Google cambia Search con la nuova IA agentica, capace di agire da sola

Sundar Pichai

Google vuole cambiare il modo in cui le persone cercano informazioni online e usare internet. L’azienda americana ha annunciato una nuova fase della propria intelligenza artificiale, chiamata IA agentica, che renderà la Ricerca Google più autonoma e capace di svolgere attività direttamente per gli utenti. La novità è stata presentata durante il Google I/O, l’evento annuale dedicato agli sviluppatori, dal Ceo di Google e Alphabet, Sundar Pichai. Per capire cosa sta cambiando, Google prova a trasformare l’intelligenza artificiale da semplice sistema che risponde alle domande a una sorta di assistente personale digitale.  Fino a oggi molti sistemi di IA funzionavano come una chat: l’utente faceva una domanda e il programma rispondeva. L’IA agentica, invece, è progettata per fare un passo in più. Non si limita a parlare con l’utente, ma può anche svolgere compiti, cercare informazioni da sola, organizzare attività e seguire richieste nel tempo. È un po’ come chiedere a una persona di aiutare a preparare una ricerca scolastica. Non si limita a dare una risposta veloce, ma continua a lavorare, controlla dati, organizza le informazioni e aggiorna il lavoro quando serve. Google vuole portare questo sistema dentro Search, il suo motore di ricerca. Secondo l’azienda, la nuova Ricerca sarà capace di lavorare anche in background, cioè senza che l’utente debba restare continuamente davanti allo schermo. “AI Overviews conta ora oltre 2,5 miliardi di utenti attivi mensili. AI Mode ha superato il miliardo di utenti attivi mensili con un volume di richieste che è più che raddoppiato trimestre dopo trimestre dopo il lancio”, ha dichiarato Pichai durante l’evento. Il Ceo ha spiegato anche che oltre 900 milioni di persone utilizzano ogni mese Gemini, l’assistente di intelligenza artificiale sviluppato da Google. La funzione più importante annunciata si chiama Gemini Spark. Google la descrive come un assistente personale attivo “24 ore su 24, 7 giorni su 7”. Secondo l’azienda, questo sistema potrà aiutare le persone a cercare informazioni, organizzare compiti, controllare aggiornamenti e creare strumenti personalizzati per seguire attività nel tempo. Google ha spiegato che la nuova Search potrà creare automaticamente dashboard, promemoria e piccoli strumenti interattivi per aiutare gli utenti nelle attività quotidiane. “La Ricerca sarà più potente e utile che mai”, ha detto Pichai durante la presentazione. La strategia dell’IA agentica non riguarderà solo il motore di ricerca. Google vuole integrare questa tecnologia in molti altri prodotti. Tra le novità presentate c’è Ask YouTube, una funzione che aiuta gli utenti a trovare e riassumere video presenti sulla piattaforma. Arriva anche Docs Live, che permetterà di creare e modificare documenti usando la voce. Google ha annunciato inoltre Google Pics, un sistema per creare e modificare immagini tramite IA, insieme agli strumenti Daily Brief e Flow, progettati per aiutare le persone a organizzare impegni e attività giornaliere. Durante l’evento sono stati presentati anche nuovi modelli di intelligenza artificiale come Gemini 3.5 Flash, Gemini 3.5 Pro e Gemini Omni, capace di lavorare con testo, immagini e video. Google ha inoltre mostrato Antigravity 2.0, una piattaforma che servirà agli sviluppatori per creare agenti autonomi basati sull’intelligenza artificiale. L’azienda ha parlato anche di privacy e sicurezza. Con l’aumento dei contenuti creati dall’IA, Google ha annunciato nuovi strumenti come SynthID e C2PA, sistemi che aiutano a capire se immagini, video o file online sono stati generati artificialmente. Infine Google ha annunciato nuovi occhiali intelligenti con integrazione Gemini. Gli smart glasses arriveranno sul mercato dall’autunno e saranno pensati per competere con i Ray-Ban Meta sviluppati da Meta. Gli occhiali permetteranno agli utenti di ricevere informazioni vocali direttamente nell’orecchio senza usare le mani o guardare continuamente lo smartphone. (In foto, Sundar Pichai)

