Giorgia Cardinaletti (Tg1) co-conduttrice della serata finale di Sanremo 2026

Giorgia Cardinaletti condurrà la serata finale del 76° Festival di Sanremo insieme a Carlo Conti e Laura Pausini. L’annuncio è arrivato in diretta al Tg1, dove il direttore artistico ha comunicato la notizia durante l’edizione serale del telegiornale. La giornalista del Tg1, volto dell’informazione Rai, salirà sul palco del Teatro Ariston sabato 28 febbraio per la conclusione del Festival di Sanremo 2026, affiancando Carlo Conti e Laura Pausini. Il collegamento è avvenuto da Sanremo, a poche ore dall’apertura ufficiale della manifestazione musicale, giunta alla sua 76ª edizione. Durante la diretta, Carlo Conti ha sorpreso la collega proponendole di guidare con lui la serata conclusiva. Alla domanda: “Sabato, visto che finisci con il collegamento delle 20.30, non potresti poi essere con me e con Laura a co-condurre il Festival?”, Giorgia Cardinaletti ha risposto in diretta: “Non è uno scherzo? Sì Grazie”. La scena è andata in onda in chiusura del telegiornale delle 20, seguendo una tradizione che vede il Festival di Sanremo annunciare novità e ospiti proprio dagli studi del principale notiziario Rai. Giorgia Cardinaletti è nata nel 1987 nelle Marche, dopo gli studi alla Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia è diventata giornalista professionista nel 2012, iscritta all’Ordine dei Giornalisti del Lazio. Ha iniziato come inviata e poi conduttrice a RaiNews24. Dal 2016 è passata a RaiSport, lavorando prima sulla Formula 1 e poi conducendo “Pole Position”, fino alla co-conduzione de “La Domenica Sportiva” con Alessandro Antinelli. Nel 2019 è entrata nella redazione del Tg1 e nel 2020 ha condotto “Dentro il Festival” su RaiPlay, dedicato al Festival di Sanremo. Nel 2021 un suo servizio per il Tg1 sulla giornata tipo di una persona non vaccinata ha suscitato reazioni critiche e insulti sui social, con alcune proteste rivolte anche al pagamento del canone Rai.
ItalyPost, un primo bilancio tra copie in crescita e nuove firme

Il nuovo quotidiano ItalyPost è in edicola dal 14 gennaio e, dopo il primo mese di uscita, il direttore-fondatore Filiberto Zovico dichiara che “sta andando tutto secondo le nostre previsioni”, spiegando che il progetto sta crescendo passo dopo passo. A dirlo è lo stesso Zovico, che oltre a guidare il giornale è amministratore unico della società editrice. Il quotidiano racconta “il futuro di imprese e territori” e ha scelto una partenza prudente. “Nel senso che noi, inizialmente, avevamo deciso di non spingere, tant’è vero che non abbiamo fatto alcuna campagna promozionale di lancio, perché volevamo prima mettere a punto il prodotto. Chi fa questo mestiere sa che i primi numeri sono sempre un po’ zoppicanti, da un punto di vista tecnico, per il numero dei refusi, per i ritardi, le solite cose che possono capitare”. Sul fronte delle copie in edicola, la tiratura è stata fissata tra le 7.500 e le 8 mila copie. Le vendite attuali si attestano intorno alle 400 copie al giorno. L’obiettivo dichiarato è arrivare a mille copie vendute quotidianamente. Secondo quanto riferito, le vendite stanno crescendo progressivamente grazie al passaparola, senza campagne promozionali iniziali. Nel frattempo si è rafforzata anche la squadra dei collaboratori. Tra le nuove firme figurano Marcello Zacchè, opinionista de Il Giornale ed ex capo dell’Economia, Roberto Galullo de Il Sole 24Ore, che si occupa di imprese e criminalità, Corrado Chiominto, capo dell’Economia dell’ANSA, Natascia Ronchetti e Roberto Annichiarico, anch’essi con esperienze al Sole 24Ore. L’ingresso di giornalisti qualificati viene descritto come un rafforzamento graduale della struttura editoriale. Un altro pilastro del progetto riguarda gli abbonamenti degli imprenditori, indicati come base economica e sociale dell’iniziativa. “Siamo saliti sopra quota 850 – dice Zovico – per un obiettivo di 2.000 a 300 euro l’uno. Ora ci occuperemo della promozione. Siamo pronti per un fitto tour d’incontri in giro per l’Italia per presentare la testata alle imprese. Si parte da metà febbraio. Sul fronte degli imprenditori il giornale viene accolto molto bene. L’obiettivo è mille copie di venduto in edicola ogni giorno”. Gli obiettivi economici sono fissati entro sei mesi dal lancio. Alla domanda sulle risorse disponibili, Zovico risponde: “Posso solo dire che la struttura del gruppo ItalyPost è tale da reggere anche l’eventuale mancato raggiungimento degli obiettivi per i primi tre anni”. Per quanto riguarda la pubblicità, il direttore parla di segnali incoraggianti. “Il segnale è buono e incoraggiante. Certo, in questo mese ci sono state inchieste accolte molto bene dai lettori ma un po’ meno dai diretti interessati. Ma si sa, le inchieste sono sempre controverse e non soddisfano tutti…”. (In foto, Filiberto Zovico)
