancio del nuovo QN”. Con questo passaggio, Mario Orfeo, che ha 60 anni, conclude l’esperienza alla guida di Repubblica, incarico assunto il 7 ottobre 2024 dopo Maurizio Molinari. Al momento non è stato comunicato il nome della persona che assumerà la direzione del quotidiano. Negli ultimi giorni alcuni organi di stampa hanno pubblicato indiscrezioni secondo cui le dimissioni di Orfeo sarebbero collegate a presunte incomprensioni con il nuovo editore di Repubblica, Theodore Kyriakou, proprietario del gruppo Antenna, che a marzo ha acquisito GEDI, il gruppo editoriale di cui fa parte il quotidiano. Al momento non sono state rese note conferme ufficiali su questa ricostruzione. Nel corso della sua carriera, Mario Orfeo ha diretto numerose testate nazionali. È stato direttore de Il Mattino, Il Messaggero, Tg1, Tg2 e Tg3, diventando l’unico giornalista nella storia della Rai ad aver guidato tutti e tre i principali telegiornali della televisione pubblica. Tra il 2017 e il 2018 ha ricoperto anche l’incarico di amministratore delegato della Rai. In passato aveva già lavorato nella redazione di Repubblica, dove è rimasto dal 1990 al 2002 occupandosi prima della cronaca di Napoli, poi di sport, politica e infine del ruolo di caporedattore centrale. (In foto, Mario Orfeo – Roberto Serra/Getty Images)

Giorgio Bardaglio è il nuovo direttore del Giornale di Brescia

Giorgio Bardaglio succede a Nunzia Vallini

Dal 1° luglio 2026 cambia la guida delle principali testate del Gruppo Editoriale Bresciana. Giorgio Bardaglio assume l’incarico di direttore responsabile del Giornale di Brescia, di Teletutto e di Radio Bresciasette, succedendo a Nunzia Vallini, che diventa direttore editoriale del Gruppo dopo undici anni alla guida del quotidiano e diciassette anni alla direzione delle emittenti televisiva e radiofonica. Nel nuovo ruolo, Nunzia Vallini affiancherà l’editore nelle attività legate alle sfide dell’informazione e allo sviluppo della strategia editoriale e multimediale del Gruppo. Il presidente di Editoriale Bresciana Spa, avv. Pierpaolo Camadini, ha spiegato che il passaggio di consegne si inserisce in un percorso già avviato: “L’avvicendamento si inserisce in un percorso di piena continuità con la strategia di trasformazione e innovazione che negli ultimi anni ha interessato tutti i mezzi del Gruppo – commenta il presidente di Editoriale Bresciana Spa, avv. Pierpaolo Camadini – e che ha consentito alla storica testata, che ha recentemente superato il traguardo degli ottant’anni di presenza qualificata nel territorio bresciano, di raggiungere 341mila lettori nel giorno medio, secondo i dati Audicom della rilevazione integrata carta-web del febbraio 2026. Questi risultati sono il frutto di un lavoro condiviso tra editore, direzioni, redazioni e struttura tecnico-produttiva e commerciale, che ha potuto contare negli ultimi decenni sulla professionalità e sulle qualità personali di Nunzia Vallini. A lei va il nostro ringraziamento per quanto realizzato e per il contributo che continuerà ad offrire nel nuovo ruolo accanto all’editore, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il legame tra le testate e il territorio”. Secondo i dati Audicom della rilevazione integrata carta-web di febbraio 2026, il Giornale di Brescia ha raggiunto una media di 341 mila lettori al giorno. Il traguardo arriva dopo oltre ottant’anni di attività della testata sul territorio bresciano. Alla guida delle testate del Gruppo arriva Giorgio Bardaglio, che fino a oggi ha ricoperto il ruolo di vicedirettore del Giornale di Brescia. Ad affiancarlo come vicedirettore sarà Carlo Muzzi. Il loro compito sarà proseguire il percorso editoriale iniziato nel 1945, utilizzando gli strumenti dell’informazione contemporanea per raccontare ogni giorno la realtà della comunità bresciana. Il modello del Gruppo Editoriale Bresciana continua a basarsi sull’integrazione tra carta stampata, televisione, radio e piattaforme digitali. L’obiettivo indicato dall’editore è offrire un servizio informativo coordinato e vicino al territorio, valorizzando le diverse modalità con cui i cittadini possono accedere alle notizie. Nel messaggio rivolto ai nuovi responsabili, l’editore ha espresso gli auguri di buon lavoro a Giorgio Bardaglio e Carlo Muzzi, estendendo il ringraziamento a tutte le persone che lavorano ogni giorno nelle redazioni e nelle strutture del Gruppo. Nel testo viene inoltre sottolineato il valore del rapporto di fiducia costruito negli anni tra il Giornale di Brescia, Teletutto, Radio Bresciasette e la comunità bresciana, indicando la prosecuzione del percorso di innovazione, indipendenza e qualità dell’informazione come parte della strategia editoriale del Gruppo. (In foto, Giorgio Bardaglio e Nunzia Vallini)

