L’INPGI ha pubblicato il nuovo sito web, completamente rinnovato nella grafica, nella struttura e nell’organizzazione dei contenuti. L’obiettivo è rendere più semplice e veloce l’accesso ai servizi, alla modulistica e alle informazioni previdenziali dedicate alle giornaliste e ai giornalisti.
Il nuovo portale rappresenta un’altra tappa del percorso di rinnovamento dell’identità visiva dell’Istituto, avviato lo scorso anno con il nuovo logo e proseguito con il rafforzamento della presenza sui social network attraverso i canali YouTube, X e Instagram.
Il progetto è stato coordinato dal vicepresidente Mattia Motta ed è stato sviluppato utilizzando le competenze e le risorse interne dell’Istituto, con la collaborazione di Cultur-e per la definizione dell’architettura delle informazioni e dei percorsi di navigazione.
Il nuovo sito INPGI non è stato progettato soltanto come uno spazio dove consultare documenti e comunicazioni. L’obiettivo è anche quello di accompagnare gli utenti nella ricerca delle informazioni relative alla previdenza e all’assistenza, rendendo più semplice individuare contenuti, adempimenti, scadenze, prestazioni e modulistica.
Particolare attenzione è stata riservata alla leggibilità delle pagine e alla consultazione da smartphone e tablet, così da consentire un accesso più immediato anche dai dispositivi mobili.
“li nuovo sito – spiega il presidente Roberto Ginex – rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso di innovazione dell’Istituto. È stato fatto un grande lavoro di restyling con la consapevolezza che da giornalisti dobbiamo essere chiari ed efficaci. Un percorso che, nell’anno del centenario dell’Inpgi, unisce la storia e la solidità di cento anni di tutela previdenziale alla necessità di offrire strumenti adeguati alle trasformazioni del lavoro giornalistico e alle nuove modalità di relazione con la pubblica amministrazione”, ha detto.
“Rendere più accessibili le informazioni previdenziali significa rafforzare concretamente il rapporto tra l’INPGI e la comunità delle giornaliste e dei giornalisti”, ha concluso.