Deutsche Welle chiude il servizio greco: tagliati 160 posti per risparmiare 21 milioni

La rete pubblica internazionale Deutsche Welle ha annunciato la chiusura del servizio in lingua greca e il taglio di circa 160 posizioni a tempo pieno dopo la riduzione dei finanziamenti statali per il 2026. L’emittente tedesca, conosciuta come DW, dovrà risparmiare complessivamente 21 milioni di euro. Nel bilancio federale 2026, il governo ha ridotto il contributo di 10 milioni, portandolo a 415 milioni di euro. A questa cifra si aggiungono 11 milioni di euro di costi legati agli aumenti salariali previsti dal contratto collettivo, che non saranno compensati. Per questo motivo l’azienda ha deciso una serie di misure di riduzione delle spese. Deutsche Welle, fondata nel 1953, trasmette oggi in 32 lingue e ha il compito di promuovere la cultura tedesca e l’informazione libera nel mondo. In diversi Paesi è stata censurata da regimi autoritari. Con i nuovi tagli, il Consiglio per le Trasmissioni Radiotelevisive, il Consiglio di Amministrazione e la direzione hanno approvato un piano straordinario per riorganizzare attività e risorse. Il servizio in lingua greca sarà interrotto. La decisione è stata motivata con “la stabilità della sua democrazia e la solida appartenenza all’Unione Europea”. Il canale greco era attivo da oltre 60 anni e aveva trasmesso anche durante la dittatura militare in Grecia. Nel tempo ha rappresentato un canale di dialogo, ad esempio durante la crisi dell’euro, offrendo al pubblico greco la prospettiva tedesca. Secondo quanto comunicato dall’azienda, non ci saranno licenziamenti, ma circa 160 posizioni a tempo pieno saranno interessate dalle misure, anche se il numero definitivo potrebbe variare. I risparmi saranno realizzati in modo definito “socialmente responsabile” e in linea con le priorità strategiche. Il presidente del Consiglio per le Trasmissioni Radiotelevisive, Karl Jüsten, ha dichiarato: “DW deve continuare a essere una voce forte per la libertà, soprattutto in mercati mediatici ristretti come Russia e Iran. Per farlo, ha bisogno di finanziamenti affidabili e a lungo termine. A causa dei tagli, l’emittente dovrà aspettarsi significative perdite di portata. Ciò è particolarmente preoccupante, poiché Russia e Cina stanno investendo massicciamente nei loro canali di propaganda statali, mentre il ritiro degli Stati Uniti dalle trasmissioni internazionali sta creando ulteriori lacune. Riducendo i finanziamenti a DW, sia la prospettiva tedesca che quella europea saranno indebolite a livello internazionale, e questo in un momento in cui l’Europa ha urgente bisogno di nuovi partner e alleati. Ci rammarichiamo in particolare per la chiusura del canale greco. Per oltre 60 anni, hanno rafforzato le relazioni tedesco-greche e reso visibile la prospettiva tedesca in Grecia. Non abbiamo preso questa decisione alla leggera e non è stata approvata senza voci discordanti. Purtroppo, i risparmi forzati hanno reso questo passo inevitabile”. Il presidente del Consiglio di Amministrazione, Achim Dercks, ha spiegato: “Gli attuali tagli al bilancio di Deutsche Welle arrivano solo due anni dopo l’attuazione di un pacchetto di risparmi da 20 milioni di euro. Ciò è in aperta contraddizione con l’impegno assunto dal governo nell’accordo di coalizione per rafforzare DW. Senza il ripristino dei finanziamenti nel Bilancio Federale 2027, l’aumento dei costi in quasi tutti i settori rischia di causare danni a lungo termine alla qualità giornalistica, all’infrastruttura tecnica e alla portata. Solo con finanziamenti adeguati Deutsche Welle potrà dare il suo contributo alla libera informazione e alla lotta alla disinformazione”. La direttrice generale Barbara Massing ha aggiunto: “I risparmi resi necessari dai tagli e la mancanza di compensazione per gli aumenti salariali collettivi sono estremamente dolorosi. Indeboliscono la nostra competitività in un momento in cui una forte presenza tedesca ed europea sta diventando sempre più importante a livello geopolitico. Allo stesso tempo, continueremo a portare avanti l’iniziativa di qualità e la trasformazione digitale di DW, lanciate diversi anni fa, anche se a un ritmo più lento. DW è ampiamente considerata una fonte di