Corriere della Sera celebra 150 anni con una moneta speciale

Moneta Corriere 150 anni

La nuova collezione numismatica 2026 della Repubblica italiana è stata presentata a Roma dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e include diverse monete dedicate a importanti anniversari, personaggi storici, cultura, sport e simboli del Paese. La serie è stata realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e comprende monete in oro, argento e altre leghe speciali, create per ricordare eventi e protagonisti della storia italiana. All’interno della raccolta è presente anche una moneta speciale dedicata ai 150 anni del Corriere della Sera. Questa moneta ha una forma rettangolare ed è realizzata in argento. Sul lato principale mostra la facciata dello storico edificio di via Solferino 28 a Milano, sede del quotidiano, mentre sull’altro lato è raffigurata la prima pagina del primo numero pubblicato il 5 marzo 1876. Il direttore del quotidiano Luciano Fontana, collegato durante la presentazione, ha spiegato: “Una pagina in cui c’è la storia del Corriere”. La moneta potrà essere acquistata attraverso il sito ufficiale dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Durante la cerimonia, il ministro Giorgetti ha dichiarato: “Queste monete — ha detto Giorgetti — ogni anno raccontano come il genio italico interpreti la nostra storia e bellezza: non sono solo uno strumento di pagamento, ma un vero mezzo di comunicazione e oggi raccontano un Paese vivace, forte, consapevole delle proprie radici e dei propri mezzi”. Alla presentazione ufficiale, che si è svolta nella Sala Ciampi del ministero dell’Economia, hanno partecipato anche il presidente dell’Istituto Poligrafico Paolo Perrone, l’amministratore delegato Michele Sciscioli, il comandante generale della Guardia di Finanza Andrea De Gennaro, insieme ai sottosegretari del Ministero dell’Economia Lucia Albano e Federico Freni.

La Repubblica, sciopero di due giorni per mancate risposte sulla vendita del gruppo Gedi

La Repubblica prime pagine

I giornalisti di Repubblica hanno proclamato uno sciopero che ha fermato l’uscita del quotidiano nei giorni 10 e 11 febbraio. La decisione è stata presa durante un’assemblea permanente della redazione dopo che l’azienda non ha fornito informazioni sulla possibile vendita del giornale. La testata fa parte del Gruppo Gedi, controllato dalla società Exor, guidata dall’amministratore delegato John Elkann. Il gruppo editoriale è stato messo sul mercato insieme ad altre attività editoriali e radiofoniche. Al momento è in corso una trattativa esclusiva con il gruppo greco Antenna, guidato dall’imprenditore Theodore Kyriakou. L’accordo doveva concludersi entro gennaio, ma a metà febbraio non sono state comunicate novità alla redazione. Il Comitato di redazione ha spiegato che i giornalisti non hanno ricevuto dettagli sui tempi e sulle modalità della cessione. Nel comunicato diffuso sul sito del quotidiano si legge: “Ormai da settimane la vertenza del nostro giornale è aperta: sappiamo che Exor è in trattativa per la vendita di Gedi con il gruppo greco Antenna. Ma questa trattativa in esclusiva è scaduta lo scorso 31 gennaio, e la società non ci ha ancora detto se c’è stata una proroga e fino a quando. Le informazioni in nostro possesso finiscono qui”. Durante l’assemblea, i giornalisti hanno deciso di bloccare la pubblicazione del giornale e proclamare lo sciopero, spiegando di aver coinvolto organizzazioni sindacali e istituzioni per ottenere chiarimenti sulla trattativa. Nel comunicato si legge anche: “In questa trattativa – lo stiamo denunciando da tempo – manca trasparenza, necessaria e fondamentale quando in ballo c’è un prodotto che non è solo economico ma uno strumento di equilibrio di un già fragile pluralismo mediatico”. Secondo il Comitato di redazione, la situazione riguarda circa 1.300 famiglie che lavorano nel gruppo editoriale. Intanto, i giornalisti stanno lavorando alla creazione di una Fondazione con l’obiettivo di tutelare la testata e l’occupazione, prendendo esempio da esperienze editoriali internazionali.