Semafor chiude 2025 con ricavi pari a 40 milioni e punta su newsletter ed eventi globali

Ben Smith

La società di informazione digitale Semafor ha annunciato che nel 2026 aumenterà in modo significativo i propri investimenti editoriali, concentrandosi soprattutto su Londra e Washington DC, dopo aver registrato il primo anno con risultati economici positivi. La notizia è stata confermata dal co-fondatore e caporedattore Ben Smith, che ha spiegato i piani di sviluppo mentre partecipava a un podcast dedicato al futuro dei media.

Semafor è nata nell’ottobre 2022 grazie a Ben Smith e all’ex amministratore delegato di Bloomberg Media, Justin Smith. Il progetto è stato creato pensando a un pubblico composto da persone molto istruite e impegnate in ruoli decisionali, che secondo i fondatori cercavano notizie più semplici da capire e organizzate meglio. L’idea centrale era offrire informazioni distillate, cioè spiegate in modo chiaro e ordinato, per aiutare chi legge a orientarsi in un mondo pieno di notizie.

La società pubblica soprattutto briefing via email, cioè riassunti informativi inviati direttamente nella posta elettronica, dedicati a settori come politica, economia, tecnologia, energia e media. Esistono anche edizioni specifiche per alcune aree del mondo, come il Golfo e l’Africa, oltre a una newsletter riservata ai dirigenti di aziende con fatturato superiore a 500 milioni di dollari. Secondo i dati diffusi dalla società, gli iscritti alle newsletter hanno superato il milione.

Oltre ai contenuti digitali, Semafor organizza incontri e conferenze dedicate ai leader globali. Tra questi eventi figura il Semafor World Economy Summit, che si svolge a Washington DC e che l’organizzazione descrive come il più grande incontro negli Stati Uniti tra amministratori delegati di aziende internazionali. Nel 2025, terzo anno completo di attività, la società ha dichiarato di aver raggiunto un fatturato di 40 milioni di dollari e una redditività pari a 2 milioni di dollari di EBITDA. Nello stesso periodo, Semafor ha ottenuto nuovi finanziamenti per 30 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione complessiva di 300 milioni di dollari.

Ben Smith ha spiegato che la crescita economica consentirà di ampliare la copertura giornalistica in più aree strategiche. “Stiamo raddoppiando gli sforzi su ciò che funziona davvero per noi”. Gli investimenti riguarderanno in particolare la copertura politica e aziendale a Washington DC, le attività editoriali dedicate al Golfo, definito “un vero e proprio fulcro per questo tipo di nuova economia mondiale”, e lo sviluppo di nuovi progetti in Asia, compresa una newsletter dedicata alla Cina.

Attualmente Semafor impiega poco più di 100 persone, di cui nove lavorano nella sede londinese di Fleet Street e coordinano la copertura internazionale. Secondo Smith, questo gruppo crescerà e includerà nuovi redattori economici e corrispondenti, con l’obiettivo di competere con testate internazionali come Financial Times e The Economist.

Smith ha ribadito che la strategia della società si basa sull’idea che una parte della classe dirigente mondiale non sia soddisfatta del modo in cui riceve le notizie. Ha spiegato: “Penso che quello che abbiamo cercato di fare è stato prendere molto sul serio le cose che le persone dicono quando chiedi loro perché sono insoddisfatte delle notizie. E la risposta principale è che sono travolgenti e disorientanti. Ci sono così tante cose in arrivo”. Ha aggiunto che internet e i social media hanno aumentato la quantità di contenuti disponibili, creando però difficoltà nel distinguere le informazioni affidabili.

Smith ha dichiarato: “Quella che era stata la benedizione dei social media e del web, ovvero dire ‘oh mio Dio, non sono più legato alla mia trasmissione o al mio giornale, posso leggere qualsiasi cosa da qualsiasi posto’, si è trasformata in questa marea di contenuti, senza sapere di cosa fidarmi, senza nemmeno sapere cosa è reale”. Secondo il fondatore, il lavoro della società è fornire orientamento e spiegazioni attraverso esperti specializzati.

Nonostante le difficoltà affrontate da molte aziende editoriali, dovute anche al calo del traffico proveniente da Google e ai cambiamenti nelle abitudini dei lettori, Smith ha spiegato che Semafor considera la situazione un’opportunità. “In un certo senso, le sfide altrui sono ciò che rende un vantaggio partire da zero… Siamo nati in questo strano panorama apocalittico per quanto riguarda il web e non abbiamo iniziato con una grande scommessa sul web, non abbiamo iniziato con un’attività di abbonamento web, non abbiamo iniziato con un’attività pubblicitaria basata principalmente sul web”.

Il modello economico di Semafor si basa soprattutto su sponsorizzazioni e collaborazioni con aziende interessate a raggiungere dirigenti e responsabili decisionali. Smith ha spiegato che la pubblicità tradizionale rivolta ai consumatori è diminuita perché molte risorse pubblicitarie sono state assorbite da piattaforme digitali come Google e Meta. “Una delle sfumature più importanti del modo in cui funziona oggi il settore dell’informazione è che le aziende di consumo sono in seria difficoltà. La pubblicità rivolta ai consumatori è stata inglobata da Google e Meta. La pubblicità aziendale, la pubblicità reputazionale, è una categoria completamente diversa”.

Gli eventi rappresentano una parte rilevante della strategia aziendale. Smith ha dichiarato che questi incontri mantengono il giornalismo al centro del progetto. “Il fulcro dell’evento è il giornalismo, le grandi interviste sul palco e le interviste vere…”. Ha aggiunto che i partecipanti, compresi dirigenti e politici, preferiscono discussioni approfondite con giornalisti piuttosto che interventi ripetitivi.

Nel 2024, il Semafor World Economy Summit ha riunito per tre giorni oltre 200 rappresentanti del settore pubblico, privato e accademico. Nel 2026 l’evento sarà ampliato a cinque giorni. Justin Smith ha definito il settore degli eventi come “fondamentalmente il miglior business che si avvicini davvero al giornalismo: il margine più alto, la velocità di attuazione più rapida e la migliore redditività”.

La società ha anche affrontato alcune difficoltà. Smith ha raccontato che uno degli errori principali è stato investire inizialmente nella produzione di mini documentari video. Nonostante la qualità dei contenuti, il progetto è stato chiuso perché non risultava sostenibile dal punto di vista economico. Smith ha dichiarato: “Parte del fare queste cose è che devi essere molto lucido… non sentimentale su ciò che funziona e ciò che non funziona”.

Semafor non ha ancora introdotto un sistema di paywall, cioè un accesso a pagamento per leggere i contenuti, anche se Smith ha spiegato che questa possibilità verrà valutata in futuro. Secondo il fondatore, alcune aziende scelgono di introdurre subito un abbonamento per dimostrare il valore dei contenuti, ma questa scelta può limitare la crescita del pubblico. Un’altra strategia, adottata da Semafor, consiste nel costruire prima un marchio riconosciuto e poi introdurre eventuali pagamenti.

Smith ha sottolineato che la società punta a costruire un modello sostenibile e redditizio, considerando i ricavi come elemento centrale dello sviluppo aziendale. Ha inoltre consigliato ai giornalisti interessati a creare nuove imprese editoriali di collaborare con partner esperti nella gestione economica, sottolineando che le competenze commerciali sono importanti quanto quelle giornalistiche.

(In foto, Ben Smith)