Corriere della Sera rilancia su AI, digitale e abbonamenti

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Il Corriere della Sera punta sull’intelligenza artificiale, accelera la trasformazione digitale, prepara nuovi prodotti editoriali e fissa un obiettivo preciso: raggiungere un milione di abbonati digitali entro due anni. È questa la strategia illustrata dal direttore Luciano Fontana in un documento presentato alla redazione, che definisce le linee guida per affrontare i cambiamenti del mercato dell’informazione e l’evoluzione delle tecnologie digitali. La sfida dell’intelligenza artificiale. Nel documento l’intelligenza artificiale viene indicata come il principale cambiamento che sta interessando il settore dell’informazione. Secondo il piano, questa tecnologia non rappresenta soltanto un nuovo strumento di lavoro, ma modifica il modo in cui le persone cercano, leggono e utilizzano le notizie. Per questo il quotidiano intende rafforzare il rapporto diretto con i lettori e valorizzare i contenuti originali prodotti dai giornalisti, come inchieste, interviste, analisi e approfondimenti. Nel testo si legge: “L’Intelligenza artificiale non rappresenta semplicemente una nuova tecnologia a disposizione delle redazioni. È qualcosa di più: sta modificando il modo in cui le persone scoprono, consumano e interagiscono con le notizie”. Accordi con le piattaforme AI. Tra gli obiettivi indicati figura anche l’avvio di negoziati con le piattaforme AI. Il Corriere spiega che i propri contenuti vengono già utilizzati per verificare notizie e analisi, ma senza accordi economici. La strategia prevede quindi la definizione di partnership e modelli di collaborazione con le piattaforme, insieme agli altri grandi editori, per tutelare il valore economico della produzione giornalistica e della proprietà intellettuale. L’obiettivo degli abbonati digitali. La crescita degli abbonamenti digitali rappresenta il punto centrale del piano editoriale. Il traguardo fissato è raggiungere un milione di abbonati entro i prossimi due anni. Per ottenere questo risultato saranno sviluppati nuovi servizi e strumenti destinati ad aumentare il numero di utenti registrati, rafforzare la fidelizzazione dei lettori e ampliare l’offerta digitale. Nuovi prodotti editoriali. Il piano prevede la realizzazione di nuovi contenuti con particolare attenzione agli approfondimenti e alla spiegazione delle notizie. Saranno valorizzate sia le firme storiche del giornale sia nuovi giornalisti e nuovi volti. Proseguirà inoltre l’esperienza delle videolezioni già avviate, con nuovi corsi affidati a professori universitari ed esperti, insieme alla produzione di ulteriori serie dedicate alla storia, alla scienza, all’economia e ad altri temi di attualità. Archivio storico e “Chiedi al Corriere”. Tra i progetti annunciati figura il completo rinnovamento dell’Archivio storico, che raccoglie i contenuti pubblicati dal 1876. Il nuovo sistema permetterà di consultare articoli, fotografie, audio e video attraverso un motore di ricerca conversazionale e percorsi tematici. È previsto anche il lancio del servizio “Chiedi al Corriere”, un sistema che risponderà alle domande degli utenti utilizzando esclusivamente gli articoli pubblicati dal quotidiano. Ogni risposta sarà accompagnata dai collegamenti alle fonti interne e potrà