Rai Sport, ritiro delle firme durante Milano-Cortina. Annunciati 3 giorni di sciopero

Paolo Petrecca

Dalle ore 17 di oggi i giornalisti di Rai Sport ritirano le firme da servizi, collegamenti e telecronache delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, avviando una protesta formale contro il direttore Paolo Petrecca dopo le gaffe durante la cerimonia di apertura dei Giochi. La decisione è stata comunicata dal Comitato di redazione e dal fiduciario di Milano della testata sportiva Rai, che parlano di una situazione di forte disagio vissuta dalla redazione da diversi giorni.

Nel documento diffuso, i rappresentanti sindacali spiegano che “da 3 giorni siamo tutti in imbarazzo, nessuno escluso e non per colpa nostra” e annunciano il ritiro delle firme fino alla fine delle Olimpiadi, in attesa che l’azienda riconosca il danno arrecato “ai telespettatori che pagano il canone, alla Rai come azienda e a tutta la redazione che sta lavorando come sempre con passione in questo grande evento”.

La redazione precisa che “questa non è una questione politica, come qualcuno vorrebbe far credere, ma è una questione di rispetto e di dignità per il servizio pubblico”. Oltre al ritiro delle firme, è stata chiesta la lettura di un comunicato sindacale in tutti i telegiornali olimpici e nelle trasmissioni dedicate ai Giochi, come Mattina Olimpica e Notti Olimpiche.

La protesta di Rai Sport ha ricevuto il sostegno ufficiale delle redazioni di TG3 e TGR, che in note separate hanno espresso solidarietà ai colleghi. I giornalisti del TG3 affermano che “l’imbarazzo che i nostri colleghi provano è l’imbarazzo che proviamo anche noi come lavoratori della Rai” e definiscono preoccupante la decisione dell’azienda di non trasmettere il comunicato dell’Usigrai, ritenuta una violazione dei diritti sindacali.

Anche la TGR parla di un danno esteso all’intera azienda e ai telespettatori, sottolineando che la mancata diffusione del comunicato sindacale rappresenta “un preoccupante segnale di censura” e una difficoltà nella gestione del dissenso interno.

(In foto, Paolo Petrecca)