Be Water riorganizza Chora e Will: nascono cinque aree

Chora e Will Media cambiano organizzazione dopo l’addio del direttore Mario Calabresi, che ha lasciato Chora per candidarsi a sindaco di Milano. Il gruppo editoriale Be Water ha annunciato una riorganizzazione interna che riguarda le due testate e anche Cronache di Spogliatoio, il marchio dedicato allo sport. Non ci sarà più una direzione editoriale generale. Il lavoro sarà diviso in cinque aree editoriali, ognuna con un proprio responsabile. Le aree sono “cross-testata”: ciascuna lavora per più marchi del gruppo nello stesso momento. Non ci sono nuovi arrivi dall’esterno. I cinque responsabili lavoravano già nell’azienda. L’area Attualità e Politica è affidata a Simone Pieranni, giornalista esperto di Cina e già voce di un podcast per Chora. Quest’area comprende la redazione di Will e quella di Chora News. L’area Tech & Finance passa a Silvia Berzoni. È stata caporedattore di Class CNBC, lavora in Chora da un anno e firma già un podcast quotidiano dedicato alla finanza. L’area Cultura e Storie riunisce i podcast che spiegano argomenti complessi e raccontano storie. La guida Sara Poma, in Chora da febbraio 2024 e da più di un anno responsabile del team editoriale dei podcast. Nell’area Sport vengono riunite Cronache di Spogliatoio, Cronache di Basket e Cronache di Tennis. Il responsabile è Davide Provenzi, già CEO di Cronache, cioè l’amministratore delegato che guida l’azienda. L’area Intrattenimento e Lifestyle è affidata a Silvia Bombino, giornalista con una lunga esperienza a Vanity Fair. Da gennaio era Head of News di Chora e Will, cioè la responsabile delle notizie delle due testate. La riorganizzazione era già stata comunicata ai partner dell’azienda nei giorni scorsi. Secondo quanto emerge, in questa fase Be Water punta ad attirare nuovi sponsor, le aziende che pagano per comparire nei contenuti, e nuovi investitori, chi mette denaro nella società. I conti aiutano a capire il quadro. Be Content è la società che pubblica Chora e Will. Il suo bilancio 2025 segna un risultato operativo in perdita di 207mila euro. Significa che l’attività principale dell’azienda ha speso più di quanto ha incassato. I debiti complessivi, cioè i soldi che la società deve restituire, sono pari a 9,4 milioni di euro. Nel corso dell’anno i podcast dell’azienda, spesso realizzati con il sostegno di marchi e sponsor, hanno generato 5,2 milioni di euro di ricavi.
Nasce La Stampa USA per 28 milioni di italo-americani

La Stampa USA è online dal 13 ottobre. Il Gruppo SAE, la società editoriale che pubblica il quotidiano La Stampa, ha presentato a New York il suo nuovo giornale digitale. È scritto interamente in lingua inglese e ha un compito preciso: raccontare l’Italia a chi vive negli Stati Uniti. Il lancio è avvenuto nella Astor Room del Waldorf Astoria, uno degli alberghi più famosi di Manhattan. Il sito è stato acceso alle 18 ora di New York, quando in Italia era mezzanotte. Un giornale digitale non si stampa su carta: si legge su computer, tablet e smartphone. Su La Stampa USA ci saranno articoli, video, audio e contenuti per i social network. Parleranno di attualità, cultura, economia, imprese, innovazione e Made in Italy, cioè i prodotti pensati e realizzati nel nostro Paese. Il sito si rivolge prima di tutto alla comunità italo-americana. Si tratta di circa 28 milioni di persone che vivono negli Stati Uniti e hanno genitori, nonni o antenati partiti dall’Italia. Vuole raggiungere anche gli americani che amano l’Italia ma non parlano italiano. Secondo una nota del gruppo, il progetto porta la tradizione giornalistica de La Stampa in una dimensione internazionale. Nei giorni prima del lancio, alcuni testimonial americani hanno annunciato l’arrivo del sito sui social con un conto alla rovescia. Alla presentazione hanno partecipato oltre 150 ospiti: rappresentanti delle istituzioni, diplomatici (le persone che rappresentano un Paese in un altro Stato), imprenditori, protagonisti del mondo della cultura ed esponenti della comunità italiana di New York. La serata è stata condotta da Maurizio Molinari, direttore editoriale del Gruppo SAE, e da Valeria Robecco, Bureau Chief de La Stampa USA, cioè la responsabile della redazione negli Stati Uniti. Su due grandi schermi venivano proiettate le pagine del nuovo sito. