Corriere della Sera accusato da Zakharova di far parte della “mafia mondiale”

La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha accusato oggi il quotidiano italiano Corriere della Sera, sostenendo che farebbe parte di una presunta “mafia mondiale” che, secondo lei, proteggerebbe il governo ucraino. La dichiarazione è arrivata dalla Russia, dove Zakharova ha riferito che “recentemente il quotidiano italiano Corriere della Sera si è rifiutato di pubblicare un’intervista a Sergei Lavrov, in cui il ministro riportava, tra l’altro, fatti che dimostrano la natura neonazista del regime di Kiev”. L’episodio citato riguarda un’intervista che il ministero degli Esteri russo aveva proposto dopo aver ricevuto le domande del giornale. Il ministero aveva inviato una risposta molto lunga, con numerose accuse verso l’Ucraina e altri Paesi, e non aveva accettato richieste di chiarimento o possibilità di confronto. Il quotidiano aveva quindi scelto di non pubblicare il materiale. Non è la prima volta che Zakharova critica media italiani o occidentali, “essendo evidentemente poco abituata alla democrazia e di conseguenza a una stampa libera e indipendente”. Il Corriere della Sera ha replicato, affermando: “Ancora una volta ci vediamo costretti a ripetere che non prendiamo lezioni da un Paese dove la libertà di espressione e di dissenso è ormai cancellata”. (In foto, Maria Zakharova)
La Stampa, Gino Cecchettin direttore per un giorno, nella ricorrenza contro la violenza sulle donne

Gino Cecchettin guiderà La Stampa come direttore per un giorno in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, firmando un numero speciale dedicato alla sensibilizzazione sul tema. L’iniziativa nasce per portare nelle pagine del quotidiano l’esperienza diretta di un padre che, l’11 novembre 2023, ha perso la figlia Giulia, 22 anni, uccisa dall’ex fidanzato a Fossò. La redazione ha scelto di affidargli la direzione simbolica dell’edizione del 25 novembre per costruire insieme un giornale che renda più accessibili informazioni, strumenti e testimonianze sulla violenza di genere. Nell’edizione speciale verrà distribuita la guida “Facciamo rumore”, pensata per aiutare chi vive situazioni di rischio e per spiegare a chi osserva come riconoscere segnali e comportamenti utili. La guida, accompagnata da una spilla con la stessa frase, riprende l’espressione usata da Elena Cecchettin, sorella di Giulia, per incoraggiare la reazione pubblica contro il silenzio che spesso circonda i casi di violenza. Il materiale allegato offre indicazioni chiare e immediate, con un linguaggio semplice per raggiungere lettori di tutte le età. Tra le informazioni principali c’è il “Signal for Help”, un gesto silenzioso che consente di chiedere aiuto senza attirare l’attenzione dell’aggressore. Il movimento è composto da tre passaggi: alzare la mano con il palmo in avanti, piegare il pollice verso l’interno, chiudere le altre dita sopra il pollice. La guida illustra quando può essere usato e come chi lo vede può intervenire in sicurezza, ricordando che la priorità è evitare azioni dirette che potrebbero esporre a rischi. La raccomandazione è di chiamare il 112 indicando di aver visto il segnale e, una volta possibile, contattare il 1522, numero nazionale antiviolenza e antistalking attivo 24 ore su 24. Il documento contiene inoltre i riferimenti dei Centri antiviolenza di Torino e provincia. L’iniziativa arriva in un momento in cui i nuovi dati raccolti da Eurostat, aggiornati a marzo 2024, mostrano che una donna su tre nell’Unione Europea ha subito nel corso della vita violenza fisica, minacce e/o violenza sessuale. Le percentuali indicano che il 13% ha subito violenza fisica o minacce senza componenti sessuali, mentre il 17% ha vissuto episodi di violenza sessuale. Numeri che continuano a delineare un fenomeno diffuso e radicato. Nel numero diretto da Gino Cecchettin saranno presenti storie, dati, interventi specialistici e testimonianze raccolte per offrire ai lettori un quadro chiaro della situazione, con l’obiettivo di rendere l’informazione uno strumento di supporto concreto. (In foto, Gino e Giulia Cecchettin)