Il Secolo XIX lancia Archivio Vivo: 140 anni di storia letti con l’intelligenza artificiale

Il Secolo XIX ha creato una fondazione per proteggere il suo archivio storico e renderlo consultabile con l’intelligenza artificiale. La Fondazione Il Secolo XIX è stata presentata il 27 ottobre a Genova. Il suo progetto principale si chiama Archivio Vivo e riguarda 140 anni di storia raccontata dal quotidiano ligure, uno dei più antichi d’Italia. La presentazione si è svolta durante l’evento “Tre miliardi di parole. Una storia che continua”, a bordo della nave MSC Grandiosa. Erano presenti autorità nazionali e locali, rappresentanti delle istituzioni e imprenditori. Tra loro c’erano il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione Tommaso Foti, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e la sindaca di Genova Silvia Salis. Un archivio è il luogo dove si conservano documenti del passato. Quello del Secolo XIX contiene circa tre miliardi di parole, due milioni di pagine, più di dieci milioni di articoli, 1.650 volumi rilegati e circa 150mila fotografie. Questi materiali raccontano come sono cambiate nel tempo l’economia, l’industria, la società e la cultura di Genova, della Liguria e dell’Italia. Con Archivio Vivo tutto questo patrimonio diventerà digitale, cioè consultabile al computer. L’intelligenza artificiale è un programma capace di aiutare le persone a cercare e collegare informazioni. Grazie a questa tecnologia, e ad altri strumenti sviluppati con il partner tecnico Gruppo Panini Cultura, si potranno leggere le pagine storiche, collegare articoli scritti in anni diversi e ricostruire i legami tra persone, luoghi ed eventi. Secondo la Fondazione, Il Secolo XIX sarà la prima testata italiana ad avere un archivio interamente digitalizzato e consultabile con l’intelligenza artificiale. La piattaforma è pensata per studiosi, professionisti, istituzioni, imprese, scuole, studenti e cittadini, e funzionerà rispettando le fonti originali. Il lavoro è già in parte concluso. Le annate dal 1886 al 1955 sono state digitalizzate e saranno presto disponibili su una piattaforma dedicata. Il passo successivo riguarda le annate dal 1956 al 2001. Gli ultimi 25 anni, invece, sono già conservati in formato digitale. Il progetto è completato grazie alla collaborazione tra Ministero della Cultura, Digital Library, Biblioteche Nazionali Centrali di Roma e Firenze e Fondazione Il Secolo XIX, e utilizza anche risorse del PNRR. L’investimento previsto è di circa un milione di euro, diviso a metà tra fondi pubblici e privati. Sostengono il progetto Regione Liguria, Comune di Genova, Camera di Commercio di Genova, Gruppo Messina, Fondazione Passadore 1888, Costa Edutainment, GNV Grandi Navi Veloci, GVM Montallegro, Ansaldo Energia, Esselunga, Stazioni Marittime e Webuild Group. La presidente della Fondazione, Alberica Brivio Sforza, ha spiegato: “La cultura ha valore quando è accessibile, condivisa e capace di dialogare con il presente. Con la Fondazione Il Secolo XIX vogliamo preservare un patrimonio straordinario di memoria collettiva e, al tempo stesso, renderlo uno strumento vivo e fruibile attraverso le opportunità offerte dalla digitalizzazione. Archivio Vivo rappresenta una sfida culturale prima ancora che tecnologica: trasformare 140 anni di storia, raccontati dalle pagine del Secolo XIX, in una risorsa aperta alla ricerca, alla conoscenza e alle nuove generazioni”. Il direttore generale della Fondazione, Barbara Grosso, ha dichiarato: “Vogliamo restituire alla comunità un patrimonio che appartiene alla storia di tutti. Le pagine del Secolo XIX raccontano oltre 140 anni di vicende, trasformazioni e persone che hanno contribuito a costruire l’identità di Genova, della Liguria e del Paese. La nostra sfida è fare in modo che questa memoria non sia soltanto conservata, ma diventi accessibile, viva e capace di generare nuova conoscenza”. L’obiettivo della Fondazione è creare un “Ecosistema della Memoria”, cioè una rete che unisca archivi pubblici e privati, università, istituzioni culturali, fondazioni e imprese. I materiali dell’archivio potranno essere usati per mostre, pubblicazioni, podcast e approfondimenti. Sono previsti anche percorsi didattici e laboratori per scuole, università, studenti e docenti, dedicati alla storia contemporanea, all’educazione civica e al mondo dell’informazione e dei media. Un altro campo è il turismo culturale: documenti, fotografie e testimonianze potranno essere collegati ai luoghi di oggi per raccontare Genova e la Liguria in modo nuovo. La sindaca Silvia Salis ha ricordato che “Il Secolo XIX accompagna la storia di Genova da 140 anni, nelle sue pagine c’è la memoria della nostra città: dalle grandi trasformazioni economiche e sociali ai momenti più complessi, passando per le conquiste, le storie quotidiane delle persone che l’hanno abitata e che continuano a viverla”. Salis ha anche parlato dell’importanza di insegnare a cercare, confrontare e verificare le fonti. Il ministro Paolo Zangrillo ha affermato: “Da genovese, sono particolarmente orgoglioso di questa iniziativa, che nasce nella nostra città ma assume un valore nazionale”.
