Il Sole 24Ore chiude gli eventi per i suoi 160 anni con un concerto nel Duomo di Milano

Il Sole 24 Ore ha celebrato ieri sera a Milano i suoi 160 anni con un concerto speciale diretto dal Maestro Lorenzo Viotti, che ha guidato la Filarmonica della Scala sotto le arcate del Duomo, offrendo al pubblico un evento accessibile anche in streaming. L’iniziativa, organizzata grazie all’ospitalità della Veneranda Fabbrica del Duomo, ha portato in scena la Ciaccona dalla Partita n. 2 in re minore BWV 1004 di Johann Sebastian Bach e la Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, scelte per segnare il momento conclusivo di un anno intero di celebrazioni. L’appuntamento, sostenuto da UniCredit come main partner e da Berlucchi Franciacorta come event partner, ha riunito numerosi ospiti. Tra loro, in veste di ospitante, monsignor Gianantonio Borgonovo, arciprete del Duomo di Milano, che ha dichiarato: “La Veneranda Fabbrica del Duomo e il Capitolo Metropolitano, custodi del Mistero che il Duomo non cessa di manifestare nel cuore della Civitas milanese, accolgono con gioia questo concerto, per celebrare insieme i primi 160 anni de Il Sole 24 Ore. La Filarmonica della Scala, con il rigore sacro della Ciaccona di Bach e la monumentalità della Sinfonia n. 5 di Čajkovskij che si confronta con il tema del fato, ci invita alla riflessione. Ad multos annos!”. Il coordinatore artistico della Filarmonica, Damiano Cottalasso, ha sottolineato il valore del luogo ricordando il “Duomo, che insieme al Teatro alla Scala incarna l’essenza di Milano e il suo tratto distintivo più profondo. L’immensità dello spazio e la dimensione sacra trasformano ogni esecuzione, rendendola sempre un momento particolare, questa volta anche come omaggio al giornale che da oltre un secolo e mezzo racconta la storia, l’economia, la cultura del Paese”. Nel corso della serata è stato ricordato il lungo percorso del giornale, fondato nel 1865. La presidente del Gruppo 24 Ore, Maria Carmela Colaiacovo, ha affermato: “Dal 1865 a oggi, attraversando tre secoli, non ha mai tradito la propria missione: essere un presidio di autorevolezza, indipendenza e competenza al servizio di imprese, istituzioni, professionisti e di tutti i cittadini. Siamo orgogliosi di celebrare 160 anni di storia con un concerto speciale nella suggestiva cornice del Duomo insieme ai nostri stakeholder e lettori: una comunità che si riconosce nel valore imprescindibile di un’informazione di qualità come bene essenziale per il Paese”. L’amministratore delegato del Gruppo 24 Ore, Federico Silvestri, ha evidenziato il valore simbolico dell’evento: “Il concerto esclusivo della Filarmonica della Scala in Duomo – sottolinea l’ad del Gruppo 24 Ore, Federico Silvestri – rappresenta il culmine di un intero anno di iniziative dedicate a celebrare la storia e l’evoluzione del nostro giornale e il suo ruolo nel sistema economico, culturale e informativo del Paese. In questi 160 anni abbiamo costruito un patrimonio di credibilità che è il nostro bene più prezioso e che sarà il faro che ci guiderà anche per il futuro. Viviamo quindi questo anniversario con un forte senso di responsabilità e, soprattutto, uno straordinario stimolo a proiettarci nelle sfide future, mantenendo sempre elevata la qualità del nostro ecosistema informativo capace di generare un grande valore per il Sistema Paese”. A chiudere la serata gli interventi dedicati al lavoro giornalistico. Il direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, ha osservato: “Diciamo, senza timore di smentita che in 160 anni di vita Il Sole 24 Ore ne ha viste di tutti i colori. Ci sono stati anni splendidi e altri maledetti. Inutile perdersi in dettagli. L’augurio, per i prossimi 160 anni, è che siano sempre migliori. Di sicuro l’impegno è a continuare il lavoro quotidiano nella ricerca di notizie che i lettori non conoscano già, d’interviste non banali e di analisi degne di essere lette. Sempre all’insegna della dialettica, mai forzando i fatti in funzione delle opinioni”. (In foto, il direttore Fabio Tamburini)
Sky News prepara l’era delle ricerche “video-first”: l’AI cambierà come troviamo le notizie

