Accordo OpenAI-Pentagono: ChatGPT +295% rimozioni; Claude +51% download

Sam-Altman-foto-LaPresse

L’annuncio di una collaborazione tra OpenAI e il Pentagono – riguardo l’utilizzo dei modelli di intelligenza artificiale, tra cui tecnologie simili a ChatGPT, all’interno delle infrastrutture del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per attività militari e operative – ha provocato un forte aumento delle disinstallazioni di ChatGPT, mentre il chatbot rivale Claude ha registrato una crescita significativa nei download negli Stati Uniti.

Secondo i dati diffusi dalla società di analisi SensorTower, subito dopo la notizia della partnership tra OpenAI e il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, molti utenti hanno deciso di rimuovere l’applicazione ChatGPT dai propri dispositivi. Il picco di disinstallazioni ha raggiunto il 295%, un valore molto superiore al livello abituale, che si aggira attorno al 9%. Nello stesso periodo, l’applicazione Claude, sviluppata dalla società Anthropic, ha registrato un aumento dei download negli Stati Uniti. I dati indicano una crescita del 37% su base giornaliera venerdì 27 febbraio e del 51% sabato 28 febbraio.

Il fondatore di Anthropic, Dario Amodei, aveva dichiarato in precedenza di non voler accettare alcune richieste del governo degli Stati Uniti riguardo all’utilizzo della tecnologia di intelligenza artificiale. Questa posizione è stata citata da diversi osservatori nel momento in cui l’app Claude è salita nelle classifiche degli store digitali.

Di fronte ai dati sulle disinstallazioni, il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha pubblicato un messaggio sulla piattaforma X per chiarire alcuni aspetti dell’accordo con il Pentagono. Nel messaggio ha spiegato che il contratto sarà modificato introducendo alcune limitazioni sull’uso del sistema di intelligenza artificiale. Altman ha scritto che il sistema non sarà “utilizzato intenzionalmente per la sorveglianza interna di persone e cittadini statunitensi”. Nelle modifiche previste, ha aggiunto, anche agenzie di intelligence come la National Security Agency non potrebbero utilizzare i sistemi OpenAI senza una “modifica successiva” del contratto.