Negli Stati Uniti a bordo dell’Air Force One, il presidente Donald Trump ha insultato la giornalista di Bloomberg Catherine Lucey dopo una domanda sugli Epstein files, generando nuove polemiche su un episodio considerato sessista da numerosi osservatori. L’episodio è avvenuto mentre il presidente tornava verso la residenza di Mar-a-Lago, durante un incontro con i reporter che seguono abitualmente i suoi spostamenti.
I fascicoli Epstein raccolgono tutto il materiale nato da una lunga serie di denunce, indagini e testimonianze su Jeffrey Epstein e sulla sua collaboratrice Ghislaine Maxwell. Nel tempo molte ragazze raccontarono di essere state attirate con la scusa di lavori come i massaggi e poi coinvolte in comportamenti inappropriati. Per anni vari segnali e segnalazioni non portarono a risultati concreti, finché il caso non tornò al centro dell’attenzione con nuove inchieste e l’arresto di Epstein, trovato poco dopo morto in cella. Maxwell è stata poi condannata, e negli anni successivi migliaia di documenti sono stati resi pubblici, mettendo in luce i rapporti di Epstein con persone molto conosciute, tra cui Donald Trump.
Quando Lucey ha chiesto: “Se non c’è niente di incriminante negli Epstein files, perché non agire per pubblicarli?”, Trump le ha risposto con tono canzonatorio dicendo di stare “zitta” e rivolgendole l’insulto “maialina”, indicandola con il dito. La reporter ha tentato di continuare chiedendo un commento sull’intervista di Tucker Carlson al nazionalista Nick Fuentes, ma il presidente ha aggiunto: “Sei di Bloomberg, giusto? Sei la peggiore, non so nemmeno perché ti tengano”.
Catherine Lucey, che in passato ha lavorato al Wall Street Journal e ha seguito la Casa Bianca durante le presidenze Trump e Biden, non ha rilasciato dichiarazioni dopo essere stata contattata dal Telegraph.
Lo scambio è avvenuto in un momento delicato per l’amministrazione, impegnata a gestire le tensioni legate allo scandalo Jeffrey Epstein. La Camera Usa ha approvato una legge che obbliga il Dipartimento di Giustizia a pubblicare tutti i documenti del caso entro 30 giorni dall’entrata in vigore, ma ora la decisione passa al Senato, controllato dai Repubblicani, che dovrà votare sulla divulgazione. Trump ha annunciato di essere pronto a firmare il provvedimento, dopo aver mostrato posizioni altalenanti sull’argomento.
La vicenda ha creato fratture anche nella base MAGA, storicamente compatta, con segnali di distanza tra Trump e figure considerate fino a poco tempo fa a lui vicine, come Marjorie Taylor Greene, definita dal presidente “traditrice”. Trump sostiene che gli Epstein files rappresentino un “inganno dei democratici”.
Nel frattempo lo scandalo continua a produrre conseguenze negli Stati Uniti. L’ex segretario al Tesoro Larry Summers ha annunciato il ritiro dagli impegni pubblici dopo la diffusione di nuove email legate al suo rapporto con Epstein. “Mi vergogno profondamente delle mie azioni e riconosco il dolore che hanno causato”, ha dichiarato, aggiungendo di volersi concentrare sulla ricostruzione della fiducia personale pur continuando il proprio lavoro accademico ad Harvard, dove insegna più corsi universitari e di dottorato. La decisione di mantenere la cattedra ha generato malumori all’interno dell’ateneo.