AD Italia festeggia 45 anni con mostra a Milano e tre cover

AD Italia, il magazine di Condé Nast dedicato all’architettura e all’arredamento, compie 45 anni e li festeggia con AD45: Continuum, un progetto che racconta come sono cambiati il design, il modo di abitare e la società. Il programma prevede una mostra al PAC, il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, e tre copertine speciali. La rivista è nata nel maggio 1981 da un’idea di Ettore Mocchetti. In questi 45 anni ha raccontato come sono cambiati i gusti delle persone e il modo di vivere la casa, seguendo da vicino l’evoluzione dell’architettura, del design e della cultura. Dalle sperimentazioni degli anni Ottanta fino alle tendenze di oggi, sulle sue pagine sono comparsi case, architetti, designer, artisti e protagonisti della creatività di tutto il mondo. Il progetto è stato ideato dall’architetto Luca Cipelletti insieme alla redazione. Cipelletti è anche museografo, cioè un esperto che progetta il modo in cui le opere vengono mostrate al pubblico in un museo o in una mostra. L’esposizione al PAC ripercorrerà le diverse fasi della storia della rivista attraverso copertine storiche, fotografie, materiali d’archivio e oggetti diventati simboli del design. “Da 45 anni, AD Italia non si limita a fotografare lo spazio dell’abitare, ma ne traccia la rotta, trasformando la casa in un laboratorio vivo”, ha spiegato Asad Syrkett, Head of Editorial Content della testata. Per l’anniversario escono anche tre copertine speciali, curate dal punto di vista artistico dall’agenzia Giga. La prima, “Tempo Continuo”, mostra una casa nella campagna dell’Emilia-Romagna progettata dall’architetto John Pawson. La seconda, “Return to the Future”, presenta una villa piemontese costruita negli anni Settanta. La terza, “New Horizons”, racconta uno storico appartamento di Milano ripensato dallo studio Studioutte. I festeggiamenti continueranno anche online, con contenuti dedicati alle copertine più famose, alle case che sono rimaste nella memoria dei lettori, ai grandi fotografi e ai personaggi che hanno segnato la storia della rivista.
Camilla Ligorio è la nuova head of partnership & talent di Geopop

Da ottobre 2026 Camilla Ligorio è la nuova head of partnership & talent di Geopop, il progetto editoriale di divulgazione scientifica che spiega la scienza, la tecnologia e i fenomeni del mondo che ci circonda attraverso video e contenuti digitali. Geopop ha una community di oltre 16 milioni di follower sulle principali piattaforme social. Una partnership è una collaborazione tra due realtà che lavorano insieme a un progetto comune, per esempio un’azienda e una testata che realizzano dei contenuti insieme. Nel suo nuovo incarico, Ligorio supervisiona tutte le attività legate a queste collaborazioni: coordina i diversi gruppi di lavoro coinvolti e si occupa di sviluppare i rapporti con i partner. L’obiettivo è rendere più efficace il modo in cui si lavora insieme e realizzare progetti in linea con l’identità di Geopop e con le richieste del suo pubblico. Prima di arrivare a Geopop, Ligorio ha lavorato in Ciaopeople, dove si occupava di project management, cioè dell’organizzazione e della gestione dei progetti dall’inizio alla fine. In particolare seguiva progetti di branded content, contenuti realizzati in collaborazione con un marchio e pensati per raccontare una storia legata a quel brand. Tra questi c’è stata una collaborazione tra Geopop e Costa Crociere dedicata all’innovazione tecnologica a bordo delle navi. In seguito è entrata in Be Water Content, la realtà che riunisce le attività di Chora Media e Will Media, con il ruolo di partnership lead. Durante questa esperienza ha curato i rapporti con i partner e lo sviluppo di progetti di comunicazione e di branded content.