suggerire newsletter, podcast o altri contenuti in base agli interessi del lettore. Newsletter, app e nuovi servizi. Il progetto comprende una nuova piattaforma dedicata alle newsletter, il rifacimento dell’app del Corriere e nuovi strumenti per personalizzare la lettura delle notizie. Tra le funzioni previste ci sono una sezione dedicata agli ultimi aggiornamenti, playlist di articoli, contenuti audio, podcast da ascoltare anche in automobile e una maggiore integrazione con i giochi digitali del quotidiano. Inchieste, reportage e informazione internazionale. Il documento prevede anche lo sviluppo di un prodotto dedicato alle inchieste, ai reportage e al giornalismo investigativo. È inoltre allo studio un nuovo progetto editoriale sull’informazione internazionale, che selezionerà e tradurrà articoli, analisi e interviste provenienti da autorevoli testate straniere, affiancando anche la traduzione in inglese di alcuni contenuti italiani. Podcast, vodcast e social network. L’offerta di podcast e vodcast sarà ampliata con nuovi appuntamenti quotidiani e settimanali. Parallelamente crescerà il lavoro sui social network, con una presenza più forte su piattaforme come YouTube e LinkedIn, nuovi format dedicati e maggiore coordinamento tra il team social e la redazione. Community e iniziative per i lettori. Il piano punta anche a rafforzare la community dei lettori. Saranno sviluppati strumenti per favorire il dialogo attraverso commenti, sondaggi, chat e domande rivolte ai giornalisti. Sono inoltre previste iniziative nelle scuole per avvicinare i giovani all’informazione e incontri pubblici con i giornalisti in diverse città. Carta e offerta editoriale. Il documento conferma l’importanza dell’edizione cartacea, che continuerà a essere una parte significativa dell’attività del quotidiano. Allo stesso tempo sarà effettuata una verifica dell’offerta, compresa una possibile revisione dei dorsi locali e di alcuni prodotti settimanali, con l’obiettivo di destinare maggiori risorse allo sviluppo digitale. La riorganizzazione della redazione. Il piano introduce una riorganizzazione del lavoro basata sul modello digital first. Tutti i giornalisti saranno coinvolti nella produzione dei contenuti destinati al web e successivamente verranno selezionati quelli da pubblicare sull’edizione cartacea. È prevista anche una diversa distribuzione degli orari di lavoro per garantire una maggiore presenza della redazione nelle prime ore della giornata e una più stretta integrazione tra carta e digitale. Per quanto riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in redazione, sarà istituita una commissione incaricata di definire le regole di impiego degli strumenti digitali. L’AI potrà essere utilizzata come supporto per il fact checking, l’individuazione delle fake news, le traduzioni, la sintesi di documenti, le trascrizioni audio e video, la preparazione di infografiche e la proposta di titoli SEO.   Il documento ribadisce infine il ruolo centrale del lavoro giornalistico: “Lo ripetiamo: la centralità del lavoro dei giornalisti, la produzione di contenuti esclusivi e originali, la capacità di cercare notizie, analizzarle, approfondirle sono la nostra missione e la garanzia di futuro in un contesto molto competitivo e difficile”. (In foto, Luciano Fontana – elaborazione su immagine LaPresse)

