Falsi e pressioni sull’intervista a Diana: esce “Dianarama”, il libro che scuote la BBC

“La BBC ha ucciso Diana?” è la domanda che torna oggi sulle prime pagine britanniche dopo l’uscita di “Dianarama”, il libro con cui l’ex reporter Andy Webb ricostruisce, con documenti finora inediti, come l’intervista del 1995 alla principessa Diana sarebbe nata da una catena di falsi, pressioni e omissioni interne all’emittente pubblica. Il volume, pubblicato questa settimana nel Regno Unito, riapre un caso che da trent’anni scuote l’immagine della BBC e mette in discussione il comportamento del giornalista Martin Bashir, autore dell’incontro trasmesso dal programma Panorama. Webb documenta come Bashir avrebbe mostrato a Earl Spencer, fratello di Diana, estratti bancari falsificati per far credere che persone vicine alla principessa fossero pagate dai servizi di sicurezza per sorvegliarla. Secondo l’autore, queste informazioni – poi rivelatesi prive di fondamento – avrebbero convinto Diana che la sua vita e quella dei figli fossero al centro di complotti, alimentando un clima di paura in un momento già segnato dalla separazione dall’allora principe Carlo. Nel libro si sostiene che alla principessa sarebbe stato riferito che Carlo avesse una relazione con la baby sitter dei figli, Tiggy Legge-Bourke, e che persino il giovane William fosse spiato attraverso un orologio progettato per registrare le conversazioni. Il volume riporta testimonianze che negli anni hanno contribuito a tenere aperto il dibattito sulla vicenda. Il principe Harry dichiarò: “Nostra madre ha perso la vita a causa di ciò”. Una terapista vicina a Diana affermò di ritenere Bashir “totalmente responsabile per la morte di Diana”. Webb inserisce queste frasi come parte del quadro storico, senza attribuire interpretazioni personali. Nel libro compare anche il racconto del grafico Matt Wiessler, incaricato da Bashir di realizzare inconsapevolmente i documenti falsi: l’uomo ricorda di essersi recato, all’alba del 1997, davanti a Buckingham Palace, convinto di avere avuto «un ruolo» negli eventi che avevano segnato la vita della principessa. Una delle parti centrali del libro riguarda la gestione della vicenda da parte della BBC. Secondo Webb, l’emittente avrebbe per anni mantenuto negli archivi materiali incompleti, svolto verifiche insufficienti e protetto la versione ufficiale dell’intervista. Nel 2021, l’ex giudice della Corte Suprema Lord Dyson definì l’indagine interna del 1996 “deplorevole e inefficace”, un giudizio che la BBC ha successivamente accettato integralmente, presentando scuse pubbliche e procedendo a risarcimenti. Webb ricostruisce anche i contatti tra Earl Spencer e l’emittente, sostenendo che nel 2020 il fratello di Diana avrebbe fornito nuovi dettagli sul contenuto delle conversazioni avute con Bashir nel 1995. Il libro cita inoltre una fonte anonima secondo cui il principe William, definito “un antagonista implacabile”, starebbe “prendendo provvedimenti per scoprire” ogni elemento ancora poco chiaro sul caso, avvalendosi di persone incaricate di approfondire il dossier. William aveva già dichiarato pubblicamente che l’intervista contribuì ad aggravare la solitudine della madre. Le rivelazioni arrivano mentre la BBC è impegnata a rispondere ad altre contestazioni legate alla manipolazione del montaggio di un discorso di Donald Trump, episodio che ha portato l’emittente ad affrontare una nuova ondata di critiche.