La Repubblica sollecita Antenna per confronto sul futuro del quotidiano

La Repubblica siamo noi

Il Comitato di redazione di Repubblica ha chiesto un incontro urgente alla nuova proprietà, il gruppo Antenna, per ottenere chiarimenti sui piani di sviluppo e sul futuro del giornale dopo il recente passaggio di proprietà.

In una nota diffusa il 24 marzo 2026, il Cdr Repubblica ha spiegato che il cambiamento, con il passaggio di Gedi da Exor al gruppo dell’imprenditore greco Theodore Kyriakou, rappresenta “una nuova pagina della sua storia”. Allo stesso tempo, i rappresentanti dei giornalisti sottolineano il ruolo centrale della redazione, ricordando che “Repubblica siamo noi”, cioè le giornaliste e i giornalisti che costituiscono il cuore della testata fin dalla sua nascita.

Il documento evidenzia come la redazione prenda atto delle comunicazioni della nuova proprietà, ma chieda al più presto dettagli concreti sui piani industriali Gedi e sull’organizzazione futura della principale testata del gruppo, in tutti i suoi assetti editoriali.

Il Comitato di redazione accoglie positivamente le dichiarazioni della nuova amministratrice delegata, Mirja Cartia d’Asero, che nella sua lettera ha indicato tra i “valori fondanti” del gruppo Antenna “identità editoriale, autonomia giornalistica e pluralismo dell’informazione”. La Ceo ha inoltre dichiarato: “Continueremo a investire nella qualità dei contenuti e nella valorizzazione delle competenze che rendono Gedi un punto di riferimento culturale del nostro Paese”.

I rappresentanti sindacali spiegano però che ora attendono una convocazione formale per un confronto diretto con l’azienda. La richiesta principale riguarda la presentazione del piano industriale, atteso da tempo e mai illustrato durante la precedente gestione.

Nel comunicato si legge che la redazione è fiduciosa che le parole della nuova dirigenza possano tradursi rapidamente in azioni concrete. Viene inoltre sottolineata la necessità di tempi brevi per il primo incontro, con l’obiettivo di rassicurare i lavoratori. Il Cdr evidenzia infatti che da nove mesi giornaliste e giornalisti vivono in una situazione di incertezza, “col fiato sospeso”, in attesa di conoscere il futuro del giornale in cui lavorano. Dopo il confronto con la nuova proprietà, è prevista un’assemblea di redazione per valutare eventuali iniziative “a tutela dei posti di lavoro e del futuro del giornale”.