G20 Finance, il Tesoro Usa nega l’accredito a giornalisti di New York Times, Bloomberg e Wall Street Journal

Donald Trump

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti non ha concesso l’accredito per il G20 Finance a diversi giornalisti di testate americane di primo piano, tra cui New York Times, Bloomberg e Wall Street Journal. La decisione è stata resa nota a poche ore dall’avvio dei lavori ad Asheville, nella Carolina del Nord, dove da sabato a martedì sono riuniti i ministri delle finanze, i governatori delle banche centrali e alti funzionari delle principali economie mondiali. Gli Stati Uniti detengono quest’anno la presidenza di turno del G20 e il Tesoro gestisce l’accesso agli incontri.

Tra i giornalisti a cui è stato negato l’accredito figura Alan Rappeport del New York Times, che segue il Dipartimento del Tesoro e questi vertici dal 2017; il permesso di partecipare è stato invece concesso a un altro giornalista della stessa testata, Jim Tankersley, capo della redazione di Berlino. Bloomberg News ha reso noto che ai suoi giornalisti basati negli Stati Uniti, in Francia, in Italia, in Giappone e in Cina è stato negato l’accesso, senza che il Tesoro fornisse spiegazioni sul rifiuto delle richieste. Il Wall Street Journal ha rifiutato di commentare la vicenda.

Il Segretario del Tesoro Scott Bessent ha dichiarato all’agenzia Associated Press che la decisione “non ha nulla a che vedere con il punto di vista”. Un portavoce del Tesoro, interpellato dall’AFP, ha spiegato di aver accreditato quasi 300 membri dei media e di attendersi da loro una copertura “basata sui fatti” e non “sensazionalistica”, aggiungendo che “i membri dei media avranno accesso privilegiato ai leader politici durante l’evento, e questo accesso implica la responsabilità di trasmettere informazioni fattuali in conformità con gli standard giornalistici consolidati”.

Il New York Times ha diffuso una dichiarazione in cui definisce l’esclusione “un palese tentativo di eludere il controllo pubblico” e sottolinea che “con la guerra in Iran, le sanzioni, i mercati obbligazionari e l’inflazione all’ordine del giorno dei ministri delle finanze del G20, la posta in gioco di questo incontro è significativa per l’economia globale e per il popolo americano”. La testata ha aggiunto che “escludere specifici giornalisti e intere testate giornalistiche è un disservizio per il pubblico e un attacco alla libertà di stampa che condanniamo fermamente”. Anche Bloomberg, tramite un portavoce, ha dichiarato che “negare l’accesso a questo incontro… che indubbiamente serve l’interesse pubblico globale, mina la libertà di stampa e la trasparenza nei confronti del pubblico”.

Domenica sera Bessent ha fatto una breve apparizione davanti ai giornalisti accreditati, accompagnato dal CEO di JPMorgan Chase, Jamie Dimon. Il vertice del G20 con la partecipazione dei capi di Stato si terrà invece a dicembre presso il golf club di Donald Trump a Doral, in Florida.

Il mancato accredito al vertice di Asheville si inserisce in un quadro di tensioni crescenti tra i media statunitensi e l’amministrazione Trump. Il Pentagono aveva già trasformato il proprio ufficio stampa in uno spazio riservato e inaccessibile ai giornalisti, dopo aver chiesto ai reporter di accettare restrizioni imposte dal governo al loro lavoro, cosa che aveva spinto la maggior parte delle testate ad abbandonare l’edificio lo scorso autunno. L’Associated Press, dal canto suo, ha fatto causa a Trump per l’accesso al pool di giornalisti accreditati presso la Casa Bianca, dopo aver visto limitato il proprio accesso per aver continuato a usare il nome “Golfo del Messico” invece di “Golfo d’America”. Domenica, inoltre, Trump ha annunciato che denuncerà un giornalista della NBC alla Commissione federale per le comunicazioni (FCC), lamentando la copertura mediatica riservata ai candidati da lui sostenuti in vista delle elezioni di metà mandato.