Digital News Report 2026: Ansa, Sky TG24 e Sole sul podio. TgLa7 perde terreno

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L’Ansa si conferma la testata giornalistica più affidabile per gli italiani nel Digital News Report 2026, l’indagine internazionale che ogni anno misura il rapporto tra cittadini e informazione, analizzando il livello di fiducia attribuito alle principali fonti giornalistiche. Il report evidenzia una sostanziale continuità rispetto all’anno precedente e mostra come i lettori continuino a riconoscere maggiore credibilità alle realtà editoriali percepite come più orientate alla diffusione di notizie e meno al commento o all’interpretazione degli eventi. Secondo la rilevazione, l’agenzia di stampa Ansa raggiunge il 74% di fiducia, mantenendo la stessa percentuale registrata nel 2025 e consolidando il proprio ruolo di riferimento nel panorama dell’informazione italiana. Il dato la colloca nettamente al primo posto della classifica nazionale, confermando una tendenza già emersa nelle precedenti edizioni del rapporto. Alle spalle di Ansa si posizionano Sky TG24 e Il Sole 24 Ore, entrambe con il 64% di fiducia. Le due testate conservano le rispettive posizioni sul podio pur registrando una flessione di tre punti rispetto all’anno precedente. Nonostante il lieve calo, restano tra le fonti più apprezzate dagli intervistati e continuano a occupare le posizioni di vertice nella graduatoria della credibilità dei media. Subito dietro compare Quotidiano Nazionale, che raggiunge il 60% di giudizi positivi e si colloca tra le realtà editoriali considerate più affidabili dai lettori italiani. La testata figura nel gruppo delle fonti che ottengono i risultati migliori all’interno della rilevazione pubblicata nel report. L’indagine suggerisce che le organizzazioni giornalistiche percepite come maggiormente focalizzate sulla cronaca, sui fatti e sulla copertura informativa tendono a raccogliere livelli di fiducia più elevati. Al contrario, le testate considerate più identitarie o maggiormente orientate all’opinione registrano risultati generalmente inferiori. Tra le posizioni intermedie della classifica si trovano alcune realtà spesso presenti nel dibattito pubblico nazionale. La Stampa ottiene il 54% di fiducia, mentre Il Post si attesta al 44%. Quest’ultimo dato colloca la testata nella parte medio-bassa della graduatoria. Il report evidenzia inoltre che Il Post raccoglie una quota particolarmente elevata di giudizi neutrali, segnale che una parte consistente degli intervistati non esprime una valutazione nettamente positiva o negativa. La graduatoria mostra differenze significative tra le prime posizioni e le testate che occupano la parte finale della classifica. In coda figurano Libero e Fanpage, che registrano alcuni dei livelli di fiducia più bassi rilevati dall’indagine. Fanpage si ferma al 41%, mentre entrambe le testate presentano quote di sfiducia tra le più elevate emerse dal sondaggio. Tra gli elementi evidenziati dall’edizione 2026 del rapporto compare anche l’assenza de Il Foglio. Pur essendo una testata spesso citata nel confronto politico e culturale nazionale, non risulta inclusa nella rilevazione presa in esame dal Digital News Report. Tra le variazioni più rilevanti emerge il caso di TgLa7, che passa dal 61% al 58% di fiducia. Si tratta di uno dei cali più evidenti registrati tra le principali testate e programmi informativi inclusi nell’indagine. L’unica crescita significativa riguarda invece Il Fatto Quotidiano, che aumenta di due punti rispetto al 2025 e raggiunge il 54% di fiducia. Il risultato rappresenta l’incremento più consistente rilevato dal report e consente alla testata di migliorare la propria posizione relativa all’interno della graduatoria. Nella fascia inferiore della classifica si osservano diminuzioni più marcate per Libero Quotidiano e Fanpage, entrambe in calo rispetto all’anno precedente. Repubblica, La Stampa, Il Giornale e Il Post mostrano invece livelli di fiducia sostanzialmente stabili, con scostamenti minimi rispetto ai dati registrati dodici mesi prima.