Trump verso il lancio del T1 Phone: poche prenotazioni, tra ritardi e attacco informatico

trump-phone

Il T1 Phone, lo smartphone promosso da Trump Mobile, la società telefonica legata al marchio di Donald Trump, si prepara al debutto sul mercato americano dopo mesi di rinvii. L’azienda ha annunciato che le spedizioni inizieranno nelle prossime settimane e che i clienti che hanno effettuato i preordini riceveranno presto il dispositivo. A confermarlo è stato il CEO di Trump Mobile, Pat O’Brien, che ha spiegato come il lungo ritardo sia stato necessario per completare gli ultimi controlli sul prodotto e migliorare la qualità finale dello smartphone. Il T1 Phone è un telefono Android presentato come uno dei principali progetti commerciali collegati al marchio Trump nel settore tecnologico. Nelle ultime settimane il dispositivo ha ottenuto diverse certificazioni ufficiali negli Stati Uniti, comprese quelle della FCC e del PTCRB, necessarie per la vendita dei dispositivi elettronici. Il telefono è stato inoltre inserito nell’elenco dei prodotti compatibili con Google Play. Trump Mobile ha pubblicato anche un video promozionale che mostra il design definitivo del dispositivo. Nella confezione saranno inclusi una custodia trasparente, un caricatore e un cavo USB-C con finiture dorate, elementi scelti per richiamare lo stile associato all’immagine dell’ex presidente americano. Nonostante l’avvicinarsi del lancio, il progetto continua però ad affrontare diverse difficoltà. Secondo quanto riportato dal portale specializzato TechCrunch, il numero di acquirenti del T1 Phone sarebbe inferiore alle attese iniziali. In base ai dati trapelati online, i preordini registrati finora sarebbero circa 30mila, una cifra molto più bassa rispetto alle stime diffuse nel 2025 da alcuni analisti di Moneywise, che avevano ipotizzato oltre 590mila prenotazioni con una caparra di 100 dollari per ogni dispositivo. I numeri non sarebbero emersi tramite comunicazioni ufficiali dell’azienda, ma dopo un hackeraggio che avrebbe coinvolto il sito di Trump Mobile. Alcuni dati personali degli utenti registrati sarebbero infatti stati diffusi online dopo un attacco informatico. Secondo le informazioni pubblicate da TechCrunch, alcuni youtuber iscritti alla piattaforma sarebbero stati avvisati da un ricercatore informatico della presenza online dei loro dati sensibili. Uno di loro ha dichiarato che “indirizzo postale, email e praticamente tutto tranne il numero di carta di credito, è stato divulgato”. Trump Mobile ha confermato la violazione attraverso un portavoce, attribuendo però il problema a un fornitore esterno non identificato. Nel frattempo restano anche dubbi su alcune modifiche apportate al progetto durante la lunga fase di sviluppo. Gli ultimi aggiornamenti parlano infatti di un aumento del prezzo rispetto alle informazioni diffuse inizialmente e della rimozione della scritta “Made in Usa” dalla scocca del telefono, slogan utilizzato durante la presentazione del dispositivo.