Del Vecchio pronto a pagare 7,15 milioni per il Fatto Quotidiano: le reazioni

Leonardo Maria Del Vecchio conferma il suo interesse per Il Fatto Quotidiano e si dice pronto a incontrare i soci fondatori, il direttore e i giornalisti. Lo ha fatto con due comunicati inviati all’agenzia Ansa, dopo che i soci fondatori del giornale avevano fatto sapere di non voler vendere le loro quote. “Il pluralismo non si dichiara, si finanzia”, ha scritto l’imprenditore. Per capire cosa sta succedendo bisogna fare un passo indietro. Domenica 25 ottobre LMDV Media, la società con cui la famiglia Del Vecchio investe nei giornali e che fa capo alla holding LMDV Capital, ha annunciato di voler studiare da vicino i conti della SEIF (Società Editoriale Il Fatto), l’azienda che pubblica il quotidiano diretto da Marco Travaglio. Questo controllo si chiama due diligence: è come quando, prima di comprare una casa, si chiama un esperto per verificare che muri e impianti siano in buono stato. Se i controlli andranno bene, LMDV Media potrebbe lanciare un’Offerta Pubblica di Acquisto (OPA). SEIF è una società quotata in Borsa: le sue azioni, che sono come tanti piccoli pezzi dell’azienda, possono essere comprate e vendute da chiunque. L’OPA è la proposta, uguale per tutti i soci, che la legge chiede di fare a chi vuole comprare quelle azioni. LMDV Media ha indicato un prezzo di 0,286 euro per azione, per un totale di 7.152.860 euro. È una cifra più alta del valore di mercato: circa il 30 per cento in più rispetto al prezzo del 23 ottobre e circa il 16,85 per cento in più rispetto alla media degli ultimi sei mesi. Lo scopo finale è il delisting, cioè far uscire SEIF dalla Borsa e trasformarla in una società privata. Nella sua nota, LMDV Media spiega che l’operazione servirebbe a portare nel proprio gruppo le competenze e i “risultati conseguiti dall’emittente nell’innovazione digitale e tecnologica relativa in particolare ai prodotti editoriali e ai contenuti multimediali di natura digitale; in aggiunta, l’offerta sarebbe altresì strumentale al perseguimento della crescita e al rafforzamento di Seif nonché al mantenimento della relativa linea editoriale”. I controlli riguarderanno anche la situazione economica del giornale. La società di revisione KPMG, che verifica i bilanci, ha inserito richiami sulla continuità aziendale, cioè sulla capacità dell’azienda di continuare a lavorare, sia nel bilancio 2025 sia in quello dei primi sei mesi del 2026. LMDV Media vuole quindi capire, insieme ai dirigenti di SEIF, di quanti soldi avrà bisogno la società nei prossimi 24 mesi. Le sue prime stime, basate su documenti pubblici, indicano una cifra di 4 milioni di euro al massimo. Per far partire l’offerta c’è però una condizione importante. Le regole interne di SEIF, scritte nello statuto, stabiliscono che nessuno può avere più del 17 per cento delle azioni. Questo limite esiste dalla nascita del giornale, per evitare che un solo grande investitore possa controllarlo. Per cancellarlo, LMDV Media dovrebbe arrivare ad almeno l’82,9 per cento dei voti nell’assemblea dei soci. Il capitale di SEIF vale 2,5 milioni di euro ed è diviso in 25.010.000 azioni. Il 40,02 per cento è il cosiddetto flottante, cioè le azioni che circolano liberamente in Borsa. Antonio Padellaro e Cinzia Monteverdi, che è anche amministratrice delegata, hanno il 16,25 per cento ciascuno. La società possiede il 9,77 per cento delle proprie azioni, Francesco Aliberti il 5,01 per cento e gli altri soci fondatori il 12,69 per cento. Anche comprando tutto il flottante, LMDV Media resterebbe quindi in minoranza. I soci fondatori Antonio Padellaro, Cinzia Monteverdi, Francesco Aliberti, Peter Gomez, Marco Travaglio, Marco Lillo e Luca d’Aprile, che insieme hanno la maggioranza del capitale, hanno scritto al consiglio di amministrazione di SEIF. Nella lettera hanno espresso la “propria intenzione di non essere interessati a cedere la propria quota e dunque di non voler aderire a una eventuale offerta pubblica di acquisto che fosse promossa da Lmdv Media all’esito della