informazione affidabile e indipendente, sia nei mercati censurati che nei paesi in cui la Germania sta costruendo partnership strategiche. Un finanziamento sostenibile per il futuro è fondamentale se vogliamo adempiere al nostro mandato giornalistico in uno spazio informativo globale altamente competitivo. Ora è il momento che il governo e il parlamento stabiliscano insieme la rotta necessaria. Sono sinceramente grata ai membri del Consiglio di Radiodiffusione e del Consiglio di Amministrazione per il loro sostegno, che è emerso chiaramente durante la riunione”. Il piano prevede anche la riorganizzazione dell’offerta in lingua tedesca. I prodotti DW German e DW Learn German saranno accorpati, con un budget quasi dimezzato. Il nuovo formato unirà informazione e apprendimento linguistico, rivolgendosi soprattutto a studenti con livello B1/B2 che vivono fuori dall’area DACH e che cercano notizie affidabili sulla vita e il lavoro in Germania e in Europa. Saranno ridotti anche i budget dei servizi in portoghese per l’Africa e in dari/pashtu per l’Afghanistan. Il telegiornale in lingua spagnola avrà meno edizioni, ma le trasmissioni in prima serata resteranno invariate. Verranno interrotti diversi programmi, tra cui la rivista satirica russa Zapovednik, la rivista culturale Arts Unveiled, il format di dibattito Auf den Punkt, la rivista scientifica Tomorrow Today in portoghese per il Brasile, la rivista ambientale Eco Africa in portoghese e la rivista Europea in tutte le sue sette edizioni linguistiche. Oltre un terzo dei risparmi arriverà da infrastrutture e amministrazione. Saranno ridotti fondi per formazione professionale, eventi, attrezzature tecniche, sviluppo delle app, ristrutturazioni edilizie ed espansione degli uffici di corrispondenti internazionali. Anche i costi di produzione e distribuzione saranno ulteriormente contenuti, anche attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale. (In foto, Sede della Deutsche Welle a Bonn)
Il Giornale di Brescia sbarca su YouTube con video news, trasmissioni, shorts e podcast

Editoriale Bresciana amplia la sua presenza digitale con l’apertura del canale YouTube del Giornale di Brescia, nuovo spazio dedicato a video news, trasmissioni, shorts e podcast per la comunità bresciana. “Si scrive giornale, si legge ecosistema”. Il Giornale di Brescia, fondato nel 1945, continua a informare città e provincia con il quotidiano in edicola, affiancato dall’emittente televisiva Teletutto e dalle radio Radio Bresciasette e Radio Classica. Ora aggiunge un nuovo tassello: il canale YouTube ufficiale. La scelta nasce dall’evoluzione del sistema dei media digitali. Secondo il “Digital News Report” del Reuters Institute, il 30 per cento degli utenti nel mondo utilizza YouTube ogni settimana per informarsi, mentre il consumo di video di notizie sui social coinvolge il 65 per cento degli iscritti. Il nuovo canale YouTube del Giornale di Brescia ospita le video news quotidiane, le trasmissioni di Teletutto, contenuti brevi in formato verticale chiamati shorts e video podcast. Nei prossimi mesi sono previsti nuovi format pensati per chi cerca informazione anche su questa piattaforma. La presenza online del gruppo editoriale è già ampia. Oltre al sito web e all’app ufficiale, le notizie vengono pubblicate sui principali social network: Facebook, Instagram, X, TikTok e LinkedIn. I contenuti vengono diffusi anche tramite i canali WhatsApp e Telegram, dove vengono condivisi i link alle notizie più rilevanti della giornata. La multimedialità riguarda anche i podcast. La redazione, in collaborazione con Teletutto e Radio Bresciasette, realizza serie audio disponibili su diverse piattaforme, compreso YouTube. Con l’inizio del Festival di Sanremo parte il “Magazine speciale Sanremo”, condotto da Maddalena Damini su Radio Bresciasette: la puntata in diretta alle 18 sarà disponibile in podcast entro le 20.30 su Spreaker, Spotify e YouTube. Tra i podcast prodotti da Editoriale Bresciana prosegue “Delitti bresciani” di Andrea Cittadini, serie true crime arrivata alla quarta stagione e con oltre 670mila download. È in corso anche la terza stagione di “Superman non esiste” di Francesca Marmaglio, dedicato a storie di persone che affrontano sfide quotidiane. Nel catalogo figurano inoltre “Lo scudetto del Rugby Brescia”, episodio tratto dal docufilm “Un’impresa, un ricordo, una leggenda” prodotto da Teletutto, e “Sei sempre tu che ci porti in vantaggio”, podcast dedicato all’ultima stagione di Roberto Baggio al Brescia, realizzato da Erica Bariselli.