Il Sole 24Ore integra IA, video e podcast nella home page

Il nuovo sito de Il Sole 24Ore

Il Gruppo Il Sole 24Ore ha presentato la nuova home page di ilsole24ore.com, un progetto che accompagna i 30 anni dalla nascita del sito e conclude le iniziative dedicate ai 160 anni del quotidiano. Il rinnovamento rappresenta un nuovo passaggio nel percorso di trasformazione digitale dell’azienda editoriale e introduce strumenti basati sull’intelligenza artificiale, insieme a una maggiore integrazione tra i diversi canali informativi del Gruppo. La nuova home page è stata progettata per offrire una modalità diversa di accesso ai contenuti. Il sito non si limita più a proporre notizie da leggere, ma diventa uno spazio digitale nel quale gli utenti possono cercare informazioni, approfondire argomenti e interagire con i contenuti attraverso strumenti conversazionali. Al centro del progetto c’è la valorizzazione dell’intero ecosistema editoriale del Gruppo, che riunisce il quotidiano, Radio24, l’agenzia di stampa Radiocor e IlSole24OreTV. La piattaforma si presenta come un unico hub digitale capace di raccogliere e organizzare in tempo reale diversi flussi informativi. All’interno della nuova esperienza trovano spazio dirette, podcast, video, serie e miniserie di 24Ore Podcast, oltre a nuovi formati verticali pensati per accompagnare la navigazione e rendere più immediata la fruizione delle informazioni. Tra le principali novità editoriali figurano i moduli a storie dedicati alle notizie della giornata, gli approfondimenti verticali delle sezioni specializzate, tra cui 24Ore Salute, e i contenuti di Lab24, dedicati all’informazione visuale. Il progetto prevede inoltre una navigazione semplificata e ottimizzata per computer, smartphone e tablet, con l’obiettivo di facilitare la consultazione dei contenuti su ogni dispositivo. Con il lancio della nuova home page debutta ufficialmente anche 24Ore AI, la nuova generazione di intelligenza artificiale sviluppata dal Sole 24Ore. Il sistema è stato realizzato per affiancare la navigazione tradizionale e sfrutta la base informativa proprietaria del gruppo editoriale. Gli utenti possono utilizzare strumenti di ricerca e approfondimento integrati negli articoli, oltre a un chatbot visibile direttamente in homepage. Secondo quanto comunicato dal Gruppo, il nuovo assistente conversazionale è stato sviluppato per consentire un dialogo diretto con i contenuti del sito e fornire risposte elaborate utilizzando fonti interne considerate affidabili e autorevoli. Il sistema è stato progettato per offrire contenuti personalizzati e facilitare l’accesso alle informazioni in base alle esigenze dei lettori. L’evoluzione digitale coinvolge anche Opinion Reader, l’iniziativa nata durante le celebrazioni per i 160 anni del quotidiano. Il progetto, inizialmente riservato a una selezione di lettori ambassador, viene ora esteso all’intera community. Attraverso una sezione dedicata, gli utenti potranno partecipare a sondaggi, rispondere alle domande del direttore, prendere parte a incontri con la redazione e aderire a iniziative informative pensate appositamente per la comunità dei lettori. Per accompagnare il lancio della nuova piattaforma, il Gruppo Il Sole 24Ore ha avviato una campagna di comunicazione con la headline “ilsole24ore.com porta il lettore al centro delle decisioni”. Il piano promozionale coinvolge stampa, digitale, radio, televisione, social network e affissioni nella città di Milano. Tra le iniziative previste figurano una speciale operazione editoriale sul quotidiano del 15 giugno, con una flexografia sulla cellophanatura dedicata alla nuova struttura della prima pagina digitale, e un’edizione del 16 giugno nella quale la prima pagina del giornale riprodurrà la home page del sito attraverso una sovracoperta illustrativa. Il programma dedicato al lancio comprende inoltre un Superdossier sui temi dell’innovazione e del futuro, con articoli di approfondimento, video e infografiche, oltre a una diretta speciale prevista il 17 giugno sul sito internet e sul canale televisivo del Gruppo. Per celebrare l’arrivo della nuova esperienza digitale, il Gruppo Il Sole 24Ore ha annunciato anche una promozione speciale. Dalle ore 10 del 15 giugno alle ore 10 del 16 giugno sarà infatti possibile sottoscrivere l’abbonamento annuale a ilsole24ore.com al prezzo di 24 euro per 24 ore, attraverso una iniziativa di vendita a tempo limitato collegata al lancio della nuova piattaforma.