Nasce QN: il 5 novembre a Roma Del Vecchio presenta il nuovo quotidiano

Giovedì 5 novembre debutta QN, il nuovo quotidiano nazionale di QN Media, la società editoriale nata da LMDV Capital. Lo stesso giorno, alle 18, il giornale sarà presentato alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Da quella data QN sarà in edicola in tutta Italia e anche sulle piattaforme digitali. L’evento di Roma è riservato agli invitati. Ci saranno rappresentanti delle istituzioni, imprenditori e autorità. A parlare sarà prima di tutto l’editore Leonardo Maria Del Vecchio. Secondo la nota diffusa dal gruppo, Del Vecchio presenterà “un’iniziativa destinata a segnare un punto di svolta in un settore da tempo ancorato a modelli tradizionali”. Con lui sul palco ci saranno l’amministratore delegato Gabriele Benedetto, il direttore editoriale Mario Orfeo e la direttrice responsabile Agnese Pini. Insieme spiegheranno come sarà fatto il nuovo giornale e quali sono le novità principali. Il progetto ha un obiettivo preciso. La società vuole “costruire un grande gruppo editoriale europeo, capace di competere sui mercati esteri e di guardare al futuro facendo leva sulla forza delle proprie radici, delle competenze e delle persone”. Il comunicato spiega che il cambiamento parte proprio da chi lavora nel giornale: “giornalisti, redazioni e professionisti sono e restano al centro di un modello che mette l’innovazione al servizio del giornalismo”. Una delle novità si chiama Qid. È un’intelligenza artificiale, cioè un programma per computer capace di aiutare le persone in alcune attività. Qid è stata creata per affiancare il lavoro dei giornalisti e per offrire nuovi strumenti di ricerca, analisi e approfondimento. La nota la descrive così: “Una rivoluzione tecnologica che non rinnega la tradizione, ma ne rilancia i valori fondanti: le inchieste, la centralità della notizia, la libertà e la passione di scriverla. Non la rincorsa ai click, ma la qualità dell’informazione”. QN arriverà in moltissime zone d’Italia. In cinque regioni, cioè Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Marche e Umbria, il quotidiano sarà venduto insieme ai giornali storici del gruppo: il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno. Anche queste tre testate cambiano aspetto e contenuti. Nel resto del Paese, invece, QN si potrà comprare da solo al prezzo di 1 euro oppure insieme ad alcuni quotidiani locali partner. Il giornale avrà una nuova grafica e un modo diverso di organizzare le notizie di attualità e gli approfondimenti. Secondo il gruppo, “il quotidiano si arricchirà della presenza di nuove e prestigiose firme del panorama culturale e giornalistico”. Le firme sono i nomi delle persone che scrivono gli articoli. QN si potrà leggere anche con un’app, cioè un’applicazione per smartphone, tablet e computer. L’app è stata costruita interamente all’interno di QN Media. Per il gruppo, questa soluzione “rappresenta un cambio di paradigma, coniugando la grande tradizione della carta stampata con le più moderne tecnologie digitali”. Oltre al giornale ci saranno una raccolta di podcast, cioè contenuti audio da ascoltare, e diverse newsletter tematiche, cioè messaggi inviati via email su argomenti specifici, per aiutare i lettori a capire meglio i fatti più importanti. Il comunicato di QN Editoriale spiega anche il significato della serata romana: “L’appuntamento romano, riservato agli invitati, segnerà il primo, fondamentale passo verso la costruzione di una realtà editoriale indipendente, solida e proiettata nel futuro dell’informazione”.