Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi), Ordine dei Giornalisti e Inpgi hanno presentato al Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria (DIE) una proposta unitaria sull’equo compenso giornalisti, mentre la proposta della Fieg è stata definita inaccettabile dalle organizzazioni di categoria.
Il confronto si è svolto al tavolo istituito in base alla legge 233/2012, che prevede regole specifiche per garantire un compenso proporzionato ai giornalisti che lavorano senza contratto da dipendenti. L’obiettivo è stabilire criteri chiari e coerenti con quanto indicato dalla sentenza del Consiglio di Stato, che aveva annullato la delibera del 2014 in materia di equo compenso, chiedendo parametri legati alla retribuzione dei colleghi assunti.
La proposta presentata congiuntamente riprende il lavoro già elaborato nel 2023 per le tabelle di liquidazione giudiziale dei compensi. Le tabelle sono parametrate ai contratti di categoria sottoscritti dalla Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi) e tengono conto delle diverse realtà del settore: quotidiani, agenzie di stampa, testate online, uffici stampa, emittenti radiotelevisive private nazionali e locali. Viene considerata anche l’anzianità di iscrizione all’Ordine, riconoscendo il tempo impiegato e la qualità del lavoro svolto.
Per le testate nazionali si indicano compensi compresi tra 130 e 170 euro al giorno e tra 65 e 84 euro per la mezza giornata. Per l’emittenza locale le cifre variano da 86 a 119 euro al giorno e da 44 a 62 euro per la mezza giornata. Nelle testate locali online e nei periodici i compensi previsti vanno da 52,50 euro fino a 262,50 euro per i mensili, in base alle caratteristiche dell’attività richiesta.
Le organizzazioni hanno ringraziato il sottosegretario Alberto Barachini per aver ricostituito la Commissione sull’equo compenso e per l’impegno nel riaprire un confronto che prosegue da oltre dodici anni.
Al tavolo era presente anche la Fieg, che rappresenta gli editori. La proposta degli editori individua un parametro di 17,25 euro per articolo di almeno 1200 battute. Nel 2014 il criterio di riferimento era pari a 20,83 euro. Secondo Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi), Ordine e Inpgi, questa cifra non rispetta i principi di coerenza e proporzionalità richiamati dalla sentenza del giudice amministrativo. La proposta della Fieg mantiene inoltre soglie di accesso che prevedono una fascia al di sotto del minimo, alla quale non si applicherebbe l’equo compenso.
Il presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli, ha dichiarato: “l’equo compenso non si può calcolare solo in termini quantitativi, occorre tenere conto dei parametri di qualità, delle caratteristiche del lavoro e del tempo necessario al giornalista per produrre quanto richiesto. Riteniamo pertanto che le tabelle possano essere il punto di riferimento per attuare finalmente quanto prevedono la Costituzione e le leggi in materia”.
La segretaria generale della Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi), Alessandra Costante, ha affermato: “La proposta degli editori è molto distante non solo dalle sentenze, ma anche dall’assicurare dignità e professionalità ai collaboratori che finirebbero per guadagnare ancora meno di quanto previsto dalla delibera annullata. Gli editori continuano a voler ridurre surrettiziamente il costo del lavoro sfruttando cococo e partite Iva”.
Il presidente dell’Inpgi, Roberto Ginex, ha spiegato: “Oggi un giornalista libero professionista dichiara in media circa 17 mila euro di reddito annui, mentre un giornalista che è titolare di un cococo dichiara in media circa 10 mila euro annui. L’ammontare dei redditi incide in modo significativo anche sulla possibilità o meno di raggiungere il requisito di anzianità contributiva minima necessaria per ottenere il diritto alla prestazione pensionistica, con la conseguenza che, in presenza di bassi redditi, i nostri iscritti, al raggiungimento dell’età anagrafica di 66 anni, si trovino nella condizione di non poter accedere alla pensione. Con il sistema contributivo in vigore – aggiunge Ginex – il volume dei redditi che si percepiscono nel corso della vita lavorativa da giornalista autonomo diventa assolutamente centrale, per poter accedere domani ad un assegno pensionistico con le tutele previste dall’articolo 36 della Costituzione”.
(Foto generata con AI)