New York Times come “piattaforma di abitudini”: i giochi superano le notizie

NYTimes interno redazione

Nel 2024, come riportato da Linkiesta, gli abbonati del New York Times hanno trascorso più tempo sui suoi giochi digitali che a leggere le notizie. Lo rivelano i dati diffusi da ValueAct Capital, uno dei principali investitori del gruppo editoriale, durante una presentazione agli azionisti. Titoli come Wordle, Connections e Spelling Bee sono diventati attività quotidiane per milioni di utenti, trasformando il giornale in una vera piattaforma di abitudini dove l’informazione convive con contenuti di intrattenimento.

Secondo i dati interni, nel 2024 i giochi sono stati utilizzati oltre undici miliardi di volte. Wordle da solo ha superato i cinque miliardi di sessioni e l’app dedicata ai giochi ha raggiunto 2,6 milioni di utenti attivi giornalieri a ottobre, con una crescita del 195% in un anno. Il gioco Connections, lanciato ufficialmente nell’estate 2023, ha contribuito in modo decisivo a questa crescita. Gli utenti che interagiscono sia con i giochi sia con le notizie tendono a rimanere abbonati più a lungo, secondo quanto indicato dall’azienda.

La trasformazione del New York Times da giornale a piattaforma multi-servizio ha avuto un momento chiave nel gennaio 2022, con l’acquisizione di Wordle dal suo creatore, l’ingegnere britannico Josh Wardle. L’operazione, stimata in milioni di dollari, ha portato all’espansione della redazione giochi, oggi composta da circa cento persone tra editor, sviluppatori, designer e specialisti di marketing. Alcuni titoli, come Spelling Bee, sono nati sulla carta; altri, come Letter Boxed o Tiles, sono stati ideati direttamente per l’app mobile.

Tra i progetti più recenti figura Crossplay, variante del classico Scrabble, testata in Nuova Zelanda nel 2025 come app separata, pensata per un pubblico meno legato alla lettura quotidiana ma interessato alla competizione. Il responsabile della divisione giochi, Jonathan Knight, ha spiegato che l’obiettivo è offrire un’esperienza senza le dinamiche più invasive del mobile gaming, come monetizzazioni aggressive o meccaniche simili a “mini-casinò”.

Il modello punta sulla fidelizzazione attraverso micro-esperienze quotidiane, in grado di generare abitudine e condivisione sui social. Ogni partita, breve e gratificante, spinge l’utente a tornare, creando un legame costante con il marchio. All’interno dello stesso abbonamento, a partire da 25 dollari al mese negli Stati Uniti, sono inclusi anche notizie, podcast, cucina e sport.

Non mancano però osservazioni critiche. L’ex editorialista Andrew Rosenthal ha ricordato, in un’intervista, che l’espansione in aree non editoriali è avvenuta mentre venivano ridotte risorse in settori tradizionali, come con la chiusura della storica redazione sportiva nel 2023. L’azienda sostiene che i ricavi di giochi e altri servizi contribuiscono direttamente al sostegno dell’informazione.

(In copertina, l’interno della redazione del NYTimes)