San Marino RTV inaugura Studio 2, prepara la visita del Papa e annuncia 12 nuovi format

San Marino RTV nuovo studio

San Marino RTV inaugura il nuovo Studio 2 e accelera il percorso di rinnovamento tecnologico ed editoriale avviato negli ultimi diciotto mesi. Il nuovo spazio multifunzionale diventa il principale punto di riferimento per l’informazione, gli approfondimenti e le produzioni dell’emittente di Stato della Repubblica di San Marino. L’inaugurazione è stata anche l’occasione per presentare uno degli appuntamenti istituzionali più attesi dei prossimi mesi: la visita di Papa Leone XIV a San Marino, prevista per il 22 agosto. In quell’occasione San Marino RTV svolgerà il ruolo di host broadcaster, garantendo la distribuzione del segnale internazionale ai media di tutto il mondo. Il direttore generale Roberto Sergio ha definito la copertura dell’evento papale “qualcosa di incredibile, di straordinario”, parlando di uno sforzo organizzativo e tecnologico “titanico”. L’emittente realizzerà una diretta televisiva integrale di 12 ore, utilizzando droni, motociclette e tecnologie mobili di ultima generazione per seguire tutte le fasi della visita. Durante la presentazione è stato inoltre annunciato il lancio di un nuovo palinsesto, in programma dal 29 settembre, con almeno dodici produzioni originali inedite. L’obiettivo è ampliare ulteriormente l’offerta editoriale attraverso contenuti realizzati internamente e nuove soluzioni digitali. I Capitani Reggenti, Alice Mina e Vladimiro Selva, hanno definito San Marino RTV un “prezioso patrimonio di risorse umane e professionali”, evidenziando il ruolo dell’emittente nella valorizzazione dell’identità culturale, storica e sociale del Paese e nella capacità di raggiungere pubblici differenti. Nel corso dell’evento Roberto Sergio ha ricordato il percorso compiuto dall’azienda negli ultimi diciotto mesi. “Un anno e mezzo fa abbiamo annunciato una rivoluzione televisiva per San Marino Rtv. Abbiamo rispettato i tempi, abbiamo rispettato gli impegni. Abbiamo uno studio virtuale. Ora ci dovremmo concentrare sulla radio e sul web, che sono le due prossime sfide per arrivare a compiere la prima parte di un piano industriale molto sfidante, ma che stiamo realizzando con grande entusiasmo consapevoli di aver già chiuso due bilanci positivi e risanato i conti della televisione”, ha dichiarato. Secondo il direttore generale, i risultati ottenuti comprendono anche la crescita della visibilità dell’emittente. Durante la finale del San Marino Song Contest, il canale 550 ha raggiunto per una serata la decima posizione tra i canali televisivi italiani, rafforzando la presenza del marchio San Marino RTV. La trasformazione dell’emittente è stata attribuita anche alla collaborazione tra istituzioni e azienda. Il Segretario di Stato all’Industria, Rossano Fabbri, ha sottolineato che il percorso è stato possibile grazie al lavoro congiunto delle strutture coinvolte e al sostegno delle istituzioni nel progetto di internazionalizzazione della radiotelevisione sammarinese. Sulla stessa linea il Segretario di Stato per l’Informazione, Federico Pedini Amati, che ha richiamato il percorso avviato nell’agosto 2024, mentre il presidente del Consiglio di amministrazione Pasquale Valentini ha evidenziato il valore delle professionalità interne e di una comunicazione coerente con l’identità del Paese. Tra gli obiettivi futuri figura anche una maggiore apertura internazionale. Roberto Sergio ha annunciato l’intenzione di sviluppare collaborazioni con altri piccoli Stati europei, tra cui Malta, Cipro, Albania e Montenegro, per favorire lo scambio di produzioni e contenuti culturali tra diverse realtà televisive. La visita di Papa Leone XIV rappresenterà anche un banco di prova per la crescita delle attività digitali e social dell’emittente. Nei primi cinque mesi del 2026 il canale YouTube di San Marino RTV ha registrato 6.207.352 visualizzazioni, con un aumento del 106% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le ore complessive di visualizzazione hanno raggiunto quota 900.300, in crescita del 118%, mentre le impression sono salite a 58,1 milioni. Gli iscritti hanno raggiunto quota 84.109, con un incremento del 39%. I contenuti dell’emittente sono stati visualizzati in oltre 120 Paesi, con l’Italia che rappresenta il principale mercato di riferimento. Il picco di traffico è stato registrato nel mese di marzo grazie alla finale del San Marino Song Contest, che ha superato i 2,3 milioni di visualizzazioni e generato quasi 300 milioni di contatti. Tra i progetti annunciati per i prossimi mesi figurano anche RTV Play, piattaforma ispirata ai servizi di streaming che ospiterà archivio storico e contenuti esclusivi, e la Visual Radio, iniziativa destinata ad ampliare ulteriormente la distribuzione multipiattaforma dei contenuti prodotti da San Marino RTV.

