Scontri al corteo Askatasuna (Torino), polizia diffonde immagine modificata con IA

Polizia foto AI corteo Torino

La polizia ha pubblicato sui propri profili social ufficiali una fotografia che mostrerebbe un momento degli scontri a Torino durante il corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, ma l’immagine risulta modificata tramite intelligenza artificiale. La diffusione della foto è avvenuta nei giorni successivi alla manifestazione di sabato pomeriggio e diversi elementi hanno fatto emergere dubbi sulla sua autenticità.

L’immagine rappresenta una scena già comparsa in un video diffuso online dal quotidiano Torino Oggi, molto condiviso dopo il corteo. Il filmato mostra un gruppo di manifestanti che colpisce con calci, pugni e martellate un agente rimasto isolato. Nelle sequenze finali si vede un secondo poliziotto arrivare e trascinare via il collega ferito. La fotografia pubblicata sui social appare molto simile a un fermo immagine del video, ma con caratteristiche visive più nitide e con dettagli che rendono la scena più marcata.

Il fotografo Michele Lapini è stato tra i primi a segnalare possibili alterazioni, con un post pubblicato su Facebook. Successivamente anche il sito Facta.news, che si occupa di verifica delle informazioni online, ha analizzato l’immagine segnalando incongruenze. Un sistema di riconoscimento chiamato Hive Moderation, utilizzato per verificare la genuinità dei contenuti digitali, ha indicato che la fotografia sarebbe stata generata o modificata con intelligenza artificiale con una probabilità del 99%.

Alcuni particolari dell’immagine mostrano anomalie tipiche dei contenuti creati o ritoccati con software automatici. Sul casco di un agente in piedi, al posto della scritta “polizia”, compaiono segni non riconoscibili e non compatibili con scritte rovinate. Anche la stessa parola sulla giacca del poliziotto in ginocchio presenta un taglio anomalo sulla lettera “O”, proprio dove si sovrappongono una mano e un’ombra. Gli esperti spiegano che questi errori possono comparire quando l’intelligenza artificiale ricostruisce parti dell’immagine su cui concentra meno attenzione.

Sono emerse anche differenze rispetto alla scena originale mostrata nel video. Nel filmato l’agente che interviene per aiutare il collega indossa una maschera antigas, mentre nella fotografia questa protezione non è presente. Il volto dell’agente nella foto presenta baffi che non coincidono con l’aspetto reale del poliziotto intervenuto, che nelle interviste appare con la barba. Anche l’agente soccorso risulta avere capelli più lunghi rispetto a quelli visibili nel video.

Ulteriori incongruenze riguardano lo sfondo della scena. Nel video si vede un’auto bianca parcheggiata sul lato destro, una ringhiera metallica posata su un muretto e una strada asfaltata con marciapiede. Nella fotografia pubblicata questi elementi risultano modificati o assenti. L’auto e il muretto non compaiono, la ringhiera arriva direttamente a terra e si interrompe in modo irregolare sul lato sinistro. La strada appare composta in parte da asfalto e in parte da sanpietrini e manca il gradino del marciapiede. Nello sfondo si notano inoltre luci e riflessi attribuibili ai fari e alla sirena di un’auto della polizia, elementi che rendono l’immagine più intensa.

Prima della pubblicazione ufficiale, versioni simili della fotografia avevano già iniziato a circolare online con alcune modifiche. La sera del 31 gennaio utenti dei social Facebook e X avevano condiviso immagini più definite rispetto al video originale. In queste versioni l’agente soccorso mostrava già capelli più lunghi e il collega in piedi impugnava uno scudo con un riflesso verde anomalo.

La mattina seguente, alle 9:14, un sindacato dei carabinieri ha pubblicato su Facebook una fotografia molto simile, nella quale il volto dell’agente risultava visibile e lo scudo La mostrava un colore ancora più insolito. La stessa immagine, tagliata e con l’aggiunta di un’ombra nella parte inferiore, è stata poi condivisa alle 10:45 sull’account Facebook della Polizia penitenziaria, che nel post ha citato anche l’account della polizia di Stato.

Alle 14:06, meno di due ore dopo, l’account ufficiale della polizia di Stato ha pubblicato una fotografia quasi identica, ma con ulteriori modifiche grafiche. In questa versione lo scudo è stato rimosso e l’immagine è stata mostrata interamente.

Dopo alcune segnalazioni da parte degli utenti, la fotografia è stata parzialmente oscurata sulle piattaforme Facebook e Instagram con un avviso che segnala la possibilità che si tratti di un contenuto alterato. Michele Lapini ha inoltre dichiarato che anche il post in cui denunciava la falsificazione è stato oscurato perché conteneva la stessa immagine modificata.

Al momento la polizia di Stato non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla pubblicazione e diffusione della fotografia.