The Observer nomina Mike Duffy primo direttore commerciale

Mike Duffy, primo direttore commerciale di The Observer

The Observer ha nominato il suo primo direttore commerciale sei mesi dopo la vendita dal Guardian a Tortoise Media. La scelta è caduta su Mike Duffy, manager con una lunga esperienza internazionale, che arriva dalla rivista Time, dove era vicepresidente e responsabile delle attività per Europa, Medio Oriente e Africa.

Duffy avrà il compito di guidare la nuova strategia pubblicitaria e le partnership commerciali del giornale, rafforzando i rapporti con agenzie e marchi. L’operazione segna un passo importante perché l’Observer, che dal mese di aprile era in una fase di transizione, si prepara a diventare completamente indipendente dal team pubblicitario del Guardian. L’accordo di co-vendita della pubblicità tra i due giornali, attivo dalla cessione ad aprile, terminerà infatti il 10 ottobre.

Duffy ha già ricoperto ruoli di primo piano in altre realtà editoriali: è stato direttore vendite per l’area EMEA di Forbes e direttore clienti globale al Financial Times. Presentando i suoi obiettivi, ha dichiarato: “Si tratta di un’opportunità unica per ricostruire The Observer come partner significativo per i marchi che desiderano pubblicizzare, riunirsi e raccontare la propria storia. La mia ambizione, insieme al team commerciale, è quella di costruire un’azienda grande quanto il marchio, che onori la straordinaria tradizione di The Observer e che al contempo dia forma a un nuovo, audace futuro”.

Il nuovo direttore commerciale riporterà ai due co-amministratori delegati dell’Observer, Emma Sullivan e Richard Furness. A rafforzare il settore pubblicitario entrerà anche Nick Territt, ex direttore dei giornali del Times e del Sunday Times, chiamato a ricoprire il ruolo di direttore della pubblicità.

In parallelo, l’Observer ha annunciato la nascita di uno studio creativo interno, chiamato Studio 1791, che lavorerà con i brand per sviluppare contenuti capaci di proporre “narrazioni potenti e affidabili che creino un legame profondo con il pubblico”.