Scade il 31 luglio il termine Inpgi per i freelance

L’Inpgi ha ricordato ai giornalisti iscritti che il termine per il pagamento dei contributi minimi 2026 è fissato al 31 luglio. La comunicazione riguarda i professionisti che durante l’anno hanno svolto, o stanno svolgendo, attività giornalistica autonoma come liberi professionisti. L’obbligo contributivo interessa i giornalisti che lavorano in forma autonoma. Sono invece esclusi i professionisti che esercitano soltanto con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, i cosiddetti Co.Co.Co. In questi casi il versamento previdenziale resta a carico del committente. L’Inpgi spiega che i giornalisti che al 31 luglio non abbiano svolto alcuna attività autonoma, e prevedano di non svolgerla fino alla fine del 2026, possono chiedere l’esonero dal pagamento del contributo minimo. Per ottenere l’esenzione è necessario comunicare la cessazione dell’attività direttamente all’Istituto attraverso l’apposita modulistica disponibile sul sito ufficiale dell’ente. Anche per il 2026 sono previste agevolazioni sui contributi. L’Inpgi conferma infatti una riduzione del 50% del contributo minimo per i giornalisti iscritti all’Ordine da meno di cinque anni, cioè per chi risulta iscritto dopo il 31 luglio 2021. La stessa riduzione del contributo soggettivo è prevista anche per i giornalisti che al 31 luglio 2026 risultano già pensionati. L’Istituto ricorda inoltre che il pagamento del contributo previdenziale minimo può essere suddiviso in tre rate anticipate senza costi aggiuntivi. La prima rata deve essere versata entro il 31 maggio, la seconda entro il 30 giugno e la terza entro il 31 luglio. Le modalità di pagamento e tutte le informazioni operative sono disponibili sul sito ufficiale dell’Inpgi, nella sezione dedicata ai contributi minimi per il 2026.

James Murdoch compra New York Magazine e parte di Vox Media per 300 milioni di dollari

James Murdoch

James Murdoch ha acquistato il New York Magazine e una parte importante degli asset di Vox Media con un accordo da circa 300 milioni di dollari. L’operazione era stata anticipata nelle scorse settimane ed è considerata il più grande investimento realizzato da Murdoch da quando, nel 2025, aveva raggiunto un’intesa con la sua famiglia per chiudere la lunga disputa sul controllo dell’impero mediatico fondato dal padre Rupert Murdoch. L’accordo comprende circa metà delle attività della società americana dei media digitali. Tra gli asset inclusi ci sono Vox.com e la rete di podcast del gruppo, considerata una delle più redditizie dell’azienda. Restano invece esclusi altri marchi molto conosciuti come The Verge, Eater, SB Nation e Popsugar. James Murdoch ha spiegato al New York Times quali sono gli obiettivi dell’operazione. “Vogliamo creare piattaforme in cui persone di talento possano realizzare il loro migliore lavoro”, ha dichiarato. Murdoch ha aggiunto di non essere interessato a un’attività di “informazione quotidiana”, ma a un “giornalismo di ampio respiro, capace di dialogare realmente con la cultura”. Per James Murdoch l’acquisto ha anche un significato legato alla storia della sua famiglia. Nel 1977, infatti, Rupert Murdoch acquistò la società proprietaria del magazine New York, per poi venderla nel 1991. Con questa nuova acquisizione il brand torna quindi sotto il controllo della famiglia Murdoch dopo oltre trent’anni. L’operazione rafforza anche il ruolo di Lupa Systems, la società di investimento guidata da James Murdoch. Negli ultimi anni il gruppo ha investito in diverse attività legate al mondo dei media e dell’intrattenimento. Tra queste c’è Tribeca Enterprises, la società che controlla il Tribeca Film Festival. Lupa Systems riceve inoltre supporto finanziario da Bodhi Tree Systems, considerato uno dei principali investitori media dell’India. Parallelamente, James Murdoch e la moglie Kathryn guidano anche la fondazione Quadrivium, che sostiene organizzazioni giornalistiche no profit come The 19th, redazione specializzata nei temi politici e di genere, e The Bulwark, società di media digitali collegata al movimento americano “Never Trump”.

