La redazione de La Stampa segnala una forte riduzione della pubblicità nelle pagine del quotidiano, un dato che, secondo il comitato di redazione, si sarebbe ripetuto anche nei giorni precedenti. La stessa situazione viene indicata per l’edizione domenicale, composta da 48 pagine, e per l’ultimo numero dell’inserto Tuttolibri, anch’essi con una sola pagina pubblicitaria.
Nel comunicato diffuso dal Cdr, i giornalisti spiegano che il dato non sarebbe occasionale ma costante nel tempo. “Ieri a fronte di una foliazione nazionale di 32 pagine abbiamo contato una sola pagina intera di pubblicità: come il giorno prima, come tanti altri giorni di questa settimana, di questi mesi, di questi anni potremmo anche dire”. Il testo prosegue richiamando il confronto con la Repubblica, dove, secondo quanto riportato, i numeri relativi alla raccolta pubblicitaria sarebbero differenti: “Se invece guardiamo Repubblica, con una accelerazione in questa fase decisamente sospetta, escono tutt’altri conteggi”.
Il comitato di redazione parla di uno squilibrio evidente, già segnalato più volte all’azienda, e sottolinea che il quotidiano torinese, “sia in termini di vendite in edicola sia come qualità del prodotto, non merita questo trattamento”. Nel comunicato viene inoltre affermato che la situazione rappresenterebbe la conferma di una mancata valorizzazione del giornale: “Questo è un fatto che ci ferisce, che ci indigna profondamente, che riconferma un dato di fatto per noi incontrovertibile, ovvero che la nostra concessionaria di pubblicità – ma crediamo che in ultima analisi la responsabilità sia del gruppo editoriale nella sua interezza – non valorizza come secondo noi dovrebbe fare il ‘prodotto La Stampa’”.
Nel testo si fa riferimento anche alle trattative in corso all’interno del gruppo, che secondo il Cdr porterebbero allo smantellamento di quello che era stato presentato come il più grande gruppo editoriale del Paese. Vengono citati l’azionista Exor e il gruppo Gedi: “Sia l’azionista Exor, che lascia il campo in maniera ai nostri occhi indecorosa per come si è sviluppata la vicenda, sia Gedi hanno evidentemente fallito la loro missione”. Nel comunicato viene ricordato che il settore editoriale ha attraversato anni complessi, inclusa la pubblicità, ma anche che il lavoro di centinaia di giornalisti e poligrafici sarebbe coinvolto direttamente da queste dinamiche.
Il Cdr riferisce infine di aver chiesto spiegazioni all’azienda e alla concessionaria Manzoni. La risposta ricevuta, secondo quanto riportato, indica che nel mese di gennaio la raccolta pubblicitaria, sia locale sia nazionale, sarebbe in linea con quella dell’anno precedente. Manzoni avrebbe dichiarato di garantire “attenzione massima alla raccolta a favore della nostra testata senza alcun tipo di discriminazione” e di essere disponibile a confronti periodici con la redazione per affrontare eventuali disallineamenti futuri. Il comitato di redazione afferma che continuerà a monitorare la situazione e a segnalare eventuali anomalie riscontrate.