Il New York Times usa l’IA per trovare nuove notizie e analizzare contenuti online

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Il quotidiano The New York Times utilizza un sistema di intelligenza artificiale personalizzata per monitorare la cosiddetta manosfera, cioè un insieme di comunità online e contenuti digitali che influenzano il dibattito pubblico, in particolare tra giovani uomini e ambienti politici conservatori. Lo strumento, sviluppato internamente, rappresenta una delle tecnologie impiegate dalla redazione per analizzare grandi quantità di materiale audio e video pubblicato ogni giorno su internet.

Il progetto principale si chiama Manosphere Report ed è stato creato per osservare come cambiano i discorsi nei podcast e nelle piattaforme social. Per capire meglio, è come avere una macchina che ascolta tantissime conversazioni e poi racconta ai giornalisti quali argomenti vengono ripetuti più spesso. Il sistema usa modelli linguistici di grandi dimensioni, chiamati LLM, cioè programmi capaci di leggere, ascoltare e riassumere grandi quantità di informazioni.

Il “Manosphere Report” segue circa 80 podcast scelti dai giornalisti. Tra questi ci sono programmi molto ascoltati come The Ben Shapiro Show, Red Scare, The Clay Travis & Buck Sexton Show e Huberman Lab, oltre a contenuti con orientamento progressista come MeidasTouch. Quando uno di questi programmi pubblica un nuovo episodio, il software lo scarica automaticamente, lo trascrive e crea un riassunto.

Ogni giorno il sistema prepara un riepilogo generale con i temi più discussi e le tendenze emergenti. Il rapporto viene inviato ai giornalisti tramite email ogni mattina. Questo documento serve come punto di partenza per individuare argomenti da approfondire. I giornalisti, infatti, controllano poi direttamente i contenuti originali per verificare le informazioni.

Secondo Zach Seward, responsabile editoriale delle iniziative di intelligenza artificiale del giornale, il sistema aiuta a individuare cambiamenti nel linguaggio e nelle opinioni diffuse online. “Il Rapporto Manosphere ci ha dato un segnale molto rapido e chiaro che la situazione non stava andando bene con quella parte della base presidenziale”, ha spiegato. “C’era un collegamento diretto tra l’aver visto la situazione e il fatto di essersi tuffati per coprirla davvero”.

La manosfera comprende spazi digitali dove si diffondono idee legate a modelli tradizionali di mascolinità e spesso si intreccia con ambienti politici conservatori. Monitorare questi contenuti è diventato importante per comprendere come nascono e si diffondono alcune discussioni pubbliche.

Il “Manosphere Report” è solo uno dei sistemi creati dal team di ricerca sull’intelligenza artificiale del giornale, nato nel 2024. Un altro strumento centrale si chiama “Cheatsheet”, una piattaforma che permette ai giornalisti di analizzare grandi quantità di dati in modo automatico. Per spiegare il funzionamento in modo semplice, è come una grande tabella dove si possono inserire tanti documenti, video o registrazioni e chiedere al computer di cercare informazioni specifiche.

“Cheatsheet” è nato quando il giornalista investigativo Jesse Drucker ha chiesto di analizzare una lista di 10.000 persone collegate a benefici fiscali per residenti a Porto Rico. Gli sviluppatori hanno creato un sistema che ha cercato automaticamente informazioni online su ogni nome, segnalando i casi più rilevanti. L’inchiesta pubblicata nel 2024 ha evidenziato utilizzi impropri delle agevolazioni.

Oggi “Cheatsheet” viene usato per diversi progetti investigativi. Il sistema consente di trascrivere migliaia di ore di video, tradurre documenti complessi e analizzare archivi di grandi dimensioni. Tra le attività svolte figurano ricerche su interferenze elettorali, traduzione di registri carcerari siriani e analisi delle dichiarazioni pubbliche del presidente Donald Trump.

Lo strumento è stato utilizzato anche per esaminare oltre 2.500 apparizioni televisive e online del medico Mehmet Oz dopo la sua nomina alla guida dei Centers for Medicare and Medicaid Services. L’analisi ha permesso di individuare collegamenti finanziari tra prodotti promossi e interessi economici associati.

Attualmente “Cheatsheet” è ancora in fase sperimentale ma è stato testato da circa 300 giornalisti, con una cinquantina di utilizzatori regolari. Il giornale prevede di estendere l’accesso a tutta la redazione con programmi di formazione dedicati.

Secondo Seward, l’intelligenza artificiale non viene impiegata per scrivere articoli destinati alla pubblicazione, ma come supporto per l’analisi investigativa. “Non ci affideremmo mai [esclusivamente] ai riassunti generati dall’intelligenza artificiale”, ha dichiarato. Il sistema viene considerato uno strumento per individuare spunti e facilitare la ricerca su grandi quantità di informazioni digitali.