Del Vecchio nuovo editore del Gruppo Editoriale Nazionale

Leonardo Maria Del Vecchio e Andrea Monti Riffeser

L’evento per i 70 anni de Il Giorno ha segnato il debutto ufficiale di Leonardo Maria Del Vecchio come nuovo editore del Gruppo Editoriale Nazionale, durante una serata organizzata a Milano nello storico Palazzo Bovara di corso Venezia. Accanto a lui erano presenti Andrea Riffeser Monti, che insieme alla figlia Sarah gli ha passato la maggioranza dell’Editoriale Nazionale, e numerosi rappresentanti delle istituzioni italiane e milanesi. La festa ha riunito esponenti del mondo politico, economico e culturale della città. Tra gli ospiti presenti il sindaco di Milano Giuseppe Sala, l’arcivescovo Mario Delpini, il presidente del Senato Ignazio La Russa e il sottosegretario con delega all’editoria Alberto Barachini. Leonardo Maria Del Vecchio è apparso sorridente e circondato da rappresentanti della Milano istituzionale e del mondo del potere economico e sociale. Durante la serata, dedicata alla storia e al futuro del quotidiano, la direttrice Agnese Pini ha ricordato che Il Giorno ha attraversato molti cambiamenti in settant’anni di storia, riuscendo ogni volta a trasformarsi. Al centro dell’incontro sono stati richiamati temi come il valore dell’informazione, il rapporto con il territorio e il ruolo dell’editoria nel presente. Nel suo intervento, Leonardo Maria Del Vecchio ha parlato di un passaggio di testimone e di una responsabilità civica verso il mondo dell’informazione. “L’informazione deve essere libera ma certificata”, ha dichiarato, spiegando che il giornale deve avere radici solide e un’identità riconoscibile. Il nuovo editore ha sottolineato la volontà di accompagnare il quotidiano verso il futuro, mantenendo il patrimonio costruito nel tempo e rendendolo accessibile alle nuove generazioni. Del Vecchio, 31 anni, ha anche affrontato il tema del rapporto tra i giovani e la carta stampata. Ha spiegato che oggi molti ragazzi vivono in un mondo dominato dai social network e dalla velocità delle notizie, dove spesso prevale chi riesce a fare più rumore. Per questo, secondo il nuovo editore, la missione dell’editoria è offrire punti di riferimento credibili e firme autorevoli, portando il giornalismo nel presente senza perdere la propria identità. Uno dei momenti simbolici della serata è stato la proiezione della storica fotografia di Martin Luther King con una copia de Il Giorno tra le mani. Andrea Riffeser Monti, presidente della Fieg, ha definito quell’immagine il simbolo di un’eredità importante e ha evidenziato il valore di vedere un giovane editore rivolgersi a nuovi lettori. Nel suo discorso ha parlato della necessità di rafforzare il rapporto tra giornali, istituzioni e cittadini. Il sindaco Giuseppe Sala ha definito Il Giorno un giornale popolare “nel senso più positivo”, sottolineando il legame storico con i territori e con la vita quotidiana delle persone. Sala ha invitato il quotidiano a continuare a raccontare i problemi delle città e, allo stesso tempo, ad aiutare a individuare possibili soluzioni. L’arcivescovo Mario Delpini ha ricordato la nascita del quotidiano nel 1956 come una svolta nel panorama dell’informazione italiana. Nel suo messaggio ha augurato al giornale di continuare a essere “un servizio stampa capace di lasciarsi inquietare dalla realtà”, mantenendo attenzione verso le persone e verso i fatti raccontati. Anche il presidente del Senato Ignazio La Russa ha richiamato la tradizione giornalistica del quotidiano, ricordando alcune delle firme storiche passate dal giornale, tra cui Italo Calvino, che pubblicò a puntate “Le Cosmicomiche”. La Russa ha sottolineato che il giornalismo di informazione richiede impegno, lavoro e investimenti, perché “la vera informazione è costosa e richiede fatica”. Nel corso della serata è intervenuto anche il sottosegretario Alberto Barachini, che ha parlato del valore della responsabilità nell’informazione. Il vicepresidente della Regione Lombardia Marco Alparone ha invece ricordato il ruolo dei giovani giornalisti che nel tempo hanno trovato nel quotidiano una casa professionale e un luogo dove costruire il proprio percorso lavorativo. (In foto, Leonardo Maria Del Vecchio e il presidente della Fieg, Andrea Monti Riffeser)