Il New York Times difende il WSJ escluso dalla Casa Bianca

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Il New York Times difende il Wall Street Journal dopo l’esclusione dal pool stampa della Casa Bianca da parte dell’amministrazione Trump. La misura è stata presa in seguito alla pubblicazione di un’inchiesta che collega l’ex presidente Donald Trump a Jeffrey Epstein. Il fatto è avvenuto martedì 22 luglio 2025 a Washington, quando il WSJ è stato escluso dal viaggio presidenziale in Scozia. Il New York Times, con una dichiarazione pubblica, ha definito la decisione “una semplice ritorsione da parte di un presidente nei confronti di un’organizzazione giornalistica per aver fatto un’informazione che non gli piace”.

La polemica è scoppiata dopo la pubblicazione da parte del WSJ di un articolo secondo cui Trump avrebbe inviato nel 2003 una lettera di compleanno “oscena” a Epstein, all’interno di un libro rilegato in pelle con contenuti sessualmente allusivi. In risposta, Trump ha negato i fatti e ha avviato una causa per diffamazione da 10 miliardi di dollari contro la testata, che ha però confermato la fondatezza del proprio lavoro investigativo.

Secondo il portavoce del Times, il comportamento della Casa Bianca “priva gli americani di informazioni su come opera il loro governo” e costituisce “un attacco ai principi costituzionali fondamentali che sostengono la libertà di parola e la libertà di stampa“. Il Times ha inoltre sottolineato che “gli americani, a prescindere dal partito, meritano di conoscere e comprendere le azioni del presidente”.

Anche Weijia Jiang, presidente della White House Correspondents’ Association, ha espresso forte preoccupazione per la decisione, definendola “ritorsione governativa” e segnalando che la misura mina le tutele previste dal Primo Emendamento.