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta con un videomessaggio: “È un piacere accogliere il lancio de La Stampa Usa, che porterà la voce, la cultura e le imprese dell’Italia più vicino al pubblico americano. Italia e Usa condividono un’amicizia radicata nella storia, e nei valori di libertà e democrazia. Il legame transatlantico è una pietra angolare della nostra sicurezza e prosperità”. Meloni ha ricordato anche il ruolo della comunità italo-americana: “La Stampa Usa può aiutare a rinnovare questa connessione raccontando le storie della nostra gente e delle nostre comunità, introducendo le imprese italiane a un nuovo pubblico e promuovendo il turismo delle radici”. Anche il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato del rapporto tra i due Paesi: “Il rapporto tra Italia e Stati Uniti va ben oltre l’alleanza politica ed economica: è un legame profondo tra due società”. Secondo il ministro, “Per l’Italia la cultura è una leva strategica della politica estera e un motore di crescita”. Tajani ha citato gli scambi tra università, scienziati e professionisti: “Le istituzioni costruiscono i ponti, le persone li attraversano ogni giorno”. Ha ricordato inoltre che “Gli Stati Uniti sono il principale mercato extraeuropeo per il made in Italy”. Ha richiamato anche il lavoro della Farnesina, la sede del Ministero degli Esteri, per aiutare le aziende italiane a vendere i loro prodotti all’estero. Un messaggio è arrivato anche dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Il sindaco ha ringraziato Leonardis, il direttore de La Stampa Antonio Di Rosa, il vicedirettore vicario Luciano Tancredi, Molinari e la squadra del giornale. “La Stampa Usa è un progetto importante che sono molto lieto di vedere a compimento. Quando ero a New York alcune settimane fa ho potuto constatare di prima mano l’interesse e l’affetto che tanti americani, non solo quelli di origine italiana, hanno per l’Italia e per Roma”, ha dichiarato. Gualtieri ha parlato di “un giornale che informa il pubblico americano sull’Italia e dà agli italiani in America una voce”. Il presidente del Gruppo SAE Alberto Leonardis ha definito La Stampa USA “il nostro ponte verso gli Stati Uniti”. Si è detto “felice” per un progetto che, ha spiegato, “ci rafforza”. Durante la serata, dopo la firma di una partnership con Sace, Leonardis ha indicato l’obiettivo del sito: “mettere in comunicazione la comunità italiana che vive in America con l’Italia”. Ha ricordato anche un passaggio importante, l’acquisto “qualche mese fa de La Stampa con l’intenzione di renderla sempre più un giornale di portata nazionale e internazionale”. Sul palco è salito poi l’architetto Daniel Libeskind, intervistato dallo scrittore Antonio Monda sul legame tra arte, architettura, Italia e Stati Uniti. Libeskind ha descritto l’Italia come “immortale” e “una fonte di bellezza”. “Chi tocca l’Italia”, ha detto, “viene toccato e cambiato da quell’esperienza per la sua ricchezza, la cultura”. L’imprenditore Gherardo Guarducci, che lavora nella ristorazione e nell’ospitalità tra New York e Palm Beach, ha spiegato come i marchi italiani possono farsi conoscere sul mercato americano. “Il Made in Italy è un formidabile prodotto”, ha affermato. Partner del progetto è la National Italian American Foundation (NIAF), l’organizzazione di riferimento della comunità italo-americana. I main sponsor dell’evento sono Intesa Sanpaolo e Bonifiche Ferraresi.