Giudice respinge la causa di Trump da 85 pagine contro il New York Times

Donald Trump

Un giudice federale della Florida ha respinto la causa per diffamazione presentata da Donald Trump contro il New York Times, definendola “impropria e inammissibile”. La decisione è arrivata dal giudice Steven Merryday, nominato nel 1991 dall’ex presidente George H.W. Bush, che ha criticato la denuncia per la sua eccessiva lunghezza e mancanza di chiarezza.

Trump sosteneva che il quotidiano avesse danneggiato la sua reputazione come uomo d’affari e chiedeva un risarcimento di 15 miliardi di dollari. Secondo Merryday, il documento di 85 pagine preparato dai legali dell’ex presidente era “inutile e divagante”, con un’accusa formale introdotta solo alla pagina 80 e preceduta da decine di pagine che elogiavano Trump.

Il giudice ha stabilito che i legali hanno violato “in modo inequivocabile e imperdonabile” le regole del tribunale, riempiendo la denuncia di contenuti “ripetitivi e superflui”. Ha inoltre sottolineato che un tribunale non deve essere usato come “megafono per le pubbliche relazioni o podio per comizi politici”.

Merryday ha però concesso agli avvocati 28 giorni per presentare una nuova denuncia, purché non superi le 40 pagine. Al momento, la Casa Bianca non ha rilasciato commenti sulla vicenda, riportata anche dall’agenzia Bloomberg.