Google lancia AI Edge Eloquent, app gratuita che trasforma voce in testo

Google lancia una nuova app gratuita di dettatura vocale chiamata Google AI Edge Eloquent, disponibile per ora solo su iPhone e in lingua inglese, progettata per trasformare il parlato in testo strutturato anche senza connessione internet. La nuova applicazione sviluppata da Google utilizza il riconoscimento vocale automatico basato su Gemma, una famiglia di modelli linguistici definiti “leggeri”, pensati per funzionare direttamente sul dispositivo. Il sistema ascolta ciò che una persona dice e lo trasforma in un testo già ordinato e corretto. Durante questo processo, l’app interviene automaticamente eliminando pause, esitazioni e parole ripetute, rendendo il risultato più chiaro e simile a un testo scritto da un professionista. In questo modo, il parlato naturale viene adattato in tempo reale per diventare un contenuto pronto all’uso. Secondo quanto comunicato dall’azienda, è prevista anche una modalità opzionale basata su cloud, che utilizza internet per gestire operazioni più complesse. Tuttavia, la scelta di mantenere l’elaborazione principale sul dispositivo è legata alla protezione dei dati personali, che restano così salvati localmente. Nella nota ufficiale, Google spiega: “Dite addio alla modifica manuale e alle trascrizioni vocali imprecise”. E aggiunge: “Google AI Edge Eloquent è un’app di dettatura avanzata progettata per colmare il divario tra il parlato naturale e un testo professionale e pronto all’uso”. L’azienda sta inoltre valutando un’espansione del servizio su altre piattaforme e dispositivi, con l’obiettivo di includere funzionalità come la dettatura di documenti e l’interazione con agenti di intelligenza artificiale.
AP propone uscite volontarie a 120 giornalisti negli Stati Uniti e investe in video e AI

L’Associated Press ha offerto a più di 120 giornalisti la possibilità di uscire volontariamente dall’azienda in cambio di un compenso economico, una misura chiamata “incentivo all’esodo”. Questa decisione nasce da un cambiamento nel settore dell’informazione. Per molti anni, l’Associated Press ha prodotto contenuti soprattutto per i giornali di carta. Oggi però questo tipo di attività è diminuito, perché sempre più persone leggono notizie online o guardano video. Per questo motivo, infatti, l’agenzia sta spostando il suo lavoro verso il video giornalismo e le piattaforme digitali, cercando nuove fonti di guadagno. Attualmente, i grandi editori di giornali rappresentano solo il 10% del fatturato totale. “Non siamo un’azienda editoriale e non lo siamo da parecchio tempo”, ha dichiarato Julie Pace, dirigente dell’agenzia. Negli ultimi quattro anni, i ricavi provenienti dai giornali sono diminuiti del 25%, mentre dal 2022 è aumentato il numero di giornalisti che lavorano con i video. Alcuni grandi gruppi editoriali hanno anche interrotto i rapporti con l’Associated Press. Gannett e McClatchy hanno lasciato nel 2024. Inoltre, Lee Enterprises ha chiesto di uscire prima da un accordo che scade nel 2026. Questo significa che l’agenzia ha meno clienti tra i giornali. L’obiettivo dichiarato è ridurre il numero totale dei dipendenti di meno del 5% a livello globale. Julie Pace ha spiegato che l’azienda “non è in difficoltà” e che queste scelte vengono fatte “da una posizione di forza”. Un altro tema riguarda l’intelligenza artificiale, cioè strumenti tecnologici che possono aiutare nella produzione delle notizie. Il sindacato ha accusato l’agenzia di non fornire una formazione adeguata ai giornalisti su questi strumenti, nonostante l’azienda stia sviluppando accordi per utilizzarli. Secondo il News Media Guild, il sindacato che rappresenta i giornalisti dell’agenzia, l’AP non intende negoziare su questo tema e starebbe rinunciando a personale esperto per “flirtare con l’AI”.