Al Web Summit di Lisbona Sky News ha annunciato un passo strategico che potrebbe ridefinire il modo in cui il pubblico scopre e consulta le notizie online: l’integrazione della ricerca semantica nel proprio archivio video, con l’obiettivo di renderlo pienamente compatibile con un futuro in cui le ricerche saranno mediate dalle intelligenze artificiali e restituiranno risultati direttamente in formato video, anziché in semplici elenchi di link. L’annuncio è arrivato durante un panel organizzato da Press Gazette che ha riunito David Rhodes, presidente esecutivo di Sky News, Rachel Corp, CEO di ITN, e Pedro Vargas David, presidente di Euronews. Al centro del confronto, l’impatto dell’AI sulle redazioni e il cambiamento delle abitudini di fruizione delle notizie. Rhodes ha descritto la strategia “video-first” rientrante nel piano Sky 2030, partendo da un dato significativo: “Negli ultimi sette giorni abbiamo registrato 100 milioni di visualizzazioni su TikTok”. Una cifra che conferma come piattaforme come TikTok e YouTube siano ormai centrali nella distribuzione delle notizie. Secondo Rhodes, il prossimo cambiamento riguarderà la ricerca stessa: “dobbiamo prepararci a un mondo in cui chiedi e ottieni un risultato video”. Per arrivarci, Sky sta collaborando con Prorata e Arc XP per integrare una ricerca semantica avanzata che permetta all’AI di “capire” il contenuto dell’intero archivio, non solo titoli e descrizioni. Pedro Vargas David ha raccontato come l’intelligenza artificiale stia già trasformando in concreto il lavoro dei reporter. Oggi, ha spiegato, è possibile creare servizi completi con “tre iPhone e un treppiede”, mentre la traduzione e l’adattamento dei contenuti nelle 19 lingue dell’emittente sono in buona parte automatizzati: “l’intelligenza artificiale ha liberato molto tempo giornalistico per creare storie vere e proprie, anziché dover tradurre e adattare”. ITN, che produce i notiziari per Channel 4, ITV e Channel 5, sta ottenendo qualche ricavo dal digitale, ma non abbastanza per compensare la perdita dei finanziamenti tradizionali. Corp spiega che la priorità è raggiungere il pubblico ovunque, anche se piattaforme come TikTok non generano entrate significative. ITN sta già usando l’intelligenza artificiale per attività pratiche in produzione, come il controllo ortografico e la ricerca di immagini d’archivio, per rendere il lavoro più efficiente. (In foto, David Rhodes)
L’Espresso compie 70 anni con mostra, talk e incontro al Quirinale. Attesa per l’archivio digitalizzato del giornale

A Roma, oggi, l’editore Donato Ammaturo e il direttore Emilio Carelli hanno incontrato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per celebrare i 70 anni de L’Espresso, il settimanale fondato nel 1955 da Arrigo Benedetti. L’appuntamento ha aperto una giornata dedicata ai festeggiamenti, iniziata al Quirinale e proseguita nel pomeriggio a Palazzo Brancaccio, dove sono stati organizzati incontri, interventi e una mostra di copertine storiche. Nella nota diffusa dal settimanale si legge che l’incontro con il Capo dello Stato è stato considerato “un onore che rafforza il senso della nostra responsabilità pubblica”. Ammaturo ha ricordato che il futuro dell’informazione passa da un lavoro continuo sulla qualità e sull’autorevolezza, principi indicati come fondamentali anche per gli anni a venire. Carelli ha ringraziato il Presidente per l’attenzione verso la stampa, spiegando che al Quirinale è stata portata la testimonianza di una comunità che ritiene il giornalismo “una missione e un servizio al Paese”. Nel pomeriggio, a Palazzo Brancaccio, si sono alternati giornalisti, artisti, studiosi e personalità istituzionali. La mostra ha esposto prime pagine che hanno segnato momenti importanti della storia italiana e internazionale, come quelle dedicate al caso Moro, all’allarme Aids, alle vicende di Falcone, al traffico di droga, all’operazione contro Bin Laden e alla mafia, con l’immagine di Matteo Messina Denaro. Le copertine sono state presentate come parte della memoria collettiva costruita dal settimanale. Gli incontri sono iniziati con il racconto del lavoro visivo della testata, guidato dall’art director Stefano Cipolla e dall’illustratore Andrea Calisi. Sono poi intervenuti reporter e inviati che hanno parlato del mondo arabo, della musica come forma di impegno e del lavoro delle organizzazioni internazionali. La relatrice speciale dell’Onu, Francesca Albanese, ha spiegato che l’imparzialità significa “portare avanti il lavoro nonostante gli attacchi”, ricordando i sacrifici degli ultimi tre anni. Durante la giornata si è discusso anche del ruolo della televisione nel contrasto alla violenza di genere. La giornalista Serena Bortone ha dichiarato che “la tv è fondamentale” per costruire una società più equilibrata. Non sono mancati interventi sui temi più attuali del giornalismo, dall’importanza dell’inchiesta al rapporto tra stampa e potere. Il conduttore Corrado Formigli ha parlato del recente sciopero al Sole 24 Ore e del bisogno dei giornalisti di poter interrogare chi governa. Tra gli ospiti c’erano anche figure impegnate nella lotta alla mafia, come Nicola Gratteri, e rappresentanti della politica nazionale e locale. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha spiegato che la sua presenza su TikTok nasce dall’idea che “raccontare i nostri interventi è un dovere”. Sono intervenuti anche giovani dirigenti politici e la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, con un messaggio video. Carelli ha ricordato il “gruppo di giornalisti coraggiosi” che fondò il settimanale, spiegando che L’Espresso ha attraversato decenni di storia raccontando diritti, terrorismo, criminalità organizzata e conflitti, come quello di Gaza. Ha inoltre annunciato la prossima pubblicazione online dell’intero archivio digitalizzato, dalla nascita del giornale a oggi.