Tensioni a CBS: fuori Scott Pelley dopo 37 anni a 60 Minutes

Scott Pelley

Scott Pelley, storico volto del programma televisivo 60 Minutes, è stato licenziato da CBS News dopo un duro confronto con i vertici dell’emittente. Il giornalista, presente nella redazione da 37 anni, aveva criticato pubblicamente la nuova gestione del programma, accusando la dirigenza di compromettere l’identità editoriale di una delle trasmissioni giornalistiche più note degli Stati Uniti. Secondo ricostruzioni della stampa americana, il confronto è avvenuto durante una riunione interna nella quale Pelley avrebbe contestato le scelte della nuova direttrice della rete, Bari Weiss, e la nomina del documentarista Nick Bilton come produttore esecutivo di 60 Minutes. Dopo l’incontro con il presidente di CBS, Tom Cibrowski, con Weiss, Bilton e i responsabili delle risorse umane, il giornalista è stato informato della conclusione del rapporto di lavoro. La vicenda si inserisce in una fase di forti cambiamenti per CBS News e per 60 Minutes, programma nato nel 1968 e diventato negli anni un punto di riferimento per il giornalismo investigativo televisivo grazie a inchieste e interviste che hanno segnato la storia dell’informazione americana. Tra queste figurano servizi sul massacro di My Lai durante la guerra del Vietnam, sul caso Emmett Till, sull’industria del tabacco e sull’intervista realizzata da Anderson Cooper a Stormy Daniels. Nelle ultime settimane il programma ha registrato ulteriori cambiamenti. Le giornaliste Sharyn Alfonsi e Cecilia Vega sono state licenziate, mentre Anderson Cooper ha lasciato la trasmissione dopo vent’anni. Contestualmente sono cambiati diversi dirigenti e produttori della redazione. CBS respinge le accuse di interferenze politiche e sostiene che la riorganizzazione risponda alla necessità di adattare il prodotto giornalistico alle nuove abitudini del pubblico. La rete ha evidenziato un incremento dell’audience del 9%, citando dati Nielsen, e ha attribuito i cambiamenti a una strategia di rinnovamento in un mercato televisivo caratterizzato da una progressiva riduzione degli ascolti. Bari Weiss ha dichiarato allo staff: “Sono interessata a lavorare soltanto in una redazione costruita sulla fiducia e il rispetto reciproco”. La direttrice ha inoltre affermato che la dirigenza aveva tentato di trovare una soluzione condivisa con Pelley senza però raggiungere un accordo. Il giornalista ha contestato questa versione dei fatti. In una lunga dichiarazione diffusa il giorno successivo al licenziamento e riportata dal Washington Post, ha sostenuto che il conflitto non riguardasse una questione personale ma il futuro stesso del programma. “60 Minutes ha perso il suo DNA”, ha scritto, affermando che il progressivo allontanamento di dirigenti, produttori e reporter storici avrebbe modificato profondamente la cultura professionale della trasmissione. Nella lettera, Pelley ha fatto riferimento anche ai recenti licenziamenti avvenuti all’interno della redazione, sostenendo che “persone valide sono state messe a tacere”. Ha inoltre dichiarato che alcuni giornalisti sarebbero stati invitati a inserire nei servizi affermazioni non verificate e contenuti che, a suo dire, non rispettavano gli standard tradizionali della trasmissione. “Sono riuscito a ignorare queste istruzioni oppure a rifiutarle”, ha scritto. L’ex conduttore ha collegato parte dei cambiamenti editoriali ai rapporti tra la nuova proprietà e le istituzioni federali, sostenendo che alcune decisioni sarebbero state prese “apparentemente per ingraziarsi, almeno per un momento, l’amministrazione Trump”. Ha inoltre criticato la possibilità che alcuni esponenti politici possano influire sulla scelta degli intervistatori, definendo questa pratica incompatibile con l’indipendenza della stampa. Secondo quanto riportato da media statunitensi, durante una riunione interna successiva al licenziamento, Weiss avrebbe ribadito la necessità di mantenere un clima fondato sulla fiducia reciproca. Pelley ha replicato accusando i dirigenti di aver fornito ai colleghi una rappresentazione non corretta degli eventi e ha sostenuto che il confronto si sarebbe interrotto senza che fossero fornite risposte alle sue domande sui cambiamenti interni al programma. Sul fronte societario, il caso arriva mentre Paramount-Skydance, proprietaria della rete, è impegnata in una fase di consolidamento industriale e sta lavorando a operazioni strategiche che coinvolgono il settore dei media statunitensi. Negli ultimi anni la società ha inoltre affrontato controversie legali legate all’attività giornalistica di 60 Minutes, compresa una causa promossa dall’attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump riguardante il montaggio di un’intervista a Kamala Harris, successivamente chiusa con un accordo tra le parti. Nella parte finale della sua dichiarazione, Pelley ha salutato i colleghi affermando di lasciare il programma “con il cuore colmo di gratitudine”, ricordando il lavoro svolto nel corso della sua lunga esperienza professionale e il valore della tradizione giornalistica costruita negli anni da 60 Minutes.

