Il Tg1 apre da oggi il suo nuovo canale YouTube, con contenuti originali pensati solo per la piattaforma video e dedicati ad approfondimenti, interviste e inchieste. Il primo telegiornale d’Italia, amplia così la propria presenza digitale dopo aver superato, secondo i dati diffusi dalla direzione, oltre 1 miliardo e 200 milioni di visualizzazioni sui social nell’ultimo anno.
Tra i format annunciati c’è “Tg1 Talks”, un video podcast in cui i giornalisti intervistano protagonisti dello spettacolo, dell’attualità, dello sport e del costume. La prima puntata ospita la cantante Laura Pausini, co-conduttrice del Festival di Sanremo. È previsto anche “Inside America”, uno spazio dedicato ai principali temi che riguardano gli Stati Uniti, con approfondimenti fino alle elezioni di midterm. Il primo episodio si concentra sul caso degli Epstein files. Sul canale è già disponibile anche un’intervista esclusiva ad Andrea Sempio, unico indagato della nuova inchiesta sul caso Garlasco.
L’annuncio del progetto era arrivato nei giorni scorsi durante il convegno “Le sfide dell’informazione” alla Camera, dove il direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci, aveva dichiarato: “Prossimamente apriremo anche noi un canale YouTube, con prodotti ad hoc per un mondo che l’informazione non copre”.
Nel suo intervento, il direttore ha spiegato che “La tv è un mondo molto complicato, che va cambiando continuamente, e bisogna essere al passo coi tempi”. Ha poi ricordato il lavoro svolto negli ultimi tre anni sul fronte digitale: “Il Tg1 tre anni fa non aveva i social, quindi ho dovuto lavorare su due binari, l’informazione quotidiana e i social. Ho provato a vedere se i giovani che non guardano la tv potevano essere attratti dai contenuti social. Era una scommessa azzardata, e abbiamo avuto dei risultati incredibili: oltre un miliardo e duecento milioni di visualizzazioni in un anno e una platea che si sta allargando sempre di più”.
Secondo Chiocci, esiste un pubblico “giovane fino ai 35 anni, che adesso ci segue con numeri clamorosi. La Rai deve guardare anche al mondo che cambia, alle piattaforme, a tanti fenomeni che possono piacere o meno ma fanno numeri incredibili”.
Il direttore ha anche spiegato quale sia, a suo giudizio, la linea editoriale che ha portato risultati: “Il successo del Tg1 è dovuto al fatto che i nostri giornalisti insieme al direttore hanno capito che non bisogna fermarsi alla notizia, bisogna andare a fondo ovunque e non fermarsi alle apparenze”. E ancora: “Per me andare oltre la notizia è fondamentale, è il valore aggiunto, quel qualcosa in più che nel panorama dell’informazione funziona. Sta dando grandi risultati sugli ascolti della tv ma anche sui social perché l’informazione, anche la cronaca nera, fatta col taglio Tg1, anche se ero scettico, sta pagando”.
Nel corso del convegno, Chiocci ha parlato anche di scelte interne al telegiornale: “Ho avuto l’ambizione di abolire il famoso ‘pastone’, ma ho perso la scommessa. Ci ho provato, ma non era ‘aria’”. E ha aggiunto: “Il Tg1 è un mondo molto particolare, io do molto più spazio ai partiti dell’opposizione piuttosto che della maggioranza. Tempo fa ad un convegno dell’Usigrai ho proposto di fare un bel convegno sulle modalità di rapporti con la politica, ma ancora sto aspettando la risposta”.