due diligence annunciata”. Nei suoi comunicati all’Ansa, Del Vecchio ha preso atto con “rispetto della posizione espressa dai soci fondatori di Società Editoriale Il Fatto”. Secondo l’imprenditore, “Lmdv Media, vuole dare la solidità al Fatto per restare libero”. In diciassette anni, si legge nella nota, il giornale ha “costruito ciò che pochi giornali sono riusciti a costruire: una comunità di lettori fedele ed esigente e un’identità riconoscibile fondata sul giornalismo d’inchiesta e sull’indipendenza”. E ancora: “È questo il valore che Lmdv Media riconosce e che intende preservare. La direzione di Marco Travaglio è parte integrante di questo prodotto. Il progetto di Lmdv Media ne prevede la conferma, insieme alla piena autonomia della redazione, alla linea editoriale e al formato del giornale, che non intendiamo modificare”. LMDV Media ha ricordato anche alcuni risultati del Fatto nel primo semestre 2026: gli abbonamenti digitali sono cresciuti del 17,6 per cento, la pubblicità del 35 per cento e l’Ebitda, un indicatore che misura quanto guadagna un’azienda con la sua attività principale, è raddoppiato. Allo stesso tempo, secondo la nota, bisogna “guardare con franchezza alla struttura finanziaria. Il bilancio consolidato 2025 si è chiuso con una perdita di 2,6 milioni e un patrimonio netto negativo per 6,4 milioni”. Il comunicato aggiunge che la società di revisione ha segnalato un’incertezza significativa sulla continuità aziendale. “Il nostro progetto prevede di verificare questo fabbisogno insieme al management. Prevede anche l’ingresso di Seif nel programma di investimenti tecnologici che Lmdv Media sta realizzando per un’editoria sostenibile: piattaforme digitali, dati, distribuzione, nuovi formati. Un gruppo che pubblica testate con sensibilità diverse ha una sola condizione per esistere: rispettare l’identità di ciascuna”, prosegue la nota. LMDV Media precisa che la due diligence continua e che le condizioni dell’eventuale offerta non cambiano. Nel secondo comunicato, Del Vecchio ha parlato anche degli articoli che il giornale gli ha dedicato: “Il pluralismo non si dichiara, si finanzia. Il Fatto ha scritto molto di noi, anche in modo critico. E’ esattamente il giornalismo che vogliamo proteggere. Non chiediamo a nessuno di cambiare idea su di noi. Chiediamo solo di ascoltare un progetto che mette al sicuro il giornale. Siamo disponibili a incontrare i soci fondatori, il direttore
Reuters distribuirà in esclusiva l’archivio storico di Sky News

Reuters diventerà il distributore esclusivo dell’archivio storico di Sky News per le terze parti, cioè per tutte le aziende e le organizzazioni esterne che vorranno usare quei filmati. L’accordo porta nuovi contenuti su Reuters Connect, la piattaforma dell’agenzia di stampa internazionale che offre video e materiali giornalistici a documentaristi, società di produzione, emittenti televisive, editori e organizzazioni dei media. L’archivio di Sky News raccoglie più di 35 anni di lavoro giornalistico, a partire dal 5 febbraio 1989, il giorno in cui il canale di notizie britannico ha cominciato a trasmettere. Dentro ci sono le immagini di alcuni dei fatti più importanti della storia recente: la caduta del Muro di Berlino, la morte di Lady Diana, la pandemia di Covid-19 e la guerra in Ucraina. Circa il 90 per cento del materiale è formato da filmati originali senza il marchio dell’emittente. Si sentono solo i rumori e le voci registrati sul posto, senza il commento dei giornalisti. Molte di queste immagini non sono mai state trasmesse in televisione. Il materiale è stato girato in diversi continenti dalle redazioni e dagli uffici di corrispondenza di Sky News, sia nel Regno Unito sia nel resto del mondo. Non è il primo accordo di questo tipo per Reuters. Come spiega una nota, a settembre era stata annunciata un’intesa con ITN, un’altra società britannica dell’informazione televisiva, che ha affidato a Reuters la distribuzione del proprio archivio. L’obiettivo era raggiungere nuovi pubblici e valorizzare decenni di storia della televisione.