L’audizione del sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini in Commissione Cultura della Camera ha fatto chiarezza sulla vendita del gruppo GEDI da Exor al gruppo greco Gruppo Antenna, spiegando che per il governo la tutela del pluralismo e la salvaguardia dell’occupazione restano priorità assolute, mentre al momento non esistono le condizioni per l’attivazione del golden power.
Barachini ha spiegato che l’esecutivo segue il dossier con attenzione istituzionale, basandosi esclusivamente su informazioni ufficiali. Ha chiarito che la vicenda è delicata e che deve essere accompagnata da una “sobrietà comunicativa”, senza forzare tempi o passaggi che non siano previsti dalla normativa.
Nel suo intervento ha ribadito l’impegno del governo a vigilare affinché siano rispettate tutte le garanzie legali previste nei trasferimenti di proprietà e di testate. Ha inoltre assicurato che il confronto con i Cdr, i comitati di redazione, sarà costante, pur nel rispetto dei limiti imposti dal quadro normativo e dalla fase in cui si trova l’operazione.
Il sottosegretario ha richiamato la centralità della tutela dei livelli occupazionali, ricordando che il contratto di lavoro giornalistico prevede strumenti specifici per proteggere i lavoratori in caso di cessione, come gli articoli 30, 31 e 32. Ha collegato questo impegno alle dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha più volte indicato la difesa dell’occupazione come un obiettivo prioritario dell’azione di governo.
Sul tema del golden power, Barachini ha precisato che l’esercizio dei poteri speciali è regolato da una normativa puntuale e che, in assenza di una notifica formale e di informazioni complete sul veicolo societario coinvolto, non è possibile avviare alcuna valutazione. Ha aggiunto che ogni eventuale notifica dovrebbe comunque essere esaminata da un gruppo di coordinamento tecnico previsto dalla legge.
Durante l’audizione è stato affrontato anche il confronto con i potenziali acquirenti. Barachini ha riferito che il Gruppo Antenna ha assicurato l’intenzione di rilevare l’intero gruppo GEDI, compresa La Stampa, ritenendo alcuni asset strategici, mentre altri potrebbero in futuro essere oggetto di manifestazioni di interesse da parte di terzi.
Il sottosegretario ha riportato fedelmente quanto dichiarato dall’editore Kyriakou, che avrebbe affermato che “un imprenditore che arriva per la prima volta in un Paese non arriva per licenziare”. Ha spiegato di aver posto subito l’accento su due punti fondamentali per il governo: indipendenza editoriale e tutela dell’occupazione.
Secondo quanto riferito, il presidente del Gruppo Antenna avrebbe sottolineato la volontà di valorizzare tutte le risorse del gruppo GEDI, attraverso un impegno finanziario diretto e una gestione degli asset affidata a un manager italiano, evidenziando attenzione all’indipendenza delle testate e al pluralismo.
Parlando di la Repubblica, Barachini ha affermato che negli ultimi anni non sarebbe mai arrivata una proposta da parte di un editore italiano. L’unica offerta giunta in una fase avanzata, ha spiegato, sarebbe stata giudicata dai vertici del gruppo meno solida rispetto a quella dell’editore greco.
Il sottosegretario ha infine ribadito che il governo continuerà ad approfondire la vicenda per comprendere pienamente la visione industriale dell’investimento, ricordando che si parla di circa 140 milioni di euro in un settore che registra perdite annue rilevanti e coinvolge circa 450 giornalisti.
Nel corso della seduta sono intervenuti anche i deputati del Movimento 5 Stelle Antonio Caso e Chiara Appendino, che hanno chiesto garanzie su affidabilità dell’acquirente, pluralismo, indipendenza editoriale e tutele occupazionali, sollecitando un’audizione dei vertici di Exor in commissione.