Wikipedia, timori per qualità e controlli dopo i tagli tecnici

Oltre 700 volontari di Wikipedia stanno protestando contro la decisione della Wikimedia Foundation di chiudere il team Community Tech, un piccolo gruppo formato da sei sviluppatori informatici che aiutava il funzionamento tecnico dell’enciclopedia online più usata al mondo. La decisione è stata comunicata il 20 maggio dalla fondazione che gestisce Wikipedia. Secondo quanto riportato da Ansa e dal sito The Verge, il gruppo era considerato molto importante dai volontari che ogni giorno aggiornano, correggono e controllano milioni di pagine della piattaforma. Gli sviluppatori di Community Tech lavoravano su strumenti utilizzati quotidianamente dagli utenti e dagli editor volontari. Tra questi ci sono la modalità scura dello schermo, i sistemi per individuare i testi copiati e altri strumenti tecnici utili per correggere errori e migliorare la qualità delle voci pubblicate online. La Wikimedia Foundation ha spiegato che la chiusura del team è stata decisa per motivi organizzativi. Secondo la fondazione, quel modello di lavoro provocava rallentamenti interni e per questo le attività saranno distribuite ad altri gruppi tecnici. La scelta ha però provocato forti reazioni tra i volontari che collaborano con Wikipedia. “Wikipedia non esisterà più. Si deteriorerà rapidamente”, ha dichiarato un portavoce dell’organizzazione a The Verge, “se anche solo una massa critica di volontari smetterà di lavorare sarà un disastro, non solo per Wikipedia ma per l’umanità”. I circa 700 volontari coinvolti nella protesta gestiscono gran parte delle pagine in lingua inglese della piattaforma e realizzano milioni di modifiche ai contenuti. Un eventuale rallentamento del loro lavoro potrebbe influire sulla qualità e sull’affidabilità delle informazioni presenti nell’enciclopedia digitale. Nei mesi precedenti alla chiusura del reparto, alcuni dipendenti della Wikimedia Foundation avevano annunciato l’intenzione di avviare un percorso di sindacalizzazione. Dopo i licenziamenti, alcune persone hanno ipotizzato che tra i lavoratori coinvolti ci fossero anche dipendenti legati alla campagna sindacale. La Wikimedia Foundation ha però precisato che la decisione di chiudere il dipartimento era stata presa già nel settembre del 2025, prima dell’avvio delle discussioni sulla sindacalizzazione. La vicenda riguarda anche il settore dell’intelligenza artificiale. Molti sistemi di IA utilizzano infatti le pagine di Wikipedia per raccogliere informazioni e addestrare i propri modelli linguistici. Un possibile peggioramento della qualità delle voci potrebbe quindi avere effetti anche sui sistemi digitali che leggono e utilizzano quei contenuti.
Cnn denuncia Perplexity per uso illecito di 17mila contenuti

La Cnn ha avviato un’azione legale contro la società di intelligenza artificiale Perplexity, accusandola di avere utilizzato senza autorizzazione migliaia di contenuti giornalistici per addestrare e alimentare i propri sistemi tecnologici. Secondo quanto riportato nella denuncia, la piattaforma avrebbe usato oltre 17mila tra articoli, immagini e video originali prodotti dall’emittente americana, aggirando le regole sulla proprietà intellettuale e sul copyright. La causa è stata depositata negli Stati Uniti e rappresenta un nuovo capitolo dello scontro tra aziende editoriali e società che sviluppano strumenti di AI. La Cnn sostiene che i propri contenuti siano stati utilizzati per costruire e migliorare i motori di ricerca basati su intelligenza artificiale senza una regolare licenza. Perplexity respinge le accuse e basa la propria difesa sul principio secondo cui il diritto d’autore non protegge i fatti o le idee, ma soltanto il modo in cui queste informazioni vengono raccontate. L’azienda sostiene infatti di distribuire “informazioni” e non “contenuti” protetti dal copyright. La posizione della Cnn è diversa. Secondo il gruppo editoriale, un articolo giornalistico non è una semplice raccolta di fatti, ma il risultato di un lavoro di ricerca, verifica e interpretazione. Per questo motivo, la testata ritiene che i propri contenuti siano opere creative tutelate dalla legge sul diritto d’autore. L’emittente americana ha inoltre spiegato che la decisione di portare il caso in tribunale è arrivata dopo il fallimento di alcune trattative avviate nel 2025 per raggiungere un accordo commerciale con Perplexity. La Cnn ha precisato di non essere contraria allo sviluppo delle nuove tecnologie, ricordando di avere già accordi di collaborazione e licenza con altre aziende del settore tecnologico, tra cui Meta. Negli Stati Uniti il numero delle controversie legali legate all’intelligenza artificiale generativa è aumentato rapidamente dopo il lancio di ChatGpt nel 2022. Diverse aziende editoriali, autori e piattaforme digitali hanno accusato le società che sviluppano AI di avere utilizzato materiali protetti senza autorizzazione per addestrare i propri sistemi. Nel caso di Perplexity, la causa avviata dalla Cnn si aggiunge ad altre azioni legali già presentate da realtà come New York Times, Dow Jones e Reddit. Secondo quanto riferito da Reuters, i procedimenti riguardano l’utilizzo di articoli, testi e contenuti online nei processi di addestramento dei modelli di intelligenza artificiale.