Cnn denuncia Perplexity per uso illecito di 17mila contenuti

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La Cnn ha avviato un’azione legale contro la società di intelligenza artificiale Perplexity, accusandola di avere utilizzato senza autorizzazione migliaia di contenuti giornalistici per addestrare e alimentare i propri sistemi tecnologici. Secondo quanto riportato nella denuncia, la piattaforma avrebbe usato oltre 17mila tra articoli, immagini e video originali prodotti dall’emittente americana, aggirando le regole sulla proprietà intellettuale e sul copyright. La causa è stata depositata negli Stati Uniti e rappresenta un nuovo capitolo dello scontro tra aziende editoriali e società che sviluppano strumenti di AI. La Cnn sostiene che i propri contenuti siano stati utilizzati per costruire e migliorare i motori di ricerca basati su intelligenza artificiale senza una regolare licenza. Perplexity respinge le accuse e basa la propria difesa sul principio secondo cui il diritto d’autore non protegge i fatti o le idee, ma soltanto il modo in cui queste informazioni vengono raccontate. L’azienda sostiene infatti di distribuire “informazioni” e non “contenuti” protetti dal copyright. La posizione della Cnn è diversa. Secondo il gruppo editoriale, un articolo giornalistico non è una semplice raccolta di fatti, ma il risultato di un lavoro di ricerca, verifica e interpretazione. Per questo motivo, la testata ritiene che i propri contenuti siano opere creative tutelate dalla legge sul diritto d’autore. L’emittente americana ha inoltre spiegato che la decisione di portare il caso in tribunale è arrivata dopo il fallimento di alcune trattative avviate nel 2025 per raggiungere un accordo commerciale con Perplexity. La Cnn ha precisato di non essere contraria allo sviluppo delle nuove tecnologie, ricordando di avere già accordi di collaborazione e licenza con altre aziende del settore tecnologico, tra cui Meta. Negli Stati Uniti il numero delle controversie legali legate all’intelligenza artificiale generativa è aumentato rapidamente dopo il lancio di ChatGpt nel 2022. Diverse aziende editoriali, autori e piattaforme digitali hanno accusato le società che sviluppano AI di avere utilizzato materiali protetti senza autorizzazione per addestrare i propri sistemi. Nel caso di Perplexity, la causa avviata dalla Cnn si aggiunge ad altre azioni legali già presentate da realtà come New York Times, Dow Jones e Reddit. Secondo quanto riferito da Reuters, i procedimenti riguardano l’utilizzo di articoli, testi e contenuti online nei processi di addestramento dei modelli di intelligenza artificiale.