Emilio Fede è morto. Aveva 94 anni.
La notizia del decesso, arrivata intorno alle 18.30, non ha trovato spazio di rilievo nel Tg4 che diresse dal 1992 al 2012. L’edizione delle 19 non ha dato alcun annuncio né nei titoli né in apertura, ma solo a telegiornale inoltrato. In conduzione, Stefania Cavallaro ha letto un breve e freddo comunicato accompagnato da poche immagini di repertorio.
Nel corso della sua lunga carriera, iniziata negli anni Sessanta in Rai come inviato di guerra, Emilio Fede divenne uno dei volti più riconoscibili della televisione italiana. Dopo aver diretto il Tg1, fu chiamato da Silvio Berlusconi a guidare il Tg4 su Fininvest. Rimase al vertice del telegiornale per vent’anni, segnando un’epoca del piccolo schermo. “Sono il direttore più criticato, ma anche il più guardato”, aveva dichiarato in passato.
I suoi editoriali, le pause studiate e il tono enfatico resero il suo stile unico e inconfondibile. Il Tg4 diretto da Fede rappresentò per vent’anni un punto di riferimento per una parte del pubblico, diventando uno dei simboli del giornalismo televisivo dell’epoca.
Secondo quanto riportato da Primaonline, la scomparsa di Emilio Fede offre l’occasione per riflettere sull’evoluzione del giornalismo televisivo e sul ruolo dei conduttori. Fede fu il primo direttore a “fare il giornale in diretta”, adattando ritmo e linguaggio al flusso delle notizie e superando la rigidità dei tg tradizionali, soprattutto quelli Rai. Insieme a Mentana, mostrò come un telegiornale potesse cambiare velocità e direzione seguendo l’attualità, trasformando il conduttore in protagonista della narrazione. Introdusse inoltre il marketing giornalistico, instaurando un dialogo diretto e provocatorio con il pubblico. Oggi il suo modello andrebbe arricchito da un linguaggio ipertestuale, capace di integrare fonti, link e percorsi online per consentire agli spettatori di costruire un tg personalizzato.
La sua carriera subì un brusco arresto nel 2012, quando lasciò Mediaset dopo il coinvolgimento nell’inchiesta Ruby. In quell’occasione aveva commentato: “Sono caduto, ma non ho mai smesso di essere Emilio Fede”.