Google firma accordo IA con il Pentagono, mentre 560 dipendenti denunciano i rischi

Sundar Pichai

Google avrebbe firmato un accordo riservato con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per fornire i propri modelli di intelligenza artificiale al governo americano, mentre oltre 560 dipendenti hanno inviato una lettera aperta all’amministratore delegato Sundar Pichai chiedendo di bloccare l’uso militare delle tecnologie sviluppate dall’azienda.

Secondo le informazioni disponibili, l’intesa consentirebbe al Pentagono di utilizzare i sistemi di IA per finalità istituzionali considerate legittime. La notizia emerge in contemporanea con la diffusione della lettera firmata da centinaia di lavoratori, che hanno espresso preoccupazione per possibili applicazioni in ambito bellico e di controllo. Nel documento si legge: “Vogliamo che l’IA vada a beneficio dell’umanità, anziché essere impiegata in modi disumani o estremamente dannosi”. “Ciò include le armi autonome letali e la sorveglianza di massa, ma si estende oltre”. “L’unico modo per garantire che Google non sia associata con questo, consiste nel rifiutare qualsiasi carico di lavoro classificato”, hanno ribadito.

Il possibile accordo si inserisce in un contesto di crescente collaborazione tra aziende tecnologiche e apparati governativi. Il Pentagono avrebbe accesso ai modelli attraverso interfacce API, strumenti che permettono di utilizzare software avanzati anche a distanza: il comando parte da una parte e fa funzionare qualcosa dall’altra. In questo caso, i sistemi di intelligenza artificiale possono essere impiegati per analisi, simulazioni o supporto decisionale.

Google si unisce così ad altre società già attive nel settore della difesa, tra cui OpenAI e xAI, che hanno sottoscritto contratti simili con il governo statunitense. Diversa la posizione di Anthropic, che avrebbe rifiutato di allentare i propri vincoli etici legati all’uso militare e alla sorveglianza di massa, venendo successivamente esclusa dai programmi federali.

Le informazioni indicano che l’accordo attribuito a Google includerebbe clausole che vietano l’impiego dell’IA per il controllo interno della popolazione o per armi completamente autonome senza supervisione umana. Tuttavia, non risulterebbe previsto un diritto diretto dell’azienda di bloccare le decisioni operative del governo, elemento che viene osservato nel dibattito pubblico sulle garanzie effettive. Da parte sua, Google ha dichiarato che la fornitura di accesso ai modelli tramite API rappresenta un supporto alla sicurezza nazionale, in linea con pratiche già adottate nel settore tecnologico. La comunicazione aziendale sottolinea l’obiettivo di collaborare con le istituzioni mantenendo standard industriali condivisi.

(In foto, Sundar Pichai)